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Premio Nobel per l’Economia: l’Italia può uscire dall’euro prima che la Germania la divori

Joseph Stiglitz

L’Unione Europea è il frutto di una serie di accordi conclusi dal dopoguerra ad oggi, tra i principali paesi europei. L’Italia, tra i membri fondatori e promotori, ha ricoperto da subito un ruolo primario. Il motivo principale per cui fu fondata l’Unione europea era quello di garantire la pace il più al ungo possibile dopo due devastanti guerre mondiali.

Tale obiettivo è stato pienamente raggiunto, posto che mai prima d’ora si era mantenuta la pace per un periodo così lungo.
Allora perché da tutte queste belle premesse non è nato un nuovo giardino dell’Eden? Nonostante i buoni propositi ed i successi raggiunti l’U.E. oggi è lungi dall’essere “il migliore dei mondi possibili”.

L’U.E. ha avuto il merito, ma anche la colpa, di trasformare le crisi belliche in altrettanti violenti scontri finanziari volti ad affermare la supremazia economica e politica di un paese sull’altro. Gli esempi si contano innumerevoli: dalla crisi greca alla gestione dei migranti.

Ora che siamo di fronte ad una crisi globale, quella dettata dal Covid-19, si registra una totale assenza di cooperazione e collaborazione. Alcuni paesi dell’UE hanno deciso di fare per conto proprio, e non se ne parla proprio di attuare un protocollo comune avente ad oggetto misure di prevenzione e gestione dei malati. Ma che tipo di unione è questa? Ha senso una unione dove non c’è cooperazione nell’affrontare le difficoltà?

I paesi più stabili finanziariamente hanno deciso di fare per conto proprio in quanto hanno risorse sufficienti per gestire l’emergenza coronavirus, noi invece siamo costretti a bussare alle porte dell’Europa che ancora una volta non ci ha aperto. Volete fondi? C’è il MES.
E questa sarebbe solidarietà?

Cosa succederà al termine dell’emergenza sanitaria? Andremo incontro all’ennesima stretta della politica austera?
A quanto pare è quello che succederà se accettiamo il MES, inizialmente avremo i fondi per affrontare l’emergenza al meglio, una volta finita cominceranno altri guai seri per rimborsare tutto con tanto di interessi inaccettabili.

Arrivati a questo punto conviene restare nella UE? L’Italexit sarebbe davvero conveniente e realizzabile?
In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore Joseph Stiglitz, uno dei padri della moderna scienza economica, premio Nobel per l’economia nel 2001 e professore alla Columbia University afferma:

«L’ Italia fatica dall’ introduzione dell’ euro. Se un Paese va male, la colpa è del Paese; se molti Paesi vanno male, la colpa è del sistema. E l’euro è un sistema quasi destinato al fallimento. Ha tolto ai governi i principali meccanismi di aggiustamento (tassi di interesse e di cambio), e anziché creare nuove istituzioni che aiutassero i Paesi a gestire le nuove situazioni, ha imposto restrizioni – spesso basate su teorie economico politiche screditate – su deficit, debito, e anche riforme strutturali».

Morale della favola? “La risposta della Germania è di caricare il fardello sui Paesi deboli, già provati da alta disoccupazione e bassa crescita. Sappiamo a cosa porta una scelta simile: più dolore, più sofferenza, più disoccupazione, e ancora minor crescita. L’Italia è sufficientemente grande, e ha economisti sufficientemente bravi e creativi, da studiare un’ uscita de facto, introducendo in sostanza una doppia moneta flessibile che potrebbe aiutare a recuperare ricchezza. Questo violerebbe le regole dell’ eurozona, ma la responsabilità di un’ uscita de jure, con tutte le sue conseguenze, sarebbe scaricata su Bruxelles e Francoforte, con l’ Italia che conterebbe sulla paralisi dell’ Unione europea per scongiurare la rottura finale…”.

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