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Via libera alla pensione INPS per le casalinghe 2022: di cosa si tratta

Fare la casalinga è un lavoro impegnativo e faticoso, al pari di molte altre tipologie di lavoro. Occuparsi delle faccende domestiche non è cosa di poco conto, per non parlare del fatto che molte casalinghe, oltre ad occuparsi della casa, si occupano anche di familiari disabili e non autosufficienti. Coloro che hanno la necessità di occuparsi delle faccende domestiche a tempo pieno, non hanno la possibilità di andare a lavorare. Cosa prevede l’INPS per questa categoria di persone? Una casalinga ha il diritto ad una pensione? No sembrerebbe la risposta scontata a questa domanda, ma non è affatto così. Vediamo i dettagli di seguito.

Fondo pensione casalinghe 2022

Una casalinga può andare in pensione. Esiste infatti il Fondo Pensione per casalinghe, istituito dall’INPS il lontano 1 gennaio 1997. E’ riservato agli uomini e alle donne che si occupano a tempo pieno dei lavori domestici. Anche per il 2022 è attivo il fondo pensione per questa categoria di persone, vediamo come funziona.
Anche quest’anno è possibile accedere al fondo pensione per casalinghe messo a disposizione dall’INPS.

Si tratta di una pensione che si crea sui versamenti autonomi e volontari, versati su questo apposito fondo INPS. Ovviamente una casalinga, o qualsiasi altra persona che si occupa a tempo pieno della casa e della famiglia, non ha un datore di lavoro che gli versa i contributi, e quindi può costruirsi la propria pensione con dei versamenti volontari, o contributi volontari.
Possono iscriversi a tale fondo pensionistico tutte le persone di entrambi i sessi tra i 16 e i 55 anni di età, che si dedicano a tempo pieno alla cura della casa e delle famiglia, senza però ricevere alcun compenso.

In pratica, la casalinga che oltre ad occuparsi delle faccende domestiche possiede anche un posto di lavoro, anche se part time, non può iscriversi al fondo pensione casalinghe.
Arrivati a questo punto la domanda che nasce spontanea è: se non lavoro dove li trovo i soldi per versarmi i contributi?
Molti mariti, mogli o familiari conviventi ad esempio, che hanno un lavoro stabile, pagano i contributi al familiare che si occupa dei lavori domestici, al fine di ottenere una pensione in più in famiglia in età avanzata.

Tra l’altro i contributi da versare non sono per niente alti, l’importo è abbastanza basso, e non c’è nemmeno l’obbligo di versarli ogni mese. In pratica sarà riconosciuto al richiedente un mese di contribuzione ogni 25,82€ versati. Ad esempio si possono versare anche 100€ una tantum, che corrisponderanno a quasi 4 mensilità di contribuzione. Bastano soli 310€ per coprire un anno di contributi.

La pensione per le casalinghe viene calcolata con il metodo contributivo, quindi più sono i contributi versati maggiore sarà l’importo dell’assegno. Inoltre il versamento dei contributi è completamente deducibile dall’IRPEF.
La cosa abbastanza allettante, e che, a differenza di un normale lavoratore, che deve aspettare i 67 anni di età per percepire la pensione, una casalinga iscritta al fondo INPS può percepire l’assegno mensile già dai 57 anni di età. L’importo della pensione maturato però deve essere almeno pari all’assegno sociale maturato del 20%. In pratica si può andare in pensione a 57 anni se l’importo maturato, calcolato con il metodo contributivo, equivale circa a 550 € al mese.

Per iscriversi al fondo casalinghe dell’INPS basterà:

  • presentare domanda online all’INPS attraverso il servizio dedicato;
  • chiamare il contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • recarsi presso enti di patronato e intermediari dell’Istituto, e presentare domanda attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

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