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Ultim’ora pensioni: l’INPS sta per richiedere indietro i soldi a molti pensionati, il motivo

L’INPS sta chiedendo indietro alcune somme precedentemente erogate a molti pensionati attraverso l’ultima circolare. Vediamo cosa sta succedendo e chi sono i soggetti interessati.

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Foto pixabay.com

Attraverso la Circolare n° 174 del 22-11-2021, l’INPS sta provvedendo al recupero di alcune somme indebitamente percepite da molti pensionati. Nella circolare sono presenti le modalità per quanto riguarda il recupero di pensioni, prestazioni previdenziali e retribuzioni che sono state percepite in modo indebito. Per “indebito” si intende l’erogazione errata di somme a vantaggio di contribuenti che non ne avevano diritto.

Come si può apprendere dalla circolare INPS:
“Con la presente circolare si illustra la nuova disciplina introdotta dall’articolo 150 del decreto-legge n. 34/2020 circa la restituzione delle somme indebitamente percepite che, per effetto del nuovo comma 2-bis inserito nell’articolo 10 del TUIR, avviene al netto delle ritenute subite e non costituisce onere deducibile dal reddito”.

L’INPS rivuole indietro le somme indebitamente percepite: il comunicato

Come si evince dal comunicato, le somme dovranno essere restituite al netto delle imposte, al fine di semplificare la gestione dei rimborsi.
Come si legge dal comunicato INPS relativo alla restituzione delle somme indebitamente percepite:

La norma ha disciplinato le modalità di ripetizione dell’indebito su prestazioni previdenziali e retribuzioni assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di acconto e, per semplificare il quadro, ha stabilito che le somme restituite al soggetto erogatore, se assoggettate a ritenuta, sono restituite al netto della ritenuta subita e non costituiscono oneri deducibili“.
La norma contiene inoltre una importante novità: “la possibilità di usufruire, al posto del rimborso, di un credito di imposta pari al 30 per cento delle somme ricevute, utilizzabile senza limiti in compensazione“.

Per quanto riguarda la tempistica della restituzione, può essere chiesta dall’INPS entro un termine ordinario di prescrizione fissato a 10 anni. Ad esempio se avete percepito indebitamente somme dall’INPS lo scorso anno, possono chiedervi il conto anche tra 8 anni.
Inoltre  la restituzione delle somme al soggetto erogatore al netto delle ritenute IRPEF opera per quelle “restituite dal 1° gennaio 2020”, facendo salvi “i rapporti già definiti alla data di entrata in vigore del presente decreto”, vale a dire alla data dal 19 maggio 2020.

Il pensionato riceverà un documento con l’importo lordo, netto e tutte le indicazioni riguardo la restituzione delle cifre indebitamente percepite.

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