Menu Chiudi

Multe autovelox: se il verbale non contiene questo codice preciso, puoi non pagarla e vincere il ricorso subito

Un automobilista che sorride guardando un verbale di una multa, con l'immagine di un autovelox sullo sfondo e un grande timbro rosso "NULLA" che colpisce il foglio

Se hai ricevuto una multa per eccesso di velocità nel 2026, potresti avere tra le mani un documento nullo. Una recente decisione della Cassazione stabilisce che se il verbale non riporta gli estremi del decreto di omologazione, la sanzione non va pagata. Controlla subito la tua multa per scoprire come annullarla.

Ricevere quella busta verde nella cassetta delle lettere ti rovina subito la giornata. Il primo istinto è quello di arrabbiarti, il secondo è quello di pagare subito per usufruire dello sconto ed evitare che la cifra raddoppi. Eppure, proprio in questo momento, migliaia di automobilisti italiani stanno scoprendo che quelle multe sono state scritte in modo sbagliato. Nel 2026, la tecnologia per fare le multe è diventata spietata, ma la legge è tornata a difendere i cittadini da una burocrazia che spesso gioca sporco.

Esiste infatti un dettaglio tecnico, una sorta di codice segreto, che se manca trasforma quel pezzo di carta in carta straccia. Molti comuni, per fare cassa velocemente, utilizzano macchinari che non hanno tutte le carte in regola, sperando che tu non te ne accorga mai. È proprio qui che molti sbagliano, rassegnandosi a versare i propri risparmi senza nemmeno leggere le scritte in piccolo sul retro. Ma c’è un punto fondamentale che pochi considerano e che riguarda la differenza tra un apparecchio semplicemente “approvato” e uno realmente “omologato” dallo Stato.

La sottile differenza che salva il tuo portafoglio

Potrebbe sembrare un gioco di parole, ma per la legge italiana c’è un abisso tra dire che un autovelox è stato approvato e dire che è stato omologato. La Corte di Cassazione ha recentemente scosso i comandi della Polizia Municipale di tutta Italia con una sentenza che cambia le regole del gioco. In pratica, se l’apparecchio che ti ha fotografato non ha superato dei test tecnici severissimi e non possiede un decreto di omologazione specifico, la multa è tecnicamente illegale.

Molti comuni usano la scusa che le due cose siano uguali, ma i giudici hanno detto chiaramente di no. Questo significa che la tua sanzione potrebbe essere annullata in un attimo, se solo sai dove guardare. Molti verbali citano dei codici che sembrano importanti, ma spesso sono solo numeri messi lì per fare scena e spaventare chi legge. È un vero e proprio buco nella legge che ti permette di riprenderti i tuoi soldi e di non farti togliere i punti dalla patente.

Tuttavia, non basta dire che l’autovelox è irregolare per vincere, perché devi saper indicare esattamente quale informazione manca nel testo che ti è arrivato a casa. C’è un dettaglio che fa la differenza e che riguarda proprio la data di quel famoso decreto, un particolare che potrebbe rendere la tua multa nulla fin dal primo secondo.

Come scovare l’errore nel verbale della multa

Per capire se puoi evitare di pagare, devi prendere il tuo verbale e leggerlo con estrema attenzione, cercando i riferimenti alla taratura e all’omologazione. Spesso queste scritte si trovano a metà pagina, dopo la descrizione del luogo e dell’orario dell’infrazione. Se leggi solo la parola “approvazione” seguita da un numero di protocollo, allora hai ottime probabilità di vincere la tua battaglia contro il comune.

Devi cercare un codice specifico che richiami un decreto ministeriale di omologazione e non una semplice autorizzazione amministrativa. Molte amministrazioni non hanno mai aggiornato questi dati perché i costi per mettere a norma i macchinari sono altissimi, preferendo rischiare qualche ricorso piuttosto che spendere soldi.

'

Prima di correre all’ufficio postale, controlla se nella tua multa mancano questi elementi fondamentali:

  • Il numero esatto del decreto ministeriale che omologa quel preciso modello di autovelox;

  • La data dell’ultima taratura periodica, che deve essere stata fatta obbligatoriamente negli ultimi dodici mesi;

  • La firma digitale o autografa del responsabile del procedimento, senza la quale l’atto è incompleto;

  • Il riferimento alla matricola dell’apparecchio, che deve corrispondere esattamente a quella depositata al Ministero.

Se noti che uno di questi punti è vago o del tutto assente, la tua speranza di farla franca diventa una certezza legale. Ma c’è un dettaglio che pochi considerano e che riguarda il tempo che hai a disposizione per agire, perché una volta superata una certa data, anche la multa più sbagliata del mondo diventa definitiva. Esiste infatti un calendario preciso che devi rispettare se non vuoi che l’Agenzia delle Entrate bussi alla tua porta con una cartella esattoriale ancora più pesante.

Le mosse giuste per presentare il ricorso e vincere

Una volta individuato l’errore, non devi restare a guardare, ma devi agire con metodo per far valere le tue ragioni. Hai principalmente due strade davanti a te: il Prefetto o il Giudice di Pace. La prima soluzione è gratuita ma più rischiosa, perché se perdi la multa raddoppia; la seconda costa qualche decina di euro di contributo unificato ma ti garantisce una valutazione più attenta da parte di un giudice vero e proprio.

Nel 2026, le procedure sono diventate più veloci e puoi anche inviare tutto tramite posta elettronica certificata, risparmiando tempo e code negli uffici. Il successo del tuo ricorso dipende tutto da come scrivi la contestazione, citando correttamente la sentenza della Cassazione e indicando il codice mancante nel tuo verbale. È proprio questo il punto che fa la differenza: la tua capacità di dimostrare che il comune non ha rispettato le regole tecniche imposte dallo Stato.

Se vinci, non solo non pagherai la multa, ma potrai anche chiedere che ti vengano restituiti eventuali punti già tolti dalla patente. Ricordati che la legge è uguale per tutti e che anche le autorità devono rispettarla se vogliono chiederti dei soldi. Basta un pizzico di attenzione e la voglia di non farsi calpestare per risparmiare centinaia di euro e difendere il tuo diritto di guidare serenamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *