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Le edicole di Napoli fanno la guerra a Feltri: “Noi meridionali inferiori? Il tuo giornale non è in vendita”

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Le dichiarazioni di Vittorio Feltri direttore del giornale Libero, nel corso del programma di Rete 4 “Fuori dal coro” hanno indignato il su Italia a tal punto che molti edicolanti di Napoli, in segno di protesta hanno preso una estrema ma dignitosa decisione: non vendere più il quotidiano del direttore.

Il fatto che la Lombardia sia andata in disgrazia per via del Coronavirus ha eccitato gli animi di molta gente che evidentemente ha un senso di invidia, di rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di senso di inferiorità. Io non credo ai sensi di inferiorità: credo che i meridionali in molti casi siano inferiori“.

Queste le dichiarazioni di Feltri che hanno generato indignazione e polemiche, un’uscita poco intelligente e deleteria visto che il suo giornale ora potrebbe registrare un significativo calo delle vendite dato che la protesta partita da Napoli si potrebbe estendere in tutto il sud Italia.
A Napoli è stato un passaparola spontaneo, un sommovimento d’indignazione dopo le ultime, gravi e infamanti affermazioni di Feltri in Tv contro i meridionali e in particolare i napoletani.

Per questo da due giorni a Napoli molti edicolanti non hanno accettato il giornale di Feltri e Senaldi. Non solo hanno deciso di non esporlo, ma di non prelevarlo dai distributori risparmiandosi anche il lavoro a fine giornata di fare il reso.
In questa edicola dal 23 aprile non è più in vendita il quotidiano Libero – Essendo meridionali inferiori non siamo in grado di comprendere gli arguti articoli di questa testata giornalistica indipendente! Ci voglia scusare il direttore Feltri!”. È uno dei tanti cartelli affissi a Napoli fuori le edicole che avvisa i clienti che il quotidiano Libero non è più in vendita per rifiuto.

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Tra i promotori di questa iniziativa vi sono l’edicolante Fabio Di Martino, titolare di un’edicola a Piazza Carolina: “Siamo davvero stufi di questa persona e delle sue offese a sfondo razzista – vendo di solito tre, quattro copie di Libero. Ma da oggi non lo vendo più, forse perderò qualche cliente ma non fa niente.
E Aldo Esposito segretario provinciale del sindacato Sinagi Slc-Cgil di Napoli, che gestisce un‘edicola a via Luca Giordano: “Non è la prima volta che diamo vita ad un’iniziativa del genere. Anche quando Feltri mise in prima pagina quel titolo ‘piagnisteo napoletano’ adottammo le stesse misure. Sinceramente questo signore ci ha stancato”.

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