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Riapertura tra regioni il 2 giugno: parla il ministro Boccia

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Per far risollevare l’economia governo e regioni hanno la necessità di riaprire il flusso tra le varie parti d’Italia, ma allo stesso tempo hanno l’obbligo di prevenire una ripartenza dei contagi, e le scene della movida viste in tutte le città italiane questo fine settimana destano preoccupazione. Queste le dichiarazioni a la stampa del ministro per gli affari regionali Francesco Boccia:

Era prevedibile, in qualche modo, che dopo due mesi di Paese chiuso, la gente uscisse e si mettesse, non solo metaforicamente, a correre. Basta guardare in questi giorni i bambini, io penso a mia figlia, che corrono all’impazzata, senza una meta, con una gran voglia di libertà, ad abbracciare la natura e si spera presto anche gli amici. Cosa ben diversa sono gli assembramenti di alcune movide.

“Non siamo sorpresi per quel è accaduto in questo fine settimana. Ma se è comprensibile e umano, dopo due mesi, uscire di casa, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid 19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani. A fine settimana il Consiglio dei ministri farà le sue valutazioni in base al numero dei contagi. E per lo sblocco della mobilità tra Regioni faremo le nostre valutazioni: non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve“.

Le parole di Boccia fanno presagire ad un prolungamento della chiusura tra le regioni.
La maggioranza dei cittadini – rincara la dose Boccia – rispetta le regole ed è indignata per i comportamenti di poche persone. Sinora abbiamo usato il metodo del bastone e della carota: sembra aver funzionato. Che senso ha bruciare tutto per una notte da movida?”.

Il ministro Boccia e il presidente dell’Anci, nonché sindaco di Bari, Antonio Decaro, hanno messo a punto un bando per reclutare 60mila assistenti civici, figure professionali che contribuiscano a dare una mano per far rispettare il distanziamento sociale nei parchi, nelle spiagge e nei locali. I requisiti: dovranno essere maggiorenni, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza o di ammortizzatori sociali. E opereranno fino al termine dello stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri.

I“questurini” volontari che vigileranno su movida e assembramenti: saranno “migliaia di persone in strada per ricordare a tutti le regole della nostra convivenza” ha ricordato Boccia.

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