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	<title>Pensioni &#8211; Jeda News</title>
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	<description>Jeda News: Casa, risparmio, pensioni e numismatica</description>
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	<title>Pensioni &#8211; Jeda News</title>
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		<title>Basta aspettare i 67: la guida all&#8217;Isopensione per smettere di lavorare 7 anni prima (legalmente)</title>
		<link>https://www.jedanews.com/basta-aspettare-i-67-la-guida-allisopensione-per-smettere-di-lavorare-7-anni-prima-legalmente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 19:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;isopensione permette oggi ai lavoratori dipendenti di anticipare l&#8217;uscita dal lavoro di ben 7 anni, grazie a un accordo tra azienda e Inps. Questa misura&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/basta-aspettare-i-67-la-guida-allisopensione-per-smettere-di-lavorare-7-anni-prima-legalmente/">Basta aspettare i 67: la guida all&#8217;Isopensione per smettere di lavorare 7 anni prima (legalmente)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="1"><i data-path-to-node="1" data-index-in-node="0">L&#8217;isopensione permette oggi ai lavoratori dipendenti di anticipare l&#8217;uscita dal lavoro di ben 7 anni, grazie a un accordo tra azienda e Inps. Questa misura consente di andare in pensione a 60 anni invece che a 67, garantendo un assegno mensile e la copertura dei contributi fino al traguardo finale.</i></p>
<p data-path-to-node="2">Immagina per un secondo di poterti svegliare domani mattina senza il peso della sveglia che suona per andare in <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="112">ufficio</b> o in <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="125">fabbrica</b>. Per tantissimi <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="150">italiani</b>, il traguardo della <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="179">pensione</b> sembra un miraggio che si sposta sempre più in là, fissato oggi dalla legge alla soglia dei <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="280">67 anni</b>. Ma esiste una strada diversa, una sorta di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="332">corsia preferenziale</b> che pochi conoscono nei dettagli. Si chiama <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="397">isopensione</b> ed è un vero e proprio <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="432">scivolo magico</b> che ti permette di chiudere con il lavoro con <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="493">7 anni di anticipo</b>.</p>
<p>Non si tratta di un trucco o di una scorciatoia rischiosa, ma di un <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="581">accordo legale</b> e sicuro che sta cambiando la vita a chi vuole riprendersi il proprio <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="666">tempo</b> mentre è ancora in salute. Eppure, nonostante sia una soluzione incredibile, molti <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="755">lavoratori</b> hanno paura di fare il primo passo perché temono di perdere <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="826">soldi</b> o di commettere errori burocratici. Il punto è che non tutti possono accedere a questo <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="919">tesoro</b>, perché servono dei <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="946">requisiti</b> molto precisi che l&#8217;Inps verifica con una lente d&#8217;ingrandimento.</p>
<p data-path-to-node="2">Ed è proprio qui che nascono i dubbi più grandi, specialmente su chi mette davvero i <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="1106">soldi</b> sul tavolo per pagarti mentre sei a casa.</p>
<h2 data-path-to-node="3">Il meccanismo segreto dello scivolo pensionistico</h2>
<p data-path-to-node="4">Forse ti starai chiedendo come sia possibile che lo <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="52">Stato</b> ti permetta di stare a casa così tanto tempo prima senza lavorare. La verità è che la risposta si trova nel portafoglio della tua <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="188">azienda</b>. Nell&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="202">isopensione</b>, infatti, è il tuo <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="233">datore di lavoro</b> a farsi carico di tutto il costo della tua libertà. In pratica, la società versa all&#8217;Inps una somma di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="353">denaro</b> che serve a coprire sia il tuo <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="391">assegno mensile</b> (che ti arriverà come se fosse una pensione), sia i <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="459">contributi</b> che servono per non farti perdere nulla del tuo futuro assegno finale.</p>
<p>È un patto dove tutti guadagnano: l&#8217;azienda può assumere persone più giovani e tu puoi finalmente dedicarti ai tuoi <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="657">nipoti</b>, ai tuoi <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="673">viaggi</b> o semplicemente al meritato <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="708">riposo</b>. Ma non pensare che basti chiederlo a voce al tuo capo. Serve un <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="780">accordo collettivo</b> scritto e firmato, un documento ufficiale che deve passare attraverso i <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="871">sindacati</b> e ricevere il timbro finale dell&#8217;istituto di previdenza. Tu riceverai ogni mese un <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="964">bonifico</b> sicuro, che ti accompagnerà dolcemente fino al giorno in cui scatterà la <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="1046">pensione di vecchiaia</b> vera e propria.</p>
<p>Questo meccanismo è estremamente solido perché i <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="1133">soldi</b> vengono accantonati subito, mettendoti al riparo da eventuali fallimenti o problemi futuri della ditta. Tuttavia, c&#8217;è un dettaglio fondamentale che riguarda la grandezza del posto in cui lavori che potrebbe sbarrarti la strada all&#8217;improvviso.</p>
<h2 data-path-to-node="5">Chi sono i fortunati che possono scappare dal lavoro</h2>
<p data-path-to-node="6">Per capire se anche tu puoi beneficiare di questa <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="50">opportunità</b> unica, dobbiamo guardare bene dentro la struttura dove passi le tue giornate. La legge ha messo dei paletti molto chiari per evitare che questo strumento venga usato in modo sbagliato. Prima di tutto, non tutte le <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="276">partite iva</b> o le piccole botteghe possono attivarlo. L&#8217;<b data-path-to-node="6" data-index-in-node="331">isopensione</b> è pensata per le realtà un po&#8217; più strutturate che hanno bisogno di gestire il personale in modo intelligente.</p>
<p>Se lavori in un&#8217;azienda che sta vivendo un momento di <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="508">cambiamento</b> o che vuole investire su nuove figure, potresti essere il candidato ideale per questo <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="606">scivolo</b>. Ci sono degli elementi chiave che devi assolutamente controllare sulla tua <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="690">busta paga</b> e nel tuo contratto per capire se hai le carte in regola.</p>
<p data-path-to-node="7">Ecco cosa serve per poter iniziare a sognare la tua nuova vita libera:</p>
<ul data-path-to-node="8">
<li>
<p data-path-to-node="8,0,0">La tua azienda deve avere una media di più di <b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="46">15 dipendenti</b>, altrimenti la legge non permette di usare questo strumento;</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,1,0">Deve esistere un <b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="17">accordo firmato</b> tra la direzione aziendale e i <b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="64">sindacati</b> che stabilisce quanti lavoratori possono uscire;</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,2,0">Devi trovarti a una distanza massima di <b data-path-to-node="8,2,0" data-index-in-node="40">7 anni</b> (ovvero 84 mesi) dal raggiungimento dei requisiti per la pensione;</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,3,0">L&#8217;Inps deve verificare che l&#8217;azienda abbia la <b data-path-to-node="8,3,0" data-index-in-node="46">solidità economica</b> per pagare l&#8217;intera operazione fino alla fine.</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="9">Una volta che questi tasselli vanno al loro posto, la tua vita può cambiare drasticamente dall&#8217;oggi al domani. Ma c&#8217;è un dubbio che tormenta spesso chi sta per firmare: quanto si prende di <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="189">stipendio</b> durante questi anni di attesa? Molti pensano che l&#8217;assegno si riduca drasticamente, ma la realtà dei <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="300">calcoli</b> è molto diversa da quello che si sente dire in giro.</p>
<h2 data-path-to-node="10">Il calcolo dei soldi e le garanzie per il futuro</h2>
<p data-path-to-node="11">La preoccupazione principale di ogni <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="37">lavoratore</b> è sempre la stessa: &#8220;Riuscirò a pagare le bollette e a fare la spesa con l&#8217;isopensione?&#8221;. Devi sapere che l&#8217;assegno che riceverai è calcolato esattamente come se tu andassi in <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="224">pensione</b> nel momento in cui smetti di lavorare. Certo, non avrai più alcune voci accessorie dello <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="322">stipendio</b> come i premi produzione o i rimborsi spese, ma il vantaggio di non avere più i costi per andare al lavoro (benzina, pasti fuori, stress) è enorme.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;azienda continua a pagare per te i <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="525">contributi figurativi</b>, il che significa che la tua <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="576">pensione futura</b> continuerà a crescere anche se tu sei comodamente seduto sul tuo divano o al mare. Quando arriverai finalmente all&#8217;età dei <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="715">67 anni</b>, l&#8217;Inps ricalcolerà tutto e la tua pensione sarà piena, come se non avessi mai smesso di versare un solo centesimo. È una <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="845">garanzia d&#8217;acciaio</b> che ti tutela totalmente.</p>
<p>Naturalmente, devi essere consapevole che l&#8217;isopensione è un&#8217;offerta che l&#8217;azienda ti fa e che tu sei libero di accettare o meno. Non è un obbligo, ma un <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1044">invito</b> a goderti la vita prima del previsto. Spesso le aziende offrono anche un piccolo <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1132">incentivo economico</b> extra per convincere i dipendenti a uscire, rendendo l&#8217;affare ancora più vantaggioso per il tuo <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1248">conto corrente</b>. Eppure, esiste un&#8217;ultima riflessione da fare sulla tempistica, perché le leggi possono cambiare e cogliere l&#8217;attimo giusto è la vera strategia per vincere questa partita contro il tempo.</p>
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		<item>
		<title>Pensione di vecchiaia senza 20 anni di contributi: il trucco legale per chi ha iniziato a lavorare tardi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 19:35:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2026 chi ha iniziato a lavorare tardi o ha avuto una carriera frammentata può andare in pensione anche senza i 20 anni di contributi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-di-vecchiaia-senza-20-anni-di-contributi-il-trucco-legale-per-chi-ha-iniziato-a-lavorare-tardi/">Pensione di vecchiaia senza 20 anni di contributi: il trucco legale per chi ha iniziato a lavorare tardi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="1"><i data-path-to-node="1" data-index-in-node="0">Dal 2026 chi ha iniziato a lavorare tardi o ha avuto una carriera frammentata può andare in pensione anche senza i 20 anni di contributi minimi. Esistono infatti delle eccezioni legali che permettono di ritirarsi dal lavoro con soli 5 o 15 anni di versamenti, garantendo un assegno mensile a chi pensava di restare a mani vuote.</i></p>
<p data-path-to-node="2">Ti è mai capitato di fare i conti con il tuo passato lavorativo e sentire un brivido lungo la schiena? Molti italiani oggi vivono con l&#8217;ansia di non raggiungere mai quel <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="170">muro dei 20 anni</b> di contributi che sembra obbligatorio per smettere di lavorare. Magari hai iniziato tardi perché hai studiato a lungo, oppure la vita ti ha costretto a lunghi periodi di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="357">disoccupazione</b> o lavori in nero che non hanno lasciato traccia nei registri dell&#8217;<b data-path-to-node="2" data-index-in-node="438">INPS</b>. La sensazione è quella di essere rimasti fuori dal gioco, condannati a lavorare per sempre o a dipendere dai figli.</p>
<p>Ma la legge italiana, spesso così complicata, nasconde delle <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="621">piccole porte di servizio</b> che sono state lasciate aperte proprio per chi si trova in queste situazioni difficili. Non stiamo parlando di scorciatoie illegali, ma di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="786">norme precise</b> che pochi patronati spiegano bene se non sei tu a fare la domanda giusta. Esiste infatti un motivo preciso per cui lo Stato ha dovuto prevedere queste eccezioni, ed è legato a come è cambiato il mondo del lavoro negli ultimi trent&#8217;anni. C&#8217;è una via d&#8217;uscita che dipende tutto dall&#8217;anno in cui hai versato il tuo <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="1112">primo contributo</b>.</p>
<h2 data-path-to-node="3">La trappola dei venti anni e la paura del futuro</h2>
<p data-path-to-node="4">Per anni ci hanno ripetuto che senza venti anni di versamenti non avremmo mai visto un centesimo di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="100">pensione di vecchiaia</b>. Questa regola è diventata una specie di incubo per chi oggi ha superato i sessanta e si ritrova con un <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="226">estratto conto contributivo</b> che sembra un colabrodo. La verità è che il sistema italiano è cambiato profondamente con la riforma Dini del 1995, creando due mondi diversi: chi c&#8217;era prima e chi è arrivato dopo.</p>
<p>Se fai parte del secondo gruppo, ovvero i cosiddetti <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="489">contributivi puri</b>, le regole del gioco sono molto più elastiche di quanto pensi. La preoccupazione di restare senza reddito è legittima, specialmente con il <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="646">costo della vita</b> che continua a salire, ma disperarsi serve a poco se non conosci le carte che hai in mano.</p>
<p data-path-to-node="5">Molte persone non sanno che il calcolo della pensione non è più solo una questione di &#8220;anni di lavoro&#8221;, ma di quanto hai effettivamente versato nel tuo <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="152">salvadanaio virtuale</b> presso l&#8217;ente di previdenza. Se hai iniziato a lavorare dopo il primo gennaio del 1996, sei entrato in un meccanismo che premia la flessibilità.</p>
<p>Questo significa che anche se hai lavorato poco, i tuoi soldi non sono affatto perduti. Spesso il problema è che le informazioni circolano male e si finisce per credere a vecchie leggende metropolitane. Questa via d&#8217;uscita ha un nome preciso che pochi conoscono e che potrebbe davvero <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="603">cambiarti la vita</b> una volta raggiunta l&#8217;età giusta.</p>
<h2 data-path-to-node="6">Le strade alternative per chi ha pochi contributi versati</h2>
<p data-path-to-node="7">Esistono almeno tre situazioni diverse in cui puoi ottenere la pensione anche se non hai raggiunto la soglia dei venti anni. La prima riguarda le cosiddette <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="157">deroghe Amato</b>, che sono delle vecchie leggi ancora valide per chi ha iniziato a lavorare molto presto e ha avuto una carriera che si è interrotta bruscamente.</p>
<p>La seconda strada è quella dedicata a chi ha avuto una vita lavorativa interamente nel sistema contributivo. In questo caso, lo Stato ti permette di accedere alla prestazione con requisiti molto più bassi, a patto di aspettare qualche anno in più rispetto alla <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="577">pensione standard</b>.</p>
<p data-path-to-node="8">Per capire meglio se rientri in una di queste categorie, devi controllare bene la tua storia previdenziale e vedere se possiedi uno di questi requisiti specifici che ti permettono di <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="183">aggirare l&#8217;ostacolo</b>:</p>
<ul data-path-to-node="9">
<li>
<p data-path-to-node="9,0,0">Avere almeno <b data-path-to-node="9,0,0" data-index-in-node="13">15 anni di contributi</b> versati entro una certa data, solitamente legata alle vecchie regole del 1992.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,1,0">Essere un lavoratore che ha iniziato a versare i contributi solo a partire dal <b data-path-to-node="9,1,0" data-index-in-node="79">1° gennaio 1996</b>, senza nemmeno un giorno di lavoro precedente.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,2,0">Avere l&#8217;autorizzazione ai <b data-path-to-node="9,2,0" data-index-in-node="26">versamenti volontari</b> ottenuta molti anni fa, anche se poi non hai mai versato effettivamente i soldi.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="9,3,0">Raggiungere una soglia di età più avanzata rispetto ai classici <b data-path-to-node="9,3,0" data-index-in-node="64">67 anni</b>, che apre la porta a un calcolo diverso dei tuoi contributi.</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="10">Ognuna di queste opzioni richiede una verifica attenta dei documenti, ma la cosa importante è sapere che la possibilità esiste. Spesso basta un solo giorno di contributi versato nel posto giusto o al momento giusto per sbloccare una situazione che sembrava disperata. Ma la vera sorpresa arriva per chi ha lavorato pochissimo, quasi nulla, e pensa che lo Stato si dimenticherà di lui.</p>
<h2 data-path-to-node="11">Il segreto della pensione a settantun anni con soli cinque anni di versamenti</h2>
<p data-path-to-node="12">Ecco il dettaglio che molti ignorano: se sei un <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="48">contributivo puro</b> (ovvero hai iniziato dopo il 1995), esiste una regola che ti permette di andare in pensione a <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="160">71 anni</b> avendo versato solo <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="188">5 anni di contributi</b> effettivi. Sì, hai letto bene: bastano solo sessanta mesi di lavoro regolare in tutta la vita per avere diritto a un assegno.</p>
<p>Certo, non diventerai ricco, perché l&#8217;importo sarà calcolato solo su quello che hai versato, ma è comunque una somma mensile garantita che si aggiunge a eventuali altri aiuti come l&#8217;<b data-path-to-node="12" data-index-in-node="517">assegno sociale</b>. Questa norma è stata pensata proprio per evitare che le persone anziane restino senza alcuna protezione economica dopo una vita di lavori saltuari o precari.</p>
<p data-path-to-node="13">Inoltre, in alcuni casi è possibile sfruttare il cosiddetto <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="60">computo nel sistema contributivo</b>, un meccanismo che ti permette di &#8220;spostare&#8221; i tuoi vecchi contributi nel nuovo sistema per godere di queste regole più favorevoli. È una scelta che va fatta con attenzione insieme a un esperto, perché potrebbe abbassare un po&#8217; l&#8217;importo finale, ma è l&#8217;unico modo per non perdere i soldi versati se non arrivi ai famosi venti anni.</p>
<p>Ricordati che ogni euro che hai versato è tuo, e lo Stato ha l&#8217;obbligo di restituirtelo sotto forma di <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="528">rendita</b> se rispetti queste condizioni. Non lasciare che i tuoi sacrifici vadano perduti solo perché non conoscevi questa piccola ma fondamentale <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="673">regola del gioco</b>. Informarsi bene è il primo passo per vivere una vecchiaia più serena e dignitosa, lontano dallo spettro della povertà.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-di-vecchiaia-senza-20-anni-di-contributi-il-trucco-legale-per-chi-ha-iniziato-a-lavorare-tardi/">Pensione di vecchiaia senza 20 anni di contributi: il trucco legale per chi ha iniziato a lavorare tardi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<title>Pensione più alta fino a 150 euro al mese grazie ai diritti che quasi nessuno richiede</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 20:08:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Molti pensionati italiani possono ottenere un aumento di circa 150 euro mensili richiedendo la ricostituzione della pensione all&#8217;INPS. Si tratta di recuperare contributi mai conteggiati&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="1"><i data-path-to-node="1" data-index-in-node="0">Molti pensionati italiani possono ottenere un aumento di circa 150 euro mensili richiedendo la ricostituzione della pensione all&#8217;INPS. Si tratta di recuperare contributi mai conteggiati o bonus non erogati in automatico. Se vuoi evitare di perdere soldi che ti spettano per i tuoi sacrifici, devi muoverti subito.</i></p>
<p data-path-to-node="2">Ti capita mai di guardare il tuo <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="33">cedolino</b> della pensione e pensare che la cifra sia troppo bassa rispetto a quanto hai <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="119">lavorato</b>? Non sei l&#8217;unico. Moltissime persone oggi si trovano a fare i conti con <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="200">bollette</b> salate e una <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="222">spesa</b> che costa sempre di più, mentre l&#8217;assegno resta fermo. Ma c&#8217;è un <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="293">dettaglio</b> che quasi tutti trascurano: l&#8217;INPS non è infallibile e, soprattutto, non ti regala nulla se non sei tu a chiederlo.</p>
<p>Esiste infatti un <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="437">bonus invisibile</b> che può cambiare la tua situazione economica già dalle prossime settimane. Non stiamo parlando di una nuova legge complicata, ma di un <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="589">diritto</b> che hai già maturato e che aspetta solo di essere <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="647">sbloccato</b>. Molti pensano che una volta andati in pensione i giochi siano fatti, ma la verità è che il calcolo iniziale può essere <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="777">sbagliato</b> o incompleto. Ed è proprio qui che si nasconde il segreto per avere quei <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="860">150 euro</b> in più ogni mese, un tesoretto che potrebbe darti finalmente un po&#8217; di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="940">ossigeno</b> nel portafoglio.</p>
<p>Ma per capire se anche tu rientri in questa fortunata categoria, devi guardare bene tra le pieghe della tua <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="1074">storia lavorativa</b>.</p>
<h2 data-path-to-node="3">Il mistero dei contributi che non appaiono nel tuo assegno</h2>
<p data-path-to-node="4">La ragione per cui potresti avere diritto a un <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="47">aumento</b> immediato riguarda i cosiddetti <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="87">contributi silenti</b>. Si tratta di versamenti che hai fatto durante la tua vita ma che, per un motivo o per l&#8217;altro, sono rimasti &#8220;congelati&#8221; nei computer dell&#8217;ente previdenziale. Spesso si tratta di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="285">periodi brevi</b>, magari qualche mese di lavoro fatto da giovane o una vecchia <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="361">collaborazione</b> che è sfuggita al conteggio finale. L&#8217;INPS calcola la tua pensione in base a ciò che vede nei suoi <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="475">archivi</b>, ma se mancano dei pezzi, la cifra finale sarà inevitabilmente più <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="550">bassa</b>.</p>
<p>Molti pensionati commettono l&#8217;errore di pensare che tutto avvenga in modo <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="631">automatico</b>, ma la burocrazia non funziona così. Se non presenti una domanda specifica di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="720">ricostituzione</b>, quei soldi resteranno nelle casse dello Stato per sempre. È una situazione che colpisce soprattutto chi ha avuto una carriera con qualche <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="874">salto</b> o chi ha cambiato spesso datore di lavoro. Esiste però una lista precisa di situazioni che generano questo <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="987">credito</b> verso l&#8217;INPS, e conoscerle è il primo passo per smettere di <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="1055">regalare</b> denaro che ti appartiene di diritto. C’è un aspetto particolare che riguarda chi ha servito lo Stato o chi ha lavorato fuori dai confini nazionali che spesso fa la <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="1228">differenza</b> tra una pensione misera e una dignitosa.</p>
<h2 data-path-to-node="5">Chi può ottenere subito l&#8217;aumento sulla pensione</h2>
<p data-path-to-node="6">Per capire se puoi beneficiare di questa <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="41">maggiorazione</b>, devi analizzare alcuni momenti chiave del tuo passato. Non serve essere un esperto di legge, basta ricordare se hai vissuto una di queste esperienze che l&#8217;INPS spesso non inserisce nel <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="241">conto finale</b> senza una tua spinta. Molti restano a bocca aperta quando scoprono che anche un solo anno può valere <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="355">migliaia di euro</b> di arretrati se si torna indietro nel tempo.</p>
<p data-path-to-node="7">Ecco le categorie di persone che hanno le probabilità più alte di ricevere l&#8217;aumento mensile:</p>
<ul data-path-to-node="8">
<li>
<p data-path-to-node="8,0,0">I <b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="2">militari di leva</b> che non hanno mai riscattato l&#8217;anno di servizio obbligatorio, un errore comunissimo che costa caro;</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,1,0">Chi ha lavorato per un periodo, anche breve, all&#8217;<b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="49">estero</b> e non ha mai unificato i contributi internazionali;</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,2,0">I lavoratori che hanno continuato a versare <b data-path-to-node="8,2,0" data-index-in-node="44">contributi</b> dopo essere già andati in pensione, magari con piccoli lavoretti;</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,3,0">Tutte le donne che hanno avuto <b data-path-to-node="8,3,0" data-index-in-node="31">figli</b> e possono richiedere maggiorazioni legate alla maternità non conteggiate;</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,4,0">Chi assiste un familiare con <b data-path-to-node="8,4,0" data-index-in-node="29">disabilità</b> grave e non ha mai verificato i bonus legati al ruolo di caregiver.</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="9">Se ti riconosci in uno di questi punti, il tuo assegno potrebbe essere <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="71">gonfiato</b> in modo permanente. Ma non è solo una questione di soldi mensili: c’è un vantaggio ancora più <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="174">grande</b> che riguarda il passato e che potrebbe farti ricevere un bonifico inaspettato molto <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="265">corposo</b>.</p>
<h2 data-path-to-node="10">Come recuperare gli arretrati e cambiare il tuo futuro economico</h2>
<p data-path-to-node="11">La notizia più bella è che quando chiedi la <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="44">ricostituzione della pensione</b>, l&#8217;INPS non ti deve solo i soldi per il futuro, ma deve anche restituirti il <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="151">maltolto</b> per gli anni passati. Questo significa che se avevi diritto a quegli euro in più già da cinque anni, potresti ricevere un <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="282">assegno unico</b> di migliaia di euro tutto in una volta. Molte famiglie hanno usato questi <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="370">arretrati</b> per estinguere piccoli debiti o per aiutare figli e nipoti in difficoltà.</p>
<p>Per ottenere questo risultato non devi fare guerre legali, ma semplicemente utilizzare gli strumenti <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="555">digitali</b> o farti aiutare da un professionista. Puoi agire tramite lo <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="624">SPID</b> sul portale ufficiale, oppure recarti in un <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="673">patronato</b> della tua zona. Il consulente verificherà il tuo <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="732">estratto conto</b> e invierà la pratica in pochi minuti. Ricorda che è un tuo <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="806">diritto</b> sacro e non devi provare imbarazzo nel richiederlo: sono soldi che hai versato con il tuo <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="904">sudore</b>.</p>
<p>Una volta inviata la domanda, i tempi di attesa variano, ma l&#8217;effetto sulla tua <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="992">vita quotidiana</b> sarà immediato non appena vedrai la nuova cifra sul bancomat. Spesso basta un piccolo gesto per rimettere a posto le cose e goderti finalmente il <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1154">riposo</b> che ti sei meritato senza l&#8217;ansia di non arrivare alla fine del mese.</p>
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		<title>Pensione sociale: requisiti e limiti di reddito per le casalinghe che non hanno mai versato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 20:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le casalinghe che non hanno mai versato contributi possono comunque ricevere un sostegno economico dallo Stato. In Italia esiste una misura pensata proprio per chi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="95" data-end="422"><em data-start="95" data-end="422">Le casalinghe che <strong data-start="114" data-end="150">non hanno mai versato contributi</strong> possono comunque ricevere un sostegno economico dallo Stato. In Italia esiste una misura pensata proprio per chi non ha una pensione: l’<strong data-start="287" data-end="306">assegno sociale</strong>. Nel 2026 può rappresentare un aiuto concreto, ma solo se si rispettano <strong data-start="379" data-end="420">requisiti precisi di reddito e di età</strong>.</em></p>
<p data-start="424" data-end="711">Molte donne hanno dedicato <strong data-start="451" data-end="484">una vita intera alla famiglia</strong>, alla cura della casa e dei figli, senza avere un lavoro retribuito e quindi <strong data-start="562" data-end="604">senza versare contributi previdenziali</strong>. Quando arriva l’età della pensione, il dubbio è sempre lo stesso: <em data-start="672" data-end="709">si ha diritto a qualcosa oppure no?</em></p>
<p data-start="713" data-end="1044">La risposta, in realtà, <strong data-start="737" data-end="760">non è così scontata</strong>. In Italia esiste una misura chiamata <strong data-start="799" data-end="818">assegno sociale</strong>, spesso definita impropriamente <em data-start="851" data-end="869">pensione sociale</em>. Non si tratta di una pensione vera e propria, ma di un <strong data-start="926" data-end="970">sostegno economico garantito dallo Stato</strong> a chi si trova in difficoltà economica e non ha contributi sufficienti.</p>
