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Limiti contante: nuove strette su pagamenti e prelievi al bancomat

Delle nuove restrizioni sono in arrivo per quanto riguarda il pagamento in contanti di un bene o un servizio, e il prelievo mensile presso gli sportelli atm e fisici. Si tratta di nuovi limiti all’utilizzo  e alla circolazione del denaro contante applicati dal governo per uno scopo ben preciso. L’obiettivo sarebbe quello di promuovere l’antiriciclaggio e contrastare l’evasione fiscale tramite l’abbassamento della soglia sull’utilizzo delle banconote. Oltre tale soglia è obbligatorio l’utilizzo di strumenti tracciabili come POS, bancomat o carta di credito. Nessun limite invece viene applicato al versamento di soldi cash sul conto, ma in alcuni casi si potrebbe finire sotto la lente di ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate.

Pagamento tramite POS contactless
Foto pexels.com

Nuovi limiti in arrivo per quanto riguarda il trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi. Si tratta di variazioni sulle soglie che prevedono l’utilizzo dei soldi cash per pagamenti di beni, servizi e anche per le donazioni. Ogni movimentazione deve avere un ammontare inferiore alla soglia descritta di seguito.
I prelievi invece, come tutti sanno sono tracciati e quindi messi sotto controllo dal fisco. Il riepilogo mensile dei soldi prelevati presso sportelli atm o fisici, rivela l’uso nel tempo dei contanti. Anche in questo caso è previsto un limite che, se oltrepassato, potrebbe far scattare i controlli dell’Agenzia delle entrate.
La lotta al contante è in rapida evoluzione, e dobbiamo farcene una ragione.

I nuovi limiti al contante per i prelievi al bancomat

E’ vero, i soldi sono nostri e in teoria potremmo farne ciò che vogliamo. In verità possiamo acquistare ciò che vogliamo, donare quanto si vuole, ma se si utilizzano soldi cash ci sono dei paletti da rispettare. Il limite per quanto riguarda i prelievi dal conto corrente in realtà non esiste, ma c’è un paletto, una soglia oltre la quale potrebbero scattare i controlli del fisco.

E’ ovvio che se si preleva sistematicamente troppo denaro contante, questo è un campanello d’allarme per il Fisco, che si adopererà per effettuare i dovuti controlli. I campanelli d’allarme scattano sia sui prelievi giornalieri che su base mensile, e le partite Iva sono tenute diversamente sotto osservazione rispetto ai privati. Per il Fisco, un’azienda o un lavoratore autonomo che preleva troppo potrebbe finanziare del lavoro in nero.

Il controllo potrebbe scattare se da un conto corrente aziendale, o di una partita iva, vengono prelevati 1000€ in un solo giorno, oppure di 5000€ in un mese.
I privati che prelevano  intorno ai 500 – 1000€ in un giorno e tra i 2 e i 3000€ mensili, potrebbero anch’essi essere messi sotto osservazione.

Va precisato che il superamento di tali soglie non posta ad un immediato accertamento fiscale. Dal momento che scatta il campanello d’allarme, il correntista viene monitorato per verificare se tali movimenti di denaro contante sono sistematici nei mesi a seguire. In pratica se sfori tali paletti di tanto in tanto non succede nulla, ma se lo fai ogni giorno, oppure su base mensile, dovresti iniziare a preoccuparti.

I limiti per i pagamenti in contanti

Attualmente la soglia da non superare per quanto riguarda il pagamento in contanti di un bene, servizio o donazione, ammonta a 1.999,99€. Tale soglia ha subito molte variazioni nel corso degli anni a venire. Dai 12.000€ imposti dal governo Berlusconi nel 2002 si è passati ai 3.000€ del governo Renzi nel 2016. Attualmente la soglia è fissata a 1.999,99€, ma dal 1 gennaio 2022 sarà dimezzata a 999,99€.

Donazioni in contanti o acquisti per un importo che va da 1.000€ in su saranno considerati illeciti, e perseguibili con sanzioni di migliaia di euro.
Le donazioni tra parenti sono anch’esse incluse nel nuovo limite, come ad esempio una donazione in contanti ad un parente o un figlio.

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