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Il premier querelato per “apologia di fascismo”, cosa sta accadendo

Il Premier Mario Draghi sembrerebbe essere finito nei guai. Il nostro Presidente del Consiglio, il quale potrebbe candidarsi anche al Colle, in questi giorni ha ricevuto un’accusa scioccante nei suoi confronti, ovvero è stato denunciato per apologia di fascismo. La denuncia è stata presentata presso la Procura Di Reggio Emilia da Marco Lusetti, ex vicesindaco di Guastalla e ora presidente dell’Associazione Free.

Mario Draghi querela apologia del fascismo

La querela è stata esposta nei confronti:

  • del Presidente del Consiglio Mario Draghi,
  • del Ministro della Salute On. Roberto Speranza,
  • di tutti i Ministri che hanno votato a favore del DL 44/2021 e/o del DL 172/2021,
  • di tutti i Parlamentari che hanno votato la Legge di conversione Legge 28 Maggio 2021 n. 76,
  • del Generale di Corpo D’ Armata Francesco Paolo Figliuolo.

Come si legge dal comunicato ufficiale dell’Associazione Free, Lusetti avrebbe chiesto alla Procura di Reggio Emilia di “verificare se i metodi utilizzati in tutta la vicenda pandemia siano equiparabili a quelli del fascismo e se la struttura decisionale presieduta dal Presidente del Consiglio Mario Draghi sia equiparabile alla riorganizzazione, sotto altra forma, del disciolto partito fascista“.

Si riferisce in particolare ai:
DL 1 Aprile 2021 n. 44, convertito in Legge 28 Maggio 2021 n. 76 il quale prevede l’ obbligo vaccinale COVID per i lavoratori in ambito sanitario, pena la sospensione dal lavoro senza stipendio,
e al DL 26 Novembre 2021 n. 172 il quale prevede obbligo vaccinale per i lavoratori in ambito scolastico e per il personale del comparto della difesa, pena la sospensione dal lavoro senza stipendio.
Rispettiamo la persona umana quando minacciamo e ricattiamo un lavoratore sano di rimanere senza stipendio e senza la possibilità di provvedere al proprio sostentamento e a quello della propria famiglia?” si domanda Lusetti.

Secondo il presidente dell’Associazione Free entrambi i decreti violerebbero “il diritto al lavoro, previsto e tutelato dagli Artt. 1,2,4 della Costituzione della Repubblica Italiana“, e rappresentano un metodo definito da Lusetti come fascista.
Inoltre “il Presidente del Consiglio Mario Draghi, i ministri che hanno votato i provvedimenti sopra citati, i parlamentari che hanno votato la legge sopra citata, il Generale figliuolo, in associazione tra di loro, hanno propugnato la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione, utilizzando la minaccia come strumento di lotta politica, perseguendo finalità antidemocratiche, utilizzando metodi violenti di lotta, finanziando la stampa nazionale in modo spropositato; in violazione degli Artt. 1, 2, 6 della LEGGE 20 giugno 1952, n. 645” riassume Lusetti.

In un recente articolo ho parlato di una ulteriore denuncia rivolta al premier Mario Draghi esposta dal Codacons con l’accusa di procurato allarme.

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