<p data-start="1046" data-end="1499">Ed è proprio qui che entra in gioco un dettaglio che <strong data-start="1099" data-end="1125">molte persone ignorano</strong>: anche chi <strong data-start="1137" data-end="1174">non ha mai lavorato ufficialmente</strong>, come molte casalinghe, può avere diritto a questo aiuto. Tuttavia esistono <strong data-start="1251" data-end="1286">limiti di reddito molto precisi</strong>, oltre a requisiti anagrafici e di residenza. Ed è proprio questo il punto che spesso crea confusione. Per capire se puoi davvero ottenerlo, devi conoscere <strong data-start="1443" data-end="1474">regole, soglie e condizioni</strong> che fanno la differenza.</p>
<h2 data-section-id="1166yh2" data-start="1501" data-end="1575">Cos’è davvero la pensione sociale e perché riguarda anche le casalinghe</h2>
<p data-start="1577" data-end="1816">Quando si parla di <strong data-start="1596" data-end="1616">pensione sociale</strong>, in realtà si fa riferimento all’<strong data-start="1650" data-end="1674">assegno sociale INPS</strong>, una prestazione assistenziale introdotta per garantire <strong data-start="1731" data-end="1776">un minimo di reddito alle persone anziane</strong> che si trovano in difficoltà economica.</p>
<p data-start="1818" data-end="2039">È importante capire subito un punto fondamentale: <strong data-start="1868" data-end="1905">non serve aver versato contributi</strong>. Questo è il motivo per cui molte <strong data-start="1940" data-end="1989">casalinghe possono accedere a questo sostegno</strong>, anche se non hanno mai avuto un lavoro regolare.</p>
<p data-start="2041" data-end="2260">L’assegno sociale nasce proprio per evitare che, arrivata una certa età, una persona resti <strong data-start="2132" data-end="2163">completamente senza reddito</strong>. Tuttavia non è automatico. Lo Stato verifica alcuni elementi molto precisi prima di concederlo.</p>
<p data-start="2262" data-end="2319">Tra i principali fattori che vengono controllati ci sono:</p>
<ul data-start="2321" data-end="2419">
<li data-section-id="1rmopaz" data-start="2321" data-end="2343">
<p data-start="2323" data-end="2343"><strong data-start="2323" data-end="2343">l’età anagrafica</strong></p>
</li>
<li data-section-id="pw2udm" data-start="2344" data-end="2382">
<p data-start="2346" data-end="2382"><strong data-start="2346" data-end="2382">il reddito personale o familiare</strong></p>
</li>
<li data-section-id="19mfpmv" data-start="2383" data-end="2419">
<p data-start="2385" data-end="2419"><strong data-start="2385" data-end="2419">la residenza stabile in Italia</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="2421" data-end="2635">Nel 2026, per ottenere l’assegno sociale, devi aver raggiunto <strong data-start="2483" data-end="2508">almeno 67 anni di età</strong>. Questa soglia è legata agli aggiornamenti dell’età pensionabile e viene adeguata nel tempo in base alla <strong data-start="2614" data-end="2634">speranza di vita</strong>.</p>
<p data-start="2637" data-end="2847">Ma c’è un altro elemento che pesa molto nella valutazione: il <strong data-start="2699" data-end="2722">reddito complessivo</strong>. Non conta solo quello che guadagni direttamente. L’INPS considera anche eventuali <strong data-start="2806" data-end="2830">entrate della coppia</strong>, se sei sposata.</p>
<p data-start="2849" data-end="3068">Ed è proprio su questo punto che molte persone si confondono, perché <strong data-start="2918" data-end="2977">le soglie cambiano a seconda della situazione familiare</strong>. Nel prossimo paragrafo vediamo nel dettaglio <strong data-start="3024" data-end="3067">quali sono i limiti di reddito previsti</strong>.</p>
<h2 data-section-id="18wt42x" data-start="3070" data-end="3121">Limiti di reddito per ottenere l’assegno sociale</h2>
<p data-start="3123" data-end="3329">Per ricevere l’assegno sociale, l’INPS verifica che il tuo <strong data-start="3182" data-end="3223">reddito non superi determinate soglie</strong>. Questo passaggio è fondamentale, perché anche piccole entrate possono influire sul diritto al beneficio.</p>
<p data-start="3331" data-end="3466">Prima di vedere le cifre, devi sapere che lo Stato distingue <strong data-start="3392" data-end="3418">due situazioni diverse</strong>: chi vive da solo e chi invece è <strong data-start="3452" data-end="3465">coniugato</strong>.</p>
<p data-start="3468" data-end="3618">In generale, il principio è semplice: più alto è il reddito, <strong data-start="3529" data-end="3570">più basso sarà l’importo dell’assegno</strong>, fino ad arrivare alla sua completa esclusione.</p>
<p data-start="3620" data-end="3819">Nel 2026 le soglie si basano su valori simili a quelli degli ultimi anni e vengono aggiornate periodicamente. In linea generale, per avere diritto all’assegno sociale devi rientrare in questi limiti:</p>
<ul data-start="3821" data-end="4012">
<li data-section-id="j68t3t" data-start="3821" data-end="3913">
<p data-start="3823" data-end="3913"><strong data-start="3823" data-end="3846">Se non sei sposata:</strong> il tuo reddito annuo deve essere inferiore a circa <strong data-start="3898" data-end="3912">7.000 euro</strong>.</p>
</li>
<li data-section-id="hch07o" data-start="3914" data-end="4012">
<p data-start="3916" data-end="4012"><strong data-start="3916" data-end="3935">Se sei sposata:</strong> il reddito complessivo della coppia non deve superare circa <strong data-start="3996" data-end="4011">14.000 euro</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4014" data-end="4110">Questi valori sono indicativi e vengono aggiornati ogni anno, ma il meccanismo rimane lo stesso.</p>
<p data-start="4112" data-end="4244">Un dettaglio importante che spesso viene sottovalutato riguarda <strong data-start="4176" data-end="4213">quali redditi vengono conteggiati</strong>. L’INPS considera, ad esempio:</p>
<ul data-start="4246" data-end="4352">
<li data-section-id="wjnvl7" data-start="4246" data-end="4269">
<p data-start="4248" data-end="4269">redditi da pensione</p>
</li>
<li data-section-id="1jvq3wg" data-start="4270" data-end="4293">
<p data-start="4272" data-end="4293">rendite da immobili</p>
</li>
<li data-section-id="1ho7g7b" data-start="4294" data-end="4325">
<p data-start="4296" data-end="4325">interessi bancari o postali</p>
</li>
<li data-section-id="729krt" data-start="4326" data-end="4352">
<p data-start="4328" data-end="4352">altri redditi dichiarati</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4354" data-end="4531">Alcune entrate invece <strong data-start="4376" data-end="4403">non vengono conteggiate</strong>, ed è proprio qui che molti fanno confusione. Ad esempio, <strong data-start="4462" data-end="4498">la casa di abitazione principale</strong> non viene calcolata nel reddito.</p>
<p data-start="4533" data-end="4759">Capire quali redditi contano davvero è fondamentale, perché può fare <strong data-start="4602" data-end="4659">la differenza tra avere diritto all’assegno oppure no</strong>. E c’è anche un altro aspetto che spesso viene ignorato: <strong data-start="4717" data-end="4758">l’importo effettivo che puoi ricevere</strong>.</p>
<h2 data-section-id="atc0oi" data-start="4761" data-end="4805">Quanto spetta davvero e come fare domanda</h2>
<p data-start="4807" data-end="5008">Una volta verificati <strong data-start="4828" data-end="4845">età e reddito</strong>, l’INPS stabilisce l’importo dell’assegno sociale. Non si tratta di una cifra molto alta, ma può rappresentare <strong data-start="4957" data-end="5007">un aiuto concreto per chi non ha altre entrate</strong>.</p>
<p data-start="5010" data-end="5179">Nel 2026 l’importo pieno dell’assegno sociale si aggira intorno ai <strong data-start="5077" data-end="5101">530-540 euro al mese</strong>, pagati per <strong data-start="5114" data-end="5130">13 mensilità</strong>. Tuttavia non tutti ricevono l’importo completo.</p>
<p data-start="5181" data-end="5324">Se hai un piccolo reddito, l’assegno viene <strong data-start="5224" data-end="5253">ridotto proporzionalmente</strong>. In pratica lo Stato integra il tuo reddito fino alla soglia prevista.</p>
<p data-start="5326" data-end="5475">Ad esempio, se hai già una piccola entrata annuale, l’INPS calcola <strong data-start="5393" data-end="5449">la differenza tra il tuo reddito e il limite massimo</strong> e paga solo quella parte.</p>
<p data-start="5477" data-end="5555">Un altro requisito molto importante riguarda la <strong data-start="5525" data-end="5548">residenza in Italia</strong>. Devi:</p>
<ul data-start="5557" data-end="5657">
<li data-section-id="gagcek" data-start="5557" data-end="5603">
<p data-start="5559" data-end="5603">vivere stabilmente nel territorio italiano</p>
</li>
<li data-section-id="cnlmbn" data-start="5604" data-end="5657">
<p data-start="5606" data-end="5657">essere residente da <strong data-start="5626" data-end="5657">almeno 10 anni continuativi</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="5659" data-end="5793">Questo è uno dei controlli più rigorosi, perché l’assegno sociale è una <strong data-start="5731" data-end="5792">prestazione assistenziale finanziata dallo Stato italiano</strong>.</p>
<p data-start="5795" data-end="5863">La domanda può essere presentata direttamente all’<strong data-start="5845" data-end="5853">INPS</strong>, tramite:</p>
<ul data-start="5865" data-end="5908">
<li data-section-id="vb4vf6" data-start="5865" data-end="5888">
<p data-start="5867" data-end="5888">portale online INPS</p>
</li>
<li data-section-id="1fs35lw" data-start="5889" data-end="5902">
<p data-start="5891" data-end="5902">patronato</p>
</li>
<li data-section-id="1o4dn0" data-start="5903" data-end="5908">
<p data-start="5905" data-end="5908">CAF</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5910" data-end="6056">Una volta inviata la richiesta, l’INPS verifica <strong data-start="5958" data-end="6003">redditi, residenza e requisiti anagrafici</strong>. Se tutto è in regola, l’assegno viene riconosciuto.</p>
<p data-start="6058" data-end="6275">Ma c’è un dettaglio che molti ignorano: <strong data-start="6098" data-end="6147">l’assegno sociale non è definitivo per sempre</strong>. L’INPS controlla periodicamente i redditi. Se la tua situazione economica cambia, l’importo può essere <strong data-start="6252" data-end="6274">ridotto o revocato</strong>.</p>
<p data-start="6277" data-end="6505">Ed è proprio per questo che conoscere bene <strong data-start="6320" data-end="6355">le regole e i limiti di reddito</strong> diventa fondamentale per non perdere un diritto che, per molte casalinghe, può rappresentare <strong data-start="6449" data-end="6504">l’unica forma di sostegno economico nella terza età</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-sociale-requisiti-e-limiti-di-reddito-per-le-casalinghe-che-non-hanno-mai-versato/">Pensione sociale: requisiti e limiti di reddito per le casalinghe che non hanno mai versato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<title>Inps, pensione minima con 20 anni di contributi: chi rischia di scendere sotto i 700 euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 21:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Inps ha aggiornato le proiezioni per chi nel 2026 raggiunge i 20 anni di contributi, il requisito minimo per la pensione di vecchiaia. Molti lavoratori&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="1"><i data-path-to-node="1" data-index-in-node="0">L&#8217;Inps ha aggiornato le proiezioni per chi nel 2026 raggiunge i 20 anni di contributi, il requisito minimo per la pensione di vecchiaia. Molti lavoratori rischiano di ricevere un assegno mensile inferiore ai 700 euro a causa dell&#8217;applicazione del sistema contributivo puro. Ecco quali categorie di contribuenti sono oggi più esposte a questo taglio netto.</i></p>
<p data-path-to-node="2">Hai passato anni a contare i mesi che ti separano dal traguardo dei <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="68">vent&#8217;anni di versamenti</b>. Ti hanno sempre detto che quella è la &#8220;chiave magica&#8221; per aprire la porta della <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="173">pensione di vecchiaia</b> una volta compiuti i 67 anni. Ma oggi, seduto al tavolo con l&#8217;estratto conto contributivo davanti, la realtà che emerge dai simulatori <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="330">Inps</b> potrebbe lasciarti l&#8217;amaro in bocca. Non si tratta solo di burocrazia, ma di una <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="416">trasformazione profonda</b> del calcolo dell&#8217;assegno che non perdona chi ha avuto carriere discontinue o stipendi bassi.</p>
<p data-path-to-node="3">Molti pensano ancora che esista una sorta di paracadute universale, una <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="72">pensione minima</b> garantita per tutti a prescindere da quanto versato, ma la verità è molto più spigolosa. Se rientri nel sistema <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="200">contributivo puro</b>, potresti scoprire che il tuo assegno mensile non arriva nemmeno alla soglia psicologica dei <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="311">700 euro</b>. E c&#8217;è un dettaglio tecnico legato al coefficiente di trasformazione che molti ignorano, ma che decide quanto pane porterai in tavola ogni giorno. Ma procediamo con ordine, perché il calcolo nasconde insidie che è meglio conoscere subito.</p>
<h2 data-path-to-node="4">Perché il traguardo dei venti anni non è più una garanzia</h2>
<p data-path-to-node="5">Quando si parla di previdenza in Italia, spesso si fa confusione tra il diritto di andare in pensione e l&#8217;importo che effettivamente riceverai. Se hai iniziato a lavorare dopo il <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="179">1° gennaio 1996</b>, sei considerato un <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="215">contributivo puro</i>. Questo significa che la tua pensione non dipende dall&#8217;ultimo stipendio che hai percepito, ma esclusivamente dalla <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="348">somma totale dei contributi</b> che hai accumulato nel tempo. Con soli vent&#8217;anni di versamenti, la &#8220;montagna&#8221; di soldi nel tuo salvadanaio virtuale presso l&#8217;Inps rischia di essere troppo piccola per generare una rendita dignitosa.</p>
<p data-path-to-node="6">Il problema principale riguarda la <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="35">continuità lavorativa</b> e il livello del tuo stipendio medio. Se in quei vent&#8217;anni hai avuto contratti part-time, periodi di disoccupazione o retribuzioni che non hanno mai brillato, la base su cui l&#8217;Inps calcola l&#8217;assegno è ridotta all&#8217;osso. Molti confidano nell&#8217;<b data-path-to-node="6" data-index-in-node="297">integrazione al minimo</b>, quel meccanismo che storicamente &#8220;arrotondava&#8221; le pensioni troppo basse per permettere una vita dignitosa. Tuttavia, devi stare molto attento: per chi appartiene totalmente al sistema contributivo, questa protezione spesso <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="544">non scatta affatto</b>.</p>
<p data-path-to-node="7">È una trappola silenziosa che si palesa proprio nel momento in cui dovresti goderti il riposo. Ma non è solo una questione di quanti soldi hai messo da parte; entra in gioco anche l&#8217;età in cui decidi di smettere. Più sei giovane quando esci dal mondo del lavoro, più l&#8217;Inps &#8220;taglia&#8221; la tua fetta di torta annuale, basandosi sulla tua <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="334">aspettativa di vita</b>. Ed è qui che la soglia dei 700 euro diventa un miraggio per molti, ma c&#8217;è un gruppo di persone che rischia ancora più degli altri.</p>
<h2 data-path-to-node="8">Le categorie di lavoratori che rischiano l&#8217;assegno da fame</h2>
<p data-path-to-node="9">Non siamo tutti sulla stessa barca quando si tratta di calcolare il futuro. Esistono profili professionali e storie lavorative che, statisticamente, portano dritti verso un assegno che fatica a coprire le spese fisse di una casa o di una famiglia. È fondamentale capire se la tua carriera ricalca uno di questi schemi per poter correre ai ripari prima che sia troppo tardi e il danno diventi definitivo.</p>
<p data-path-to-node="10">Ecco quali sono le situazioni più critiche per chi punta alla pensione con il minimo dei contributi:</p>
<ul data-path-to-node="11">
<li>
<p data-path-to-node="11,0,0">I <b data-path-to-node="11,0,0" data-index-in-node="2">lavoratori precari</b> che hanno alternato brevi contratti a lunghi periodi di fermo, lasciando &#8220;buchi&#8221; contributivi enormi nel loro storico.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,1,0">Chi ha lavorato prevalentemente con <b data-path-to-node="11,1,0" data-index-in-node="36">contratti part-time</b>, versando cifre annuali molto contenute che non generano massa critica nel montante.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,2,0">I cosiddetti <b data-path-to-node="11,2,0" data-index-in-node="13">tardivi</b>, ovvero chi ha iniziato a versare contributi dopo i 40 anni e arriva alla soglia dei 67 anni con il minimo sindacale di anzianità.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,3,0">I lavoratori del settore <b data-path-to-node="11,3,0" data-index-in-node="25">commercio o agricoltura</b> che spesso operano con basi imponibili ridotte rispetto ad altri comparti industriali più pesanti.</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="12">In questi casi, la simulazione dell&#8217;Inps può essere una doccia fredda. Se la tua media retributiva annua è stata bassa, i tuoi 20 anni di contributi potrebbero tradursi in un montante che restituisce una cifra <b data-path-to-node="12" data-index-in-node="210">inferiore ai 600 euro</b>. C&#8217;è però un parametro fondamentale che cambia tutto: l&#8217;importo soglia. Senza raggiungere una determinata cifra minima maturata, l&#8217;Inps potrebbe addirittura negarti la pensione a 67 anni, obbligandoti ad aspettare fino ai 71 anni per incassare l&#8217;assegno sociale. Questo è il segreto che raramente viene spiegato con chiarezza, ma esiste una via d&#8217;uscita per non restare intrappolati in questi calcoli punitivi.</p>
<h2 data-path-to-node="13">Come evitare il crollo dell&#8217;assegno e proteggere il tuo futuro</h2>
<p data-path-to-node="14">Se ti trovi in questa fascia di rischio, non tutto è perduto, ma devi agire con una strategia precisa e immediata. La prima cosa da fare è smettere di guardare solo al passato e iniziare a pianificare le mosse per gli ultimi anni di carriera. Una delle opzioni più concrete è il <b data-path-to-node="14" data-index-in-node="279">versamento volontario</b>. Anche se richiede un esborso economico oggi, può servire a coprire i vuoti del passato e gonfiare il montante finale. Molti sottovalutano quanto anche solo due o tre anni di &#8220;copertura&#8221; extra possano spostare l&#8217;ago della bilancia sopra i fatidici 700 euro mensili.</p>
<p data-path-to-node="15">Un&#8217;altra via d&#8217;uscita è rappresentata dalla <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="44">previdenza complementare</b>. Spesso vista come un costo inutile, la pensione integrativa diventa l&#8217;unico vero pilastro per chi ha una carriera corta o frammentata. Anche piccoli versamenti mensili in un fondo pensione possono generare quella rendita aggiuntiva necessaria a colmare il vuoto lasciato dallo Stato. Ma il vero &#8220;asso nella manica&#8221; per aumentare l&#8217;assegno potrebbe essere un altro, molto più semplice da attuare se la salute lo permette.</p>
<p data-path-to-node="16">Sapevi che restare al lavoro anche solo <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="40">due anni in più</b> rispetto alla soglia dei 67 anni può aumentare l&#8217;assegno in modo sproporzionato? Questo accade perché i coefficienti di trasformazione premiano chi ritarda l&#8217;uscita, rendendo ogni euro versato &#8220;più pesante&#8221; nel calcolo finale. La soluzione reale risiede nella consapevolezza: monitorare costantemente il proprio <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="368">cassetto previdenziale</b> ti permette di capire oggi se domani sarai tra coloro che devono rinunciare a tutto o se potrai goderti la meritata pensione senza l&#8217;incubo di un conto in rosso. La soglia dei 700 euro non è un destino inevitabile, ma un segnale d&#8217;allarme che devi ascoltare finché sei ancora in tempo.</p>
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		<title>Assegno di vedovanza 2026: il trucco legale per aumentare l&#8217;importo della pensione di reversibilità</title>
		<link>https://www.jedanews.com/gemini-ha-detto-assegno-di-vedovanza-2026-il-trucco-legale-per-aumentare-limporto-della-pensione-di-reversibilita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 16:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;INPS riconosce un aumento mensile sulla pensione di reversibilità per migliaia di vedovi e vedove nel 2026. Molti pensionati ignorano questo diritto, che richiede una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/gemini-ha-detto-assegno-di-vedovanza-2026-il-trucco-legale-per-aumentare-limporto-della-pensione-di-reversibilita/">Assegno di vedovanza 2026: il trucco legale per aumentare l&#8217;importo della pensione di reversibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="1"><i data-path-to-node="1" data-index-in-node="0">L&#8217;INPS riconosce un aumento mensile sulla pensione di reversibilità per migliaia di vedovi e vedove nel 2026. Molti pensionati ignorano questo diritto, che richiede una domanda specifica per essere attivato. Se hai una riduzione della capacità lavorativa, potresti incassare una somma extra ogni mese oltre alla normale pensione.</i></p>
<p data-path-to-node="2">Ti è mai capitato di guardare il tuo <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="37">cedolino della pensione</b> e pensare che, nonostante una vita di sacrifici, la cifra finale sia troppo bassa per affrontare serenamente le spese di ogni giorno? Spesso ci si rassegna, convinti che la <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="234">pensione di reversibilità</b> sia un importo fisso e immutabile, una sorta di binario morto su cui non si può più intervenire. Eppure, esiste un piccolo tesoro nascosto nelle pieghe della burocrazia italiana che molti chiamano &#8220;bonus invisibile&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="3">In realtà, non è affatto un regalo, ma un diritto sacrosanto che lo Stato garantisce a chi si trova in una condizione di fragilità dopo aver perso il coniuge. Si tratta di una somma che può variare e che va a sommarsi a quanto già ricevi ogni mese, ma c&#8217;è un <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="259">grosso problema di fondo</b>: l&#8217;ente previdenziale non te lo eroga in automatico. Se non ti muovi tu, i soldi restano nelle casse dello Stato.</p>
<p data-path-to-node="4">Questo accade perché la procedura non scatta con il decesso del partner, ma è legata a un dettaglio della tua salute che potresti aver sottovalutato. Molti pensano che basti essere vedovi per averne diritto, ma la verità è molto più specifica e riguarda una <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="258">particolare condizione fisica</b> che trasforma la tua reversibilità in una pensione molto più ricca. Ma c&#8217;è un motivo preciso per cui molti non ne vedono mai l&#8217;ombra sul proprio conto corrente.</p>
<h2 data-path-to-node="5">Perché migliaia di pensionati stanno perdendo soldi ogni mese</h2>
<p data-path-to-node="6">Il vero nodo della questione è la distinzione tra la semplice pensione ai superstiti e l&#8217;integrazione civile. Quando parliamo di <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="129">assegno di vedovanza</b>, ci riferiamo a un importo che spetta a chi riceve una reversibilità da lavoro dipendente (quindi non da lavoratore autonomo) e che, purtroppo, convive con una <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="310">invalidità civile al 100%</b>. Spesso queste persone ricevono già l&#8217;accompagnamento, ma ignorano che quella stessa condizione di salute apre le porte a un secondo beneficio economico.</p>
<p data-path-to-node="7">Molte vedove e molti vedovi credono che l&#8217;assegno di accompagnamento sia l&#8217;unico aiuto possibile per la loro condizione, fermandosi lì e rinunciando involontariamente a una quota mensile che spetterebbe loro di diritto. L&#8217;<b data-path-to-node="7" data-index-in-node="222">INPS</b> non invia lettere per avvisarti di questa possibilità; resta una tua responsabilità dichiarare la tua situazione e pretendere quanto dovuto. È una sorta di <i data-path-to-node="7" data-index-in-node="383">silenzio-assenso</i> al contrario, dove il silenzio del cittadino si traduce in un risparmio per lo Stato e in una perdita per la famiglia.</p>
<p data-path-to-node="8">Questa somma extra non è una tantum, ma un aumento strutturale che ti accompagna per sempre. La domanda che sorge spontanea è se il tuo reddito attuale permetta di accedere a questo beneficio, dato che esistono dei <b data-path-to-node="8" data-index-in-node="215">limiti fiscali</b> molto chiari da rispettare. Esiste però un modo per capire subito se rientri nella categoria dei beneficiari, analizzando pochi e semplici documenti che hai sicuramente già in casa.</p>
<h2 data-path-to-node="9">Chi può davvero richiedere questo bonus extra nel 2026</h2>
<p data-path-to-node="10">Per capire se anche tu puoi beneficiare di questa integrazione, devi verificare il possesso di alcuni requisiti fondamentali stabiliti dalla legge. Non è una giungla burocratica impossibile, ma serve attenzione ai dettagli per non vedersi respingere la pratica dopo mesi di attesa. Il <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="285">2026</b> ha portato leggeri aggiornamenti alle soglie di reddito, rendendo ancora più importante fare un controllo aggiornato.</p>
<p data-path-to-node="11">Ecco gli elementi che devi assolutamente possedere per sperare nell&#8217;aumento della pensione:</p>
<ul data-path-to-node="12">
<li>
<p data-path-to-node="12,0,0">Essere titolari di una <b data-path-to-node="12,0,0" data-index-in-node="23">pensione di reversibilità</b> derivante da lavoro dipendente (settore privato o pubblico).</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="12,1,0">Avere un riconoscimento di <b data-path-to-node="12,1,0" data-index-in-node="27">invalidità civile al 100%</b> o essere titolari dell&#8217;indennità di accompagnamento.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="12,2,0">Rispettare i <b data-path-to-node="12,2,0" data-index-in-node="13">limiti di reddito annui</b> che vengono aggiornati periodicamente dall&#8217;ente previdenziale.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="12,3,0">Non aver già richiesto questo beneficio in passato, poiché molti lo confondono con le detrazioni fiscali comuni.</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="13">Se rispetti questi punti, la strada è spianata. Immagina di poter aggiungere <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="77">circa 52 euro al mese</b> al tuo assegno: sembrano pochi, ma in un anno si traducono in oltre 600 euro di potere d&#8217;acquisto in più. Spesso, chi assiste un anziano genitore vedovo non sa che questa pratica può essere sbrigata in pochi minuti attraverso un <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="328">patronato</b> o direttamente online. Ma il dettaglio più incredibile, quello che fa davvero la differenza tra un piccolo aiuto e un vero cambio di marcia, riguarda il passato.</p>
<h2 data-path-to-node="14">Il segreto degli arretrati e come sbloccare i pagamenti mai ricevuti</h2>
<p data-path-to-node="15">Qui arriva la parte più interessante e, per certi versi, quella che regala le soddisfazioni maggiori a chi scopre oggi questo diritto. Se scopri di avere i requisiti ma non hai mai presentato domanda negli anni passati, non hai perso tutto. Esiste infatti la possibilità di richiedere gli <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="289">arretrati per gli ultimi 5 anni</b>. Significa che se la tua invalidità risale a molto tempo fa, potresti ricevere in un&#8217;unica soluzione un assegno che supera i <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="446">3.000 euro</b>.</p>
<p data-path-to-node="16">Si tratta di un vero e proprio &#8220;tesoretto&#8221; che lo Stato ti deve per non aver usufruito di un servizio che ti spettava. Molti pensionati, una volta scoperta questa opportunità, riescono a sistemare spese arretrate, bollette o semplicemente a mettere da parte una somma per le emergenze. La domanda può essere inviata telematicamente e, una volta accettata, vedrai cambiare l&#8217;importo della tua <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="392">pensione di reversibilità</b> in modo permanente dal mese successivo.</p>
<p data-path-to-node="17">Per attivare tutto questo, ti basta avere a portata di mano il tuo verbale di invalidità e il numero della tua pensione. Non serve aspettare la prossima riforma o sperare in un aumento governativo generale: l&#8217;<b data-path-to-node="17" data-index-in-node="209">assegno di vedovanza</b> è già lì che ti aspetta. È un atto di giustizia verso chi ha dato tanto e oggi merita tutto il supporto possibile per vivere con dignità la propria quotidianità.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/gemini-ha-detto-assegno-di-vedovanza-2026-il-trucco-legale-per-aumentare-limporto-della-pensione-di-reversibilita/">Assegno di vedovanza 2026: il trucco legale per aumentare l&#8217;importo della pensione di reversibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<title>Riforma pensioni 2026: le nuove opzioni per l&#8217;uscita anticipata a 63 anni</title>
		<link>https://www.jedanews.com/riforma-pensioni-2026-le-nuove-opzioni-per-luscita-anticipata-a-63-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi può lasciare il lavoro a 63 anni nel 2026? Tra la conferma dell&#8217;Ape Sociale e la protezione dei vecchi diritti, le finestre d&#8217;uscita sono&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/riforma-pensioni-2026-le-nuove-opzioni-per-luscita-anticipata-a-63-anni/">Riforma pensioni 2026: le nuove opzioni per l&#8217;uscita anticipata a 63 anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3"><i data-path-to-node="3" data-index-in-node="0">Chi può lasciare il lavoro a 63 anni nel 2026? Tra la conferma dell&#8217;Ape Sociale e la protezione dei vecchi diritti, le finestre d&#8217;uscita sono poche ma preziose. In questo articolo ti spieghiamo come muoverti tra requisiti contributivi e scadenze per non perdere l&#8217;assegno.</i></p>
<p data-path-to-node="4">Sognare di appendere la giacca al chiodo e godersi finalmente la meritata libertà è il pensiero fisso di molti lavoratori che, proprio in queste settimane di marzo, stanno facendo i conti con i propri contributi. Se anche <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="222">tu</b> ti stai chiedendo se sia possibile dire addio all&#8217;ufficio o alla fabbrica con qualche anno d&#8217;anticipo, sappi che la situazione normativa del <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="366">2026</b> è un terreno scivoloso. Da un lato il Governo ha blindato l&#8217;età di vecchiaia a <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="450">67 anni</b>, ma dall&#8217;altro ha lasciato aperti dei &#8220;varchi&#8221; che permettono di anticipare la meta.</p>
<p data-path-to-node="5">Non è tutto oro quello che luccica, però, perché le regole sono diventate molto più rigide rispetto a pochi anni fa. Eppure, in questo labirinto di circolari <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="158">INPS</b>, esiste un dettaglio tecnico che potrebbe cambiare completamente la tua prospettiva per i prossimi mesi. Ma c&#8217;è un motivo preciso per cui molti si vedono respingere la domanda all&#8217;ultimo secondo, ed è legato a come vengono conteggiati i mesi di sospensione tra un lavoro e l&#8217;altro.</p>
<h2 data-path-to-node="6">Il muro dei 67 anni e le crepe della riforma</h2>
<p data-path-to-node="7">La realtà con cui ti scontri oggi è che il sistema previdenziale italiano sta cercando in tutti i modi di trattenere le persone al lavoro più a lungo. La famosa <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="161">Riforma Fornero</b> continua a dettare legge, eppure per il 2026 è successo qualcosa di inaspettato: l&#8217;adeguamento alla speranza di vita è stato congelato per un soffio. Questo significa che, almeno per quest&#8217;anno, non dovrai lavorare quei mesi in più che inizialmente erano stati previsti dal Ministero.</p>
<p data-path-to-node="8">Tuttavia, il problema principale rimane la scomparsa di vecchi &#8220;scivoli&#8221; che avevamo imparato a conoscere, come la vecchia Quota 103 o la versione originale di Opzione Donna. Molti lavoratori si sentono oggi intrappolati in un limbo, convinti che non ci siano alternative se non aspettare i fatidici 67 anni. Ma proprio quando sembra tutto bloccato, emergono delle opzioni specifiche per chi si trova in condizioni particolari, trasformando quel muro invalicabile in una porta socchiusa che bisogna saper spingere nel modo giusto.</p>
<h2 data-path-to-node="9">Chi può davvero sorridere a 63 anni</h2>
<p data-path-to-node="10">Se la tua carta d&#8217;identità segna <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="33">63 anni</b> (e qualche mese), la tua ancora di salvezza principale per questo 2026 si chiama <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="122">Ape Sociale</b>. Non è una pensione vera e propria, ma un&#8217;indennità che ti accompagna fino all&#8217;età della vecchiaia, permettendoti di smettere di lavorare molto prima del previsto. Ma attenzione: non basta l&#8217;età, serve far parte di categorie che lo Stato considera &#8220;fragili&#8221; o meritevoli di una tutela maggiore.</p>
<p data-path-to-node="11">Nello specifico, ecco chi può inoltrare la domanda all&#8217;INPS proprio in questo periodo:</p>
<ul data-path-to-node="12">
<li>
<p data-path-to-node="12,0,0"><b data-path-to-node="12,0,0" data-index-in-node="0">Disoccupati</b> che hanno terminato la Naspi da almeno tre mesi e non hanno trovato una nuova occupazione.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="12,1,0"><b data-path-to-node="12,1,0" data-index-in-node="0">Caregiver</b> che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente convivente con disabilità grave.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="12,2,0"><b data-path-to-node="12,2,0" data-index-in-node="0">Lavoratori invalidi</b> con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="12,3,0"><b data-path-to-node="12,3,0" data-index-in-node="0">Addetti a mansioni gravose</b>, ovvero chi ha svolto lavori faticosi (come edili, infermieri o magazzinieri) per almeno sei degli ultimi sette anni.</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="13">Oltre a queste categorie, se sei una <b data-path-to-node="13" data-index-in-node="37">madre lavoratrice</b>, c&#8217;è un vantaggio in più che spesso viene dimenticato nei patronati: puoi ottenere uno sconto sui contributi necessari, riducendo l&#8217;attesa di dodici mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. Ma il vero &#8220;colpo di scena&#8221; riguarda chi ha iniziato a lavorare giovanissimo, i cosiddetti <i data-path-to-node="13" data-index-in-node="348">precoci</i>, che hanno regole ancora diverse.</p>
<h2 data-path-to-node="14">La soluzione definitiva e il trucco del Tfr</h2>
<p data-path-to-node="15">Esiste però una terza via, spesso ignorata, che riguarda chi ha iniziato a versare contributi solo dopo il <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="107">1° gennaio 1996</b>. Se rientri in questo gruppo di &#8220;contributivi puri&#8221;, potresti avere una chance a <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="204">64 anni</b>, a patto di aver maturato un assegno che sia almeno tre volte superiore all&#8217;assegno sociale. È una soglia alta, quasi proibitiva per molti, ma la novità di marzo 2026 riguarda la possibilità di utilizzare il <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="420">TFR</b> accumulato per &#8220;gonfiare&#8221; virtualmente il tuo montante e raggiungere quella soglia minima richiesta.</p>
<p data-path-to-node="16">Questa mossa strategica permette a chi ha una carriera solida, ma non lunghissima, di scappare dal lavoro con tre anni d&#8217;anticipo rispetto alla vecchiaia ordinaria. Inoltre, proprio da gennaio è scattato un piccolo ma gradito <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="226">aumento di 20 euro</b> sulle maggiorazioni sociali, un segnale che, seppur minimo, aiuta a compensare l&#8217;inflazione per chi ha assegni più bassi. La chiave per il tuo successo previdenziale, dunque, non è solo quanti anni hai, ma come hai distribuito i tuoi risparmi e i tuoi versamenti in questi decenni di fatica.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/riforma-pensioni-2026-le-nuove-opzioni-per-luscita-anticipata-a-63-anni/">Riforma pensioni 2026: le nuove opzioni per l&#8217;uscita anticipata a 63 anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<title>Pensione a 61 anni: ecco la lista dei lavori che ti permettono di smettere subito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 21:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se svolgi un&#8217;attività faticosa, il 2026 potrebbe essere l&#8217;anno della tua libertà. I lavoratori impegnati in mansioni usuranti possono accedere alla pensione anticipata a 61&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="3"><i data-path-to-node="3" data-index-in-node="0">Se svolgi un&#8217;attività faticosa, il 2026 potrebbe essere l&#8217;anno della tua libertà. I lavoratori impegnati in mansioni usuranti possono accedere alla pensione anticipata a 61 anni e 7 mesi grazie alla Quota 97,6. Questa agevolazione dell&#8217;INPS premia chi ha sacrificato la salute in turni notturni o lavori faticosi, permettendo di lasciare il lavoro molto prima rispetto alla vecchiaia ordinaria.</i></p>
<p data-path-to-node="4">Ti svegli ogni mattina con la schiena a pezzi o con il peso di anni passati a fare turni di notte che sembrano non finire mai? Forse non lo sai, ma esiste una corsia preferenziale che ti permette di dire <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="204">basta al lavoro a soli 61 anni e 7 mesi</b>. Non è un sogno, ma una realtà concreta chiamata <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="293">pensione per lavori usuranti</b>, una misura che l&#8217;INPS mette a disposizione di chi ha svolto compiti particolarmente pesanti per gran parte della propria carriera.</p>
<p>Per anni ti hanno detto che avresti dovuto aspettare i 67 anni, ma la legge riconosce che il tuo sforzo fisico merita un trattamento di favore. <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="598">Trentacinque anni di contributi</b> sono il passaporto per questo viaggio verso il riposo meritato, a patto che tu abbia svolto determinate mansioni per almeno metà della tua vita lavorativa o per sette degli ultimi dieci anni. Ma c&#8217;è un dettaglio fondamentale che riguarda il modo in cui vengono calcolate queste finestre temporali, un aspetto che potrebbe cambiare tutto il tuo piano di uscita.</p>
<h2 data-path-to-node="5">Come funziona lo scivolo che ti porta dritto alla pensione</h2>
<p data-path-to-node="6">Per capire se puoi davvero appendere gli attrezzi al chiodo, devi familiarizzare con un numero magico: <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="103">97,6</b>. Questa è la &#8220;quota&#8221; che scaturisce dalla somma tra la tua età anagrafica e i tuoi anni di contributi versati. Se sei un lavoratore dipendente e hai raggiunto i 61 anni e 7 mesi con almeno 35 anni di versamenti, la porta della pensione anticipata è già socchiusa. Tuttavia, non basta aver lavorato sodo; l&#8217;ente previdenziale vuole le prove che la tua attività rientri in quella specifica categoria che logora il corpo e la mente più velocemente delle altre. È una sorta di <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="581">indennizzo sociale</i> per chi ha passato anni in miniera, nelle gallerie o alle prese con il calore soffocante delle fonderie.</p>
<p data-path-to-node="7">La differenza tra questa agevolazione e le altre forme di anticipo pensionistico risiede proprio nella sua stabilità. Mentre altre quote nascono e muoiono con le leggi di bilancio, il regime dei lavori usuranti è strutturale, garantendo una certezza che oggi, nel panorama previdenziale italiano, è rara come l&#8217;oro. Ma attenzione, perché esiste una distinzione sottile tra chi lavora di giorno e chi ha passato la vita a sfidare il ciclo del sonno. I <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="451">turnisti notturni</b>, infatti, devono fare i conti con un calcolo diverso dei requisiti in base a quante notti l&#8217;anno hanno passato in servizio, un particolare che spesso sfugge e che potrebbe farti slittare la data di uscita proprio quando pensavi di avercela fatta.</p>
<h2 data-path-to-node="8">Chi sono i fortunati che possono posare gli attrezzi</h2>
<p data-path-to-node="9">Non tutti i lavori faticosi sono considerati &#8220;usuranti&#8221; per la legge, ed è qui che spesso nasce la confusione. Esiste un elenco tassativo di categorie che hanno il diritto di accedere a questo beneficio, e se il tuo mestiere è tra questi, sei a un passo dal traguardo. Si parla di persone che hanno vissuto in spazi ristretti, che hanno guidato mezzi pesanti per ore o che sono state vincolate ai ritmi serrati della catena di montaggio.</p>
<p data-path-to-node="10">Le categorie professionali che possono beneficiare dello sconto sull&#8217;età pensionabile includono profili molto specifici:</p>
<ul data-path-to-node="11">
<li>
<p data-path-to-node="11,0,0"><b data-path-to-node="11,0,0" data-index-in-node="0">Lavoratori impegnati in galleria</b>, cava o miniera e chiunque operi in cassoni ad aria compressa.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,1,0"><b data-path-to-node="11,1,0" data-index-in-node="0">Palombari</b> e lavoratori che svolgono attività ad alte temperature in modo continuativo.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,2,0"><b data-path-to-node="11,2,0" data-index-in-node="0">Lavoratori del vetro cavo</b> e addetti a mansioni svolte in spazi ristretti con esposizione a rischi specifici.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,3,0"><b data-path-to-node="11,3,0" data-index-in-node="0">Conducenti di veicoli di capienza complessiva non inferiore a 9 posti</b>, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,4,0"><b data-path-to-node="11,4,0" data-index-in-node="0">Lavoratori notturni</b> che prestano attività per almeno 64 notti l&#8217;anno o per l&#8217;intero turno di 12 ore.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="11,5,0"><b data-path-to-node="11,5,0" data-index-in-node="0">Addetti alla &#8220;linea catena&#8221;</b> all&#8217;interno di un processo produttivo in serie con ritmi determinati da misurazioni di tempi.</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="12">Se ti riconosci in una di queste descrizioni, la tua posizione è privilegiata, ma c&#8217;è un&#8217;ombra burocratica che aleggia sopra ogni domanda. Molti pensano che basti avere l&#8217;età e i contributi, dimenticando che l&#8217;INPS richiede una documentazione ferrea per dimostrare la mansione svolta. Un errore nella certificazione del datore di lavoro o un periodo non correttamente registrato possono trasformare il tuo sogno in una lunga battaglia di scartoffie. Ma il vero scoglio non è solo chi sei, ma <i data-path-to-node="12" data-index-in-node="492">quando</i> decidi di dircelo.</p>
<h2 data-path-to-node="13">Le scadenze da non mancare per evitare brutte sorprese</h2>
<p data-path-to-node="14">Il segreto per non restare intrappolati un anno in più al lavoro risiede in una data stampata in rosso sul calendario: il <b data-path-to-node="14" data-index-in-node="122">1° maggio</b>. Ogni anno, questa è la scadenza ultima per presentare la domanda di riconoscimento del beneficio. Non è la domanda di pensione vera e propria, ma una sorta di prenotazione obbligatoria che serve all&#8217;INPS per verificare se hai effettivamente diritto allo sconto. Se presenti la domanda in ritardo, anche solo di pochi giorni, la tua pensione subirà un differimento proporzionale che potrebbe costarti caro, facendoti perdere mesi di assegni che nessuno ti restituirà mai.</p>
<p data-path-to-node="15">Questa procedura è fondamentale perché i fondi destinati ai lavori usuranti sono monitorati e limitati. Anticipare la burocrazia significa assicurarsi il posto in graduatoria e avere la certezza che, al compimento dei fatidici 61 anni e 7 mesi, potrai svuotare l&#8217;armadietto e goderti la tua nuova vita. Molti lavoratori commettono l&#8217;errore di aspettare l&#8217;ultimo momento, ignorando che la macchina amministrativa ha bisogno di mesi per elaborare la pratica.</p>
<p>Esiste poi un piccolo dettaglio tecnico riguardante i lavoratori autonomi che hanno iniziato la carriera come dipendenti: anche loro possono accedere alla quota, ma con un innalzamento dei requisiti anagrafici che va calcolato con estrema precisione. La chiave del successo è muoversi con anticipo, proteggendo il tuo diritto alla libertà conquistata con il sudore della fronte.</p>
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			</item>
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		<title>Pensione di reversibilità 2026: i nuovi limiti di reddito da non superare per evitare i tagli dell&#8217;INPS</title>
		<link>https://www.jedanews.com/pensione-di-reversibilita-2026-i-nuovi-limiti-di-reddito-da-non-superare-per-evitare-i-tagli-dellinps/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se prendi la pensione di reversibilità, quest&#8217;anno devi fare molta attenzione al tuo portafoglio. L&#8217;INPS ha appena aggiornato le tabelle per il 2026 e se&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-di-reversibilita-2026-i-nuovi-limiti-di-reddito-da-non-superare-per-evitare-i-tagli-dellinps/">Pensione di reversibilità 2026: i nuovi limiti di reddito da non superare per evitare i tagli dell&#8217;INPS</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="1"><i data-path-to-node="1" data-index-in-node="0">Se prendi la pensione di reversibilità, quest&#8217;anno devi fare molta attenzione al tuo portafoglio. L&#8217;INPS ha appena aggiornato le tabelle per il 2026 e se guadagni qualche euro di troppo rischi di vedere il tuo assegno calare parecchio. Scopriamo insieme come funzionano le nuove soglie per non perdere i soldi.</i></p>
<p data-path-to-node="2">Quest&#8217;anno le notizie sulle <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="28">pensioni</b> sono tante, ma per chi riceve la <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="70">reversibilità</b> c&#8217;è una questione molto delicata da affrontare. Devi sapere che lo <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="151">Stato</b> non ti permette di cumulare tutto lo <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="194">stipendio</b> o altri <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="212">redditi</b> con l&#8217;assegno che ti ha lasciato il tuo caro senza mettere dei <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="283">paletti</b>. Nel <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="296">2026</b>, a causa dell&#8217;<b data-path-to-node="2" data-index-in-node="315">inflazione</b> e dei nuovi calcoli dell&#8217;<b data-path-to-node="2" data-index-in-node="351">INPS</b>, le soglie di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="370">denaro</b> oltre le quali scattano i <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="403">tagli</b> sono cambiate. Se superi certi <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="440">limiti</b>, l&#8217;ente della <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="461">previdenza</b> può toglierti una <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="490">fetta</b> importante dell&#8217;assegno mensile, che può andare dal <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="548">25%</b> fino alla metà della somma. Questo succede perché la <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="605">legge</b> italiana prevede che la <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="635">reversibilità</b> debba servire a chi ne ha davvero bisogno, quindi se hai altre <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="712">entrate</b> corpose, l&#8217;<b data-path-to-node="2" data-index-in-node="731">INPS</b> decide di risparmiare sui tuoi <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="767">pagamenti</b>. È fondamentale conoscere questi <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="810">numeri</b> per non trovarsi con una brutta <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="849">sorpresa</b> sul <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="862">cedolino</b> di marzo o aprile.</p>
<h2 data-path-to-node="3">Come funziona il ricalcolo dell&#8217;inps quest&#8217;anno</h2>
<p data-path-to-node="4">Per capire quanto ti spetta, devi guardare a quello che viene chiamato <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="71">trattamento minimo</b>. Per il <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="98">2026</b>, questa cifra è salita a circa <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="134">611 euro</b> al mese. Sembra una buona notizia, vero? In parte lo è, perché l&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="208">assegno</b> di base aumenta, ma questo numero è anche il <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="261">metro</b> che l&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="273">INPS</b> usa per decidere se devi subire un <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="313">taglio</b>. In pratica, se il tuo <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="343">reddito personale</b> dell&#8217;anno scorso o di quello in corso supera di tre, quattro o cinque volte questa cifra annuale, scatta la <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="469">decurtazione</b>. Molte persone pensano che la <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="512">pensione</b> di chi non c&#8217;è più sia un diritto intoccabile, ma purtroppo la <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="584">normativa</b> attuale è molto rigida su questo punto.</p>
<p>Tu devi sempre tenere a mente che i controlli sono diventati <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="695">automatici</b> e molto veloci grazie ai <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="731">computer</b> del fisco. Se hai un piccolo <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="769">lavoro</b>, magari una <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="788">collaborazione</b> o una <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="809">consulenza</b>, quei <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="826">soldi</b> si sommano a tutto il resto e possono farti saltare nella <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="890">fascia</b> successiva, quella dove l&#8217;<b data-path-to-node="4" data-index-in-node="923">INPS</b> ti toglie più <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="942">denaro</b>. Ricorda però che esiste una <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="978">sentenza</b> della <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="993">Corte Costituzionale</b> molto importante: il <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="1035">taglio</b> non può mai essere così grande da farti avere meno <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="1093">soldi</b> totali di quelli che avresti avuto non lavorando affatto. È una <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="1163">protezione</b> fondamentale per evitare che fare qualche <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="1216">lavoretto</b> diventi una <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="1238">punizione</b> invece che un aiuto per arrivare a fine <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="1288">mese</b>.</p>
<h2 data-path-to-node="5">Le cifre esatte da tenere d&#8217;occhio per evitare i tagli</h2>
<p data-path-to-node="6">Per aiutarti a capire meglio quanto puoi <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="41">guadagnare</b> senza rischiare la <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="71">stangata</b>, ho preparato per te uno schema semplice con i <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="127">valori</b> validi per tutto il <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="154">2026</b>. Queste sono le somme totali <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="188">lorde</b> che puoi mettere insieme in un anno intero.</p>
<p data-path-to-node="7">Ecco i tre <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="11">scaglioni</b> che decidono il destino della tua <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="55">pensione</b>:</p>
<ul data-path-to-node="8">
<li>
<p data-path-to-node="8,0,0">Fino a <b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="7">23.862 euro</b>: se rimani sotto questa <b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="43">cifra</b>, puoi stare tranquillo perché riceverai la tua <b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="96">reversibilità</b> piena senza nemmeno un centesimo di <b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="146">taglio</b>.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,1,0">Tra <b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="4">23.862</b> e <b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="13">31.816 euro</b>: in questo caso l&#8217;<b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="43">INPS</b> inizia a fare sul serio e ti toglie il <b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="87">25%</b> della quota di <b data-path-to-node="8,1,0" data-index-in-node="106">pensione</b>.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,2,0">Tra <b data-path-to-node="8,2,0" data-index-in-node="4">31.816</b> e <b data-path-to-node="8,2,0" data-index-in-node="13">39.769 euro</b>: qui la situazione si fa pesante, perché la <b data-path-to-node="8,2,0" data-index-in-node="69">riduzione</b> sale al <b data-path-to-node="8,2,0" data-index-in-node="87">40%</b> dell&#8217;importo.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="8,3,0">Oltre i <b data-path-to-node="8,3,0" data-index-in-node="8">39.769 euro</b>: se superi questa <b data-path-to-node="8,3,0" data-index-in-node="38">soglia</b>, l&#8217;assegno viene letteralmente <b data-path-to-node="8,3,0" data-index-in-node="76">dimezzato</b>, con un taglio netto del <b data-path-to-node="8,3,0" data-index-in-node="111">50%</b>.</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="9">C&#8217;è però una <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="13">eccezione</b> grandissima che devi conoscere: se in casa con te vivono dei <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="84">figli</b> piccoli, che studiano o che hanno delle <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="130">disabilità</b>, questi <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="149">tagli</b> non si applicano mai. In quel caso, il tuo <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="198">reddito</b> può essere anche altissimo, ma la <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="240">reversibilità</b> ti spetta sempre al <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="274">100%</b> perché lo <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="289">Stato</b> vuole proteggere i più <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="318">deboli</b> del nucleo familiare. Se sei un <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="357">vedovo</b> o una <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="370">vedova</b> che vive da solo, invece, devi fare i conti con queste tabelle ogni volta che fai la <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="462">dichiarazione dei redditi</b> o che accetti un nuovo <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="511">impiego</b>.</p>
<h2 data-path-to-node="10">Quali entrate fanno scattare i controlli e quali no</h2>
<p data-path-to-node="11">Molti lettori mi chiedono spesso se la <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="39">casa</b> dove vivono o i <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="60">risparmi</b> in banca contino per questi calcoli. La risposta breve è: <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="127">no</b>, ma c&#8217;è un però. L&#8217;<b data-path-to-node="11" data-index-in-node="149">INPS</b> guarda soprattutto i <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="175">redditi</b> che pagano l&#8217;<b data-path-to-node="11" data-index-in-node="196">IRPEF</b>. Quindi, contano sicuramente lo <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="234">stipendio</b> da dipendente, i guadagni della <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="276">partita iva</b>, le altre <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="298">pensioni</b> dirette che percepisci (come la tua vecchiaia) e anche gli affitti che incassi se hai una seconda <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="405">casa</b> data a qualcuno.</p>
<p>Non devi preoccuparti invece per la <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="463">casa di abitazione</b> principale, quella dove hai la <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="513">residenza</b>: quella non viene conteggiata per farti i <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="565">tagli</b>. Anche il <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="581">TFR</b>, ovvero la <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="596">liquidazione</b> che prendi quando vai in pensione, è salvo e non viene guardato per questa faccenda. Un&#8217;altra cosa che non conta è la <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="727">reversibilità</b> stessa: l&#8217;<b data-path-to-node="11" data-index-in-node="751">INPS</b> non calcola la pensione che ti sta dando per decidere se tagliartela, sarebbe un assurdo <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="845">paradosso</b>.</p>
<p>Stai molto attento a comunicare sempre tutto tramite il modello <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="920">RED</b> o il <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="929">730</b>, perché se l&#8217;ente si accorge in ritardo che hai guadagnato troppo, ti chiederà indietro i <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1023">soldi</b> tutti in una volta, e quella sarebbe una vera <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1075">mazzata</b> per le tue tasche. Se hai dubbi, il mio consiglio è di andare a parlare con un <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1162">patronato</b> che può farti il calcolo esatto in base alla tua <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1221">situazione</b> specifica, così potrai dormire sonni tranquilli senza la paura di ricevere una <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1311">lettera</b> dell&#8217;<b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1324">INPS</b> che ti chiede migliaia di <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="1355">euro</b> indietro.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-di-reversibilita-2026-i-nuovi-limiti-di-reddito-da-non-superare-per-evitare-i-tagli-dellinps/">Pensione di reversibilità 2026: i nuovi limiti di reddito da non superare per evitare i tagli dell&#8217;INPS</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<title>Addio Quota 103, arriva la nuova riforma: come andare in pensione anticipata nel 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 17:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2026 cambiano le regole per lasciare il lavoro prima dei 67 anni. Alcune strade si chiudono, altre restano, ma con requisiti più rigidi. Capire&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/addio-quota-103-arriva-la-nuova-riforma-come-andare-in-pensione-anticipata-nel-2026/">Addio Quota 103, arriva la nuova riforma: come andare in pensione anticipata nel 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="365" data-end="620"><em data-start="365" data-end="620">Dal 2026 cambiano le regole per lasciare il lavoro prima dei 67 anni. Alcune strade si chiudono, altre restano, ma con requisiti più rigidi. Capire cosa succede davvero è fondamentale se stai pensando alla pensione anticipata e non vuoi brutte sorprese.</em></p>
<p data-start="622" data-end="1063">Il <strong data-start="625" data-end="661">2026 segna una svolta importante</strong> per chi sperava di andare in pensione prima. <strong data-start="707" data-end="758">Quota 103 e Opzione Donna non vengono rinnovate</strong>, e questo cambia molto per migliaia di lavoratori. Se <strong data-start="813" data-end="871">non hai maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025</strong>, dal 2026 <strong data-start="882" data-end="928">quelle strade non saranno più percorribili</strong>. Restano invece <strong data-start="945" data-end="971">le regole tradizionali</strong> e alcune <strong data-start="981" data-end="1016">tutele per categorie specifiche</strong>, ma serve più attenzione e più programmazione.</p>
<h2 data-start="1065" data-end="1112">Cosa succede davvero con l’addio a Quota 103</h2>
<p data-start="1114" data-end="1423">Con il 2026 <strong data-start="1126" data-end="1170">Quota 103 va in pensione definitivamente</strong>. Fino a oggi ti permetteva di lasciare il lavoro a <strong data-start="1222" data-end="1266">62 anni con almeno 41 anni di contributi</strong>, ma era una misura <strong data-start="1286" data-end="1300">temporanea</strong> e non strutturale. Dal prossimo anno <strong data-start="1338" data-end="1366">non potrai più accedervi</strong> se non hai già maturato tutti i requisiti entro il 2025.</p>
<p data-start="1425" data-end="1708">Lo stesso discorso vale per <strong data-start="1453" data-end="1470">Opzione Donna</strong>, che negli ultimi anni era già stata <strong data-start="1508" data-end="1537">fortemente ridimensionata</strong>. Dal 2026 <strong data-start="1548" data-end="1576">non sarà più disponibile</strong>, se non per chi ha già diritto maturato. Questo significa che <strong data-start="1639" data-end="1660">molte lavoratrici</strong> dovranno rivedere completamente i propri piani.</p>
<p data-start="1710" data-end="2052">Il motivo di questa scelta è legato a <strong data-start="1748" data-end="1765">costi elevati</strong> e a un utilizzo più basso del previsto. Il risultato, però, è chiaro: <strong data-start="1836" data-end="1867">meno flessibilità in uscita</strong> e un ritorno a <strong data-start="1883" data-end="1904">regole più rigide</strong>, molto simili a quelle della legge Fornero. Se contavi su una pensione anticipata “agevolata”, ora <strong data-start="2004" data-end="2051">devi fare i conti con requisiti più pesanti</strong>.</p>
<h2 data-start="2054" data-end="2099">Quali pensioni anticipate restano nel 2026</h2>
<p data-start="2101" data-end="2293">Anche se alcune porte si chiudono, <strong data-start="2136" data-end="2158">non tutto sparisce</strong>. Esistono ancora <strong data-start="2176" data-end="2207">alcune possibilità concrete</strong> per andare in pensione prima dei 67 anni. È importante capirle bene, senza illusioni.</p>
<p data-start="2295" data-end="2437">Prima di tutto resta la <strong data-start="2319" data-end="2352">pensione anticipata ordinaria</strong>, che <strong data-start="2358" data-end="2380">non guarda all’età</strong>, ma solo agli anni di contributi. Puoi accedervi se hai:</p>
<ul data-start="2438" data-end="2542">
<li data-start="2438" data-end="2489">
<p data-start="2440" data-end="2489"><strong data-start="2440" data-end="2475">42 anni e 10 mesi di contributi</strong> se sei uomo</p>
</li>
<li data-start="2490" data-end="2542">
<p data-start="2492" data-end="2542"><strong data-start="2492" data-end="2527">41 anni e 10 mesi di contributi</strong> se sei donna</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2544" data-end="2726">È una strada <strong data-start="2557" data-end="2567">sicura</strong>, ma richiede <strong data-start="2581" data-end="2620">una carriera molto lunga e continua</strong>. Non è alla portata di tutti, soprattutto di chi ha avuto periodi di disoccupazione o lavori discontinui.</p>
<p data-start="2728" data-end="2979">Resta anche <strong data-start="2740" data-end="2777">Quota 41 per i lavoratori precoci</strong>, ma solo se rientri in <strong data-start="2801" data-end="2823">categorie tutelate</strong>. Devi aver iniziato a lavorare molto presto e trovarti in <strong data-start="2882" data-end="2907">situazioni specifiche</strong>, come lavori gravosi, disoccupazione o assistenza a familiari disabili.</p>
<p data-start="2981" data-end="3290">Infine continua a esistere <strong data-start="3008" data-end="3025">l’Ape sociale</strong>, che <strong data-start="3031" data-end="3058">non è una vera pensione</strong>, ma un sostegno economico temporaneo. È riservata a chi si trova in <strong data-start="3127" data-end="3155">condizioni di difficoltà</strong>, come disoccupazione, invalidità o lavori pesanti. Non è per tutti, ma per chi rientra nei requisiti può essere <strong data-start="3268" data-end="3289">un aiuto concreto</strong>.</p>
<h2 data-start="3292" data-end="3343">Come prepararti se vuoi andare in pensione prima</h2>
<p data-start="3345" data-end="3528">Con le nuove regole, <strong data-start="3366" data-end="3402">improvvisare non è più possibile</strong>. Dal 2026 <strong data-start="3413" data-end="3449">non ci sono scorciatoie generali</strong>, e chi vuole uscire prima dal lavoro deve <strong data-start="3492" data-end="3527">fare i conti con i numeri reali</strong>.</p>
<p data-start="3530" data-end="3786">La prima cosa da fare è <strong data-start="3554" data-end="3602">controllare con attenzione i tuoi contributi</strong>. Devi sapere <strong data-start="3616" data-end="3655">esattamente quanti anni hai versato</strong>, se ci sono <strong data-start="3668" data-end="3690">buchi contributivi</strong> e se rientri in <strong data-start="3707" data-end="3732">categorie particolari</strong>. Anche pochi mesi possono fare una grande differenza.</p>
<p data-start="3788" data-end="4050">Devi poi mettere in conto che <strong data-start="3818" data-end="3879">l’uscita anticipata oggi costa di più in termini di tempo</strong>. In molti casi dovrai <strong data-start="3902" data-end="3926">lavorare più a lungo</strong> rispetto a quanto avevi immaginato solo qualche anno fa. Meglio saperlo subito, piuttosto che scoprirlo all’ultimo momento.</p>
<p data-start="4052" data-end="4318" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In sintesi, il 2026 segna <strong data-start="4078" data-end="4124">la fine delle pensioni anticipate “facili”</strong>. Restano solo <strong data-start="4139" data-end="4174">percorsi più lunghi e selettivi</strong>, ma chi si muove per tempo può ancora <strong data-start="4213" data-end="4261">organizzare il proprio futuro senza sorprese</strong>. Pianificare oggi significa <strong data-start="4290" data-end="4317">evitare problemi domani</strong>.</p>
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		<title>Basta tasse sulla pensione: come cambia il cedolino nel 2026 con il nuovo taglio dell’Irpef</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 21:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2026 può arrivare una piccola svolta: meno Irpef e un cedolino un po’ più leggero. Non è “pensione senza tasse”, ma per molti significa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/basta-tasse-sulla-pensione-come-cambia-il-cedolino-nel-2026-con-il-nuovo-taglio-dellirpef/">Basta tasse sulla pensione: come cambia il cedolino nel 2026 con il nuovo taglio dell’Irpef</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="100" data-end="457"><em data-start="100" data-end="457">Nel 2026 può arrivare una piccola svolta: <strong data-start="143" data-end="157">meno Irpef</strong> e un cedolino un po’ più leggero. Non è “pensione senza tasse”, ma per molti significa <strong data-start="245" data-end="278">qualche euro in più ogni mese</strong>, senza fare domande o moduli. Se vuoi capire <strong data-start="324" data-end="351">chi ci guadagna davvero</strong>, quanto vale il taglio e dove lo vedi nel cedolino, qui trovi una spiegazione semplice con esempi reali.</em></p>
<p data-start="459" data-end="956">Diciamolo chiaro: quando senti parlare di “taglio Irpef”, la prima domanda è sempre la stessa. <strong data-start="554" data-end="583">Quanto mi resta in tasca?</strong> Nel 2026 la novità riguarda soprattutto <strong data-start="624" data-end="656">la seconda fascia di reddito</strong>, quella che incide su tante pensioni medio-alte. Il risultato è una trattenuta <strong data-start="736" data-end="749">più bassa</strong> sulla parte interessata e quindi un <strong data-start="786" data-end="795">netto</strong> leggermente più alto. Però l’aumento non è uguale per tutti: dipende dal tuo <strong data-start="873" data-end="901">reddito imponibile annuo</strong> e da come si calcolano <strong data-start="925" data-end="939">detrazioni</strong> e <strong data-start="942" data-end="955">conguagli</strong>.</p>
<h2 data-start="958" data-end="1002">Cosa cambia con le nuove fasce Irpef 2026</h2>
<p data-start="1004" data-end="1296">Nel 2026 gli scaglioni Irpef restano tre, ma cambia una cosa importante: <strong data-start="1077" data-end="1118">la seconda aliquota scende di 2 punti</strong>. In pratica, la fascia tra <strong data-start="1146" data-end="1170">28.000 e 50.000 euro</strong> non viene più tassata al 35%, ma al <strong data-start="1207" data-end="1214">33%</strong>. Questo taglio vale <strong data-start="1235" data-end="1243">solo</strong> sulla parte di reddito che sta dentro quella fascia.</p>
<p data-start="1298" data-end="1355">Le fasce Irpef 2026, dette in modo semplice, sono queste:</p>
<ul data-start="1356" data-end="1461">
<li data-start="1356" data-end="1389">
<p data-start="1358" data-end="1389">fino a <strong data-start="1365" data-end="1380">28.000 euro</strong>: <strong data-start="1382" data-end="1389">23%</strong></p>
</li>
<li data-start="1390" data-end="1428">
<p data-start="1392" data-end="1428">da <strong data-start="1395" data-end="1419">28.001 a 50.000 euro</strong>: <strong data-start="1421" data-end="1428">33%</strong></p>
</li>
<li data-start="1429" data-end="1461">
<p data-start="1431" data-end="1461">oltre <strong data-start="1437" data-end="1452">50.000 euro</strong>: <strong data-start="1454" data-end="1461">43%</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="1463" data-end="1852">Il punto chiave è uno: il risparmio massimo possibile nasce dalla differenza <strong data-start="1540" data-end="1553">35% → 33%</strong>, cioè <strong data-start="1560" data-end="1566">2%</strong> sulla parte di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro. La parte “coperta” da questa fascia è al massimo <strong data-start="1674" data-end="1689">22.000 euro</strong> (cioè 50.000 − 28.000). Il 2% di 22.000 fa <strong data-start="1733" data-end="1752">440 euro l’anno</strong>. Quello è il tetto teorico del vantaggio per chi arriva almeno a 50.000 euro di reddito imponibile.</p>
<p data-start="1854" data-end="1983">Se invece stai appena sopra i 28.000, il taglio c’è ma è più piccolo, perché riguarda <strong data-start="1940" data-end="1954">pochi euro</strong> di reddito dentro la fascia.</p>
<h2 data-start="1985" data-end="2044">Quanto aumenta davvero il netto: esempi semplici e reali</h2>
<p data-start="2046" data-end="2323">Qui viene la parte che ti interessa di più: <strong data-start="2090" data-end="2119">quanto cambia il cedolino</strong>, con esempi concreti. Ricorda che questi numeri sono <strong data-start="2173" data-end="2209">lordi di addizionali e conguagli</strong>, quindi sul netto finale possono esserci piccole differenze. Però ti fanno capire bene <strong data-start="2297" data-end="2322">l’ordine di grandezza</strong>.</p>
<p data-start="2325" data-end="2401">Ecco alcuni esempi di risparmio Irpef annuo legato al taglio dal 35% al 33%:</p>
<ul data-start="2402" data-end="3039">
<li data-start="2402" data-end="2581">
<p data-start="2404" data-end="2581">se il tuo reddito imponibile annuo è <strong data-start="2441" data-end="2456">30.000 euro</strong>, la parte “agevolata” è 2.000 euro (da 28.000 a 30.000). Il 2% di 2.000 è <strong data-start="2531" data-end="2549">40 euro l’anno</strong>, cioè circa <strong data-start="2562" data-end="2580">3 euro al mese</strong>.</p>
</li>
<li data-start="2582" data-end="2730">
<p data-start="2584" data-end="2730">se il tuo reddito è <strong data-start="2604" data-end="2619">35.000 euro</strong>, la parte agevolata è 7.000 euro. Il risparmio è circa <strong data-start="2675" data-end="2694">140 euro l’anno</strong>, cioè circa <strong data-start="2707" data-end="2729">11–12 euro al mese</strong>.</p>
</li>
<li data-start="2731" data-end="2877">
<p data-start="2733" data-end="2877">se il tuo reddito è <strong data-start="2753" data-end="2768">40.000 euro</strong>, la parte agevolata è 12.000 euro. Il risparmio è circa <strong data-start="2825" data-end="2844">240 euro l’anno</strong>, cioè circa <strong data-start="2857" data-end="2876">20 euro al mese</strong>.</p>
</li>
<li data-start="2878" data-end="3039">
<p data-start="2880" data-end="3039">se il tuo reddito arriva a <strong data-start="2907" data-end="2922">50.000 euro</strong> (o lo supera), prendi tutto il vantaggio sulla fascia piena: <strong data-start="2984" data-end="3003">440 euro l’anno</strong>, cioè circa <strong data-start="3016" data-end="3038">36–37 euro al mese</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3041" data-end="3335">Prima di farti prendere dall’entusiasmo, tieni a mente una cosa: sul tuo cedolino non esiste solo l’Irpef. Ci sono anche <strong data-start="3162" data-end="3198">addizionali regionali e comunali</strong>, eventuali <strong data-start="3210" data-end="3224">trattenute</strong>, e soprattutto i <strong data-start="3242" data-end="3255">conguagli</strong>. Quindi può capitare che un mese tu veda poco, e un altro mese qualcosa in più.</p>
<h2 data-start="3337" data-end="3401">Dove guardare nel cedolino e cosa controllare senza impazzire</h2>
<p data-start="3403" data-end="3705">Il taglio, di solito, lo noti quando la trattenuta Irpef scende e il tuo <strong data-start="3476" data-end="3485">netto</strong> sale. Non devi essere un esperto: ti basta controllare poche voci, sempre le stesse. Prima di guardarle, ricordati che <em data-start="3605" data-end="3655">il confronto migliore è con un cedolino del 2025</em>, così capisci subito se la trattenuta è cambiata.</p>
<p data-start="3707" data-end="3755">Nel cedolino, controlla soprattutto queste voci:</p>
<ul data-start="3756" data-end="4060">
<li data-start="3756" data-end="3822">
<p data-start="3758" data-end="3822"><strong data-start="3758" data-end="3767">Irpef</strong> (o “Irpef mensile”): è la tassa principale trattenuta.</p>
</li>
<li data-start="3823" data-end="3898">
<p data-start="3825" data-end="3898"><strong data-start="3825" data-end="3839">Detrazioni</strong>: riducono l’imposta, quindi possono cambiare il risultato.</p>
</li>
<li data-start="3899" data-end="3985">
<p data-start="3901" data-end="3985"><strong data-start="3901" data-end="3916">Addizionali</strong>: non dipendono dal taglio e possono “mangiarsi” parte del beneficio.</p>
</li>
<li data-start="3986" data-end="4060">
<p data-start="3988" data-end="4060"><strong data-start="3988" data-end="4002">Conguaglio</strong>: se c’è, può alzare o abbassare il netto anche parecchio.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4062" data-end="4351">C’è poi un dettaglio importante: se hai <strong data-start="4102" data-end="4119">altri redditi</strong> oltre alla pensione (per esempio affitti, lavoro, seconda pensione), può succedere che l’INPS faccia un calcolo “standard” e poi arrivi il <strong data-start="4259" data-end="4273">conguaglio</strong>. In quel caso il taglio Irpef c’è, ma il netto può muoversi per altri motivi.</p>
<p data-start="4353" data-end="4667">Morale semplice: nel 2026 il taglio è reale, ma va letto con calma. Se rientri tra <strong data-start="4436" data-end="4460">28.000 e 50.000 euro</strong> di imponibile, il beneficio lo vedi. Se sei sotto, l’effetto può essere <strong data-start="4533" data-end="4541">zero</strong> o quasi. E se sei sopra, non cresce all’infinito: il vantaggio massimo su questa misura resta intorno ai <strong data-start="4647" data-end="4666">440 euro l’anno</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/basta-tasse-sulla-pensione-come-cambia-il-cedolino-nel-2026-con-il-nuovo-taglio-dellirpef/">Basta tasse sulla pensione: come cambia il cedolino nel 2026 con il nuovo taglio dell’Irpef</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<title>Pensioni più ricche da marzo 2026: chi riceve gli aumenti e gli arretrati nel cedolino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 19:20:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da marzo 2026 molte pensioni potrebbero diventare più alte del previsto. Nel cedolino arriveranno aumenti mensili e, per alcuni, anche arretrati accumulati nei mesi precedenti.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensioni-piu-ricche-da-marzo-2026-chi-riceve-gli-aumenti-e-gli-arretrati-nel-cedolino/">Pensioni più ricche da marzo 2026: chi riceve gli aumenti e gli arretrati nel cedolino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="93" data-end="411"><em data-start="93" data-end="411">Da marzo 2026 molte pensioni potrebbero diventare <strong data-start="144" data-end="156">più alte</strong> del previsto. Nel cedolino arriveranno <strong data-start="196" data-end="215">aumenti mensili</strong> e, per alcuni, anche <strong data-start="237" data-end="250">arretrati</strong> accumulati nei mesi precedenti. Non riguarda tutti allo stesso modo, ma se sei pensionato potresti essere tra quelli che vedono finalmente qualche euro in più.</em></p>
<p data-start="413" data-end="1055">Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso di <strong data-start="461" data-end="484">pensioni aggiornate</strong>, <strong data-start="486" data-end="499">ricalcoli</strong> e <strong data-start="502" data-end="515">conguagli</strong>. Da marzo 2026 l’INPS applicherà una serie di <strong data-start="562" data-end="588">correzioni automatiche</strong> che porteranno <strong data-start="604" data-end="624">importi più alti</strong> nel cedolino di molti pensionati. In alcuni casi si tratta di <strong data-start="687" data-end="717">adeguamenti all’inflazione</strong>, in altri di <strong data-start="731" data-end="744">ricalcoli</strong> o <strong data-start="747" data-end="773">benefici mai applicati</strong> prima. Se finora non hai visto cambiamenti, potresti notarli proprio da quel mese. È importante capire <strong data-start="877" data-end="893">chi riguarda</strong>, <strong data-start="895" data-end="920">quanto vale l’aumento</strong> e <strong data-start="923" data-end="962">perché arrivano anche gli arretrati</strong>, così puoi controllare il cedolino con maggiore attenzione e sapere cosa aspettarti davvero.</p>
<h2 data-start="1057" data-end="1110">Perché gli aumenti partono proprio da marzo 2026</h2>
<p data-start="1112" data-end="1463">Marzo è spesso il mese in cui l’INPS applica <strong data-start="1157" data-end="1185">aggiustamenti definitivi</strong>. Questo succede perché nei mesi precedenti vengono completati i <strong data-start="1250" data-end="1263">ricalcoli</strong>, le <strong data-start="1268" data-end="1293">verifiche sui redditi</strong> e gli <strong data-start="1300" data-end="1337">adeguamenti legati all’inflazione</strong>. Se nel 2025 hai percepito una pensione <strong data-start="1378" data-end="1402">più bassa del dovuto</strong>, da marzo 2026 potresti ricevere <strong data-start="1436" data-end="1462">la correzione completa</strong>.</p>
<p data-start="1465" data-end="1782">Uno dei motivi principali è il <strong data-start="1496" data-end="1530">conguaglio della rivalutazione</strong>. L’inflazione viene stimata prima, ma il valore reale arriva dopo. Quando i conti sono definitivi, l’INPS aggiorna l’importo e versa anche gli <strong data-start="1674" data-end="1687">arretrati</strong> maturati. Questo significa <strong data-start="1715" data-end="1743">soldi che spettavano già</strong>, ma che non erano stati ancora pagati.</p>
<p data-start="1784" data-end="2026">Inoltre, da marzo vengono spesso riconosciuti <strong data-start="1830" data-end="1863">benefici collegati al reddito</strong>, come integrazioni o maggiorazioni che scattano solo dopo controlli incrociati. Se rientri nei limiti previsti, l’aumento arriva <strong data-start="1993" data-end="2010">in automatico</strong>, senza domanda.</p>
<p data-start="2028" data-end="2317">È importante sapere che questi <strong data-start="2059" data-end="2096">aumenti non sono bonus temporanei</strong>, ma diventano parte stabile della pensione. Quindi non è solo una mensilità più alta, ma un importo che resta <strong data-start="2207" data-end="2236">anche nei mesi successivi</strong>. Per questo marzo 2026 può segnare una <strong data-start="2276" data-end="2295">svolta concreta</strong> per molti pensionati.</p>
<h2 data-start="2319" data-end="2366">Chi troverà davvero più soldi nel cedolino</h2>
<p data-start="2368" data-end="2515">Non tutti vedranno lo stesso aumento. Ci sono però alcune categorie che hanno <strong data-start="2446" data-end="2465">più probabilità</strong> di ricevere <strong data-start="2478" data-end="2498">importi più alti</strong> e <strong data-start="2501" data-end="2514">arretrati</strong>.</p>
<p data-start="2517" data-end="2695">Prima di elencarle, è utile chiarire una cosa importante: gli aumenti non arrivano “a caso”, ma seguono <strong data-start="2621" data-end="2639">regole precise</strong> legate a reddito, tipo di pensione e importo percepito.</p>
<p data-start="2697" data-end="2736">Tra i pensionati più coinvolti ci sono:</p>
<ul data-start="2738" data-end="3106">
<li data-start="2738" data-end="2821">
<p data-start="2740" data-end="2821">chi prende una pensione <strong data-start="2764" data-end="2787">bassa o medio-bassa</strong>, più esposta alla rivalutazione</p>
</li>
<li data-start="2822" data-end="2897">
<p data-start="2824" data-end="2897">chi ha diritto a <strong data-start="2841" data-end="2867">integrazioni al minimo</strong> o <strong data-start="2870" data-end="2895">maggiorazioni sociali</strong></p>
</li>
<li data-start="2898" data-end="2976">
<p data-start="2900" data-end="2976">coloro che percepiscono una pensione <strong data-start="2928" data-end="2948">di reversibilità</strong> con ricalcoli sul reddito</p>
</li>
<li data-start="2977" data-end="3039">
<p data-start="2979" data-end="3039">chi ha avuto <strong data-start="2992" data-end="3017">variazioni di reddito</strong> comunicate all’INPS</p>
</li>
<li data-start="3040" data-end="3106">
<p data-start="3042" data-end="3106">chi non ha ricevuto correttamente gli <strong data-start="3080" data-end="3106">adeguamenti precedenti</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="3108" data-end="3351">In molti casi l’aumento mensile può sembrare <strong data-start="3153" data-end="3166">contenuto</strong>, ma gli <strong data-start="3175" data-end="3188">arretrati</strong> possono fare la differenza, perché coprono diversi mesi insieme. Anche poche decine di euro al mese, moltiplicate nel tempo, diventano una <strong data-start="3328" data-end="3350">somma più visibile</strong>.</p>
<p data-start="3353" data-end="3554">Se fai parte di una di queste categorie, controllare il cedolino di marzo 2026 diventa fondamentale. Spesso gli aumenti arrivano <strong data-start="3482" data-end="3498">senza avvisi</strong>, ma sono indicati chiaramente nelle voci del pagamento.</p>
<h2 data-start="3353" data-end="3554">Come controllare il cedolino e non perdere nulla</h2>
<p data-start="3611" data-end="3861">Quando arriva marzo 2026, la cosa più importante è <strong data-start="3662" data-end="3700">non guardare solo l’importo finale</strong>. Devi entrare nel <strong data-start="3719" data-end="3736">cedolino INPS</strong> e leggere le singole voci. È lì che trovi scritto se l’aumento è dovuto a <strong data-start="3811" data-end="3828">rivalutazione</strong>, <strong data-start="3830" data-end="3844">conguaglio</strong> o <strong data-start="3847" data-end="3860">arretrati</strong>.</p>
<p data-start="3863" data-end="4064">Molti pensionati vedono una cifra più alta ma non capiscono il motivo, e rischiano di <strong data-start="3949" data-end="3967">non accorgersi</strong> se qualcosa manca. Controllare ti permette di sapere se l’INPS ha applicato tutto correttamente.</p>
<p data-start="4066" data-end="4258">Se noti una voce nuova o un importo diverso dal solito, significa che c’è stato un <strong data-start="4149" data-end="4162">ricalcolo</strong>. In presenza di arretrati, spesso trovi una voce separata che indica il periodo di riferimento.</p>
<p data-start="4260" data-end="4444">Nel caso in cui l’aumento non arrivi ma pensi di averne diritto, puoi rivolgerti a un <strong data-start="4346" data-end="4365">CAF o patronato</strong> per una verifica. A volte basta una segnalazione per far partire un controllo.</p>
<p data-start="4446" data-end="4637" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Ricorda: <strong data-start="4455" data-end="4479">gli aumenti spettano</strong>, ma non sempre vengono capiti subito. Sapere cosa cercare nel cedolino ti aiuta a <strong data-start="4562" data-end="4590">difendere i tuoi diritti</strong> e a non perdere soldi che ti spettano davvero.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensioni-piu-ricche-da-marzo-2026-chi-riceve-gli-aumenti-e-gli-arretrati-nel-cedolino/">Pensioni più ricche da marzo 2026: chi riceve gli aumenti e gli arretrati nel cedolino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pensionati, attenzione al modulo ObisM: il dettaglio nel cedolino che rivela se ti spettano più soldi</title>
		<link>https://www.jedanews.com/pensionati-attenzione-al-modulo-obism-il-dettaglio-nel-cedolino-che-rivela-se-ti-spettano-piu-soldi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 16:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno l’INPS pubblica un documento che molti pensionati ignorano, ma che può fare una grande differenza sull’importo che ricevi ogni mese. Si chiama ObisM&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensionati-attenzione-al-modulo-obism-il-dettaglio-nel-cedolino-che-rivela-se-ti-spettano-piu-soldi/">Pensionati, attenzione al modulo ObisM: il dettaglio nel cedolino che rivela se ti spettano più soldi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="100" data-end="469"><em data-start="100" data-end="469">Ogni anno l’INPS pubblica un documento che molti pensionati ignorano, ma che può fare una grande differenza sull’importo che ricevi ogni mese. Si chiama ObisM e non è solo un foglio informativo: dentro ci sono dati che possono rivelare errori, mancate detrazioni o trattenute non dovute. Capirlo ti aiuta a sapere se stai ricevendo davvero tutto quello che ti spetta.</em></p>
<p data-start="471" data-end="903">Quando guardi il <strong data-start="488" data-end="515">cedolino della pensione</strong>, spesso ti limiti a controllare il <strong data-start="551" data-end="567">netto finale</strong>. Ma quello che conta davvero è <em data-start="599" data-end="605">come</em> ci si arriva. Il <strong data-start="623" data-end="639">modulo ObisM</strong> è il documento che ti permette di capire <strong data-start="681" data-end="711">perché prendi quella cifra</strong>, <strong data-start="713" data-end="741">quali tasse stai pagando</strong> e se ci sono <strong data-start="755" data-end="794">voci che potrebbero essere corrette</strong>. È uno strumento semplice, ma molto potente, soprattutto se vuoi evitare di <strong data-start="871" data-end="902">perdere soldi senza saperlo</strong>.</p>
<h2 data-start="905" data-end="964">Cos’è davvero il modulo ObisM e perché è così importante</h2>
<p data-start="966" data-end="1265">Il <strong data-start="969" data-end="985">modulo ObisM</strong> è il <strong data-start="991" data-end="1029">certificato annuale della pensione</strong> rilasciato dall’INPS. Puoi immaginarlo come la <strong data-start="1077" data-end="1116">carta d’identità della tua pensione</strong>, perché riassume in modo chiaro <strong data-start="1149" data-end="1201">tutti gli importi che ti spettano durante l’anno</strong>. Non riguarda un solo mese, ma <strong data-start="1233" data-end="1264">l’intero anno pensionistico</strong>.</p>
<p data-start="1267" data-end="1585">Dentro trovi indicati l’<strong data-start="1291" data-end="1308">importo lordo</strong>, quello <strong data-start="1317" data-end="1326">netto</strong>, le <strong data-start="1331" data-end="1350">tasse applicate</strong>, le <strong data-start="1355" data-end="1369">detrazioni</strong>, le <strong data-start="1374" data-end="1410">addizionali regionali e comunali</strong>, eventuali <strong data-start="1422" data-end="1436">trattenute</strong> e anche la <strong data-start="1448" data-end="1463">tredicesima</strong>. Tutto nero su bianco. Questo è fondamentale perché il <strong data-start="1519" data-end="1539">cedolino mensile</strong>, da solo, mostra solo una parte della storia.</p>
<p data-start="1587" data-end="1975">L’ObisM ti serve per capire se la pensione che ricevi ogni mese è <strong data-start="1653" data-end="1665">coerente</strong> con quanto l’INPS ha stabilito per te. Se qualcosa non torna, non è solo una curiosità: potrebbe essere il segnale che <strong data-start="1785" data-end="1822">stai pagando più tasse del dovuto</strong> o che <strong data-start="1829" data-end="1880">non ti sono state applicate alcune agevolazioni</strong>. Ed è proprio da qui che molti pensionati scoprono di avere <strong data-start="1941" data-end="1974">diritto a qualche euro in più</strong>.</p>
<h2 data-start="1977" data-end="2037">Il dettaglio da controllare che può rivelare soldi in più</h2>
<p data-start="2039" data-end="2309">Il punto chiave del modulo ObisM è il <strong data-start="2077" data-end="2106">confronto con il cedolino</strong>. Devi guardare se ciò che è scritto nell’ObisM viene <strong data-start="2160" data-end="2188">rispettato mese per mese</strong>. Prima di arrivare all’elenco, è importante chiarire una cosa: <strong data-start="2252" data-end="2280">non serve essere esperti</strong>, basta sapere dove guardare.</p>
<p data-start="2311" data-end="2481">Ci sono alcune voci che, più di altre, fanno la differenza. Se sono <strong data-start="2379" data-end="2390">assenti</strong>, <strong data-start="2392" data-end="2405">sbagliate</strong> o <strong data-start="2408" data-end="2426">calcolate male</strong>, il tuo <strong data-start="2435" data-end="2459">netto mensile scende</strong> senza un vero motivo.</p>
<p data-start="2483" data-end="2519">In particolare, presta attenzione a:</p>
<ul data-start="2521" data-end="2955">
<li data-start="2521" data-end="2615">
<p data-start="2523" data-end="2615"><strong data-start="2523" data-end="2545">Detrazioni fiscali</strong>: se non risultano applicate, potresti pagare <strong data-start="2591" data-end="2615">più IRPEF del dovuto</strong></p>
</li>
<li data-start="2616" data-end="2702">
<p data-start="2618" data-end="2702"><strong data-start="2618" data-end="2654">Addizionali regionali e comunali</strong>: a volte continuano anche quando non dovrebbero</p>
</li>
<li data-start="2703" data-end="2796">
<p data-start="2705" data-end="2796"><strong data-start="2705" data-end="2729">Perequazione annuale</strong>: l’aumento legato al costo della vita deve comparire correttamente</p>
</li>
<li data-start="2797" data-end="2869">
<p data-start="2799" data-end="2869"><strong data-start="2799" data-end="2820">Conguagli fiscali</strong>: possono incidere molto sul netto di alcuni mesi</p>
</li>
<li data-start="2870" data-end="2955">
<p data-start="2872" data-end="2955"><strong data-start="2872" data-end="2892">Trattenute extra</strong>: come quote associative o recuperi, che non sempre sono dovuti</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2957" data-end="3135">Prima dell’elenco, fermati sempre su una domanda semplice: <em data-start="3016" data-end="3087">il netto che ricevo ogni mese è coerente con quanto leggo nell’ObisM?</em> Se la risposta è no, vale la pena approfondire.</p>
<h2 data-start="3137" data-end="3188">Come usare l’ObisM per difendere la tua pensione</h2>
<p data-start="3190" data-end="3462">Usare il <strong data-start="3199" data-end="3215">modulo ObisM</strong> non significa cercare problemi, ma <strong data-start="3251" data-end="3280">proteggere i tuoi diritti</strong>. È un documento che puoi consultare online dal <strong data-start="3328" data-end="3360">Fascicolo previdenziale INPS</strong>, senza costi e senza complicazioni. Una volta aperto, confrontalo con uno o due <strong data-start="3441" data-end="3461">cedolini recenti</strong>.</p>
<p data-start="3464" data-end="3698">Se noti che <strong data-start="3476" data-end="3498">mancano detrazioni</strong>, che le <strong data-start="3507" data-end="3549">addizionali sono più alte del previsto</strong> o che l’<strong data-start="3558" data-end="3588">importo lordo non coincide</strong>, non ignorare il segnale. Anche <strong data-start="3621" data-end="3651">piccole differenze mensili</strong>, sommate nel tempo, diventano <strong data-start="3682" data-end="3697">soldi persi</strong>.</p>
<p data-start="3700" data-end="3961">Molti pensionati scoprono errori solo dopo anni, quando ormai è più difficile recuperare tutto. Controllare l’ObisM ogni anno ti permette invece di <strong data-start="3848" data-end="3870">intervenire subito</strong>, chiedere chiarimenti all’INPS o rivolgerti a un <strong data-start="3920" data-end="3933">patronato</strong>, con dati chiari alla mano.</p>
<p data-start="3963" data-end="4225" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In sintesi, il modulo ObisM non è un foglio qualunque. È uno strumento semplice, ma prezioso. Leggerlo con attenzione significa <strong data-start="4091" data-end="4124">sapere cosa ti spetta davvero</strong> e non lasciare che <strong data-start="4144" data-end="4170">distrazione o silenzio</strong> ti facciano rinunciare a una parte della tua pensione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensionati-attenzione-al-modulo-obism-il-dettaglio-nel-cedolino-che-rivela-se-ti-spettano-piu-soldi/">Pensionati, attenzione al modulo ObisM: il dettaglio nel cedolino che rivela se ti spettano più soldi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Supplemento di pensione: l&#8217;assegno extra che migliaia di ex lavoratori dimenticano di richiedere ogni 5 anni</title>
		<link>https://www.jedanews.com/supplemento-di-pensione-lassegno-extra-che-migliaia-di-ex-lavoratori-dimenticano-di-richiedere-ogni-5-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 17:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il pensionamento, molti continuano a lavorare senza sapere che quei contributi possono diventare un aumento reale della pensione. Non parliamo di bonus o aiuti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/supplemento-di-pensione-lassegno-extra-che-migliaia-di-ex-lavoratori-dimenticano-di-richiedere-ogni-5-anni/">Supplemento di pensione: l&#8217;assegno extra che migliaia di ex lavoratori dimenticano di richiedere ogni 5 anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="112" data-end="434"><em data-start="112" data-end="434">Dopo il pensionamento, molti continuano a lavorare senza sapere che quei contributi possono diventare <strong data-start="215" data-end="250">un aumento reale della pensione</strong>. Non parliamo di bonus o aiuti temporanei, ma di <strong data-start="300" data-end="343">soldi che ti spettano per tutta la vita</strong>. Il problema è che questo assegno extra <strong data-start="384" data-end="406">non arriva da solo</strong> e in tanti lo dimenticano.</em></p>
<p data-start="436" data-end="896">Quando vai in pensione, <strong data-start="460" data-end="490">non tutto si ferma davvero</strong>. Se continui a lavorare, anche solo per qualche anno, stai accumulando <strong data-start="562" data-end="582">nuovi contributi</strong>. Questi contributi però <strong data-start="607" data-end="647">non vengono aggiunti automaticamente</strong> alla pensione. Restano lì, finché non sei tu a chiederlo. Ed è qui che nasce il problema: <strong data-start="738" data-end="798">migliaia di ex lavoratori perdono soldi ogni cinque anni</strong> semplicemente perché non fanno domanda. E spesso non sanno nemmeno che esista questa possibilità.</p>
<h2 data-start="898" data-end="965">Che cos’è il supplemento di pensione e perché non arriva da solo</h2>
<p data-start="967" data-end="1253">Il <strong data-start="970" data-end="997">supplemento di pensione</strong> è un <strong data-start="1003" data-end="1035">aumento dell’assegno mensile</strong> che puoi ottenere se, dopo essere andato in pensione, <strong data-start="1090" data-end="1142">hai continuato a lavorare e a versare contributi</strong>. L’INPS considera quei contributi come una sorta di “secondo salvadanaio”, separato dalla pensione principale.</p>
<p data-start="1255" data-end="1521">Per trasformarli in soldi veri, devi fare una cosa precisa: <strong data-start="1315" data-end="1352">presentare domanda di supplemento</strong>. Solo in quel momento l’INPS ricalcola l’assegno e lo aumenta in modo <strong data-start="1423" data-end="1437">definitivo</strong>. Non è una somma una tantum, ma <strong data-start="1470" data-end="1508">un aumento che riceverai ogni mese</strong>, per sempre.</p>
<p data-start="1523" data-end="1827">È importante chiarirlo: <strong data-start="1547" data-end="1566">non è un regalo</strong>, non dipende dal reddito e <strong data-start="1594" data-end="1616">non ha limiti ISEE</strong>. È un <em data-start="1623" data-end="1646">diritto previdenziale</em>, perché quei contributi li hai già pagati. Il motivo per cui passa inosservato è semplice: <strong data-start="1738" data-end="1778">non viene riconosciuto in automatico</strong> e nessuno ti avvisa quando potresti richiederlo.</p>
<p data-start="1829" data-end="1988">Molti pensano che “tanto saranno pochi euro”. In realtà, <strong data-start="1886" data-end="1956">anche pochi anni di lavoro possono incidere più di quanto immagini</strong>, soprattutto sul lungo periodo.</p>
<h2 data-start="1990" data-end="2057">Quando puoi chiederlo e perché conviene fare attenzione ai tempi</h2>
