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Perché le menti più brillanti necessitano di solitudine.Così sviluppano il loro talento.

E’ confermato da molti studi di psicologia e sociologia, le menti più brillanti necessitano di solitudine, lo stare soli permette loro di sviluppare il loro talentosolitudine menti brillanti

Questo potrebbe spiegare perché molti leader finiscano per condurre una vita da single e perché la maggior parte dei più grandi geni, poeti, scrittori ecc della storia abbiano partorito le loro scoperte,opere  nel chiuso di una stanza, in perfetta solitudine. da Giacomo Leopardi a Emily Dickinson, da Reiner Maria Rilke a Friederich Nietzsche e tanti altri.

L’artista, che si ritira e si isola dagli altri, prova queste e altre sensazioni e cerca di comunicarle alle altre persone.

Questa è la prova che lo stare da soli offre l’opportunità di potenziare le proprie facoltà mentali, dalla concentrazione all’attenzione, alla capacità di risolvere i problemi e di mettersi alla prova, mentre lo stare in compagnia tende inevitabilmente a deconcentrarci.

Di certo non bisogna stare sempre da soli, per non andare incontro ad una sorta di depressione, bisogna anche vivere la vita sociale, ma qual’è la giusta proporzione che rende la solitudine creativa? O per meglio dire,  quanto occorre stare soli per mettere a frutto il tempo per se stessi?

Una accettabile risposta a questa domanda la diede Glenn Gould, famoso pianista canadese che visse quasi un’intera vita lontano da tutti:

Non so dire quale sarebbe la giusta proporzione, ma ho sempre avuto una sorta di intuizione, che per ogni ora passata in compagnia di un altro essere umano si ha bisogno di un numero indeterminato di ore da soli”.

Secondo Glenn Gould quindi le ore di solitudine dovrebbero essere molto maggiori di quelle in compagnia per sviluppare il proprio talento,  nell’isolamento infatti è più facile ascoltare i propri pensieri ed elaborarli.

La solitudine quindi  è alla base della creatività, dell’innovazione e della buona leadership.
Uno studio del 1994 condotto da Mihaly Csikszentmihalyi (il grande psicologo della felicità) ha rilevato che gli adolescenti che non sopportano la solitudine non sono in grado di sviluppare talento creativo.

Il vivere una buona parte del proprio tempo in solitudine può inoltre aiutare ad esprimere le proprie emozioni e a scoprire delle capacità inaspettate.
Se si è abituati a passare le giornate sempre in compagnia, il doversi ritrovare a passare buona parte del tempo da soli potrebbe portare ad uno smarrimento, ma se si supera questo primo momento,  a poco a poco, la capacità inventiva può mettersi in moto. E questo vale per tutti, non solo per le menti più brillanti…

Riferimento: dionidream

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