Se accendi il forno, la lavatrice, il phon o un altro apparecchio e la luce lampeggia per un attimo, non sempre significa che c’è un guasto grave. Può dipendere dal normale assorbimento iniziale dell’elettrodomestico, ma se il fenomeno si ripete spesso o diventa evidente, conviene capire da dove arriva.
Capita più spesso di quanto pensi: premi un interruttore, accendi un elettrodomestico e per un attimo la lampadina perde intensità oppure fa un piccolo lampeggio. Subito dopo torna tutto normale e magari non ci fai più caso.
In molti casi può trattarsi semplicemente di un piccolo calo di tensione momentaneo, provocato dall’apparecchio che, proprio nel momento dell’accensione, chiede più corrente del normale. Alcuni elettrodomestici hanno infatti bisogno di uno spunto iniziale maggiore.
Il punto, però, è capire quanto è forte il lampeggio, quanto dura e quante volte succede.
Perché se la luce cambia appena intensità una volta ogni tanto è una cosa. Se invece succede spesso, con più elettrodomestici o addirittura in diverse stanze della casa, il discorso può cambiare. Ed è proprio qui che un dettaglio apparentemente banale può diventare importante.
Perché la luce può lampeggiare quando accendi un elettrodomestico
Quando accendi un apparecchio come frigorifero, lavatrice, lavastoviglie, forno, aspirapolvere o condizionatore, l’elettrodomestico può richiedere per pochi istanti una quantità di corrente superiore a quella che utilizzerà durante il normale funzionamento.
È quello che viene spesso chiamato spunto di corrente.
Immagina l’impianto elettrico come una strada. Per la maggior parte del tempo il traffico scorre normalmente. Quando parte un apparecchio potente, per pochi istanti arriva una specie di “ondata” di traffico. La tensione può abbassarsi leggermente e tu lo noti perché una lampadina diventa meno luminosa o lampeggia.
Con alcune lampadine LED il fenomeno può essere ancora più visibile. I LED reagiscono velocemente anche a piccole variazioni della tensione, mentre una vecchia lampadina tradizionale poteva fartele notare molto meno.
Se il fenomeno dura una frazione di secondo e compare soltanto quando parte un apparecchio che assorbe parecchia corrente, può quindi essere un comportamento occasionale.
Ma c’è una differenza importante.
Se la lampada si spegne quasi completamente, se continua a tremolare oppure se il problema compare anche con apparecchi piccoli, potrebbe esserci qualcosa da controllare nell’impianto.
Può trattarsi, per esempio, di un circuito molto carico oppure di una caduta di tensione più importante del normale. E non sempre il problema si trova nell’elettrodomestico che hai appena acceso.
A volte il segnale arriva proprio dalle luci, mentre la causa è altrove. È questo che può rendere il problema difficile da capire a occhio.
I segnali che è meglio non ignorare
Un singolo piccolo lampeggio non permette di stabilire da solo che esista un guasto. Devi guardare come si comporta l’impianto nel suo insieme.
Prima di preoccuparti, puoi osservare alcune cose molto semplici, senza smontare prese, quadri elettrici o apparecchi.
Ci sono infatti alcuni segnali che meritano maggiore attenzione:
- le luci lampeggiano spesso, anche senza accendere apparecchi molto potenti;
- il fenomeno interessa più stanze contemporaneamente;
- la luce diventa molto più debole e resta così per alcuni secondi;
- senti ronzii, crepitii o piccoli scatti provenire da una presa o dal quadro;
- una presa, una spina o una ciabatta diventa insolitamente calda;
- il salvavita o un interruttore del quadro scatta frequentemente;
- senti odore di plastica calda o di bruciato;
- il problema è comparso improvvisamente, mentre prima non succedeva.
Se noti uno di questi segnali, non conviene improvvisare riparazioni.
In particolare, non è una buona idea aprire prese o mettere mano ai collegamenti elettrici se non sei qualificato. Un filo allentato, un collegamento deteriorato oppure un contatto non perfetto possono creare problemi che non sono visibili dall’esterno.
C’è poi un’altra situazione interessante.
Se il lampeggio compare sempre con lo stesso elettrodomestico, vale la pena osservare proprio quell’apparecchio. Se invece succede con forno, lavatrice, phon e altri dispositivi diversi, potrebbe essere utile controllare il circuito che li alimenta oppure l’impianto nel suo complesso.
E questo particolare può aiutare molto anche un elettricista a individuare più velocemente la causa.
Cosa puoi fare senza rischiare
La prima cosa utile è molto semplice: osserva quando succede.
Prova a ricordare quale apparecchio stavi accendendo, quali altre utenze erano già in funzione e se il lampeggio interessa una sola lampada oppure tutta la casa. Non devi fare prove rischiose: basta prestare attenzione durante il normale utilizzo.
Se accade soltanto quando parte un apparecchio particolarmente potente e dura pochissimo, può trattarsi semplicemente dello spunto iniziale.
Se invece il fenomeno è frequente, puoi evitare temporaneamente di usare contemporaneamente più apparecchi ad alto assorbimento sullo stesso circuito. Questo però non deve diventare il modo per nascondere il problema.
Se una presa scalda, senti odore anomalo oppure compare un rumore elettrico, smetti di utilizzare quella presa o quell’apparecchio e fai controllare la situazione.
Un elettricista può verificare punti che tu dall’esterno non puoi vedere facilmente: serraggio dei collegamenti, stato delle prese, sezione dei cavi, carico dei circuiti, protezioni del quadro e presenza di eventuali cadute di tensione anomale.
In alcune situazioni il problema può anche non dipendere direttamente dal tuo impianto. Se noti variazioni di luminosità in tutta la casa, soprattutto in determinati momenti della giornata, potrebbe esserci una variazione proveniente dalla rete elettrica esterna.
La cosa importante è non cadere nell’errore opposto: pensare che ogni piccolo lampeggio significhi automaticamente un impianto pericoloso.
Conta soprattutto la frequenza, la durata e la presenza di altri segnali.
Un piccolo calo occasionale può essere normale. Un problema che aumenta nel tempo, invece, merita attenzione. Ed è proprio questa differenza che permette di capire quando puoi semplicemente osservare e quando è meglio far controllare l’impianto da un professionista.







