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Camminerò: il canto dei Navajo. La poesia degli Indiani d’America

I Navajo erano una tribù nomade che apparteneva al gruppo Apache degli indiani d’America. Tra i loro riti c’era un canto che rappresenta un fantastico inno alla natura e a come affrontare la vita: “Camminerò”.
I Navajo erano una tribù nomade che apparteneva al gruppo Apache degli indiani d'America

I Navajo appartengono all’insieme delle nazioni Apache che intorno al 1500, provenienti dal nord, si stanziarono in un vasto territorio che si estende dall’Arizona al Texas occidentale e dal Colorado al nord del Messico entrando in conflitto con le popolazioni Pueblo che vivevano in quei territori. A differenza delle altre popolazioni amerindie gli Apache non avevano una sola identità di nazione o tribù, ma erano distinti in clan o gruppi familiari estesi, fondati su base matrilineare (gli uomini andavano a vivere presso la famiglia della sposa).

I Navajo erano in origine un popolo nomade e guerriero, che integrava il suo sostentamento ottenuto con la caccia, anche con incursioni contro i Pueblo prima, e poi anche contro gli spagnoli.
Al contrario degli indiani Apache, il modo di vivere e l’ economia si modificavano a seconda del contatto con i Pueblo e con gli spagnoli: infatti adottarono certe attività come la tessitura, la ceramica e l’agricoltura, dagli indigeni che a volte vivevano in mezzo a loro. Inoltre, la tribù degli indiani Navajo non mangiavano subito le pecore che ottenevano con le scorrerie sugli spagnoli, come facevano invece le tribù Apache, ma le allevavano per ricavarne, oltre al cibo anche la lana, diventando dei veri esperti allevatori. Le tribù degli indiani Navajo avrebbero potuto così mantenersi autonomamente, ma restavano comunque un popolo primitivo che provava un fortissimo amore per la natura e per la vita.

Come gli alti indiani d’America avevano un rito per ogni cosa, per esempio per la foratura delle orecchie, per fumare il Calumet della pace, per la danza degli spiriti, poi c’era la cerimonia della visione, il rito di passaggio della donna, la danza del sole ecc.
tra questi riti c’era anche un canto davvero molto bello e molto profondo che rappresentava per loro un vero e proprio inno al miglior modo d’affrontare la vita, che testimonia ancora una volta la grande e “naturale” saggezza di questo popolo: “Camminerò”. Ecco le strofe riportate di seguito:

“Con il cuore colmo di vita e d’amore camminerò. 
Felice seguirò la mia strada. 
Felice invocherò le grandi nuvole
cariche d’acqua. 
Felice invocherò la pioggia che placa la sete.
Felice invocherò i germogli sulle piante.
Felice invocherò polline in abbondanza.
Felice invocherò una coperta di rugiada.
Voglio muovermi nella bellezza e nell’armonia.
La bellezza e l’armonia siano davanti a me.
La bellezza e l’armonia siano dietro di me.
La bellezza e l’armonia siano sotto di me.
La bellezza e l’armonia siano sopra di me.
Che la bellezza e l’armonia siano ovunque, sul mio cammino.
Nella bellezza e nell’armonia tutto si compia.”

Poesia dei Navajo.

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