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Zangrillo: “i media stanno creando una paranoia incurabile”

Alberto Zangrillo, primario del reparto Anestesia e rianimazione dell’Ospedale San Raffaele di Milano, picchia duro contro i media e il mondo dell’informazione in generale. Riferendosi alla nuova ondata e alla ripresa dei contagi, denuncia con un Tweet una nuova sorta di psicosi creata ingiustificatamente dai media.

Zangrillo primario Ospedale San Raffaele
Screenshot YouTube

I contagi stanno gradualmente riprendendo in tutta Italia e di conseguenza si sta nuovamente creando una sorta di panico generale in vista delle festività natalizie. Il Prof. Alberto Zangrillo cerca di placare gli animi, e di mettere un freno a quelli che, a suo dire, stanno creando dell’allarmismo eccessivo. I media secondo il medico sarebbero responsabili della nuova “paranoia” diffusa in buona parte dei cittadini italiani, la quale sarebbe, a differenza del virus, “incurabile“.

Il professore si è mostrato sempre in controtendenza con l’informazione, anche nel corso delle prime ondate in cui la situazione era molto più grave e ben diversa, definendo quella dei media come una strategia del terrore applicata per uno scopo non ben definito.
Il primario ritiene ovviamente giusto combattere il virus con tutti i mezzi a disposizione, ma bisogna ostacolare anche la strategia del terrore che porta a  malattie a volte incurabili come paranoia, panico e ansia.

Sarebbero i media, con la loro strategia a creare “assembramenti di persone fuori dalle farmacie in attesa di tampone” denuncia il medico.
Anche in questo periodo, mentre il governo sta pensando ad una nuova stretta in vista del Natale, Zangrillo cerca di placare gli animi invitando alla calma per non entrare nella “paranoia da contagio” fomentata dai media. Prudenza ma niente panico, sarebbe questo in sintesi il messaggio che dovrebbe arrivare alla gente. Questo il Tweet del dottore:

A Milano gli assembramenti sono creati da persone in attesa di tampone fuori dalle farmacie. La paranoia da contagio, creata dai media, è una malattia incurabile“.

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