Se hai almeno 65 anni, vivi con un reddito basso e rispetti alcuni requisiti economici, nel 2026 potresti avere diritto alla Carta Acquisti. Vale 80 euro ogni due mesi e può essere usata soprattutto per la spesa e per alcune bollette. Il punto è che non arriva automaticamente a tutti.
Quando le entrate sono basse, anche 40 euro al mese possono fare comodo. Soprattutto se devi pagare la spesa, la luce, il gas e tutte quelle piccole spese che, sommate, pesano parecchio sul bilancio familiare.
Eppure esiste un aiuto che alcune persone con 65 anni o più potrebbero non utilizzare semplicemente perché non lo conoscono oppure perché pensano di non rientrare nei requisiti. Si tratta della Carta Acquisti, una misura che esiste da tempo ma i cui limiti economici vengono aggiornati.
Nel 2026 sulla carta vengono caricati 80 euro ogni due mesi, equivalenti quindi a 40 euro mensili. Non sono soldi che puoi prelevare al bancomat, ma possono essere utilizzati per determinate spese quotidiane.
Il punto importante, però, non è soltanto avere più di 65 anni. Reddito, ISEE e patrimonio possono cambiare completamente la situazione. Ed è proprio qui che molti fanno confusione.
Quanto puoi ricevere e per cosa puoi usare questi soldi
La Carta Acquisti è una normale carta elettronica sulla quale lo Stato versa 80 euro ogni due mesi. Nell’arco di un anno completo si parla quindi, normalmente, di 480 euro.
Non è una pensione aggiuntiva e non è nemmeno un assegno che arriva direttamente sul conto corrente. La somma viene caricata sulla carta e deve essere utilizzata per le spese previste.
Puoi usarla principalmente per comprare generi alimentari negli esercizi abilitati e per pagare le bollette di luce e gas presso gli uffici postali. La carta, invece, non permette di prelevare contanti.
Ci sono anche altri piccoli vantaggi. Nei negozi e nelle farmacie che aderiscono all’iniziativa è previsto, in determinate condizioni, uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati con la Carta Acquisti. Lo sconto non si applica però ai medicinali e ai ticket sanitari.
Potresti quindi pensare: “Ho più di 65 anni e una pensione bassa, allora mi spetta sicuramente”.
Non funziona proprio così.
L’età è soltanto il primo requisito. Devi guardare anche quanto percepisci durante l’anno, il tuo ISEE e alcuni beni posseduti da te o dal tuo coniuge.
Ed è qui che troviamo i numeri che fanno davvero la differenza nel 2026.
I limiti di reddito da controllare nel 2026
Per capire se puoi avere la Carta Acquisti devi distinguere innanzitutto tra chi ha da 65 a 69 anni e chi ha già compiuto 70 anni.
Nel 2026 i principali valori economici da tenere sotto controllo sono questi:
- se hai da 65 a 69 anni, i trattamenti percepiti devono essere inferiori a 8.230,81 euro annui;
- se hai 70 anni o più, il limite previsto arriva a 10.974,42 euro annui;
- in entrambi i casi devi avere un ISEE valido inferiore a 8.230,81 euro;
- il patrimonio mobiliare rilevato ai fini ISEE non deve superare 15.000 euro.
Ma fermarsi soltanto a questi numeri sarebbe un errore.
Sono previsti infatti anche alcuni requisiti relativi ai beni posseduti. Tu e il tuo coniuge, per esempio, non dovete risultare intestatari di più di determinati numeri di utenze, automobili o immobili.
Tra le condizioni previste c’è il fatto di non possedere, da soli o insieme al coniuge, più di due autoveicoli. Esistono inoltre limiti sulla proprietà degli immobili: per esempio non si deve possedere più di un’abitazione con una quota pari o superiore al 25%, secondo le condizioni previste dalla misura.
Questo spiega perché non basta dire semplicemente “prendo una pensione bassa”.
Due persone con la stessa pensione potrebbero trovarsi in situazioni completamente differenti a causa dell’ISEE, dei risparmi o degli immobili posseduti.
C’è poi un altro dettaglio che viene spesso sottovalutato: per il calcolo non bisogna guardare solamente alla pensione che arriva ogni mese.
La domanda non parte da sola e questo può fare perdere il beneficio
La Carta Acquisti non viene assegnata automaticamente a tutte le persone che compiono 65 anni.
Se pensi di avere i requisiti, devi presentare la domanda presso un ufficio postale, utilizzando l’apposito modulo. Saranno poi effettuati i controlli necessari e, in caso di esito positivo, potrai ricevere la carta con l’importo previsto.
Questo è probabilmente uno dei motivi per cui qualcuno potrebbe non utilizzarla pur avendone diritto.
Magari hai sempre pensato che certi aiuti riguardassero soltanto chi non possiede alcun reddito. Oppure hai una piccola pensione e non hai mai controllato il tuo ISEE aggiornato.
Prima di escluderti, quindi, devi guardare i numeri reali.
C’è anche una cosa importante da ricordare negli anni successivi. L’ISEE deve essere in corso di validità. Se sei già beneficiario e non rinnovi la DSU per ottenere il nuovo ISEE, l’erogazione può essere sospesa fino a quando non presenti una nuova dichiarazione valida.
La Carta può essere richiesta da diverse categorie di cittadini previste dalla normativa, tra cui cittadini italiani e dell’Unione Europea e alcune categorie di cittadini stranieri con regolare titolo di soggiorno. È inoltre necessaria la regolare iscrizione all’Anagrafe della popolazione residente.
In pratica, se hai 65 anni o più e vivi con entrate molto basse, non dovresti fermarti alla cifra della pensione che ricevi ogni mese.
Devi controllare ISEE, redditi complessivi e patrimonio. Solo mettendo insieme questi elementi puoi capire se rientri davvero nei requisiti.
E quei 480 euro circa in un anno, per una persona che deve fare i conti con una pensione molto bassa, possono essere una piccola somma ma certamente non insignificante. Il rischio è accorgersene soltanto molto tempo dopo, quando sarebbe bastato verificare prima la propria situazione.







