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Nuovo limite del contante dal 1°luglio, multe salate per i trasgressori

limite pagamento in contanti

Tra le priorità del Governo per la riforma del fisco, assume un ruolo sempre più centrale il rafforzamento e l’incentivazione dei pagamenti digitali a discapito di quelli in contante, strategia fondamentale del cosiddetto “piano Colao” per combattere l’evasione fiscale Colao attuerà una norma contenuta nella legge di Bilancio approvata a dicembre dello scorso anno, la quale prevede nella Finanziaria per il 2020 una progressiva riduzione dell’uso del contante per pagamenti di beni e servizi

Possiamo dire addio al tetto dei 3mila euro per i pagamenti in contanti, tetto che aveva fissato nel 2016 Renzi (rialzandolo dai 1000 euro voluti da Monti nel 2011). Dal 1° luglio la nuova soglia al di sopra della quale non si potrà pagare in contanti è di 2mila euro (per la precisione 1999 euro). Soglia che è destinata a scendere a 1000 euro (come nell’epoca Monti) nel 2022.

Chi avesse necessità di cifre maggiori per pagare un bene o un servizio dovrà utilizzare strumenti di pagamento tracciabili dal Fisco, come bancomat, carta di credito, assegni e bonifici.
Dai 2000 euro in su, quindi, ci sarà l’obbligo di utilizzare strumenti tracciabili dal Fisco. Il limite riguarda sia chi riceve il denaro, sia chi effettua il pagamento, e riguarda anche le donazioni e i prestiti, seppur tra familiari.

Ciò significa quindi se un papà aiuta prestando o regalando al proprio figlio una somma di denaro contante sopra la soglia dei 2000 euro lo dovrà fare tramite un assegno non trasferibile o tramite bonifico.
Niente paura invece per i versamenti e i prelievi fatti sul proprio conto corrente, perché non essendo trasferimento di denaro tra soggetti diversi non ha limiti e non incappa nelle sanzioni.

La sanzione per chi sgarra parte da 2000 euro può arrivare fino a 50 mila euro per operazione, applicabile sia a chi effettua il pagamento sia a chi lo riceve. Si tratterebbe quindi di una sanzione doppia per ogni singola violazione. L’ammenda sarà determinata a seconda della gravità dell’infrazione che dipenderà essenzialmente dalla quantità di denaro contante (superiore ai 2000 euro) che verrà utilizzata per il pagamento. In pratica maggiore sarà la cifra in denaro contante che passerà da un soggetto/società/azienda ad un altro, maggiore sarà la sanzione applicata nel caso in cui si viene beccati dal fisco.

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