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Se soffri di diabete l’INPS può riconoscerti un assegno fino a 500 euro mensili

Chi soffre di diabete avrebbe diritto ad una agevolazione economica da parte dell’INPS per la cura della patologia. In molti definiscono tale agevolazione bonus diabete 2021, ma per l’esattezza non si tratta di un vero e proprio bonus. Vediamo in dettaglio di cosa si tratta.

I diabetici avrebbero diritto ad una serie di agevolazioni economiche da parte dell’INPS che dovrebbe aiutarli economicamente per la cura della malattia. Ma non si tratta di agevolazioni specifiche per i malati di diabete. Sono degli aiuti per i pazienti in generale la cui patologia provoca una condizione di invalidità. Per farla breve se al paziente diabetico viene riconosciuto un certo livello di invalidità, provocato dalla patologia, in questo caso avrebbe accesso a dei veri e propri trattamenti previdenziali.

Quindi chi parla di bonus diabete utilizza un termine inesatto. Si tratta proprio di una questione di termine, infatti è il termine «invalidità» permette di ottenere le agevolazioni. Per cui è sbagliato chiamarlo bonus diabete, ma sarebbe corretto chiamarlo “Disabilità civile legata al diabete“. Vediamo quali sono gli aiuti previsti per chi soffre di questa patologia.

Le agevolazioni INPS per chi soffre di diabete

bonus diabete 2021 INPS

In alcuni casi le patologie diabetiche si manifestano con una sintomatologia talmente vivace da compromettere le abilità professionali del soggetto. Se la Commissione sanitaria legale INPS riconosce la presenza di una condizione invalidante si matura il diritto ad agevolazioni, assegni e trattamenti previdenziali. Vediamo in quali casi.

Un esempio potrebbe essere il caso in cui ad un paziente diabetico venga riconosciuta dall’INPS una invalidità dell’80% o superiore. In questo caso il soggetto potrebbe andare in pensione anticipata pur non avendo maturato i 67 anni di età previsti. Inoltre potrebbe ottenere ottenere 2 mesi di contribuzione gratis per ogni anno di lavoro.

Quando le manifestazioni cliniche della patologia sono particolarmente gravi da compromettere l’autosufficienza del diabetico è possibile richiedere all’INPS aiuti economici ed esenzioni. Si va dall’esenzione del ticket sanitario a dei veri e propri trattamenti previdenziali mensili. Al centro della questione però c’è sempre il riconoscimento di una percentuale di invalidità. Ma questo non è l’unico parametro da tenere in considerazione, bisogna far riferimento in alcuni casi anche al reddito.

Al paziente diabetico cui gli specialisti del Centro medico legale INPS attribuiscono un punteggio di invalidità pari o superiore al 74%, spetta un assegno di 287,09 mensili. Sarebbe l’importo riservato agli invalidi parziali, ma maturano il diritto alla prestazione solo coloro che hanno un reddito inferiore a 4.931,29 euro.

Invece nel caso di pazienti che devono essere necessariamente assistiti per svolgere la routine quotidiana, il discorso cambia. Stiamo parlando soprattutto di soggetti con difficoltà di deambulazione, o che non riescono proprio a camminare. Per loro il trattamento è ben diverso. In questi casi l’INPS riconosce una condizione permanente di totale inabilità al lavoro. Tale condizione prevede il diritto all’indennità di accompagnamento che per il 2021 sarebbe pari a 522,10 euro mensili.

Come richiedere l’invalidità civile

Innanzitutto occorre procurarsi il certificato medico telematico che attesti la specifica patologia di cui si soffre. Dovrà essere stilato dal proprio medico di base. Ovviamente nel caso di paziente diabetico, nel certificato dovrà essere riportata  la presenza di diabete mellito di tipo 1 o 2. Arrivati a questo punto sarà possibile procedere in due modi, per via telematica sul portale INPS o rivolgendosi ad un Patronato abilitato.

Nel primo caso bisognerà munirsi di SPID, accedere alla pagina per richiedere l’Accertamento Sanitario e inserire tutte le informazioni richieste.
Nel secondo caso bisognerà recarsi in un Patronato dove occorrerà presentare il codice fiscale, il documento di identità in corso di validità, i propri dati anagrafici e ovviamente il certificato medico.

In entrambi i casi, dopo l’acquisizione della richiesta, sarà l’INPS a comunicare data e luogo di convocazione per la visita di accertamento.

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