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Verso l’addio ufficiale a queste banconote, ecco da quando

Nonostante tutti i governi del mondo adottino progressivamente misure per promuovere la moneta elettronica, monete e banconote vengono ancora largamente utilizzate. L’economia mondiale ancora non ne può fare a meno, anche se sono oggetto di evasione fiscale, contraffazione e riciclaggio.

La finanza mondiale punta sempre di più alla moneta elettronica e il motivo è semplice. Un introito in contanti deve essere dichiarato volontariamente, mentre un pagamento elettronico è tracciato dal Fisco che automaticamente applica tasse e imposte sulla transazione digitale. In sostanza il contante è “anonimo” perché deve essere dichiarato, e per questo viene utilizzato ancora in modo massiccio da parte delle associazioni criminali e da parte di chi sfrutta il lavoro nero. Inoltre i soldi in contanti sono oggetto di contraffazione, cosa invece impossibile da attuarsi con la moneta elettronica.

Verso l’addio ufficiale alle attuali banconote in euro

La BCE (Banca Centrale Europea) emette le nostre banconote in Euro, e influisce significativamente sulla decisione di digitalizzare il denaro contante, spingendo i governi ad adottare misure per contrastarne l’uso improprio. Ma non può ancora fare a meno di emettere esemplari in quanto tutto il denaro non è stato ancora completamente digitalizzato, e quindi l’economia necessita ancora di soldi cash.

Banconote da 50 e 100 euro

Visto e considerato che il contante sarà ancora in circolazione per diversi anni, la Banca Centrale sta adottando misure per prevenirne almeno la contraffazione. A partire dal 2024, le banconote in euro attuali verranno gradualmente sostituite con nuovi esemplari, che presentano nuovi sistemi di sicurezza anti contraffazione. I falsari dovrebbero avere vita difficile nel contraffare le nuove banconote.

Inoltre il numero di esemplari stampati verrà ridotto gradualmente man mano che passano gli anni, proprio per incentivare l’utilizzo della moneta elettronica in maniera importante. Come è già accaduto con la banconota da 500 euro, la quale non viene più stampata da diversi anni, anche se continua ad avere corso legale, al fine di ridurre il volume di esemplari utilizzati soprattutto dalla criminalità organizzata e per opporsi al lavoro nero.

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