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Multa da autovelox, non pagarla subito: se manca questo dettaglio sul verbale è nulla per legge

Una mano maschile tiene un verbale di multa stradale all'interno di un'auto, con una frase evidenziata in giallo

Se hai preso una multa per eccesso di velocità di recente, aspetta a mettere mano al portafoglio. Tantissimi automobilisti stanno facendo annullare i verbali perché manca un’informazione essenziale sul documento. Prima di pagare per paura e perdere i punti della patente, c’è un controllo velocissimo che devi fare.

Quando trovi la classica busta verde nella cassetta della posta, il cuore salta sempre un battito. Apri la lettera e purtroppo ci trovi la tanto odiata multa da autovelox. La prima reazione di tutti è quella di arrabbiarsi, per poi correre a pagare la sanzione entro i famosi cinque giorni per avere lo sconto e togliersi il pensiero.

Ma fermati un attimo, perché la fretta e l’ansia potrebbero farti buttare via un mucchio di soldi inutilmente.

Forse non ci hai mai pensato, ma i Comuni fanno tantissimi errori quando stampano e spediscono questi documenti. E la legge in questi casi parla chiaro e tondo: se il verbale non è perfetto in ogni sua singola parte, la multa diventa carta straccia. Non si tratta di fare i furbi o cercare strane scappatoie, ma di far valere un tuo sacrosanto diritto.

C’è infatti un dettaglio vitale, spesso nascosto tra le mille righe scritte in piccolissimo, che quasi nessuno guarda per distrazione o per ignoranza in materia. Eppure, è proprio quel particolare mancante che ribalta completamente la situazione. Vediamo allora a cosa devi prestare attenzione su quel maledetto pezzo di carta.

Il trucco della macchinetta che i comuni non ti dicono

Prendi in mano il tuo verbale, siediti e leggilo con molta calma. Per essere davvero valido e obbligarti a sborsare i tuoi sudati risparmi, l’autovelox che ti ha fatto la foto deve essere in regola con le norme al cento per cento. Purtroppo per le casse comunali, e per fortuna per te, molte di queste macchinette non lo sono affatto.

Da anni si fa una gran confusione tra strumenti “approvati” e strumenti “omologati”. Sembra un banale gioco di parole, ma per la legge è una differenza gigantesca. Una recentissima e importantissima decisione dei giudici ha infatti chiarito che se l’apparecchio in strada è stato soltanto approvato, ma non ha mai ricevuto la regolare e rigida omologazione, la sanzione che ti è arrivata non vale assolutamente nulla.

Tu non devi essere certo un ingegnere o un vigile per capirlo, la cosa meravigliosa è che ti basta leggere cosa c’è scritto nero su bianco sul foglio che stringi tra le mani.

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Se leggendo con attenzione scopri che l’apparecchio viene definito solo con la parola “approvazione”, hai già un’ottima carta vincente da giocare contro l’amministrazione. Ma la questione non finisce qui. C’è infatti una cosa ancora più facile e intuitiva da controllare a occhio nudo, un dato che i Comuni molto spesso si “dimenticano” incredibilmente di stampare sul documento finale.

Una mancanza a dir poco gravissima che rende l’occhio elettronico del tutto inaffidabile, perché ti apre le porte a un ricorso praticamente blindato.

Il dettaglio fondamentale che devi cercare subito sul foglio

Oltre alla storia dell’omologazione che abbiamo appena visto, c’è un’altra regola ferrea che i vigili e i comuni devono rispettare alla lettera. Qualsiasi strumento di misura, comprese le macchinette che scattano le foto per strada per rilevare la velocità, deve essere controllato e calibrato ogni singolo anno.

Questa operazione di manutenzione obbligatoria si chiama taratura. Pensaci bene: se l’autovelox non viene revisionato periodicamente, chi ti garantisce che funzioni bene? Potrebbe benissimo impazzire e segnare che andavi a 90 all’ora quando invece stavi tranquillamente rispettando il limite di 50.

Per tutelarti da queste ingiustizie, il Comune è obbligato per legge a scrivere in modo chiaro e trasparente sul verbale la data esatta in cui è stato fatto questo prezioso controllo. Per capire subito se sei vittima di questo banale ma enorme errore burocratico, ti basta fare queste semplici e veloci verifiche sul tuo documento:

  • Prendi una penna e cerca la parola taratura oppure revisione periodica tra le righe fitte della multa.

  • Una volta trovata, controlla con attenzione la data che è stata scritta proprio lì vicino.

  • Calcola quanto tempo esatto è passato tra quella vecchia data e il giorno in cui hai effettivamente preso la multa in strada.

  • Se ti accorgi che è passato più di un anno, o peggio ancora se non c’è scritta nessuna data, hai fatto bingo.

Se manca questa data, la tua multa è nulla da zero. Non devi pagare un bel niente, perché quell’autovelox è considerato fuorilegge e inaffidabile in quel preciso momento. Tanti automobilisti pagano in fretta senza farci caso, regalando di fatto tanti soldi alle avide casse comunali.

Ma attenzione, perché aver trovato il difetto sul verbale è solamente il primissimo passo della tua battaglia. C’è un’ultima mossa decisiva che devi compiere nel modo giusto, altrimenti ogni sforzo sarà stato del tutto inutile.

Come cancellare la sanzione senza spendere una fortuna

Una volta che hai scoperto felicemente che manca la data di taratura o il certificato di omologazione sul tuo verbale, non puoi certo limitarti a cestinare il foglio. Se non fai nulla e lo ignori, la multa diventerà purtroppo definitiva nel giro di poco tempo. A quel punto, prima o poi ti arriverà a casa una brutta cartella esattoriale con un importo addirittura raddoppiato.

Devi agire subito per farla annullare, ma la bella notizia è che non serve per forza svenarsi pagando parcelle d’oro a un avvocato. La legge italiana ti permette di difenderti da solo, rivolgendoti in prima persona e direttamente al Giudice di Pace oppure al Prefetto.

Se scegli la comoda strada del Prefetto, hai a disposizione ben sessanta giorni di tempo da quando hai ritirato la raccomandata e tutta la procedura è totalmente gratuita. Ti basta scrivere una semplicissima lettera formale in cui spieghi chiaramente che sul verbale manca un requisito fondamentale stabilito dalla legge, e per questo ne chiedi l’immediato annullamento.

In alternativa, puoi decidere di rivolgerti al Giudice di Pace, ma in questo caso devi farlo entro trenta giorni. Per questa opzione dovrai versare un piccolo contributo economico iniziale, ma avrai il vantaggio di parlare davanti a un giudice vero e proprio che analizzerà le tue carte.

La cosa davvero importante è non farsi mai prendere dal panico e non farsi ingolosire troppo dal finto sconto dei cinque giorni, se hai la certezza che il documento sia viziato o incompleto. Leggi sempre tutto, riga per riga, chiedi un parere a un’associazione di consumatori e fai valere i tuoi diritti. Perché se lo Stato pretende che tu rispetti le regole, deve essere il primo a fare le cose per bene.

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