<p data-start="2059" data-end="2246">Il supplemento non si può chiedere in qualsiasi momento. Esistono <strong data-start="2125" data-end="2145">scadenze precise</strong> e ignorarle significa <strong data-start="2168" data-end="2191">rimandare l’aumento</strong>, non perderlo per sempre, ma <strong data-start="2221" data-end="2245">incassarlo più tardi</strong>.</p>
<p data-start="2248" data-end="2548">In generale, puoi richiederlo <strong data-start="2278" data-end="2293">ogni 5 anni</strong> dalla data della pensione o dall’ultimo supplemento già ottenuto. Esiste però una possibilità meno conosciuta: <strong data-start="2405" data-end="2450">una sola volta puoi chiederlo dopo 2 anni</strong>, ma solo se <strong data-start="2463" data-end="2528">hai già raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia</strong> nella tua gestione.</p>
<p data-start="2550" data-end="2763">Prima di vedere gli esempi, è importante ricordare una cosa fondamentale: <strong data-start="2624" data-end="2655">l’INPS non fa nulla da sola</strong>. Se non presenti la domanda, l’aumento <strong data-start="2695" data-end="2708">non parte</strong>, anche se i contributi risultano regolarmente versati.</p>
<p data-start="2765" data-end="2792">In pratica, il supplemento:</p>
<ul data-start="2793" data-end="2972">
<li data-start="2793" data-end="2827">
<p data-start="2795" data-end="2827">si può chiedere <strong data-start="2811" data-end="2826">dopo 5 anni</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2828" data-end="2881">
<p data-start="2830" data-end="2881"><strong data-start="2830" data-end="2845">dopo 2 anni</strong>, una sola volta, in casi specifici;</p>
</li>
<li data-start="2882" data-end="2940">
<p data-start="2884" data-end="2940">riguarda solo i <strong data-start="2900" data-end="2939">contributi versati dopo la pensione</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2941" data-end="2972">
<p data-start="2943" data-end="2972"><strong data-start="2943" data-end="2971">non scatta in automatico</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2974" data-end="3038">Ed è proprio qui che molti restano fermi per anni senza saperlo.</p>
<h2 data-start="3040" data-end="3100">Esempi concreti: quanto può aumentare davvero la pensione</h2>
<p data-start="3102" data-end="3241">Parlare in astratto serve a poco. Per capire se conviene davvero, <strong data-start="3168" data-end="3203">vediamo qualche esempio pratico</strong>, usando cifre realistiche e semplici.</p>
<p data-start="3243" data-end="3640">Immagina di essere andato in pensione e di aver continuato a lavorare part-time per <strong data-start="3327" data-end="3337">5 anni</strong>, versando in media <strong data-start="3357" data-end="3394">2.500 euro di contributi all’anno</strong>. In totale hai accumulato circa <strong data-start="3427" data-end="3456">12.500 euro di contributi</strong>. Il supplemento potrebbe tradursi in <strong data-start="3494" data-end="3536">un aumento di circa 25–40 euro al mese</strong>. Non sembra molto, ma in un anno sono <strong data-start="3575" data-end="3591">300–480 euro</strong>, e in dieci anni diventano <strong data-start="3619" data-end="3639">migliaia di euro</strong>.</p>
<p data-start="3642" data-end="3917">Altro esempio. Continui a lavorare come autonomo per <strong data-start="3695" data-end="3705">3 anni</strong>, con contributi più alti, diciamo <strong data-start="3740" data-end="3761">4.000 euro l’anno</strong>. Alla domanda di supplemento, l’aumento potrebbe arrivare a <strong data-start="3822" data-end="3844">50–70 euro al mese</strong>. Significa <strong data-start="3856" data-end="3881">oltre 800 euro l’anno</strong>, per tutto il resto della pensione.</p>
<p data-start="3919" data-end="4202">Chi lavora più a lungo o con redditi più alti può ottenere <strong data-start="3978" data-end="4008">incrementi ancora maggiori</strong>. Anche <strong data-start="4016" data-end="4043">100 euro in più al mese</strong> non sono rari in caso di contributi consistenti. E la cosa più importante è questa: <strong data-start="4128" data-end="4148">non è temporaneo</strong>. È un aumento stabile, che si somma all’assegno base.</p>
<p data-start="4204" data-end="4231">Il supplemento si richiede:</p>
<ul data-start="4232" data-end="4389">
<li data-start="4232" data-end="4274">
<p data-start="4234" data-end="4274">online dal <strong data-start="4245" data-end="4258">sito INPS</strong> con SPID o CIE;</p>
</li>
<li data-start="4275" data-end="4304">
<p data-start="4277" data-end="4304">tramite <strong data-start="4285" data-end="4303">contact center</strong>;</p>
</li>
<li data-start="4305" data-end="4389">
<p data-start="4307" data-end="4389">oppure con un <strong data-start="4321" data-end="4334">patronato</strong>, che può anche simulare l’importo prima della domanda.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4391" data-end="4669" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il supplemento di pensione è uno di quei diritti che <strong data-start="4444" data-end="4464">non fanno rumore</strong>, ma che possono migliorare davvero l’assegno mensile. Se hai lavorato dopo la pensione, <strong data-start="4553" data-end="4591">potresti avere soldi fermi da anni</strong>. E spesso basta una domanda per trasformarli in <strong data-start="4640" data-end="4668">entrate sicure ogni mese</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/supplemento-di-pensione-lassegno-extra-che-migliaia-di-ex-lavoratori-dimenticano-di-richiedere-ogni-5-anni/">Supplemento di pensione: l&#8217;assegno extra che migliaia di ex lavoratori dimenticano di richiedere ogni 5 anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pensione minima 2026: la domanda che molti ignorano e che può aumentare l’assegno</title>
		<link>https://www.jedanews.com/pensione-minima-2026-la-domanda-che-molti-ignorano-e-che-puo-aumentare-lassegno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2026 18:51:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti pensionati nel 2026 ricevono una pensione bassa e pensano che non ci sia nulla da fare. In realtà esiste una integrazione alla pensione minima&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-minima-2026-la-domanda-che-molti-ignorano-e-che-puo-aumentare-lassegno/">Pensione minima 2026: la domanda che molti ignorano e che può aumentare l’assegno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="539" data-end="870"><em data-start="539" data-end="870">Molti pensionati nel 2026 ricevono una pensione bassa e pensano che non ci sia nulla da fare. In realtà esiste una <strong data-start="655" data-end="692">integrazione alla pensione minima</strong> che può <strong data-start="701" data-end="734">aumentare l’assegno ogni mese</strong>, ma <strong data-start="739" data-end="767">non arriva in automatico</strong>. Tutto dipende da <strong data-start="786" data-end="815">soglie di reddito precise</strong> e da una <strong data-start="825" data-end="868">domanda che in tanti non presentano mai</strong>.</em></p>
<hr data-start="872" data-end="875" />
<p data-start="877" data-end="1410">Dopo il pensionamento, è normale fidarsi dell’importo comunicato dall’INPS. <strong data-start="953" data-end="982">L’assegno arriva puntuale</strong> e sembra corretto. <em data-start="1002" data-end="1022">Ma non sempre lo è</em>.<br data-start="1023" data-end="1026" />Nel 2026 la legge prevede che, se la pensione è <strong data-start="1074" data-end="1090">troppo bassa</strong>, possa essere <strong data-start="1105" data-end="1153">integrata fino a un importo minimo garantito</strong>. Il problema è che <strong data-start="1173" data-end="1220">l’INPS non applica sempre l’aumento da sola</strong>. Se mancano dati aggiornati o una richiesta specifica, <strong data-start="1276" data-end="1309">l’integrazione resta bloccata</strong>.<br data-start="1310" data-end="1313" />Così, mese dopo mese, <strong data-start="1335" data-end="1379">si perdono soldi che spettano di diritto</strong>, spesso senza nemmeno saperlo.</p>
<hr data-start="1412" data-end="1415" />
<h2 data-start="1417" data-end="1489">A quanto ammonta davvero l’integrazione alla pensione minima nel 2026</h2>
<p data-start="1491" data-end="1772">Nel 2026 il <strong data-start="1503" data-end="1530">trattamento minimo INPS</strong> è pari a circa <strong data-start="1546" data-end="1569">611,85 euro al mese</strong>, per <strong data-start="1575" data-end="1591">13 mensilità</strong>, cioè <strong data-start="1598" data-end="1625">circa 7.954 euro l’anno</strong>.<br data-start="1626" data-end="1629" />L’integrazione <strong data-start="1644" data-end="1686">non è una cifra fissa uguale per tutti</strong>. È semplicemente <strong data-start="1704" data-end="1771">la differenza tra quello che già ricevi e questo importo minimo</strong>.</p>
<p data-start="1774" data-end="1841">Facciamo esempi concreti, perché sono quelli che chiariscono tutto.</p>
<p data-start="1843" data-end="2266">Se oggi ricevi <strong data-start="1858" data-end="1878">480 euro al mese</strong>, l’INPS può integrare la pensione di circa <strong data-start="1922" data-end="1945">131,85 euro al mese</strong>. Su base annua significa <strong data-start="1971" data-end="1998">oltre 1.700 euro in più</strong>.<br data-start="1999" data-end="2002" />Se ricevi <strong data-start="2012" data-end="2032">520 euro al mese</strong>, l’aumento possibile è di circa <strong data-start="2065" data-end="2087">91,85 euro al mese</strong>, cioè <strong data-start="2094" data-end="2130">quasi 1.200 euro in più all’anno</strong>.<br data-start="2131" data-end="2134" />Se ricevi <strong data-start="2144" data-end="2164">560 euro al mese</strong>, l’integrazione può arrivare a circa <strong data-start="2202" data-end="2224">51,85 euro al mese</strong>, che diventano <strong data-start="2240" data-end="2265">oltre 670 euro l’anno</strong>.</p>
<p data-start="2268" data-end="2412">Come vedi, <strong data-start="2279" data-end="2310">non si tratta di pochi euro</strong>. Anche una differenza di 50 o 100 euro al mese, nel tempo, <strong data-start="2370" data-end="2411">incide molto sulla qualità della vita</strong>.</p>
<hr data-start="2414" data-end="2417" />
<h2 data-start="2419" data-end="2483">Quali redditi controlla l’INPS e quali sono i limiti nel 2026</h2>
<p data-start="2485" data-end="2619">Per stabilire se l’integrazione spetta, l’INPS <strong data-start="2532" data-end="2576">non guarda solo l’importo della pensione</strong>, ma soprattutto i <strong data-start="2595" data-end="2618">redditi complessivi</strong>.</p>
<p data-start="2621" data-end="2861">Se <strong data-start="2624" data-end="2643">non sei sposato</strong>, l’integrazione piena spetta quando il tuo <strong data-start="2687" data-end="2714">reddito personale annuo</strong> non supera circa <strong data-start="2732" data-end="2752">7.954 euro lordi</strong>. Se il reddito supera di poco questa soglia, l’aumento <strong data-start="2808" data-end="2823">può ridursi</strong>, ma <strong data-start="2828" data-end="2860">non sparisce automaticamente</strong>.</p>
<p data-start="2863" data-end="3159">Se <strong data-start="2866" data-end="2881">sei sposato</strong>, entra in gioco anche il <strong data-start="2907" data-end="2930">reddito del coniuge</strong>. Nel 2026 l’integrazione piena è possibile quando il <strong data-start="2984" data-end="3020">reddito complessivo della coppia</strong> non supera circa <strong data-start="3038" data-end="3059">31.800 euro annui</strong>. Oltre questa cifra, l’aumento si riduce gradualmente e, superati certi limiti, <strong data-start="3140" data-end="3158">non spetta più</strong>.</p>
<p data-start="3161" data-end="3436">L’INPS valuta inoltre <strong data-start="3183" data-end="3200">altri redditi</strong>, come affitti o rendite, e considera <strong data-start="3238" data-end="3266">la tipologia di pensione</strong> che percepisci. Molti perdono l’aumento non perché non ne abbiano diritto, ma perché <strong data-start="3352" data-end="3385">i redditi non sono aggiornati</strong> o <strong data-start="3388" data-end="3435">non sono mai stati comunicati correttamente</strong>.</p>
<hr data-start="3438" data-end="3441" />
<h2 data-start="3443" data-end="3508">Come fare domanda per ottenere l’aumento della pensione minima</h2>
<p data-start="3510" data-end="3662">Se nel tuo cedolino <strong data-start="3530" data-end="3557">non vedi l’integrazione</strong>, puoi <strong data-start="3564" data-end="3579">richiederla</strong>. Ed è qui che tanti si fermano, convinti che sia complicato. <em data-start="3641" data-end="3661">In realtà non lo è</em>.</p>
<p data-start="3664" data-end="3947">Puoi fare la domanda <strong data-start="3685" data-end="3709">online sul sito INPS</strong>, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa puoi rivolgerti a un <strong data-start="3778" data-end="3791">patronato</strong>, che ti segue gratuitamente. Se invece la pensione è in pagamento da anni con un importo troppo basso, puoi chiedere una <strong data-start="3913" data-end="3946">ricostituzione della pensione</strong>.</p>
<p data-start="3949" data-end="4304">Durante la richiesta devi <strong data-start="3975" data-end="4005">dichiarare tutti i redditi</strong>, indicare la <strong data-start="4019" data-end="4043">situazione familiare</strong> e chiedere espressamente l’<strong data-start="4071" data-end="4109">integrazione al trattamento minimo</strong>.<br data-start="4110" data-end="4113" />L’aumento <strong data-start="4123" data-end="4158">parte dal momento della domanda</strong>, quindi prima agisci, <strong data-start="4181" data-end="4215">prima inizi a ricevere i soldi</strong>. In alcuni casi è possibile ottenere anche <strong data-start="4259" data-end="4272">arretrati</strong>, ma non conviene mai rimandare.</p>
<hr data-start="4306" data-end="4309" />
<h3 data-start="4311" data-end="4325">In sintesi</h3>
<p data-start="4327" data-end="4548">Nel 2026 <strong data-start="4336" data-end="4417">l’integrazione alla pensione minima può valere da 50 a oltre 130 euro al mese</strong>, cioè <strong data-start="4424" data-end="4463">centinaia o migliaia di euro l’anno</strong>.<br data-start="4464" data-end="4467" />Non è un bonus.<br data-start="4482" data-end="4485" />È <strong data-start="4487" data-end="4522">un diritto previsto dalla legge</strong>, ma <strong data-start="4527" data-end="4547">non è automatico</strong>.</p>
<p data-start="4550" data-end="4659">Spesso la differenza tra una pensione bassa e una un po’ più dignitosa <strong data-start="4621" data-end="4658">sta solo in una domanda mai fatta</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-minima-2026-la-domanda-che-molti-ignorano-e-che-puo-aumentare-lassegno/">Pensione minima 2026: la domanda che molti ignorano e che può aumentare l’assegno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<title>Il beneficio INPS per le madri che esiste da anni ma che poche richiedono</title>
		<link>https://www.jedanews.com/il-beneficio-inps-per-le-madri-che-esiste-da-anni-ma-che-poche-richiedono/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 15:40:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molte madri hanno lavorato, cresciuto figli, rinunciato a tempo ed energie. Eppure esiste un beneficio riconosciuto da anni, poco spiegato e spesso mai richiesto, che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/il-beneficio-inps-per-le-madri-che-esiste-da-anni-ma-che-poche-richiedono/">Il beneficio INPS per le madri che esiste da anni ma che poche richiedono</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="74" data-end="423"><em data-start="74" data-end="423">Molte madri hanno lavorato, cresciuto figli, rinunciato a tempo ed energie. Eppure esiste un <strong data-start="168" data-end="202">beneficio riconosciuto da anni</strong>, poco spiegato e spesso <strong data-start="227" data-end="244">mai richiesto</strong>, che può incidere sulla <strong data-start="269" data-end="288">pensione futura</strong>. Non è un bonus pubblicizzato, non arriva da solo e quasi nessuno ne parla. Proprio per questo, tante donne lo perdono senza saperlo.</em></p>
<hr data-start="425" data-end="428" />
<p data-start="430" data-end="883">Negli anni, <strong data-start="442" data-end="494">la maternità non è stata solo un fatto personale</strong>, ma anche un elemento riconosciuto dal sistema previdenziale. Eppure, <strong data-start="565" data-end="590">molte madri non sanno</strong> che alcuni periodi legati alla nascita e alla cura dei figli <strong data-start="652" data-end="686">possono valere come contributi</strong>. Questo significa <strong data-start="705" data-end="723">più anni utili</strong>, <strong data-start="725" data-end="744">più possibilità</strong> e in certi casi <strong data-start="761" data-end="798">una pensione leggermente più alta</strong>. Il problema è che <strong data-start="818" data-end="840">nulla è automatico</strong> e se non lo chiedi, <strong data-start="861" data-end="882">resta tutto fermo</strong>.</p>
<hr data-start="885" data-end="888" />
<h2 data-start="890" data-end="949">I contributi figurativi per maternità: cosa sono davvero</h2>
<p data-start="951" data-end="1250">Quando si parla di questo beneficio, si fa riferimento ai <strong data-start="1009" data-end="1048">contributi figurativi per maternità</strong>. In parole semplici, sono <strong data-start="1075" data-end="1150">contributi riconosciuti dall’INPS anche se in quel periodo non lavoravi</strong>. Servono a <strong data-start="1162" data-end="1190">non penalizzare le madri</strong> che si sono fermate per gravidanza, parto o cura dei figli.</p>
<p data-start="1252" data-end="1498">Questi contributi <strong data-start="1270" data-end="1304">valgono ai fini della pensione</strong>, sia per raggiungere i <strong data-start="1328" data-end="1348">requisiti minimi</strong>, sia per <strong data-start="1358" data-end="1390">migliorare il calcolo finale</strong>. Non sono soldi subito in tasca, ma <strong data-start="1427" data-end="1446">tempo che conta</strong>, ed è proprio il tempo che spesso manca alle donne.</p>
<p data-start="1500" data-end="1790">Il punto cruciale è questo: <strong data-start="1528" data-end="1576">non sempre vengono accreditati in automatico</strong>. In molti casi <strong data-start="1592" data-end="1612">vanno verificati</strong>, e se mancano <strong data-start="1627" data-end="1646">vanno richiesti</strong>. Tante madri scoprono solo a pochi anni dalla pensione che <strong data-start="1706" data-end="1736">quei periodi non risultano</strong>. E recuperare tutto all’ultimo diventa più difficile.</p>
<p data-start="1792" data-end="1940">Questo beneficio <strong data-start="1809" data-end="1827">esiste da anni</strong>, ma resta nascosto dietro pratiche poco chiare, informazioni frammentate e <strong data-start="1903" data-end="1939">assenza di comunicazione diretta</strong>.</p>
<hr data-start="1942" data-end="1945" />
<h2 data-start="1947" data-end="2002">Chi può averne diritto e quando conviene controllare</h2>
<p data-start="2004" data-end="2230">Questo beneficio riguarda <strong data-start="2030" data-end="2068">molte più donne di quanto si pensi</strong>. È importante capire <strong data-start="2090" data-end="2125">se potresti rientrarci anche tu</strong>. Prima di tutto, conta la <strong data-start="2152" data-end="2165">maternità</strong>, ma anche <strong data-start="2176" data-end="2198">il periodo storico</strong> e <strong data-start="2201" data-end="2229">la situazione lavorativa</strong>.</p>
<p data-start="2232" data-end="2379">Prima di entrare nei dettagli, è utile chiarire una cosa: <strong data-start="2290" data-end="2329">non tutte le situazioni sono uguali</strong>, ma <strong data-start="2334" data-end="2365">controllare conviene sempre</strong>. Ecco perché.</p>
<p data-start="2381" data-end="2397">Può interessare:</p>
<ul data-start="2398" data-end="2641">
<li data-start="2398" data-end="2462">
<p data-start="2400" data-end="2462"><strong data-start="2400" data-end="2462">Madri che hanno lavorato prima o dopo la nascita dei figli</strong></p>
</li>
<li data-start="2463" data-end="2511">
<p data-start="2465" data-end="2511"><strong data-start="2465" data-end="2511">Donne che hanno avuto periodi senza lavoro</strong></p>
</li>
<li data-start="2512" data-end="2560">
<p data-start="2514" data-end="2560"><strong data-start="2514" data-end="2560">Madri che hanno cambiato più volte impiego</strong></p>
</li>
<li data-start="2561" data-end="2641">
<p data-start="2563" data-end="2641"><strong data-start="2563" data-end="2641">Chi è vicina alla pensione e non ha mai verificato l’estratto contributivo</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="2643" data-end="2825">Questi contributi possono <strong data-start="2669" data-end="2724">coprire periodi di maternità anche fuori dal lavoro</strong>, se ci sono i requisiti. Non parliamo di casi rari, ma di <strong data-start="2783" data-end="2804">situazioni comuni</strong> a migliaia di donne.</p>
<p data-start="2827" data-end="3053">Il problema è che <strong data-start="2845" data-end="2863">nessuno avvisa</strong>. L’INPS non manda comunicazioni chiare e spesso <strong data-start="2912" data-end="2948">neanche i patronati lo segnalano</strong>, se non viene chiesto esplicitamente. Così il beneficio resta lì, <strong data-start="3015" data-end="3030">sulla carta</strong>, e non nella pensione.</p>
<hr data-start="3055" data-end="3058" />
<h2 data-start="3060" data-end="3112">Perché poche madri lo richiedono e cosa rischiano</h2>
<p data-start="3114" data-end="3353">Il motivo principale è semplice: <strong data-start="3147" data-end="3171">non si sa che esiste</strong>. Molte donne pensano che <strong data-start="3197" data-end="3249">la maternità sia già considerata automaticamente</strong>, ma <strong data-start="3254" data-end="3275">non è sempre così</strong>. Altre credono che “tanto non cambia nulla”, oppure che sia <strong data-start="3336" data-end="3352">troppo tardi</strong>.</p>
<p data-start="3355" data-end="3405">In realtà, <strong data-start="3366" data-end="3404">non verificare significa rischiare</strong>:</p>
<ul data-start="3406" data-end="3523">
<li data-start="3406" data-end="3435">
<p data-start="3408" data-end="3435"><strong data-start="3408" data-end="3435">meno anni di contributi</strong></p>
</li>
<li data-start="3436" data-end="3478">
<p data-start="3438" data-end="3478"><strong data-start="3438" data-end="3478">più difficoltà ad andare in pensione</strong></p>
</li>
<li data-start="3479" data-end="3523">
<p data-start="3481" data-end="3523"><strong data-start="3481" data-end="3523">un assegno più basso per tutta la vita</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="3525" data-end="3672">Sono differenze che <strong data-start="3545" data-end="3569">non si vedono subito</strong>, ma che pesano nel tempo. E fanno ancora più male perché <strong data-start="3627" data-end="3653">parliamo di un diritto</strong>, non di un regalo.</p>
<p data-start="3674" data-end="3832">Questo beneficio nasce per <strong data-start="3701" data-end="3755">non penalizzare chi ha fatto una scelta importante</strong>, quella di diventare madre. Ma se resta sconosciuto, <strong data-start="3809" data-end="3831">perde il suo senso</strong>.</p>
<p data-start="3834" data-end="4056">Controllare l’estratto contributivo, <strong data-start="3871" data-end="3894">capire cosa risulta</strong> e <strong data-start="3897" data-end="3929">chiedere informazioni mirate</strong> può fare la differenza. Non è una scorciatoia, è <strong data-start="3979" data-end="4012">un diritto che esiste da anni</strong> e che troppe madri <strong data-start="4032" data-end="4055">non hanno mai usato</strong>.</p>
<p data-start="4058" data-end="4104" data-is-last-node="" data-is-only-node="">E spesso lo scoprono <strong data-start="4079" data-end="4103">quando ormai è tardi</strong>.</p>
<hr data-start="3055" data-end="3058" />
<h2 data-start="151" data-end="216">Come verificare e richiedere questo beneficio passo dopo passo</h2>
<p data-start="218" data-end="427">Arrivata a questo punto, la domanda è naturale: <em data-start="266" data-end="324">come fai a capire se questo beneficio ti spetta davvero?</em><br data-start="324" data-end="327" />La prima cosa da sapere è che <strong data-start="357" data-end="385">non serve essere esperte</strong>, ma serve <strong data-start="396" data-end="426">controllare con attenzione</strong>.</p>
<p data-start="429" data-end="706">Il punto di partenza è sempre uno: <strong data-start="464" data-end="502">l’estratto conto contributivo INPS</strong>. È il documento che mostra <strong data-start="530" data-end="586">tutti i periodi di lavoro e di contributi registrati</strong>. Qui puoi verificare se <strong data-start="611" data-end="673">i periodi di maternità risultano correttamente accreditati</strong> oppure se <strong data-start="684" data-end="705">mancano del tutto</strong>.</p>
<p data-start="708" data-end="957">Se noti <strong data-start="716" data-end="725">vuoti</strong>, <strong data-start="727" data-end="746">buchi temporali</strong> o periodi non riconosciuti, puoi procedere in questo modo. Prima di tutto, <strong data-start="822" data-end="852">raccogli i dati essenziali</strong>: anni di nascita dei figli, periodi di gravidanza, eventuali contratti di lavoro prima o dopo. Poi puoi:</p>
<ul data-start="959" data-end="1184">
<li data-start="959" data-end="1071">
<p data-start="961" data-end="1071"><strong data-start="961" data-end="990">rivolgerti a un patronato</strong>, chiedendo espressamente la verifica dei <strong data-start="1032" data-end="1071">contributi figurativi per maternità</strong></p>
</li>
<li data-start="1072" data-end="1184">
<p data-start="1074" data-end="1184">oppure <strong data-start="1081" data-end="1114">presentare richiesta all’INPS</strong>, anche tramite assistenza, per il riconoscimento dei periodi mancanti</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1186" data-end="1381">È importante usare le <strong data-start="1208" data-end="1225">parole giuste</strong> e non una richiesta generica. Devi far presente che stai chiedendo <strong data-start="1293" data-end="1380">la verifica e l’eventuale accredito dei contributi figurativi legati alla maternità</strong>.</p>
<p data-start="1383" data-end="1598">Questo controllo <strong data-start="1400" data-end="1456">conviene farlo anche molti anni prima della pensione</strong>, perché correggere errori in anticipo è sempre più semplice. Aspettare troppo significa rischiare <strong data-start="1555" data-end="1571">tempi lunghi</strong> o <strong data-start="1574" data-end="1597">risposte incomplete</strong>.</p>
<p data-start="1600" data-end="1754" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Non è un favore. <strong data-start="1617" data-end="1650">È un diritto previsto da anni</strong>, ma vale solo se lo fai emergere. E molte madri lo scoprono <strong data-start="1711" data-end="1753">quando ormai non possono più rimediare</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Non servono sempre 20 anni di contributi: ecco quando l’INPS paga comunque la pensione</title>
		<link>https://www.jedanews.com/non-servono-sempre-20-anni-di-contributi-ecco-quando-linps-paga-comunque-la-pensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 18:05:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti pensano che servano almeno 20 anni di contributi per andare in pensione, ma non è sempre così. Esistono delle eccezioni che permettono di ricevere&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="89" data-end="349"><em data-start="89" data-end="349">Molti pensano che servano almeno 20 anni di contributi per andare in pensione, ma non è sempre così. Esistono delle eccezioni che permettono di ricevere una pensione anche con meno anni, a patto di rispettare certe condizioni. Vediamo tutti i casi possibili.</em></p>
<p data-start="351" data-end="1165">Non tutti sanno che <strong data-start="371" data-end="463">l’INPS può riconoscere una pensione anche a chi non ha raggiunto i 20 anni di contributi</strong>. Ci sono situazioni particolari, previste dalla legge, in cui puoi <strong data-start="531" data-end="576">ottenere comunque un assegno di vecchiaia</strong>, se rientri in certi requisiti. Alcuni esempi riguardano chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996, oppure chi ha contributi versati in diverse gestioni, o ancora i lavoratori stranieri che rientrano nel loro Paese. In questi casi, l’età pensionabile può essere <strong data-start="839" data-end="851">più alta</strong>, e l’importo della pensione <strong data-start="880" data-end="893">più basso</strong>, ma si tratta comunque di una possibilità concreta. L’importante è <strong data-start="961" data-end="989">conoscere bene le regole</strong> e capire se <strong data-start="1002" data-end="1061">la tua situazione personale rientra in queste eccezioni</strong>. Vediamo quindi i casi principali in cui puoi <strong data-start="1108" data-end="1164">andare in pensione con meno di 20 anni di contributi</strong>.</p>
<hr data-start="1167" data-end="1170" />
<h2 data-start="1172" data-end="1248">La pensione con 5 anni di contributi è possibile, ma solo per alcuni</h2>
<p data-start="1250" data-end="2299">Esiste una possibilità concreta di andare in pensione anche con <strong data-start="1314" data-end="1343">solo 5 anni di contributi</strong>, ma riguarda una categoria ben precisa: <strong data-start="1384" data-end="1438">chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996</strong>. Se rientri in questa fascia, sei considerato un lavoratore nel cosiddetto <strong data-start="1514" data-end="1545">“sistema contributivo puro”</strong>, cioè tutta la tua pensione viene calcolata in base ai contributi effettivamente versati. In questo caso, la legge ti permette di <strong data-start="1676" data-end="1742">chiedere la pensione di vecchiaia già con 5 anni di contributi</strong>, ma solo se hai <strong data-start="1759" data-end="1784">almeno 71 anni di età</strong>.</p>
<p>È una forma di tutela pensata per chi ha avuto <strong data-start="1833" data-end="1868">carriere lavorative discontinue</strong>, magari con lunghi periodi di disoccupazione o lavori saltuari. Naturalmente, <strong data-start="1947" data-end="1986">l’importo della pensione sarà basso</strong>, visto che si basa su pochi anni di versamenti, ma può comunque essere un aiuto importante. Attenzione: non basta avere 5 anni di contributi qualsiasi, devono essere <strong data-start="2153" data-end="2196">effettivamente versati e non figurativi</strong>. Se rientri in questi parametri, può valere la pena <strong data-start="2249" data-end="2298">verificare la tua posizione con un consulente</strong>.</p>
<hr data-start="2301" data-end="2304" />
<h2 data-start="2306" data-end="2387">Anche con 15 anni puoi ottenere la pensione, ma servono alcune condizioni</h2>
<p data-start="2389" data-end="3055">Un’altra possibilità è quella di <strong data-start="2422" data-end="2479">ottenere la pensione con almeno 15 anni di contributi</strong>, ma solo in presenza di determinate condizioni. Questa opzione riguarda <strong data-start="2552" data-end="2612">chi ha meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995</strong>, ed è passato poi al sistema contributivo dopo il 1996. In questo caso, puoi accedere alla <strong data-start="2704" data-end="2729">pensione di vecchiaia</strong> anche se <strong data-start="2739" data-end="2770">non hai raggiunto i 20 anni</strong>, ma devi comunque aver compiuto l’età richiesta, che può arrivare anche a <strong data-start="2845" data-end="2856">71 anni</strong>. Questa regola è spesso legata al cosiddetto <strong data-start="2902" data-end="2939">“computo nella gestione separata”</strong>, cioè la possibilità di sommare i contributi versati in diversi fondi previdenziali. Ecco le condizioni più comuni:</p>
<ul data-start="3056" data-end="3262">
<li data-start="3056" data-end="3111">
<p data-start="3058" data-end="3111">Avere <strong data-start="3064" data-end="3097">meno di 18 anni di contributi</strong> al 31/12/1995</p>
</li>
<li data-start="3112" data-end="3158">
<p data-start="3114" data-end="3158">Rientrare nel <strong data-start="3128" data-end="3158">sistema contributivo misto</strong></p>
</li>
<li data-start="3159" data-end="3216">
<p data-start="3161" data-end="3216">Aver versato <strong data-start="3174" data-end="3216">almeno 15 anni di contributi effettivi</strong></p>
</li>
<li data-start="3217" data-end="3262">
<p data-start="3219" data-end="3262">Avere un’età <strong data-start="3232" data-end="3262">pari o superiore a 71 anni</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="3264" data-end="3619">Questa soluzione può essere utile soprattutto a chi ha avuto <strong data-start="3325" data-end="3352">interruzioni lavorative</strong>, oppure ha svolto <strong data-start="3371" data-end="3405">attività saltuarie o part-time</strong>, senza mai riuscire a raggiungere i fatidici 20 anni. Anche in questo caso, è bene <strong data-start="3489" data-end="3543">controllare attentamente la propria posizione INPS</strong>, perché le regole sono precise ma possono variare a seconda della gestione.</p>
