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Come creare Statonote (moneta di Stato) per salvare l’Italia. Nino Galloni

Nino Galloni creare statonote moneta di stato non a debito

Per alcuni economisti come Nino Galloni una delle possibili soluzioni per risollevare l’economia italiana disastrata dalla pandemia di coronavirus, sarebbe quella di emettere una moneta parallela all’Euro che non siano BancoNote ma StatoNote, in modo da non violare alcun trattato europeo.
I trattati europei vietano la produzione di banconote che non siano l’euro, le uniche che i cittadini sono tenuti ad accettare (hanno cioè corso legale).

Per “banco-nota” si intende “emessa dalla banca (centrale)”, nel nostro caso la BCE, e stasndo alle regole europee,  per poterne disporre è necessario creare titoli di Stato cioè a debito (chiederle in prestito sui mercati). I trattati però non parlano di “stato-note” cioè prodotte direttamente dallo Stato, dal Tesoro (cioè stampate ed immesse in circolo direttamente, cioè non a debito, semplicemente stampate.

Le statonote furono rese legali da Aldo Moro nel 1965 ma la legge fu abolita da Prodi nel 1998, poco prima dell’ ingresso nell’Euro (coincidenze…). A parte tutto basterebbe un decreto per riattivarle, proprio come fece Moro. Basterebbe solo la volontà politica per farlo…
L’economista Antonino Galloni in una intervista per Byoblu.com offre delucidazioni in merito alle statonote  sullla possibilità di attivarle.

Il trattato di Lisbona non si occupa ne di monete di Stato, ne di statonote o biglietti di Stato ne di moneta elettronica di stato ma si occupa esclusivamente di emissione di banconote e di plafond di monete metalliche.
Noi dobbiamo riscoprire quella sovranità monetaria che non abbiamo sin dagli inizi. Prima la moneta (anche la Lira) doveva essere convertita in metalli preziosi e questo creava dei limiti, ma c’erano state anche delle emissioni di moneta statale che però risultarono disastrose perchè venne creata questa moneta parallela senza che ci fossero le capacità produttive per cui la gente aveva questa moneta ma non ci poteva comperare nulla.

Oggi noi viviamo una situazione completamente opposta rispetto al passato, abbiamo una sovrabbondanza di mezzi produttivi spesso inutilizzati. Quindi l’immissione di una nuova valuta non creerà mai una inflazione finchè avremo risorse disoccupate da assorbire e soprattutto capacità produttive così ampie.
Si tratta di emissione di moneta di stato non a debito in vigenza dell’Euro stesso (moneta parallela). Essa avrà circolazione solo nazionale e non sarà convertibile in Euro ma avrà lo stesso valore dell’Euro.

Rimanere nell’Euro non è il peggiore degli scenari, ma è uscire dall’Euro per tornare a prima dell’Euro. Uno scenario migliore di rimanere nell’Euro invece potrebbe essere quello di tornare a prima del 1981, quando il tasso di interesse dei titoli di Stato italiani veniva deciso dallo stato stesso“.
Questo e molto altro nell’intervista a Galloni che vi mostriamo di seguito.

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