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Pensione anticipata a 59 anni: per le donne è possibile, ma sono in poche a saperlo

Ci sono molte lavoratrici italiane che aspettano una meritata pensione dopo anni di duro lavoro. Alcune, secondo la legge, potrebbero andare in pensione anticipata se in possesso di determinati requisiti.

Donna al lavoro
Donna al lavoro

La vita di molte donne non è proprio facile, specie per coloro che, oltre a dover andare al lavoro, si devono occupare della cura della casa e della famiglia nell’orario extra lavorativo. Molte donne praticamente non sono mai libere, e vedono l’unica speranza di un meritato riposo con l’arrivo della pensione di vecchiaia.

Alcune però non sanno che potrebbero andare in pensione anticipata a 59 anni e anche meno, se in possesso dei requisiti contributivi che citiamo di seguito, senza dover per forza aspettare la lontana età pensionabile prevista dalla legge Fornero. Secondo le norme vigenti, le donne, in tutti i casi, maturano il diritto all’assegno pensionistico un po’ prima rispetto agli uomini.
Ma vediamo di seguito quali donne possono andare in pensione a 59 anni, o anche meno, e con quanti anni di contributi.

Le donne che possono andare in pensione con l’INPS a 59 anni e requisito contributivo

Le donne che hanno il diritto di andare in pensione anticipata a 59 anni, o anche meno, sono quelle appartenenti alla categoria dei “lavoratori precoci”.
I lavoratori precoci sono lavoratori che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi e quindi si ritrovano con un’anzianità contributiva molto elevata, pari o superiore ai 40 anni di contributi, ma non hanno ancora l’età anagrafica sufficiente per uscire dal mondo del lavoro.

In genere, per altro, sono persone che si sono fermate alla terza media o al più al diploma, che non hanno iniziato o concluso scuole superiori o un percorso di studio universitario, proprio perché hanno iniziato da subito a lavorare. Per questo, spesso si occupano di attività faticose e pesanti.

L’ordinamento previdenziale consente la pensione anticipata, quando gli anni di contribuzione sono considerevoli. In questi casi, l’età anagrafica viene leggermente ridotta rispetto a quanto previsto per la pensione di vecchiaia.
Secondo quanto stabilito dal  Decreto legislativo 232/2016,  i lavoratori precoci possono andare in pensione a qualsiasi età purché abbiano il requisito contributivo.
Vediamo quanti anni di contributi servono alle donne per andare in pensione prima.

Ad oggi sono richiesti dal sistema previdenziale 41 anni e 10 mesi per le donne per la pensione anticipata. Un altro requisito è quello di avere almeno un anno di contributi maturati prima del diciannovesimo anno di età.
Supponiamo che una donna abbia cominciato a lavorare a 18 anni, maturerebbe il diritto alla pensione anticipata a 59 anni e 10 mesi.

Ma ci sono molte lavoratrici precoci che sono entrate nel mondo del lavoro molto prima del raggiungimento della maggiore età. Queste maturerebbero il diritto alla pensione anticipata ancor prima dei 59 anni in quanto raggiungerebbero in anticipo il requisito contributivo di 41 anni e 10 mesi di contributi versati.

Andare in pensione anticipata conviene?

Il meccanismo previdenziale per i lavoratori precoci nasconde le sue “trappole”. E’ vero, infatti, che con la pensione anticipata si guarda l’anzianità contributiva e quindi un lavoratore precoce può uscire prima degli altri dal mondo del lavoro, ma se decide di farlo deve mettere in conto una penalizzazione economica. Chi decide, infatti, di far valere gli anni di contribuzione e andare in pensione prima dei 62 anni, deve lasciare alle casse previdenziali circa l’1-2% per ogni anno di anticipo.

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