<hr data-start="3621" data-end="3624" />
<h2 data-start="3626" data-end="3702">Le eccezioni per lavoratori stranieri e altre situazioni particolari</h2>
<p data-start="3704" data-end="4926" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Infine, esistono altri casi in cui è possibile <strong data-start="3751" data-end="3809">ottenere la pensione con meno di 20 anni di contributi</strong>, anche se sono meno conosciuti. Uno di questi riguarda i <strong data-start="3867" data-end="3891">lavoratori stranieri</strong> che hanno versato contributi in Italia, ma poi <strong data-start="3939" data-end="3996">sono tornati definitivamente nel loro Paese d’origine</strong>. Se rientrano nel <strong data-start="4015" data-end="4044">sistema contributivo puro</strong>, e hanno almeno 5 anni di contributi versati, possono <strong data-start="4099" data-end="4136">ricevere la pensione di vecchiaia</strong> anche se non raggiungono i 20 anni.</p>
<p>In pratica, è una forma di tutela per chi ha lavorato in Italia solo per un periodo limitato, e non intende rientrare. Oltre a questo, ci sono anche altre situazioni <strong data-start="4339" data-end="4355">più tecniche</strong>, come alcune <strong data-start="4369" data-end="4392">deroghe legislative</strong> (es. la “deroga Amato”), che permettono il pensionamento con <strong data-start="4454" data-end="4479">15 anni di contributi</strong> in casi specifici. Ci sono poi i casi di <strong data-start="4521" data-end="4539">totalizzazione</strong>, cioè quando hai versato contributi in diversi fondi (es. INPS e casse private), e puoi <strong data-start="4628" data-end="4645">sommare tutto</strong> per raggiungere il minimo richiesto. In tutti questi scenari, è fondamentale <strong data-start="4723" data-end="4760">valutare la tua storia lavorativa</strong> e capire in quale gestione previdenziale ti trovi. Basta anche un dettaglio per <strong data-start="4841" data-end="4925">fare la differenza tra il diritto alla pensione e il rischio di restarne esclusi</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/non-servono-sempre-20-anni-di-contributi-ecco-quando-linps-paga-comunque-la-pensione/">Non servono sempre 20 anni di contributi: ecco quando l’INPS paga comunque la pensione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<title>Pensioni novembre 2025 e tredicesima: tutte le date, gli importi e le novità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 19:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva novembre e con lui anche le prime informazioni importanti sulla tredicesima e i pagamenti INPS. Vediamo insieme cosa ti aspetta, quando arriva la pensione,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensioni-novembre-2025-e-tredicesima-tutte-le-date-gli-importi-e-le-novita/">Pensioni novembre 2025 e tredicesima: tutte le date, gli importi e le novità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="166" data-end="378"><em data-start="166" data-end="378">Arriva novembre e con lui anche le prime informazioni importanti sulla tredicesima e i pagamenti INPS. Vediamo insieme cosa ti aspetta, quando arriva la pensione, chi riceverà la tredicesima e a quanto ammonta.</em></p>
<p data-start="380" data-end="1125">Se sei in pensione, è normale che ogni mese tu voglia sapere <strong data-start="441" data-end="482">quando ti verrà accreditato l’importo</strong> e se ci sono <strong data-start="496" data-end="513">maggiorazioni</strong>, <strong data-start="515" data-end="528">conguagli</strong> o <strong data-start="531" data-end="545">trattenute</strong>. A novembre 2025 c’è una novità: il pagamento avverrà <strong data-start="600" data-end="634">a partire da lunedì 3 novembre</strong>, sia per chi riceve il bonifico sul conto sia per chi va alle Poste. Questo mese, inoltre, è importante perché <strong data-start="746" data-end="805">vengono chiusi i conguagli fiscali dell’anno precedente</strong> e si inizia a parlare <strong data-start="828" data-end="849">della tredicesima</strong>, che sarà <strong data-start="860" data-end="896">pagata con l’assegno di dicembre</strong>. Se ti stai chiedendo <strong data-start="919" data-end="939">quanto riceverai</strong>, <strong data-start="941" data-end="957">se ti spetta</strong>, o <strong data-start="961" data-end="985">come viene calcolata</strong>, sei nel posto giusto. In questo articolo trovi tutto quello che ti serve sapere per <strong data-start="1071" data-end="1095">prepararti al meglio</strong> a questi due mesi importanti.</p>
<hr data-start="1127" data-end="1130" />
<h2 data-start="1132" data-end="1187">Quando arriva la pensione a novembre e dicembre 2025</h2>
<p data-start="1189" data-end="1650">Il <strong data-start="1192" data-end="1232">pagamento delle pensioni di novembre</strong> è previsto per <strong data-start="1248" data-end="1274">lunedì 3 novembre 2025</strong>, perché il 1° è festivo (Ognissanti) e il 2 è domenica. Quindi, anche se di solito il pagamento avviene il primo giorno bancabile del mese, in questo caso slitta leggermente. Se hai l’accredito in <strong data-start="1472" data-end="1500">banca o su conto postale</strong>, l’importo arriverà in automatico il 3. Se invece <strong data-start="1551" data-end="1584">ritiri in contanti alle Poste</strong>, dovrai seguire il <strong data-start="1604" data-end="1649">calendario scaglionato in base al cognome</strong>.</p>
<p data-start="1652" data-end="1986">A dicembre, invece, l’appuntamento è <strong data-start="1689" data-end="1720">per lunedì 1° dicembre 2025</strong>. Questo è il giorno in cui ti verrà <strong data-start="1757" data-end="1793">accreditata anche la tredicesima</strong>, se ne hai diritto. Attenzione: non si tratta di un bonus extra, ma di una vera e propria <strong data-start="1884" data-end="1908">mensilità aggiuntiva</strong>. È prevista solo per alcune categorie di pensionati, come vedremo più avanti.</p>
<p data-start="1988" data-end="2254">Ricorda anche che <strong data-start="2006" data-end="2071">il pagamento di novembre conterrà eventuali conguagli fiscali</strong>, cioè aggiustamenti relativi a trattenute o rimborsi basati su quanto versato durante l’anno. Può capitare, quindi, che l’importo sia <strong data-start="2206" data-end="2253">più basso o leggermente più alto del solito</strong>.</p>
<hr data-start="2256" data-end="2259" />
<h2 data-start="2261" data-end="2314">A chi spetta la tredicesima e come viene calcolata</h2>
<p data-start="2316" data-end="2524">La <strong data-start="2319" data-end="2344">tredicesima mensilità</strong> viene erogata dall’INPS <strong data-start="2369" data-end="2398">con l’assegno di dicembre</strong>. Ma non spetta a tutti. Può riceverla solo chi prende una pensione che <strong data-start="2470" data-end="2506">deriva da un’attività lavorativa</strong>, come ad esempio:</p>
<ul data-start="2526" data-end="2670">
<li data-start="2526" data-end="2553">
<p data-start="2528" data-end="2553"><strong data-start="2528" data-end="2553">Pensione di vecchiaia</strong></p>
</li>
<li data-start="2554" data-end="2579">
<p data-start="2556" data-end="2579"><strong data-start="2556" data-end="2579">Anticipata</strong></p>
</li>
<li data-start="2580" data-end="2621">
<p data-start="2582" data-end="2621"><strong data-start="2582" data-end="2621">Pensione di invalidità contributiva</strong></p>
</li>
<li data-start="2622" data-end="2670">
<p data-start="2624" data-end="2670"><strong data-start="2624" data-end="2653">Pensione di reversibilità</strong> (in alcuni casi)</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2672" data-end="2812">Chi riceve <strong data-start="2683" data-end="2702">assegni sociali</strong>, <strong data-start="2704" data-end="2725">invalidità civile</strong>, <strong data-start="2727" data-end="2741">accompagno</strong> o altre prestazioni <strong data-start="2762" data-end="2779">assistenziali</strong> non ha diritto alla tredicesima.</p>
<p data-start="2814" data-end="3119">Se la tua pensione è iniziata <strong data-start="2844" data-end="2868">all’inizio dell’anno</strong>, riceverai una <strong data-start="2884" data-end="2903">mensilità piena</strong> come tredicesima. Se invece l’hai ottenuta in corso d’anno, l’importo sarà <strong data-start="2979" data-end="2996">proporzionale</strong> ai mesi in cui l’hai ricevuta. Ad esempio, se hai iniziato a percepirla a marzo, riceverai <strong data-start="3088" data-end="3118">10/12 dell’importo mensile</strong>.</p>
<p data-start="3121" data-end="3325">Occhio anche alle <strong data-start="3139" data-end="3161">trattenute fiscali</strong>: la tredicesima è tassata come una normale pensione. Quindi <strong data-start="3222" data-end="3266">può essere inferiore a quanto ti aspetti</strong>, soprattutto se hai già superato determinate soglie IRPEF.</p>
<hr data-start="3327" data-end="3330" />
<h2 data-start="3332" data-end="3375">Cosa aspettarsi sul cedolino di novembre</h2>
<p data-start="3377" data-end="3710">Nel cedolino della pensione di novembre troverai <strong data-start="3426" data-end="3457">diversi dettagli importanti</strong>. Prima di tutto, è il mese in cui <strong data-start="3492" data-end="3563">vengono applicati gli ultimi conguagli fiscali dell’anno precedente</strong>. Questo significa che potresti avere <strong data-start="3601" data-end="3642">piccole variazioni sull’importo netto</strong>, in base a quanto è stato versato o trattenuto nei mesi precedenti.</p>
<p data-start="3712" data-end="3915">Inoltre, se hai <strong data-start="3728" data-end="3768">beneficiato di bonus o maggiorazioni</strong> durante l’anno (come integrazioni al minimo, quattordicesima, ecc.), a novembre potrebbero essere presenti <strong data-start="3876" data-end="3890">correzioni</strong>, in positivo o negativo.</p>
<p data-start="3917" data-end="4255">Anche il <strong data-start="3926" data-end="3958">rimborso delle spese mediche</strong> o altre detrazioni fiscali possono apparire nel cedolino. È importante, quindi, che tu controlli sempre bene i dettagli del pagamento, voce per voce. Puoi farlo accedendo al <strong data-start="4133" data-end="4161">portale INPS con lo SPID</strong>, oppure recandoti in un <strong data-start="4186" data-end="4205">CAF o patronato</strong> di fiducia che ti aiuti a interpretare ogni voce.</p>
<p data-start="4257" data-end="4432">Infine, novembre è anche il mese in cui si inizia a parlare <strong data-start="4317" data-end="4351">dell’importo della tredicesima</strong>, che viene calcolato in automatico e sarà visibile <strong data-start="4403" data-end="4431">nel cedolino di dicembre</strong>.</p>
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		<title>Aumento della pensione minima: ultime novità e come fare domanda</title>
		<link>https://www.jedanews.com/aumento-della-pensione-minima-ultime-novita-e-come-fare-domanda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 18:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vuoi sapere se la tua pensione aumenterà davvero e come chiedere l’integrazione al minimo? Ecco spiegato tutto in modo semplice e chiaro, senza termini complicati.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/aumento-della-pensione-minima-ultime-novita-e-come-fare-domanda/">Aumento della pensione minima: ultime novità e come fare domanda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="70" data-end="237"><em data-start="70" data-end="235">Vuoi sapere se la tua pensione aumenterà davvero e come chiedere l’integrazione al minimo? Ecco spiegato tutto in modo semplice e chiaro, senza termini complicati.</em></p>
<p data-start="239" data-end="831">Molti pensionati si chiedono se arriverà davvero un <strong data-start="291" data-end="324">aumento della pensione minima</strong>. La buona notizia è che per il 2025 è previsto un piccolo incremento grazie alla <strong data-start="406" data-end="440">rivalutazione per l’inflazione</strong>. Se ricevi un assegno basso puoi anche ottenere la cosiddetta <strong data-start="503" data-end="529">integrazione al minimo</strong>, cioè una somma che ti porta a una cifra garantita dallo Stato. Non servono calcoli complicati: basta conoscere i <strong data-start="644" data-end="657">requisiti</strong>, controllare i <strong data-start="673" data-end="694">limiti di reddito</strong> e presentare la domanda all’INPS. Con pochi passaggi potrai capire subito se hai diritto a questo aiuto e come ottenerlo senza stress.</p>
<h2 data-start="833" data-end="880">Quanto aumenta la pensione minima nel 2025</h2>
<p data-start="882" data-end="1465">Nel 2025 la pensione minima sale di circa <strong data-start="924" data-end="933">2,2 %</strong> rispetto all’anno scorso, arrivando a <strong data-start="972" data-end="998">circa 617 euro al mese</strong>. Questo aumento è frutto della rivalutazione automatica che serve a proteggere il potere d’acquisto. Oltre a questo, se il tuo assegno è molto basso puoi ricevere anche l’<strong data-start="1170" data-end="1196">integrazione al minimo</strong>: un’aggiunta che porta la pensione fino alla soglia stabilita ogni anno dallo Stato. L’importo esatto dipende dai tuoi contributi e dal tuo reddito complessivo. Se rientri nei requisiti, potresti quindi vedere un miglioramento reale nella cifra che ricevi ogni mese.</p>
<h2 data-start="1467" data-end="1513">Chi può chiedere l’integrazione al minimo</h2>
<p data-start="1515" data-end="1704">L’<strong data-start="1517" data-end="1543">integrazione al minimo</strong> spetta solo a chi rispetta alcuni requisiti. Devi essere titolare di una pensione <strong data-start="1626" data-end="1634">INPS</strong> e avere un reddito annuo <strong data-start="1660" data-end="1673">inferiore</strong> ai limiti fissati per legge.</p>
<ul data-start="1705" data-end="1920">
<li data-start="1705" data-end="1809">
<p data-start="1707" data-end="1809">Se sei <strong data-start="1714" data-end="1724">single</strong>, il tuo reddito non deve superare circa <strong data-start="1765" data-end="1778">1,5 volte</strong> il trattamento minimo annuo.</p>
</li>
<li data-start="1810" data-end="1920">
<p data-start="1812" data-end="1920">Se sei <strong data-start="1819" data-end="1830">sposato</strong>, il reddito della coppia non deve andare oltre circa <strong data-start="1884" data-end="1895">3 volte</strong> il trattamento minimo.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1922" data-end="2215">Sono esclusi alcuni tipi di pensione, come quelle calcolate con il <strong data-start="1989" data-end="2017">metodo contributivo puro</strong>, ma per la maggior parte delle pensioni tradizionali l’integrazione è possibile. Se pensi di rientrare, puoi controllare i tuoi dati direttamente sul portale INPS o chiedere aiuto a un patronato.</p>
<h2 data-start="2217" data-end="2248">Come fare domanda all’INPS</h2>
<p data-start="2250" data-end="2307">Per chiedere l’aumento o l’integrazione al minimo puoi:</p>
<ul data-start="2308" data-end="2557">
<li data-start="2308" data-end="2457">
<p data-start="2310" data-end="2457">Accedere al <strong data-start="2322" data-end="2335">sito INPS</strong> con SPID, CIE o CNS e compilare la <strong data-start="2371" data-end="2389">domanda online</strong> nella sezione “Ricostituzione pensione – integrazione al minimo”.</p>
</li>
<li data-start="2458" data-end="2557">
<p data-start="2460" data-end="2557">Oppure rivolgerti a un <strong data-start="2483" data-end="2496">patronato</strong>, che ti aiuterà gratis a preparare e inviare la richiesta.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2559" data-end="2960">Ti serviranno documento d’identità, <strong data-start="2595" data-end="2613">codice fiscale</strong> e informazioni sui tuoi redditi. Dopo l’invio, l’INPS verificherà i dati e, se tutto è corretto, l’aumento verrà applicato in automatico. Di solito l’erogazione parte da dicembre, ma potresti ricevere anche <strong data-start="2821" data-end="2834">arretrati</strong> se la domanda viene accettata più tardi. Conserva sempre la ricevuta della pratica: è utile in caso di controlli o ritardi.</p>
<p data-start="2962" data-end="3154" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Con questi passaggi semplici puoi capire se ti spetta l’<strong data-start="3018" data-end="3051">aumento della pensione minima</strong> e assicurarti una cifra mensile più adeguata, senza perdere tempo né confonderti tra norme complicate.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/aumento-della-pensione-minima-ultime-novita-e-come-fare-domanda/">Aumento della pensione minima: ultime novità e come fare domanda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Vuoi andare in pensione prima? Ecco le vere possibilità fino al 2026</title>
		<link>https://www.jedanews.com/vuoi-andare-in-pensione-prima-ecco-le-vere-possibilita-fino-al-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 19:38:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 2026 potresti andare in pensione qualche anno prima, ma solo se rispetti i requisiti previsti dalla legge. Scopri come funzionano davvero le attuali norme&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/vuoi-andare-in-pensione-prima-ecco-le-vere-possibilita-fino-al-2026/">Vuoi andare in pensione prima? Ecco le vere possibilità fino al 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="76" data-end="296"><em data-start="76" data-end="296">Dal 2026 potresti andare in pensione qualche anno prima, ma solo se rispetti i requisiti previsti dalla legge. Scopri come funzionano davvero le attuali norme e quali passi puoi fare oggi per non avere sorprese domani.</em></p>
<p data-start="298" data-end="1029">La <strong data-start="301" data-end="324">pensione anticipata</strong> è uno dei temi più discussi in Italia, perché permette di <strong data-start="383" data-end="407">smettere di lavorare</strong> prima dei classici 67 anni. Le regole ufficiali, valide almeno fino al <strong data-start="479" data-end="499">31 dicembre 2026</strong>, non parlano di miracoli ma di <strong data-start="531" data-end="551">contributi certi</strong>. Per gli uomini servono <strong data-start="576" data-end="597">42 anni e 10 mesi</strong> di contributi, per le donne <strong data-start="626" data-end="647">41 anni e 10 mesi</strong>, con una finestra di <strong data-start="669" data-end="679">3 mesi</strong> prima del pagamento. Non è una riforma futura, è la realtà di oggi, confermata dall’<strong data-start="764" data-end="772">INPS</strong>. Altre opzioni come <em data-start="793" data-end="808">Opzione Donna</em> o <em data-start="811" data-end="824">Ape Sociale</em> permettono uscite anticipate, ma solo per chi rientra in <strong data-start="882" data-end="906">categorie specifiche</strong>. Se vuoi davvero sfruttare ogni possibilità devi <strong data-start="956" data-end="989">controllare i tuoi contributi</strong> e valutare da subito i passi necessari.</p>
<h2 data-start="1031" data-end="1940">Requisiti ufficiali per la pensione anticipata</h2>
<p data-start="1031" data-end="1940">Per accedere alla <strong data-start="1103" data-end="1126">pensione anticipata</strong> devi aver maturato il numero minimo di <strong data-start="1166" data-end="1188">anni di contributi</strong> previsto dalla legge. Attualmente occorrono <strong data-start="1233" data-end="1254">42 anni e 10 mesi</strong> per gli uomini e <strong data-start="1272" data-end="1293">41 anni e 10 mesi</strong> per le donne. Non è richiesta una <strong data-start="1328" data-end="1346">età anagrafica</strong> precisa: se raggiungi questi contributi, puoi presentare domanda in qualsiasi momento. Ricorda però che esiste una finestra di <strong data-start="1474" data-end="1484">3 mesi</strong> tra la data di maturazione dei requisiti e l’effettiva decorrenza del trattamento.</p>
<p>È fondamentale che tu <strong data-start="1590" data-end="1620">verifichi la tua posizione</strong> contributiva, così da individuare eventuali <strong data-start="1665" data-end="1674">buchi</strong> e, se necessario, valutare il <strong data-start="1705" data-end="1727">riscatto di laurea</strong> o i <strong data-start="1732" data-end="1756">versamenti volontari</strong> per colmare le lacune. Queste regole sono <strong data-start="1799" data-end="1811">bloccate</strong> dagli adeguamenti alla speranza di vita almeno fino al <strong data-start="1867" data-end="1887">31 dicembre 2026</strong>, quindi non temere aumenti improvvisi dei requisiti.</p>
<h2 data-start="1031" data-end="1940">Strumenti e agevolazioni utili</h2>
<p data-start="1031" data-end="1940">Se non raggiungi subito i requisiti della pensione anticipata, puoi considerare alcune <strong data-start="2067" data-end="2082">alternative</strong> già previste dalla normativa:</p>
<ul data-start="2115" data-end="2548">
<li data-start="2115" data-end="2250">
<p data-start="2117" data-end="2250"><strong data-start="2117" data-end="2134">Opzione Donna</strong>: destinata alle lavoratrici con almeno 35 anni di contributi e 61 anni di età, con alcune riduzioni sull’assegno.</p>
</li>
<li data-start="2251" data-end="2414">
<p data-start="2253" data-end="2414"><strong data-start="2253" data-end="2268">Ape Sociale</strong>: dedicata a chi svolge <strong data-start="2292" data-end="2310">lavori gravosi</strong>, assiste familiari con disabilità o ha problemi di salute, con un requisito minimo di 63 anni di età.</p>
</li>
<li data-start="2415" data-end="2548">
<p data-start="2417" data-end="2548"><strong data-start="2417" data-end="2439">Riscatto di laurea</strong>: utile per trasformare gli anni di studio in contributi e raggiungere più velocemente la soglia richiesta.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2550" data-end="2762">Queste soluzioni possono aiutarti a <strong data-start="2586" data-end="2605">ridurre i tempi</strong> e ad avvicinarti alla <strong data-start="2628" data-end="2640">pensione</strong> senza dover attendere i 67 anni della vecchiaia, ma richiedono una valutazione accurata dei <strong data-start="2733" data-end="2742">costi</strong> e dei <strong data-start="2749" data-end="2761">benefici</strong>.</p>
<h2 data-start="2764" data-end="3397">Come prepararti in anticipo</h2>
<p data-start="2764" data-end="3397" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Se vuoi davvero <strong data-start="2815" data-end="2845">smettere di lavorare prima</strong>, devi pianificare. Controlla regolarmente la tua <strong data-start="2895" data-end="2921">posizione contributiva</strong> sul portale <em data-start="2934" data-end="2942">MyINPS</em>, assicurati che ogni periodo di lavoro sia correttamente registrato e valuta l’eventuale <strong data-start="3032" data-end="3056">pensione integrativa</strong> per avere un importo più alto. È importante conoscere anche le scadenze per presentare la <strong data-start="3147" data-end="3158">domanda</strong> e preparare con cura tutta la documentazione.</p>
<p>Agire con anticipo ti permetterà di evitare <strong data-start="3249" data-end="3267">penalizzazioni</strong> e di affrontare con serenità la fase di pensionamento, avendo la certezza di un <strong data-start="3348" data-end="3367">assegno stabile</strong> e adeguato alle tue esigenze.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/vuoi-andare-in-pensione-prima-ecco-le-vere-possibilita-fino-al-2026/">Vuoi andare in pensione prima? Ecco le vere possibilità fino al 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Si va in pensione anche con meno di 20 anni di contributi: la guida chiara</title>
		<link>https://www.jedanews.com/si-va-in-pensione-anche-con-meno-di-20-anni-di-contributi-la-guida-chiara/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 11:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molte persone si chiedono cosa succede se non riescono a raggiungere i 20 anni di contributi richiesti per la pensione di vecchiaia. Non tutti sanno&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="157" data-end="463"><em data-start="157" data-end="463">Molte persone si chiedono cosa succede se non riescono a raggiungere i 20 anni di contributi richiesti per la pensione di vecchiaia. Non tutti sanno che esistono comunque delle soluzioni per avere un trattamento economico in età avanzata, anche con pochi versamenti effettuati durante la vita lavorativa.</em></p>
<p data-start="465" data-end="1123">Se hai versato <strong data-start="480" data-end="513">meno di 20 anni di contributi</strong> non significa che resterai senza alcun sostegno. In Italia il sistema previdenziale prevede diverse possibilità che ti permettono di ricevere comunque una <strong data-start="669" data-end="681">pensione</strong>, anche se con tempi e regole differenti. Ci sono la <strong data-start="734" data-end="772">pensione di vecchiaia contributiva</strong>, accessibile dai <strong data-start="790" data-end="801">71 anni</strong> con almeno <strong data-start="813" data-end="847">5 anni di contributi effettivi</strong>, oppure l’<strong data-start="858" data-end="877">assegno sociale</strong>, che spetta dai <strong data-start="894" data-end="905">67 anni</strong> in caso di redditi bassi. Raggiungere i 20 anni resta però la strada più semplice per avere la <strong data-start="1001" data-end="1036">pensione di vecchiaia ordinaria</strong> a 67 anni. Capire bene le differenze è fondamentale per non farti trovare impreparato.</p>
<h2 data-start="1125" data-end="1197">Pensione di vecchiaia ordinaria: quando servono 20 anni di contributi</h2>
<p data-start="1199" data-end="1930">La <strong data-start="1202" data-end="1237">pensione di vecchiaia ordinaria</strong> è quella più conosciuta e rappresenta l’obiettivo di gran parte dei lavoratori. Per ottenerla devi avere almeno <strong data-start="1350" data-end="1368">67 anni di età</strong> e <strong data-start="1371" data-end="1396">20 anni di contributi</strong>. Se rientri in questa situazione avrai diritto a una pensione calcolata in base ai tuoi versamenti e al sistema misto o contributivo. Raggiungere i 20 anni può sembrare difficile per chi ha avuto carriere discontinue, ma resta la soglia che ti garantisce un trattamento previdenziale regolare. Se non riesci a centrare questo requisito, niente panico: la legge ti offre comunque delle alternative. È importante però sapere che con meno di 20 anni non puoi accedere a questa formula, ma dovrai puntare alle altre possibilità previste.</p>
<h2 data-start="1932" data-end="2012">Pensione di vecchiaia contributiva: l’opzione con almeno 5 anni di versamenti</h2>
<p data-start="2014" data-end="2532">Per chi non ha raggiunto i 20 anni ma ha versato almeno <strong data-start="2070" data-end="2104">5 anni di contributi effettivi</strong>, esiste la <strong data-start="2116" data-end="2154">pensione di vecchiaia contributiva</strong>. Si tratta di una misura che ti permette di avere una pensione, ma solo a partire dai <strong data-start="2241" data-end="2252">71 anni</strong>. Questa regola è stata pensata per non escludere del tutto chi ha carriere lavorative molto brevi o discontinue. Tieni presente però che la pensione sarà calcolata interamente con il metodo <strong data-start="2443" data-end="2459">contributivo</strong>, quindi dipenderà esclusivamente da quanto hai effettivamente versato.</p>
<p data-start="2534" data-end="2579">Ecco le situazioni principali da ricordare:</p>
<ul data-start="2580" data-end="2790">
<li data-start="2580" data-end="2664">
<p data-start="2582" data-end="2664">Con <strong data-start="2586" data-end="2618">meno di 5 anni di contributi</strong> non hai diritto alla pensione contributiva.</p>
</li>
<li data-start="2665" data-end="2730">
<p data-start="2667" data-end="2730">Con <strong data-start="2671" data-end="2688">almeno 5 anni</strong> puoi accedere, ma solo dai <strong data-start="2716" data-end="2727">71 anni</strong>.</p>
</li>
<li data-start="2731" data-end="2790">
<p data-start="2733" data-end="2790">L’importo dipenderà esclusivamente dai tuoi versamenti.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2792" data-end="2913">È una soluzione utile per chi, pur non avendo raggiunto i 20 anni, ha comunque qualche anno di contributi da valorizzare.</p>
<h2 data-start="2915" data-end="2985">Assegno sociale: la soluzione per chi non ha contributi sufficienti</h2>
<p data-start="2987" data-end="3841">Se invece non hai nemmeno <strong data-start="3013" data-end="3037">5 anni di contributi</strong>, oppure la tua situazione economica è molto fragile, puoi comunque richiedere l’<strong data-start="3118" data-end="3137">assegno sociale</strong>. Non si tratta di una pensione contributiva, ma di una prestazione assistenziale riconosciuta dall’INPS a partire dai <strong data-start="3256" data-end="3274">67 anni di età</strong>. Per ottenerla non servono contributi, ma devi rispettare dei limiti di <strong data-start="3347" data-end="3368">reddito personale</strong> o <strong data-start="3371" data-end="3384">familiare</strong>. L’importo non è molto alto, ma rappresenta un aiuto concreto per chi altrimenti non avrebbe alcun sostegno.</p>
<p>L’assegno sociale viene aggiornato ogni anno e può essere integrato con altre misure di welfare. È importante sottolineare che non è reversibile e non si trasmette ai familiari, ma resta una rete di sicurezza fondamentale per molte persone. In assenza di una pensione maturata con i contributi, questa prestazione può fare davvero la differenza.</p>
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		<item>
		<title>Pensione a 61 o 64 anni: arrivano Quota 96 e Quota 89</title>
		<link>https://www.jedanews.com/pensione-a-61-o-64-anni-arrivano-quota-96-e-quota-89/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 19:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la nuova riforma si parla di pensione anticipata già a 61 o 64 anni, ma solo con determinati requisiti. Vediamo insieme chi potrà approfittarne&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-a-61-o-64-anni-arrivano-quota-96-e-quota-89/">Pensione a 61 o 64 anni: arrivano Quota 96 e Quota 89</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="59" data-end="297"><em data-start="59" data-end="297">Con la nuova riforma si parla di pensione anticipata già a 61 o 64 anni, ma solo con determinati requisiti. Vediamo insieme chi potrà approfittarne davvero, e quali condizioni devi rispettare per smettere di lavorare prima del previsto.</em></p>
<p data-start="299" data-end="1085">Negli ultimi mesi si sta discutendo una <strong data-start="339" data-end="371">nuova riforma delle pensioni</strong> che potrebbe cambiare le regole per molti lavoratori. Tra le proposte più interessanti ci sono <strong data-start="467" data-end="479">Quota 96</strong> e <strong data-start="482" data-end="494">Quota 89</strong>, che permetterebbero di <strong data-start="519" data-end="547">andare in pensione prima</strong>, anche a <strong data-start="557" data-end="573">61 o 64 anni</strong>, in base al tipo di lavoro svolto e agli <strong data-start="615" data-end="645">anni di contributi versati</strong>. Le novità potrebbero interessare soprattutto chi svolge <strong data-start="703" data-end="734">mansioni pesanti o usuranti</strong>, ma anche chi ha <strong data-start="752" data-end="793">aderito alla previdenza complementare</strong>. L’obiettivo è rendere più flessibile il sistema, permettendo a chi ha lavorato tanto o in condizioni difficili di <strong data-start="909" data-end="937">lasciare il lavoro prima</strong>, senza penalizzazioni pesanti. Scopriamo insieme <strong data-start="987" data-end="1007">chi può accedere</strong>, quali sono i <strong data-start="1022" data-end="1041">nuovi requisiti</strong>, e cosa cambia davvero rispetto al passato.</p>
<h3 data-start="1092" data-end="1144">Quota 89 e Quota 96: cosa sono e come funzionano</h3>
<p data-start="1146" data-end="1388">Tra le nuove proposte spuntano due formule: <strong data-start="1190" data-end="1202">Quota 89</strong> e <strong data-start="1205" data-end="1217">Quota 96</strong>. Si tratta di meccanismi che uniscono <strong data-start="1256" data-end="1274">età anagrafica</strong> e <strong data-start="1277" data-end="1299">anni di contributi</strong>, e che potrebbero <strong data-start="1318" data-end="1364">sostituire o affiancare le attuali opzioni</strong> di pensione anticipata.</p>
<p data-start="1390" data-end="1810"><strong data-start="1390" data-end="1402">Quota 89</strong> è pensata per chi ha <strong data-start="1424" data-end="1482">iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995</strong> e ha almeno <strong data-start="1495" data-end="1530">25 anni di contributi effettivi</strong>. In questo caso, potresti <strong data-start="1557" data-end="1589">andare in pensione a 64 anni</strong>, ma solo se hai anche <strong data-start="1612" data-end="1663">aderito a una forma di previdenza complementare</strong>. Il vantaggio? Accedere alla pensione anticipata contributiva, a condizione che l’importo sia almeno pari a <strong data-start="1772" data-end="1809">2,6 o 2,8 volte l’assegno sociale</strong>.</p>
