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Comunicazione UE: vietato usare la parola “Natale” per non urtare i non cristiani

Hanno destato non poche polemiche le nuove linee guida dettate dall’ultima comunicazione da parte dell’UE. L’Unione Europea ha stilato un decalogo sui comportamenti da adottare e sul linguaggio da usare durante le feste natalizie, e anche dopo, per non urtare la sensibilità di coloro che appartengono ad un’altra religione e delle minoranze.

Siamo all’assurdo! A Natale dovremmo prestare attenzione anche a come facciamo gli auguri, specie se li rivolgiamo ad una persona con un’altra fede religiosa. La parola “Natale” comincia ad essere scomoda, o per meglio dire “impropria” in una Europa dove convivono etnie e credenze diverse.  Da questo presupposto parte la Commissione europea che ha stilato una lista di espressioni che non urtino la sensibilità di alcuno durante le festività natalizie.

Albero di Natale
Foto pixabay.com

Le linee guida UE sulle espressioni da non usare

Festeggiare si, fare gli auguri è permesso, ma senza alcun riferimento religioso come quello del Natale. In pratica sarebbe meglio dire “buine feste” che “buon Natale”, specie se non conosciamo la credenza religiosa della persona a cui stiamo facendo gli auguri. Quando ci esprimiamo dobbiamo sempre fare riferimento alle festività in modo generico, senza specificare la festività di riferimento. La raccomandazione è quella di «non usare nomi propri tipici di una specifica religione». Questo perché non tutti celebrano le feste cristiane, e non tutti i cristiani le celebrano nelle stesse date. Bisogna essere sensibili al fatto che le persone hanno diverse tradizioni religiose e calendari.

Il decalogo della Commissione UE però non fa riferimento solo ai termini relativi a festività e credenze religiose, ma anche al genere. Il motivo è spiegato dal fatto che non tutte le persone amano essere identificate con il genere con il quale appaiono.
Non si potranno usare termini come “Miss” o “Mrs” (signorine e signore) che dovranno essere sostituiti da un più generico “Ms” ( mi chiedo in italiano quale termine usare).

Quando si parla ad una platea non bisogna mai usare termini come “uomini” o “donne”, “signori” o “signore”, ma termini generici come “cari colleghi” o “cari concittadini”.
Ora ci dicono anche come dobbiamo parlare, come ci dobbiamo rivolgere alle persone, e giustificano tali direttive in questo modo:
«Ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattato in maniera eguale senza riferimenti di genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale».

Io penso solo una cosa: la nostra storia e la nostra identità non si cancellano! E’ un bene non far sentire a disagio persone con altra fede e tradizioni, usando termini adatti, termini impropri potrebbero anche rappresentare una mancanza di rispetto. Ma la cosa che non potranno mai imporci è quella di festeggiare secondo tradizione, con strade illuminate, alberi di Natale ovunque e scritte con la parola Natale in ogni strada. Se questo urta la loro sensibilità, se ne facciano una ragione! Queste sono le nostre tradizioni.

 

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