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Decreto Sostegno: i nuovi bonus Draghi in arrivo per famiglie e imprese

Il precedente governo li etichettava come Decreto Ristori, Draghi cambia il nome in Decreto Sostegno. In sostanza si tratta comunque di aiuti per famiglie e attività economiche maggiormente colpite dalla crisi, ma che cambiano nella forma e nella sostanza. Vediamo di seguito quali sono i bonus previsti.

bonus Draghi banconota da 500 euro

A Draghi non piacciono i bonus a pioggia, e questo abbiamo avuto modo di apprenderlo da tempo. Nel Decreto Sostegno varato dal nuovo esecutivo, inserito nell’ultimo DPCM, ci saranno contributi a fondo perduto molto più mirati e selettivi. L’obiettivo resta sempre quello di aiutare imprese e famiglie maggiormente colpite dalla crisi, ma cambiano (non di molto) le modalità di accesso agli incentivi.

Tra le novità maggiormente rilevanti infatti vi è il cambio della modalità di calcolo per i contributi a fondo perduto. Coloro che avevano, e hanno tutt’ora diritto ad alcuni aiuti previsti dal governo precedente, potrebbero subire una variazione sull’importo dei sussidi.
Per quanto riguarda le partite Iva, sarà richiesta una nuova Autocertificazione da presentare all’Agenzia delle Entrate la quale permetterebbe di sbloccare o meno gli aiuti. Infine la selezione delle partite Iva da sovvenzionare non saranno più selezionate tramite i codici Ateco. Ma vediamo in dettaglio cosa prevede il nuovo decreto.

Il criterio di selezione

Per stabilire quali attività dovrebbero ottenere gli aiuti, non verrà più utilizzato il criterio dei codici Ateco. La selezione si baserà solo ed esclusivamente sulla Autocertificazione da presentare alla Agenzia delle Entrate.
Ma in sintesi cosa cambia? le precedenti misure individuavano solo i settori teoricamente colpiti e prevedevano ristori per i codici Ateco che rientravano in tali settori.

Con il Decreto Sostegno invece verranno ristorate le attività, indipendentemente dal settore economico. Basterà dimostrare tramite autocertificazione un calo del fatturato del 33% su base annuale, confrontando i dati del 2020 rispetto al 2019.
Quindi basta possedere una Partita Iva e dimostrare che l’emergenza ha causato danni economici alla propria attività.

Questa modifica è stata varata in quanto, con i precedenti decreti, molte attività apparentemente non danneggiate dalle chiusure, hanno comunque subito cali consistenti dei fatturati. Quindi la platea di beneficiari con il nuovo decreto dovrebbe allargarsi. In sintesi se avete subito un calo del fatturato di 1/3 nel 2020 rispetto al 2019 dovreste avere il diritto agli aiuti. Questo dovrebbe avvenire indipendentemente dal fatto che la vostra attività sia stata costretta a chiudere o meno.

Gli aiuti previsti dal Decreto Sostegno

Vediamo gli aiuti previsti dal nuovo decreto per famiglie e imprese.
Una proroga di 8 settimane per la cassa integrazione di 26 settimane per la Cassa integrazione in deroga e assegno ordinario. Da utilizzare entro il 31 dicembre 2021.
Verranno inoltre stanziati fondi aggiuntivi per i lavoratori e i settori colpiti dalle numerose chiusure (impianti sciistici in primis).

Saranno destinati 800 milioni al trasporto pubblico locale e un centinaio al trasporto aereo (tranne Alitalia).
Ai lavoratori autonomi potrebbe essere concessa una nuova sospensione del pagamento dei contributi previdenziali, come previsto dal Conte Bis.
Dal decreto sarebbe previsto un nuovo bonus di 1.000 euro a favore dei lavoratori colpiti dalle chiusure. Tra tali lavoratori potrebbero essere inseriti anche i lavoratori stagionali e occasionali (senza partita Iva).

I lavoratori autonomi senza partita IVA dovranno anche avere almeno un contributo mensile, oltre ad essere titolari di contratti autonomi occasionali.
I requisiti per ottenere il nuovo bonus 1.000 euro saranno:

  • Reddito ISEE inferiore a 50.000 euro;
  • Posizione contributiva regolare, ossia se nei tre anni precedenti i contributi allo stato risultano regolarmente versati;
  • Calo del fatturato pari o superiore al 33% nel corso del 2020, rispetto all’anno precedente, a causa delle restrizioni imposte dal governo.

Infine abbiamo un nuovo rinvio delle cartelle esattoriali. Il nuovo decreto dovrebbe contenere un nuovo rinvio per le cartelle esattoriali, per il saldo e per lo stralcio, scaduti il 28 febbraio scorso. L’Agenzia delle Entrate Riscossione attendeva il 1° marzo per inviare una serie di notifiche per un totale di 50 miliardi di euro di debiti. Ma lo stop potrebbe durare ancora alcuni mesi.

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