<p data-start="1812" data-end="2156"><strong data-start="1812" data-end="1824">Quota 96</strong>, invece, è rivolta a chi ha svolto <strong data-start="1860" data-end="1879">lavori usuranti</strong>, ha <strong data-start="1884" data-end="1895">61 anni</strong> di età e almeno <strong data-start="1912" data-end="1937">35 anni di contributi</strong>. È una misura pensata per chi ha svolto <strong data-start="1978" data-end="1999">mansioni faticose</strong>, notturne o pericolose, e rappresenta una vera occasione per <strong data-start="2061" data-end="2091">smettere prima di lavorare</strong>, senza attendere i classici 67 anni della pensione di vecchiaia.</p>
<h3 data-start="2163" data-end="2227">I lavori usuranti che permettono di andare in pensione prima</h3>
<p data-start="2229" data-end="2501">Se svolgi un <strong data-start="2242" data-end="2260">lavoro pesante</strong>, potresti avere diritto alla pensione anticipata grazie alle <strong data-start="2322" data-end="2359">agevolazioni previste dalla legge</strong>. Ma attenzione: non basta che il tuo lavoro sia faticoso, deve rientrare in una delle <strong data-start="2446" data-end="2486">categorie ufficialmente riconosciute</strong> come usuranti.</p>
<p data-start="2503" data-end="2547">Ecco una breve introduzione a questi lavori:</p>
<p data-start="2549" data-end="2758">Si considerano <strong data-start="2564" data-end="2585">mansioni usuranti</strong> tutte quelle che <strong data-start="2603" data-end="2644">richiedono un impegno fisico continuo</strong>, che <strong data-start="2650" data-end="2672">espongono a rischi</strong> per la salute o che si svolgono in <strong data-start="2708" data-end="2745">condizioni difficili o pericolose</strong>. Ad esempio:</p>
<ul data-start="2760" data-end="3043">
<li data-start="2760" data-end="2828">
<p data-start="2762" data-end="2828">lavori in <strong data-start="2772" data-end="2827">gallerie, miniere, cave o cassoni ad aria compressa</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2829" data-end="2889">
<p data-start="2831" data-end="2889">mansioni in <strong data-start="2843" data-end="2862">spazi ristretti</strong> o ad <strong data-start="2868" data-end="2888">alte temperature</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2890" data-end="2939">
<p data-start="2892" data-end="2939">attività come la <strong data-start="2909" data-end="2938">soffiatura del vetro cavo</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2940" data-end="3013">
<p data-start="2942" data-end="3013"><strong data-start="2942" data-end="2955">palombari</strong>, <strong data-start="2957" data-end="2988">addetti alla colata manuale</strong>, <strong data-start="2990" data-end="3012">manutentori navali</strong>;</p>
</li>
<li data-start="3014" data-end="3043">
<p data-start="3016" data-end="3043"><strong data-start="3016" data-end="3042">rimozione dell’amianto</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3045" data-end="3350">Oltre a questi, anche i <strong data-start="3069" data-end="3092">lavoratori notturni</strong>, i <strong data-start="3096" data-end="3128">conducenti di mezzi pubblici</strong>, gli <strong data-start="3134" data-end="3157">operatori ecologici</strong>, gli <strong data-start="3163" data-end="3172">edili</strong>, le <strong data-start="3177" data-end="3197">maestre di asilo</strong>, gli <strong data-start="3203" data-end="3226">infermieri su turni</strong> e tanti altri <strong data-start="3241" data-end="3272">profili considerati gravosi</strong> possono rientrare nelle categorie che danno accesso alla pensione anticipata.</p>
<h3 data-start="3357" data-end="3421">Requisiti e condizioni per accedere alla pensione anticipata</h3>
<p data-start="3423" data-end="3650">Se svolgi un lavoro usurante e vuoi <strong data-start="3459" data-end="3487">andare in pensione prima</strong>, devi comunque rispettare <strong data-start="3514" data-end="3539">alcune regole precise</strong>. La normativa, infatti, <strong data-start="3564" data-end="3593">prevede requisiti diversi</strong> in base al tipo di lavoro, all’età e alla contribuzione.</p>
<p data-start="3652" data-end="3905">In linea generale, i <strong data-start="3673" data-end="3707">lavoratori dipendenti usuranti</strong> devono raggiungere la <strong data-start="3730" data-end="3744">Quota 97,6</strong> (61 anni e 7 mesi + 35 anni di contributi). Per gli <strong data-start="3797" data-end="3809">autonomi</strong>, invece, la quota sale a <strong data-start="3835" data-end="3843">98,6</strong>. Ma ci sono <strong data-start="3856" data-end="3880">ulteriori variazioni</strong> per chi lavora di notte:</p>
<ul data-start="3907" data-end="4140">
<li data-start="3907" data-end="3984">
<p data-start="3909" data-end="3984">chi lavora di notte <strong data-start="3929" data-end="3945">tutto l’anno</strong>: può andare con <strong data-start="3962" data-end="3983">Quota 97,6 o 98,6</strong>;</p>
</li>
<li data-start="3985" data-end="4065">
<p data-start="3987" data-end="4065">coloro che svolgono lavoro di notte da <strong data-start="4010" data-end="4035">72 a 77 giorni l’anno</strong>: serve <strong data-start="4043" data-end="4064">Quota 98,6 o 99,6</strong>;</p>
</li>
<li data-start="4066" data-end="4140">
<p data-start="4068" data-end="4140">chi lavora di notte da <strong data-start="4091" data-end="4109">64 a 71 giorni</strong>: serve <strong data-start="4117" data-end="4139">Quota 99,6 o 100,6</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4142" data-end="4460">Un’altra condizione fondamentale è aver svolto l’attività usurante <strong data-start="4209" data-end="4246">per almeno 7 degli ultimi 10 anni</strong>, oppure <strong data-start="4255" data-end="4289">per metà della vita lavorativa</strong>. Inoltre, questi requisiti <strong data-start="4317" data-end="4354">non sono soggetti all’adeguamento</strong> automatico all’aspettativa di vita, rendendo l’uscita anticipata <strong data-start="4420" data-end="4459">più prevedibile e stabile nel tempo</strong>.</p>
<p data-start="4462" data-end="4738">Chi invece rientra nei <strong data-start="4485" data-end="4503">lavori gravosi</strong> (come i facchini, i pescatori, i marittimi, gli operatori della raccolta rifiuti o gli infermieri turnisti), può accedere ad altri strumenti come <strong data-start="4650" data-end="4667">l’Ape Sociale</strong> o la <strong data-start="4673" data-end="4708">pensione per lavoratori precoci</strong>, sempre con regole agevolate.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-a-61-o-64-anni-arrivano-quota-96-e-quota-89/">Pensione a 61 o 64 anni: arrivano Quota 96 e Quota 89</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pensione anticipata: chi può andarci prima in base al lavoro che fa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 19:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se fai un lavoro fisicamente o mentalmente pesante, potresti avere il diritto di andare in pensione prima degli altri. Esistono diverse possibilità per anticipare l’uscita&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="142" data-end="402"><em data-start="142" data-end="402">Se fai un lavoro fisicamente o mentalmente pesante, potresti avere il diritto di andare in pensione prima degli altri. Esistono diverse possibilità per anticipare l’uscita dal lavoro, ma bisogna conoscere bene i requisiti e le categorie che ne hanno diritto.</em></p>
<p data-start="404" data-end="1146">Quando si parla di <strong data-start="423" data-end="446">pensione anticipata</strong>, in molti pensano che sia una possibilità solo per chi ha tanti anni di contributi. In realtà, ci sono <strong data-start="550" data-end="567">alcuni lavori</strong> considerati più <strong data-start="584" data-end="596">faticosi</strong> o <strong data-start="599" data-end="613">stressanti</strong> che danno il diritto di <strong data-start="638" data-end="666">andare in pensione prima</strong>. Se fai parte di queste categorie, potresti <strong data-start="711" data-end="732">uscire dal lavoro</strong> con diversi anni di anticipo. Si tratta di attività definite <strong data-start="794" data-end="806">usuranti</strong> o <strong data-start="809" data-end="820">gravose</strong>, che lo Stato riconosce come più impegnative. Conoscere le <strong data-start="880" data-end="897">regole giuste</strong> ti permette di <strong data-start="913" data-end="934">risparmiare tempo</strong>, <strong data-start="936" data-end="962">tutelare la tua salute</strong> e <strong data-start="965" data-end="986">sfruttare diritti</strong> che ti spettano. Ecco una guida chiara e semplice per aiutarti a capire se puoi <strong data-start="1067" data-end="1105">accedere a una pensione anticipata</strong>, e in quali casi conviene davvero farlo.</p>
<h3 data-start="1148" data-end="1208">Lavori usuranti: chi rientra davvero in questa categoria</h3>
<p data-start="1210" data-end="2231">Se fai un mestiere riconosciuto come <strong data-start="1247" data-end="1259">usurante</strong>, hai ottime possibilità di <strong data-start="1287" data-end="1315">andare in pensione prima</strong>. I lavori usuranti sono quelli che comportano <strong data-start="1362" data-end="1388">sforzi fisici continui</strong>, <strong data-start="1390" data-end="1407">ritmi pesanti</strong>, <strong data-start="1409" data-end="1431">ambienti difficili</strong> o turni notturni. Parliamo di chi lavora in <strong data-start="1476" data-end="1493">miniere, cave</strong>, o chi è esposto a <strong data-start="1513" data-end="1536">temperature estreme</strong>, chi svolge <strong data-start="1549" data-end="1596">lavori notturni per almeno 6 ore ogni notte</strong>, oppure chi è addetto alla <strong data-start="1624" data-end="1647">catena di montaggio</strong>.</p>
<p>Anche i <strong data-start="1657" data-end="1689">conducenti di mezzi pubblici</strong> rientrano in questa lista. Se hai svolto uno di questi lavori per <strong data-start="1756" data-end="1789">almeno 7 anni negli ultimi 10</strong>, o per <strong data-start="1797" data-end="1838">la metà della tua carriera lavorativa</strong>, e hai almeno <strong data-start="1853" data-end="1878">35 anni di contributi</strong>, puoi accedere alla cosiddetta <strong data-start="1910" data-end="1922">Quota 97</strong> (cioè 62 anni di età + 35 di contributi). Oppure, se rientri tra i <strong data-start="1990" data-end="2012">lavoratori precoci</strong>, potresti aver diritto alla pensione con <strong data-start="2054" data-end="2079">41 anni di contributi</strong>. È una possibilità concreta per chi ha sempre fatto lavori <strong data-start="2139" data-end="2150">pesanti</strong> e ha bisogno di <strong data-start="2167" data-end="2185">staccare prima</strong> per motivi di salute o stanchezza accumulata.</p>
<h3 data-start="2233" data-end="2299">Lavori gravosi e Ape sociale: quando il lavoro pesa sulla vita</h3>
<p data-start="2301" data-end="2710">Oltre ai lavori usuranti, esiste un’altra categoria chiamata <strong data-start="2362" data-end="2380">lavori gravosi</strong>. Anche in questo caso, parliamo di mestieri che mettono <strong data-start="2437" data-end="2463">a dura prova il fisico</strong> o causano <strong data-start="2474" data-end="2490">forte stress</strong>. Qui entra in gioco l’<strong data-start="2513" data-end="2528">Ape sociale</strong>, una misura pensata per chi ha compiuto <strong data-start="2569" data-end="2580">63 anni</strong>, ha <strong data-start="2585" data-end="2617">almeno 30 anni di contributi</strong>, e ha svolto un’attività particolarmente pesante. Ecco qualche esempio dei mestieri inclusi:</p>
<ul data-start="2712" data-end="3047">
<li data-start="2712" data-end="2787">
<p data-start="2714" data-end="2787"><strong data-start="2714" data-end="2740">Addetti all’assistenza</strong> delle persone disabili o non autosufficienti</p>
</li>
<li data-start="2788" data-end="2840">
<p data-start="2790" data-end="2840"><strong data-start="2790" data-end="2817">Infermieri e ostetriche</strong> che lavorano a turni</p>
</li>
<li data-start="2841" data-end="2896">
<p data-start="2843" data-end="2896"><strong data-start="2843" data-end="2859">Operai edili</strong>, muratori, idraulici, elettricisti</p>
</li>
<li data-start="2897" data-end="2951">
<p data-start="2899" data-end="2951"><strong data-start="2899" data-end="2923">Addetti alle pulizie</strong> e al carico/scarico merci</p>
</li>
<li data-start="2952" data-end="2994">
<p data-start="2954" data-end="2994"><strong data-start="2954" data-end="2992">Autisti di mezzi pesanti o autobus</strong></p>
</li>
<li data-start="2995" data-end="3047">
<p data-start="2997" data-end="3047"><strong data-start="2997" data-end="3020">Operatori ecologici</strong>, agricoltori e forestali</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3049" data-end="3477">Per ottenere l’Ape sociale, devi aver fatto uno di questi lavori per <strong data-start="3118" data-end="3151">almeno 7 degli ultimi 10 anni</strong>, e <strong data-start="3155" data-end="3208">non devi svolgere più nessuna attività lavorativa</strong> al momento della domanda. In questo caso, lo Stato ti garantisce <strong data-start="3274" data-end="3330">un assegno mensile fino alla pensione vera e propria</strong>, senza anticipi da restituire. È una delle soluzioni più <strong data-start="3388" data-end="3404">interessanti</strong> per chi è stanco e non vuole più <strong data-start="3438" data-end="3476">aspettare la pensione di vecchiaia</strong>.</p>
<h3 data-start="3479" data-end="3556">Altre strade per anticipare la pensione (anche se non fai lavori pesanti)</h3>
<p data-start="3558" data-end="4603" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Se non rientri nei lavori usuranti o gravosi, ci sono comunque <strong data-start="3621" data-end="3642">altre possibilità</strong> per uscire prima dal lavoro. Ad esempio, puoi accedere alla <strong data-start="3703" data-end="3736">pensione anticipata ordinaria</strong> se hai <strong data-start="3744" data-end="3765">41 anni e 10 mesi</strong> di contributi (se sei donna), oppure <strong data-start="3803" data-end="3824">42 anni e 10 mesi</strong> (se sei uomo), anche se non hai ancora raggiunto l’età pensionabile. C’è anche la <strong data-start="3907" data-end="3924">Opzione Donna</strong>, pensata per le lavoratrici con <strong data-start="3957" data-end="3989">almeno 35 anni di contributi</strong> e <strong data-start="3992" data-end="4010">61 anni di età</strong> (che scendono a 60 se hai avuto figli).</p>
<p>Attenzione però: in questo caso la pensione viene calcolata con il <strong data-start="4118" data-end="4141">metodo contributivo</strong>, e quindi potrebbe risultare <strong data-start="4171" data-end="4184">più bassa</strong>. Infine, c’è l’<strong data-start="4200" data-end="4218">APE volontario</strong>, una specie di prestito ponte che ti permette di ricevere un anticipo della pensione se hai <strong data-start="4311" data-end="4322">63 anni</strong> e <strong data-start="4325" data-end="4350">20 anni di contributi</strong>, ma dovrai <strong data-start="4362" data-end="4384">restituirlo a rate</strong> una volta che vai in pensione. Insomma, le <strong data-start="4428" data-end="4451">alternative ci sono</strong>, ma vanno valutate con attenzione per non fare scelte sbagliate. Meglio sempre <strong data-start="4531" data-end="4559">parlare con un patronato</strong> e capire bene <strong data-start="4574" data-end="4602">cosa ti conviene davvero</strong>.</p>
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		<title>Pensione a 60 anni per le donne: la possibilità che in poche conoscono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 20:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste una legge italiana che ti permette di andare in pensione a 60 anni, ma solo se rientri in certe condizioni. È una possibilità concreta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em data-start="213" data-end="471">Esiste una legge italiana che ti permette di andare in pensione a 60 anni, ma solo se rientri in certe condizioni. È una possibilità concreta per molte donne, ma spesso resta nascosta tra le pieghe delle norme. Scopri subito se anche tu puoi approfittarne.</em></p>
<p data-start="473" data-end="1379">In un momento in cui l’età pensionabile sembra allontanarsi sempre di più, c’è ancora una <strong data-start="563" data-end="590">via d’uscita anticipata</strong> che riguarda <strong data-start="604" data-end="631">esclusivamente le donne</strong>. Si chiama <strong data-start="643" data-end="660">Opzione Donna</strong> ed è stata confermata anche per il <strong data-start="696" data-end="704">2025</strong>. Grazie a questa misura, puoi <strong data-start="735" data-end="773">lasciare il lavoro anche a 60 anni</strong>, ma solo se rispetti <strong data-start="795" data-end="827">alcuni requisiti ben precisi</strong>. È una <strong data-start="835" data-end="855">grande occasione</strong> per chi ha iniziato a lavorare presto e desidera <strong data-start="905" data-end="955">concedersi un po’ di riposo prima del previsto</strong>. Tuttavia, ci sono anche dei <strong data-start="985" data-end="995">contro</strong> da tenere in considerazione, soprattutto sul fronte dell’importo dell’assegno. Se ti stai chiedendo se puoi rientrare in questa misura e come funziona davvero, qui trovi tutto spiegato in modo semplice, pratico e chiaro. Non servono lauree per capire: <strong data-start="1248" data-end="1280">basta leggere con attenzione</strong>. Vediamo insieme tutti i dettagli utili per capire <strong data-start="1332" data-end="1378">se puoi andare in pensione prima del tempo</strong>.</p>
<h2 data-start="1381" data-end="1432">Cos’è l’opzione donna e cosa ti permette di fare</h2>
<p data-start="1434" data-end="1979">L’<strong data-start="1436" data-end="1453">Opzione Donna</strong> è una possibilità che ti dà lo Stato per <strong data-start="1495" data-end="1528">andare in pensione anticipata</strong>, anche se non hai ancora raggiunto l’età della pensione ordinaria. È pensata solo per le <strong data-start="1618" data-end="1639">donne lavoratrici</strong> e ti permette di <strong data-start="1657" data-end="1711">uscire dal mondo del lavoro a 60 o anche a 59 anni</strong>, se rientri in certe condizioni. In cambio però, il tuo assegno sarà <strong data-start="1781" data-end="1834">calcolato interamente con il sistema contributivo</strong>, cioè basato solo su quanto hai versato nel tempo. Questo significa che <strong data-start="1907" data-end="1936">potrebbe essere più basso</strong> rispetto a chi va in pensione normalmente.</p>
<p data-start="1981" data-end="2421">Per il <strong data-start="1988" data-end="1996">2025</strong>, puoi accedere a questa misura se <strong data-start="2031" data-end="2067">hai almeno 35 anni di contributi</strong> e <strong data-start="2070" data-end="2095">almeno 61 anni di età</strong>, ma puoi <strong data-start="2105" data-end="2132">scendere a 60 o 59 anni</strong> se hai figli. In pratica, se sei madre di uno o più figli, ti viene <strong data-start="2201" data-end="2239">“scontato” un anno per ogni figlio</strong> fino a un massimo di due. Ma attenzione: non basta solo avere i requisiti contributivi e anagrafici. Devi anche rientrare in una delle <strong data-start="2375" data-end="2399">categorie specifiche</strong> previste dalla legge.</p>
<h2 data-start="2423" data-end="2470">Chi può davvero andare in pensione a 60 anni</h2>
<p data-start="2472" data-end="2774">Non tutte le donne possono usare l’<strong data-start="2507" data-end="2524">Opzione Donna</strong>. È riservata a quelle che si trovano in situazioni particolari. Prima di tutto, devi aver <strong data-start="2615" data-end="2665">maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024</strong>, quindi devi controllare bene la tua posizione contributiva. Poi devi appartenere a una di queste categorie:</p>
<ul data-start="2776" data-end="3137">
<li data-start="2776" data-end="2905">
<p data-start="2778" data-end="2905">Sei una <strong data-start="2786" data-end="2799">caregiver</strong>, cioè ti prendi cura da almeno sei mesi di un <strong data-start="2846" data-end="2879">familiare disabile convivente</strong> con una grave disabilità;</p>
</li>
<li data-start="2906" data-end="3011">
<p data-start="2908" data-end="3011">Sei una <strong data-start="2916" data-end="2940">lavoratrice invalida</strong>, con una <strong data-start="2950" data-end="3010">percentuale di invalidità civile pari o superiore al 74%</strong>;</p>
</li>
<li data-start="3012" data-end="3137">
<p data-start="3014" data-end="3137">Sei stata <strong data-start="3024" data-end="3038">licenziata</strong> o lavori in un’azienda in crisi, dove è attivo un <strong data-start="3089" data-end="3136">tavolo di confronto al Ministero del Lavoro</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3139" data-end="3619">Inoltre, anche se maturi tutti i requisiti, <strong data-start="3183" data-end="3217">non riceverai subito l’assegno</strong>. C’è un tempo di attesa: <strong data-start="3243" data-end="3254">12 mesi</strong> per le lavoratrici dipendenti e <strong data-start="3287" data-end="3298">18 mesi</strong> per le autonome. Quindi, se maturi i requisiti a dicembre 2024, inizierai a percepire la pensione <strong data-start="3397" data-end="3416">da gennaio 2026</strong> se sei dipendente, oppure <strong data-start="3443" data-end="3461">da luglio 2026</strong> se sei autonoma. Tutto questo va valutato attentamente, soprattutto perché il calcolo contributivo <strong data-start="3561" data-end="3604">può abbassare di molto la cifra mensile</strong> che riceverai.</p>
<h2 data-start="3621" data-end="3664">Cosa devi valutare prima di fare domanda</h2>
<p data-start="3666" data-end="4113">La <strong data-start="3669" data-end="3713">tentazione di smettere di lavorare prima</strong> è forte, soprattutto dopo una vita di sacrifici. Ma prima di decidere, devi valutare <strong data-start="3799" data-end="3820">bene ogni aspetto</strong>. La cosa più importante è capire <strong data-start="3854" data-end="3886">quanto prenderai di pensione</strong>. Il sistema contributivo penalizza chi ha avuto <strong data-start="3935" data-end="3963">interruzioni di carriera</strong>, <strong data-start="3965" data-end="3983">stipendi bassi</strong> o <strong data-start="3986" data-end="4008">lavori discontinui</strong>. Se rientri in questi casi, potresti ritrovarti con un assegno <strong data-start="4072" data-end="4091">molto più basso</strong> di quanto ti aspetti.</p>
<p data-start="4115" data-end="4650">Devi anche tenere conto che <strong data-start="4143" data-end="4199">una volta fatta la scelta, non puoi tornare indietro</strong>. Quindi è importante farsi aiutare da un <strong data-start="4241" data-end="4254">patronato</strong> o da un esperto previdenziale, che può farti un calcolo preciso e spiegarti i <strong data-start="4333" data-end="4351">pro e i contro</strong>. A volte, aspettare uno o due anni in più può voler dire <strong data-start="4409" data-end="4445">avere una pensione più dignitosa</strong>. Ma se invece hai <strong data-start="4464" data-end="4492">tanti anni di contributi</strong>, pochi anni alla pensione e vuoi dedicarti alla famiglia, alla salute o semplicemente goderti la vita… allora può davvero essere la <strong data-start="4625" data-end="4649">scelta giusta per te</strong>.</p>
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		<title>Molti pensionati rinunciano a soldi che gli spettano: controlla la tua pensione</title>
		<link>https://www.jedanews.com/molti-pensionati-rinunciano-a-soldi-che-gli-spettano-controlla-la-tua-pensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 20:46:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno tantissimi pensionati perdono soldi a cui avrebbero diritto. Basta una domanda mai fatta, un errore nel calcolo o un contributo dimenticato. Eppure recuperarli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="390" data-end="601"><em data-start="390" data-end="601">Ogni anno tantissimi pensionati perdono soldi a cui avrebbero diritto. Basta una domanda mai fatta, un errore nel calcolo o un contributo dimenticato. Eppure recuperarli è possibile: ma tocca a te controllare.</em></p>
<p class="" data-start="603" data-end="1285">Molti pensano che la <strong data-start="624" data-end="651">pensione sia automatica</strong> e definitiva, ma non è così. <strong data-start="681" data-end="763">Ogni anno migliaia di italiani rinunciano a soldi che spettano loro di diritto</strong>, solo perché <strong data-start="777" data-end="793">non lo sanno</strong> o <strong data-start="796" data-end="818">nessuno li informa</strong>. A volte si tratta di <strong data-start="841" data-end="860">importi piccoli</strong>, ma altre volte parliamo di <strong data-start="889" data-end="918">centinaia di euro al mese</strong> che non vengono riconosciuti solo per una <strong data-start="961" data-end="1006">dimenticanza o una domanda mai presentata</strong>. In molti casi, si può <strong data-start="1030" data-end="1050">recuperare tutto</strong> anche <strong data-start="1057" data-end="1070">dopo anni</strong>, ma è fondamentale fare <strong data-start="1095" data-end="1124">un controllo approfondito</strong>. E non serve un commercialista: puoi iniziare anche tu, da casa, con pochi semplici passaggi. Controllare la tua pensione oggi potrebbe <strong data-start="1261" data-end="1284">cambiarti il futuro</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="1292" data-end="1343">Gli errori più comuni che ti fanno perdere soldi</h2>
<p class="" data-start="1345" data-end="1947">Molti pensionati non ricevono tutto ciò che spetta loro perché nessuno gli spiega <em data-start="1427" data-end="1452">cosa devono controllare</em>. Gli errori possono nascere <strong data-start="1481" data-end="1516">già prima di andare in pensione</strong>, durante il calcolo dei contributi, oppure <strong data-start="1560" data-end="1568">dopo</strong>, se non richiedi prestazioni aggiuntive. Uno degli sbagli più comuni riguarda i <strong data-start="1649" data-end="1674">contributi figurativi</strong>, cioè quelli legati a <strong data-start="1697" data-end="1782">malattia, maternità, disoccupazione, infortunio o assistenza a familiari disabili</strong>. Se non vengono <strong data-start="1799" data-end="1827">registrati correttamente</strong>, rischi di avere una pensione <strong data-start="1858" data-end="1882">più bassa del dovuto</strong>, o di <strong data-start="1889" data-end="1946">non raggiungere l’età pensionabile nei tempi previsti</strong>.</p>
<p class="" data-start="1949" data-end="2220">Un altro caso critico è la <strong data-start="1976" data-end="2005">pensione di reversibilità</strong>, che può spettare a <strong data-start="2026" data-end="2055">coniuge, figli o genitori</strong> di un pensionato deceduto. Molti <strong data-start="2089" data-end="2124">non sanno di poterla richiedere</strong> o <strong data-start="2127" data-end="2169">non presentano tutta la documentazione</strong>, rischiando di <strong data-start="2185" data-end="2219">ottenere meno di quanto spetta</strong>.</p>
<p class="" data-start="2222" data-end="2436">Infine, ci sono i <strong data-start="2240" data-end="2262">diritti inespressi</strong>, cioè soldi o agevolazioni che l’INPS <strong data-start="2301" data-end="2330">non eroga automaticamente</strong>: devi essere tu a <strong data-start="2349" data-end="2377">fare richiesta esplicita</strong>. Chi non sa di averne diritto, <strong data-start="2409" data-end="2435">semplicemente li perde</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="2443" data-end="2499">I contributi figurativi valgono quanto quelli versati</h2>
<p class="" data-start="2501" data-end="2786">I <strong data-start="2503" data-end="2528">contributi figurativi</strong> sono fondamentali per chi ha avuto <strong data-start="2564" data-end="2588">periodi senza lavoro</strong> ma per cause riconosciute dallo Stato. Sono contributi <strong data-start="2644" data-end="2692">accreditati senza che tu debba versare nulla</strong>, e <strong data-start="2696" data-end="2727">valgono a tutti gli effetti</strong> per la pensione. Ne hai diritto se, ad esempio, hai avuto:</p>
<ul data-start="2788" data-end="2989">
<li class="" data-start="2788" data-end="2836">
<p class="" data-start="2790" data-end="2836"><strong data-start="2790" data-end="2809">Malattie lunghe</strong> o <strong data-start="2812" data-end="2836">infortuni sul lavoro</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="2837" data-end="2872">
<p class="" data-start="2839" data-end="2872"><strong data-start="2839" data-end="2872">Maternità o congedi parentali</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="2873" data-end="2913">
<p class="" data-start="2875" data-end="2913"><strong data-start="2875" data-end="2913">Disoccupazione con indennità NASpI</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="2914" data-end="2956">
<p class="" data-start="2916" data-end="2956"><strong data-start="2916" data-end="2956">Assistenza a familiari con Legge 104</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="2957" data-end="2989">
<p class="" data-start="2959" data-end="2989"><strong data-start="2959" data-end="2989">Servizio militare o civile</strong></p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2991" data-end="3255">Molti <strong data-start="2997" data-end="3056">non sanno che questi periodi possono essere conteggiati</strong>, e l’INPS <strong data-start="3067" data-end="3094">non lo fa in automatico</strong>. Devi <strong data-start="3101" data-end="3150">verificare il tuo estratto conto contributivo</strong>, e se mancano dei periodi, puoi <strong data-start="3183" data-end="3228">fare domanda di riconoscimento figurativo</strong>. Se non lo fai, rischi di:</p>
<ul data-start="3257" data-end="3375">
<li class="" data-start="3257" data-end="3296">
<p class="" data-start="3259" data-end="3296"><strong data-start="3259" data-end="3296">Ritardare l’accesso alla pensione</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3297" data-end="3339">
<p class="" data-start="3299" data-end="3339"><strong data-start="3299" data-end="3339">Perdere interi anni di contribuzione</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3340" data-end="3375">
<p class="" data-start="3342" data-end="3375"><strong data-start="3342" data-end="3375">Ricevere un assegno più basso</strong></p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3377" data-end="3529">Puoi chiedere aiuto a un <strong data-start="3402" data-end="3415">patronato</strong>, che controlla gratuitamente se tutto è registrato. Questo passaggio può <strong data-start="3489" data-end="3528">cambiare la tua pensione per sempre</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="3536" data-end="3591">La pensione di reversibilità va chiesta e verificata</h2>
<p class="" data-start="3593" data-end="3744">Molte famiglie <strong data-start="3608" data-end="3621">non sanno</strong> che in caso di decesso di un coniuge o familiare pensionato, si può richiedere la <strong data-start="3704" data-end="3733">pensione di reversibilità</strong>. Spetta a:</p>
<ul data-start="3746" data-end="3890">
<li class="" data-start="3746" data-end="3801">
<p class="" data-start="3748" data-end="3801"><strong data-start="3748" data-end="3801">Coniuge (anche separato o divorziato con assegno)</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3802" data-end="3834">
<p class="" data-start="3804" data-end="3834"><strong data-start="3804" data-end="3834">Figli minorenni o studenti</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3835" data-end="3890">
<p class="" data-start="3837" data-end="3890"><strong data-start="3837" data-end="3858">Genitori a carico</strong>, se non ci sono figli o coniuge</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3892" data-end="4215">L’importo <strong data-start="3902" data-end="3941">varia in base ai familiari presenti</strong> e al reddito. Molti <strong data-start="3962" data-end="3990">ricevono meno del dovuto</strong> perché <strong data-start="3998" data-end="4029">non segnalano correttamente</strong> tutti i dati. Altri <strong data-start="4050" data-end="4063">non sanno</strong> che anche chi ha <strong data-start="4081" data-end="4103">convissuto a lungo</strong>, ma non era sposato, in alcuni casi può ottenere una <strong data-start="4157" data-end="4183">quota di reversibilità</strong> se riconosciuto giuridicamente.</p>
<p class="" data-start="4217" data-end="4428">È importante anche sapere che chi riceve la reversibilità <strong data-start="4275" data-end="4304">può ottenere integrazioni</strong> (come l’aumento per bassi redditi o le maggiorazioni sociali). Ma l’INPS <strong data-start="4378" data-end="4404">non le concede da sola</strong>: devi <strong data-start="4411" data-end="4427">chiederle tu</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="4435" data-end="4486">I diritti inespressi fanno davvero la differenza</h2>
<p class="" data-start="4488" data-end="4735">I <strong data-start="4490" data-end="4512">diritti inespressi</strong> sono tutte le prestazioni <strong data-start="4539" data-end="4579">che l’INPS non eroga automaticamente</strong> ma che ti spettano solo se <strong data-start="4607" data-end="4632">fai domanda esplicita</strong>. È uno dei motivi principali per cui <strong data-start="4670" data-end="4714">molti pensionati perdono soldi ogni mese</strong>. Ecco alcuni esempi:</p>
<ul data-start="4737" data-end="4909">
<li class="" data-start="4737" data-end="4785">
<p class="" data-start="4739" data-end="4785"><strong data-start="4739" data-end="4785">Assegno al nucleo familiare per pensionati</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="4786" data-end="4814">
<p class="" data-start="4788" data-end="4814"><strong data-start="4788" data-end="4814">Integrazione al minimo</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="4815" data-end="4854">
<p class="" data-start="4817" data-end="4854"><strong data-start="4817" data-end="4854">Maggiorazioni sociali per over 60</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="4855" data-end="4909">
<p class="" data-start="4857" data-end="4909"><strong data-start="4857" data-end="4909">Agevolazioni per invalidità o familiari a carico</strong></p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="4911" data-end="5215">Se non richiedi questi diritti, <strong data-start="4943" data-end="4960">non li ricevi</strong>, anche se hai tutti i requisiti. L’INPS non ti avvisa e <strong data-start="5017" data-end="5047">non li include nei calcoli</strong>, a meno che <strong data-start="5060" data-end="5094">non presenti la domanda giusta</strong>. In alcuni casi si può <strong data-start="5118" data-end="5159">recuperare fino a 5 anni di arretrati</strong>, ma se non ti muovi per tempo, <strong data-start="5191" data-end="5214">i soldi vanno persi</strong>.</p>
<p class="" data-start="5217" data-end="5470">Per questo motivo, è fondamentale fare <strong data-start="5256" data-end="5300">un controllo completo della tua pensione</strong> almeno una volta l’anno, anche con l’aiuto di un patronato. A volte <strong data-start="5369" data-end="5397">basta una semplice firma</strong> per ottenere <strong data-start="5411" data-end="5445">un aumento di 100 euro al mese</strong> che ti spettava da anni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quanti anni devi lavorare per avere almeno 1.000 euro di pensione al mese</title>
		<link>https://www.jedanews.com/quanti-anni-devi-lavorare-per-avere-almeno-1-000-euro-di-pensione-al-mese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 17:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se vuoi sapere quanti anni devi lavorare per avere almeno 1.000 euro di pensione al mese, ci sono cose importanti che devi conoscere. Non basta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="77" data-end="311"><em data-start="77" data-end="311">Se vuoi sapere quanti anni devi lavorare per avere almeno 1.000 euro di pensione al mese, ci sono cose importanti che devi conoscere. Non basta solo lavorare tanto: contano anche quanto versi ogni anno e il tipo di lavoro che fai.</em></p>
<p class="" data-start="313" data-end="1050">Per <strong data-start="317" data-end="374">raggiungere una pensione mensile di almeno 1.000 euro</strong>, non serve solo restare <strong data-start="399" data-end="424">tanti anni sul lavoro</strong>. Conta soprattutto <strong data-start="444" data-end="471">quanti contributi versi</strong> ogni anno e <strong data-start="484" data-end="503">quanto guadagni</strong>. In Italia, la pensione si calcola con un sistema che tiene conto di tutto questo. Più contributi versi e più alto è il tuo stipendio, <strong data-start="639" data-end="672">più alta sarà la tua pensione</strong>. Ma se lavori con stipendi bassi o a intermittenza, anche dopo <strong data-start="736" data-end="762">30 o 40 anni di lavoro</strong>, potresti ritrovarti con <strong data-start="788" data-end="816">una pensione molto bassa</strong>. Per arrivare a una pensione dignitosa, oggi serve avere <strong data-start="874" data-end="906">almeno 35 anni di contributi</strong> e uno stipendio regolare. Vediamo insieme i dettagli per capire <strong data-start="971" data-end="993">cosa serve davvero</strong> per avere <strong data-start="1004" data-end="1049">una pensione di almeno 1.000 euro al mese</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="1052" data-end="1119">Quanti anni servono davvero per avere una pensione da 1.000 euro</h2>
<p class="" data-start="1121" data-end="2114">Per ottenere <strong data-start="1134" data-end="1179">una pensione di almeno 1.000 euro al mese</strong>, servono <strong data-start="1189" data-end="1216">anni di lavoro regolare</strong> e <strong data-start="1219" data-end="1240">stipendi adeguati</strong>. Il sistema pensionistico italiano funziona in base ai <strong data-start="1296" data-end="1318">contributi versati</strong> durante la vita lavorativa. Se lavori nel <strong data-start="1361" data-end="1380">settore privato</strong> e versi contributi regolarmente, devi sapere che in media <strong data-start="1439" data-end="1465">servono almeno 35 anni</strong> di contributi pieni con uno <strong data-start="1494" data-end="1548">stipendio lordo di almeno 1.600-1.800 euro al mese</strong>.</p>
<p>Se il tuo stipendio è più basso, <strong data-start="1583" data-end="1607">i tempi si allungano</strong>: potresti aver bisogno anche di <strong data-start="1640" data-end="1667">oltre 40 anni di lavoro</strong>. Chi ha <strong data-start="1676" data-end="1697">contratti precari</strong> o <strong data-start="1700" data-end="1720">lavora part-time</strong>, dovrà probabilmente lavorare <strong data-start="1751" data-end="1766">più a lungo</strong> o integrare la pensione con <strong data-start="1795" data-end="1814">altri strumenti</strong> come la pensione integrativa. Non basta quindi il numero di anni: <strong data-start="1881" data-end="1926">serve continuità e qualità nei versamenti</strong>. Ecco perché è importante controllare spesso la tua posizione contributiva all’INPS e, se necessario, pensare a una soluzione alternativa per non ritrovarti con una pensione troppo bassa.</p>
<h2 class="" data-start="2116" data-end="2185">Quanto devi guadagnare e versare per arrivare a 1.000 euro al mese</h2>
<p class="" data-start="2187" data-end="2627">Oltre agli anni, conta moltissimo anche <strong data-start="2227" data-end="2253">quanto versi ogni anno</strong>. In Italia, per ogni anno di lavoro, versi circa il <strong data-start="2306" data-end="2337">33% del tuo stipendio lordo</strong> sotto forma di contributi (di cui una parte pagata dal datore di lavoro). Per avere <strong data-start="2422" data-end="2450">1.000 euro netti al mese</strong>, che sono circa <strong data-start="2467" data-end="2487">1.300 euro lordi</strong>, devi aver versato <strong data-start="2507" data-end="2542">un montante contributivo totale</strong> di almeno <strong data-start="2553" data-end="2569">300.000 euro</strong> nel corso della tua vita lavorativa. Ecco cosa significa:</p>
<ul data-start="2629" data-end="3009">
<li class="" data-start="2629" data-end="2764">
<p class="" data-start="2631" data-end="2764">Se guadagni <strong data-start="2643" data-end="2671">1.600 euro lordi al mese</strong>, versi circa <strong data-start="2685" data-end="2722">6.300 euro di contributi all’anno</strong> → ti servono circa <strong data-start="2742" data-end="2763">47 anni di lavoro</strong>.</p>
</li>
<li class="" data-start="2765" data-end="2886">
<p class="" data-start="2767" data-end="2886">Se guadagni <strong data-start="2779" data-end="2807">2.000 euro lordi al mese</strong>, versi circa <strong data-start="2821" data-end="2844">8.250 euro all’anno</strong> → ti bastano circa <strong data-start="2864" data-end="2885">36 anni di lavoro</strong>.</p>
</li>
<li class="" data-start="2887" data-end="3009">
<p class="" data-start="2889" data-end="3009">Se guadagni <strong data-start="2901" data-end="2929">2.500 euro lordi al mese</strong>, versi circa <strong data-start="2943" data-end="2967">10.300 euro all’anno</strong> → ti bastano circa <strong data-start="2987" data-end="3008">29 anni di lavoro</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3011" data-end="3268">Naturalmente questi numeri sono approssimativi e possono variare in base all’età in cui vai in pensione e all’<strong data-start="3121" data-end="3163">indice di rivalutazione dei contributi</strong>. Ma ti fanno capire <strong data-start="3184" data-end="3224">quanto è importante il tuo stipendio</strong> per raggiungere <strong data-start="3241" data-end="3267">una pensione dignitosa</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="3270" data-end="3336">Cosa puoi fare se hai stipendi bassi o pochi anni di contributi</h2>
<p class="" data-start="3338" data-end="4297">Se hai avuto <strong data-start="3351" data-end="3379">anni di lavoro saltuario</strong>, <strong data-start="3381" data-end="3399">stipendi bassi</strong> o <strong data-start="3402" data-end="3424">buchi contributivi</strong>, non devi per forza rassegnarti a una pensione molto bassa. Puoi adottare <strong data-start="3499" data-end="3528">alcune soluzioni concrete</strong> per migliorare la tua situazione futura. Una delle strade più utili è <strong data-start="3599" data-end="3636">iniziare una pensione integrativa</strong>, cioè un fondo pensione in cui versi qualcosa ogni mese, anche solo <strong data-start="3705" data-end="3722">50 o 100 euro</strong>, per costruire un’entrata extra da sommare alla pensione pubblica.</p>
<p>Inoltre, puoi valutare la possibilità di <strong data-start="3831" data-end="3864">riscattare gli anni di studio</strong> universitario, se non l’hai già fatto, o <strong data-start="3906" data-end="3937">pagare contributi volontari</strong> per coprire i buchi. Anche <strong data-start="3965" data-end="3994">evitare il lavoro in nero</strong> è fondamentale: ogni mese non dichiarato è <strong data-start="4038" data-end="4055">un mese perso</strong> ai fini pensionistici. Infine, puoi <strong data-start="4092" data-end="4124">verificare i tuoi contributi</strong> già versati accedendo con SPID sul sito dell’INPS, così da avere un’idea chiara e decidere il da farsi. Se agisci per tempo, puoi ancora <strong data-start="4262" data-end="4296">salvare la tua pensione futura</strong>.</p>
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			</item>
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		<title>Pensione anticipata a 61 anni per chi svolge lavori usuranti: come funziona l’uscita agevolata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 16:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se svolgi un lavoro usurante, puoi smettere di lavorare prima dei 67 anni. Ecco come funziona l’uscita anticipata a 61 anni nel 2025. Smettere di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="476" data-end="611"><em data-start="476" data-end="611">Se svolgi un lavoro usurante, puoi smettere di lavorare prima dei 67 anni. Ecco come funziona l’uscita anticipata a 61 anni nel 2025.</em></p>
<p class="" data-start="613" data-end="1126">Smettere di lavorare prima dei 67 anni è possibile, soprattutto se fai un mestiere considerato <strong data-start="708" data-end="731">faticoso o usurante</strong>. Nel 2025, esistono regole chiare che permettono a chi svolge lavori gravosi di <strong data-start="812" data-end="859">andare in pensione anticipata già a 61 anni</strong>, senza dover aspettare la pensione di vecchiaia. Purtroppo, in pochi sanno davvero come funziona questo diritto e come ottenerlo. In questa guida semplice e chiara ti spiego <strong data-start="1034" data-end="1125">chi può beneficiarne, quali sono i requisiti e cosa devi fare per presentare la domanda</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="1128" data-end="1202">Chi può accedere alla pensione anticipata a 61 anni per lavori usuranti</h2>
<p class="" data-start="1204" data-end="1389">Il governo italiano riconosce che alcuni lavori sono <strong data-start="1257" data-end="1282">più faticosi di altri</strong> e quindi <strong data-start="1292" data-end="1325">meritano un’uscita anticipata</strong>. Nel 2025, puoi richiedere la pensione anticipata a 61 anni se:</p>
<ul data-start="1391" data-end="1759">
<li class="" data-start="1391" data-end="1507">
<p class="" data-start="1393" data-end="1507">Hai svolto <strong data-start="1404" data-end="1435">mansioni usuranti o gravose</strong> per almeno <strong data-start="1447" data-end="1473">7 anni negli ultimi 10</strong> oppure <strong data-start="1481" data-end="1506">6 anni negli ultimi 7</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1508" data-end="1555">
<p class="" data-start="1510" data-end="1555">Hai <strong data-start="1514" data-end="1554">almeno 35 anni di contributi versati</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1556" data-end="1668">
<p class="" data-start="1558" data-end="1668">Un’età minima di <strong data-start="1579" data-end="1590">61 anni</strong>, che può salire a <strong data-start="1609" data-end="1629">61 anni e 7 mesi</strong> a seconda del tipo di attività svolta;</p>
</li>
<li class="" data-start="1669" data-end="1759">
<p class="" data-start="1671" data-end="1759">Il tuo rapporto di lavoro deve essere stato <strong data-start="1715" data-end="1731">continuativo</strong> in quelle mansioni gravose.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="1761" data-end="1803">Tra i lavori considerati usuranti ci sono:</p>
<ul data-start="1805" data-end="2024">
<li class="" data-start="1805" data-end="1821">
<p class="" data-start="1807" data-end="1821">Operai edili</p>
</li>
<li class="" data-start="1822" data-end="1863">
<p class="" data-start="1824" data-end="1863">Conducenti di mezzi pesanti o autobus</p>
</li>
<li class="" data-start="1864" data-end="1887">
<p class="" data-start="1866" data-end="1887">Infermieri turnisti</p>
</li>
<li class="" data-start="1888" data-end="1907">
<p class="" data-start="1890" data-end="1907">Maestre d’asilo</p>
</li>
<li class="" data-start="1908" data-end="1945">
<p class="" data-start="1910" data-end="1945">Lavoratori di catena di montaggio</p>
</li>
<li class="" data-start="1946" data-end="1970">
<p class="" data-start="1948" data-end="1970">Addetti alla pulizia</p>
</li>
<li class="" data-start="1971" data-end="1992">
<p class="" data-start="1973" data-end="1992">Portatori di pesi</p>
</li>
<li class="" data-start="1993" data-end="2024">
<p class="" data-start="1995" data-end="2024">Addetti alla raccolta rifiuti</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2026" data-end="2147">Tutti questi mestieri, a causa dello sforzo fisico e dello stress, <strong data-start="2093" data-end="2146">hanno diritto a uscire prima dal mondo del lavoro</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="2149" data-end="2217">Requisiti specifici e differenze con le altre pensioni anticipate</h2>
<p class="" data-start="2219" data-end="2327">La pensione anticipata per lavori usuranti <strong data-start="2262" data-end="2282">non è automatica</strong>. Devi rispettare alcuni requisiti specifici:</p>
<ul data-start="2329" data-end="2787">
<li class="" data-start="2329" data-end="2460">
<p class="" data-start="2331" data-end="2460">Devi aver <strong data-start="2341" data-end="2368">lavorato effettivamente</strong> in attività gravose (non basta essere assunto come tale, serve anche la prova documentale).</p>
</li>
<li class="" data-start="2461" data-end="2621">
<p class="" data-start="2463" data-end="2621">Aver maturato <strong data-start="2482" data-end="2524">almeno 35 anni di contributi effettivi</strong>, senza conteggiare eventuali periodi figurativi diversi da quelli per malattia o disoccupazione.</p>
</li>
<li class="" data-start="2622" data-end="2787">
<p class="" data-start="2624" data-end="2787">Devi aver raggiunto la <strong data-start="2647" data-end="2666">finestra mobile</strong> di 12 mesi: una volta maturati i requisiti, devi <strong data-start="2716" data-end="2737">attendere un anno</strong> prima di ricevere il primo assegno pensionistico.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2789" data-end="3050">Rispetto ad altre forme di pensione anticipata, <strong data-start="2837" data-end="2869">l&#8217;uscita per lavori usuranti</strong> è più vantaggiosa perché <strong data-start="2895" data-end="2955">non ti richiede di avere 42 anni e 10 mesi di contributi</strong> (come nella pensione anticipata ordinaria), né ti vincola a quote rigide come nella Quota 103.</p>
<p class="" data-start="3052" data-end="3250">Tieni presente che per alcuni lavori particolarmente gravosi, come i turnisti notturni o gli addetti alla movimentazione manuale dei carichi pesanti, <strong data-start="3202" data-end="3249">l&#8217;età di uscita può essere ancora più bassa</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="3252" data-end="3298">Come fare domanda e quali documenti servono</h2>
<p class="" data-start="3300" data-end="3531">Se pensi di avere diritto alla pensione anticipata per lavoro usurante, devi sapere che <strong data-start="3388" data-end="3436">non basta andare all&#8217;INPS all’ultimo momento</strong>. Serve presentare domanda con anticipo e allegare diversi documenti. Ecco come devi procedere:</p>
<ol data-start="3533" data-end="4032">
<li class="" data-start="3533" data-end="3674">
<p class="" data-start="3536" data-end="3674"><strong data-start="3536" data-end="3589">Richiedi il riconoscimento della mansione gravosa</strong>: serve una certificazione del tuo datore di lavoro o una documentazione dettagliata.</p>
</li>
<li class="" data-start="3675" data-end="3775">
<p class="" data-start="3678" data-end="3775"><strong data-start="3678" data-end="3713">Presenta la domanda di pensione</strong>: puoi farlo online sul sito INPS oppure tramite un patronato.</p>
</li>
<li class="" data-start="3776" data-end="3907">
<p class="" data-start="3779" data-end="3907"><strong data-start="3779" data-end="3813">Allega tutta la documentazione</strong>: contratto di lavoro, estratti contributivi, certificati che dimostrano la mansione usurante.</p>
</li>
<li class="" data-start="3908" data-end="4032">
<p class="" data-start="3911" data-end="4032"><strong data-start="3911" data-end="3941">Aspetta la finestra mobile</strong>: una volta accettata la domanda, passerà circa un anno prima di ricevere il primo assegno.</p>
</li>
</ol>
<p class="" data-start="4034" data-end="4170">Un consiglio utile: <strong data-start="4054" data-end="4119">inizia la pratica almeno 12-18 mesi prima di compiere 61 anni</strong>, così puoi evitare ritardi o problemi burocratici.</p>
<p class="" data-start="4172" data-end="4355">Molti rinunciano o rinviano solo perché <strong data-start="4212" data-end="4247">non conoscono bene la procedura</strong>, ma con la giusta informazione <strong data-start="4279" data-end="4354">puoi davvero lasciare il lavoro prima e vivere la pensione senza stress</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-anticipata-a-61-anni-per-chi-svolge-lavori-usuranti-come-funziona-luscita-agevolata/">Pensione anticipata a 61 anni per chi svolge lavori usuranti: come funziona l’uscita agevolata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pensione: come cambiano i calcoli per chi esce a 67 anni</title>
		<link>https://www.jedanews.com/pensione-come-cambiano-i-calcoli-per-chi-esce-a-67-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 17:32:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se stai per andare in pensione a 67 anni, devi sapere che dal 2025 sono cambiate alcune regole importanti. I nuovi parametri possono modificare l&#8217;importo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-come-cambiano-i-calcoli-per-chi-esce-a-67-anni/">Pensione: come cambiano i calcoli per chi esce a 67 anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="195" data-end="469"><em data-start="195" data-end="469">Se stai per andare in pensione a 67 anni, devi sapere che dal 2025 sono cambiate alcune regole importanti. I nuovi parametri possono modificare l&#8217;importo del tuo assegno. Vediamo insieme in modo semplice e chiaro tutto quello che devi sapere per non avere brutte sorprese.</em></p>
<p class="" data-start="471" data-end="1256">Dal <strong data-start="475" data-end="483">2025</strong> sono entrate in vigore <strong data-start="507" data-end="517">novità</strong> importanti per il calcolo della <strong data-start="550" data-end="562">pensione</strong> di chi lascia il lavoro a <strong data-start="589" data-end="600">67 anni</strong>. Non è una vera <strong data-start="617" data-end="628">riforma</strong> delle pensioni, ma un <strong data-start="651" data-end="668">aggiornamento</strong> che cambia <strong data-start="680" data-end="700">alcuni parametri</strong> fondamentali. Il sistema <strong data-start="726" data-end="742">contributivo</strong>, che si basa sui contributi <strong data-start="771" data-end="797">effettivamente versati</strong> durante tutta la carriera, diventa sempre più importante. Con il passare degli anni, il contributivo sta <strong data-start="903" data-end="918">sostituendo</strong> il vecchio sistema <strong data-start="938" data-end="953">retributivo</strong>, molto più vantaggioso per chi aveva uno stipendio alto negli ultimi anni di lavoro. Conoscere le <strong data-start="1052" data-end="1068">nuove regole</strong> è fondamentale, specialmente per chi rientra nella pensione di <strong data-start="1132" data-end="1145">vecchiaia</strong> o in opzioni come <strong data-start="1164" data-end="1177">Quota 103</strong> o <strong data-start="1180" data-end="1197">Opzione Donna</strong>, che prevedono il ricalcolo <strong data-start="1226" data-end="1242">contributivo</strong> dell&#8217;assegno.</p>
<h2 class="" data-start="1258" data-end="1326">Come funziona oggi il sistema contributivo e cosa cambia nel 2025</h2>
<p class="" data-start="1328" data-end="1754">Il sistema <strong data-start="1339" data-end="1355">contributivo</strong> si basa su un principio semplice: ogni euro di <strong data-start="1403" data-end="1425">contributi versati</strong> viene <strong data-start="1432" data-end="1446">accumulato</strong> nel cosiddetto <strong data-start="1462" data-end="1487">montante contributivo</strong>. Questo montante viene <strong data-start="1511" data-end="1525">rivalutato</strong> ogni anno in base a un apposito <strong data-start="1558" data-end="1574">coefficiente</strong>. Al momento del pensionamento, il montante rivalutato viene <strong data-start="1635" data-end="1650">trasformato</strong> in pensione usando un <strong data-start="1673" data-end="1707">coefficiente di trasformazione</strong> che dipende dall&#8217;età in cui vai in pensione.</p>
<p class="" data-start="1756" data-end="2306">Dal <strong data-start="1760" data-end="1768">2025</strong> il coefficiente di <strong data-start="1788" data-end="1805">rivalutazione</strong> sale al <strong data-start="1814" data-end="1822">3,6%</strong>, mentre quello di <strong data-start="1841" data-end="1859">trasformazione</strong> per chi si pensiona a <strong data-start="1882" data-end="1893">67 anni</strong> scende dal <strong data-start="1905" data-end="1915">5,723%</strong> al <strong data-start="1919" data-end="1929">5,608%</strong>. Questo cambiamento è dovuto all&#8217;aumento della <strong data-start="1977" data-end="1997">speranza di vita</strong> registrato dall&#8217;<strong data-start="2014" data-end="2023">Istat</strong>. In pratica, anche se i tuoi contributi saranno rivalutati un po&#8217; di più, la rendita annua che ne deriverà sarà leggermente più <strong data-start="2152" data-end="2161">bassa</strong> rispetto agli anni precedenti. Perciò è sempre più importante capire <strong data-start="2231" data-end="2239">bene</strong> come questi numeri possono influenzare la tua <strong data-start="2286" data-end="2305">pensione futura</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="2308" data-end="2361">Quanto prendi di pensione in base ai nuovi calcoli</h2>
<p class="" data-start="2363" data-end="2621">Ora vediamo in pratica <strong data-start="2386" data-end="2396">quanto</strong> può essere la tua <strong data-start="2415" data-end="2427">pensione</strong> in base ai nuovi <strong data-start="2445" data-end="2457">conteggi</strong> introdotti nel <strong data-start="2473" data-end="2481">2025</strong>. Il montante contributivo viene prima <strong data-start="2520" data-end="2534">rivalutato</strong> del <strong data-start="2539" data-end="2547">3,6%</strong>, poi si applica il <strong data-start="2567" data-end="2583">coefficiente</strong> di <strong data-start="2587" data-end="2605">trasformazione</strong> del <strong data-start="2610" data-end="2620">5,608%</strong>.</p>
<p class="" data-start="2623" data-end="2672">Per aiutarti a capire meglio, ecco alcuni esempi:</p>
<ul data-start="2674" data-end="3153">
<li class="" data-start="2674" data-end="2861">
<p class="" data-start="2676" data-end="2861">Se hai un <strong data-start="2686" data-end="2711">montante contributivo</strong> di <strong data-start="2715" data-end="2731">100.000 euro</strong>, dopo la rivalutazione diventa <strong data-start="2763" data-end="2779">103.600 euro</strong>. La tua pensione annua sarà di circa <strong data-start="2817" data-end="2831">5.811 euro</strong>, pari a <strong data-start="2840" data-end="2860">447 euro al mese</strong>.</p>
</li>
<li class="" data-start="2862" data-end="3012">
<p class="" data-start="2864" data-end="3012">Con un <strong data-start="2871" data-end="2883">montante</strong> di <strong data-start="2887" data-end="2903">200.000 euro</strong>, avrai <strong data-start="2911" data-end="2927">207.200 euro</strong> rivalutati e una pensione annua di circa <strong data-start="2969" data-end="2984">11.623 euro</strong>, cioè <strong data-start="2991" data-end="3011">894 euro al mese</strong>.</p>
</li>
<li class="" data-start="3013" data-end="3153">
<p class="" data-start="3015" data-end="3153">Se invece hai <strong data-start="3029" data-end="3045">400.000 euro</strong> di montante, salirai a <strong data-start="3069" data-end="3085">414.400 euro</strong> e prenderai <strong data-start="3098" data-end="3113">23.246 euro</strong> all’anno, circa <strong data-start="3130" data-end="3152">1.788 euro al mese</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3155" data-end="3427">Ricorda però che ai valori del montante <strong data-start="3195" data-end="3213">vanno aggiunti</strong> anche i contributi degli ultimi <strong data-start="3246" data-end="3258">due anni</strong> di lavoro, anche se questi <strong data-start="3286" data-end="3293">non</strong> saranno <strong data-start="3302" data-end="3316">rivalutati</strong>. È quindi molto utile versare contributi anche negli ultimi periodi per migliorare la tua <strong data-start="3407" data-end="3426">pensione finale</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="3429" data-end="3492">Perché conviene conoscere bene il nuovo sistema contributivo</h2>
<p class="" data-start="3494" data-end="3813">Conoscere <strong data-start="3504" data-end="3512">bene</strong> come funziona il <strong data-start="3530" data-end="3560">nuovo sistema contributivo</strong> è fondamentale per <strong data-start="3580" data-end="3595">pianificare</strong> meglio la tua <strong data-start="3610" data-end="3620">uscita</strong> dal mondo del lavoro. Il passaggio da un sistema <strong data-start="3670" data-end="3685">retributivo</strong> a uno <strong data-start="3692" data-end="3713">contributivo puro</strong> significa che il tuo assegno dipenderà <strong data-start="3753" data-end="3768">quasi tutto</strong> dai contributi effettivamente <strong data-start="3799" data-end="3810">versati</strong>.</p>
<p class="" data-start="3815" data-end="4093">Chi ha avuto una carriera <strong data-start="3841" data-end="3853">continua</strong> e con <strong data-start="3860" data-end="3872">stipendi</strong> buoni sarà avvantaggiato. Chi invece ha avuto periodi di <strong data-start="3930" data-end="3948">disoccupazione</strong>, part-time, o lavori con <strong data-start="3974" data-end="3992">stipendi bassi</strong>, rischia di avere una <strong data-start="4015" data-end="4043">pensione molto più bassa</strong> rispetto all’ultima <strong data-start="4064" data-end="4080">retribuzione</strong> percepita.</p>
<p class="" data-start="4095" data-end="4492">Inoltre, bisogna tenere conto che, andando avanti, anche le opzioni di pensionamento <strong data-start="4180" data-end="4194">anticipato</strong> (come <strong data-start="4201" data-end="4214">Quota 103</strong> o il computo nella <strong data-start="4234" data-end="4255">Gestione Separata</strong>) saranno sempre più legate a un <strong data-start="4288" data-end="4314">ricalcolo contributivo</strong> integrale. Sapere come si calcola la pensione e come migliorare il montante può fare davvero la <strong data-start="4411" data-end="4425">differenza</strong> tra una pensione <strong data-start="4443" data-end="4456">dignitosa</strong> e una <strong data-start="4463" data-end="4491">decisamente penalizzante</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Uscire dal lavoro prima della pensione ufficiale: cosa puoi chiedere subito</title>
		<link>https://www.jedanews.com/uscire-dal-lavoro-prima-della-pensione-ufficiale-cosa-puoi-chiedere-subito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 16:47:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se non ce la fai più ad aspettare la pensione di vecchiaia, ci sono alcune opzioni che ti permettono di lasciare il lavoro prima. Non&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="197" data-end="392"><em data-start="197" data-end="392">Se non ce la fai più ad aspettare la pensione di vecchiaia, ci sono alcune opzioni che ti permettono di lasciare il lavoro prima. Non tutti le conoscono, ma esistono e puoi fare domanda subito.</em></p>
<p class="" data-start="394" data-end="990">Hai raggiunto un’età in cui <strong data-start="422" data-end="450">lavorare inizia a pesare</strong>, ma <strong data-start="455" data-end="508">la pensione di vecchiaia ti sembra ancora lontana</strong>? Non sei l’unico. Molte persone, soprattutto dopo i 60 anni, cercano <strong data-start="578" data-end="609">una via d’uscita anticipata</strong>, ma non sanno che <strong data-start="628" data-end="667">alcune misure lo permettono davvero</strong>, anche se non hai ancora 67 anni o tutti i contributi richiesti. Oggi esistono strumenti che ti consentono di <strong data-start="778" data-end="805">uscire dal lavoro prima</strong> e ricevere un assegno temporaneo o definitivo, <strong data-start="853" data-end="894">senza aspettare l’ultimo giorno utile</strong>. Ti spiego quali sono, a chi spettano, e <em data-start="936" data-end="962">come fare domanda subito</em>, in modo chiaro e semplice.</p>
<h2 class="" data-start="992" data-end="1059">L’alternativa alla pensione di vecchiaia che molti non conoscono</h2>
<p class="" data-start="1061" data-end="1385">In Italia la pensione di vecchiaia si raggiunge a <strong data-start="1111" data-end="1122">67 anni</strong> con <strong data-start="1127" data-end="1159">almeno 20 anni di contributi</strong>, ma ci sono <strong data-start="1172" data-end="1236">alternative per chi ha bisogno o desiderio di smettere prima</strong>. Una delle più importanti è l’<strong data-start="1267" data-end="1282">APE Sociale</strong>, una misura pensata proprio per <strong data-start="1315" data-end="1348">uscire dal lavoro in anticipo</strong>, in attesa della pensione ufficiale.</p>
<p class="" data-start="1387" data-end="1658">Con l’APE Sociale puoi ricevere <strong data-start="1419" data-end="1465">un assegno mensile fino a 1.500 euro lordi</strong>, <strong data-start="1467" data-end="1521">fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia</strong>. Non è una pensione vera e propria, ma un <strong data-start="1564" data-end="1586">sostegno economico</strong> per chi ha già <strong data-start="1602" data-end="1620">almeno 63 anni</strong> e rientra in una di queste categorie:</p>
<ul data-start="1660" data-end="1840">
<li class="" data-start="1660" data-end="1695">
<p class="" data-start="1662" data-end="1695"><strong data-start="1662" data-end="1677">Disoccupati</strong> da almeno 3 mesi;</p>
</li>
<li class="" data-start="1696" data-end="1739">
<p class="" data-start="1698" data-end="1739"><strong data-start="1698" data-end="1721">Caregiver familiari</strong> da almeno 6 mesi;</p>
</li>
<li class="" data-start="1740" data-end="1796">
<p class="" data-start="1742" data-end="1796"><strong data-start="1742" data-end="1795">Lavoratori con invalidità pari o superiore al 74%</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1797" data-end="1840">
<p class="" data-start="1799" data-end="1840">Chi svolge <strong data-start="1810" data-end="1839">lavori gravosi o usuranti</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="1842" data-end="1932">In tutti i casi, devi avere <strong data-start="1870" data-end="1907">almeno 30 o 36 anni di contributi</strong>, in base al tuo profilo.</p>
<p class="" data-start="1934" data-end="2135">Un esempio:<br data-start="1945" data-end="1948" />Marco ha 63 anni, 35 anni di contributi e assiste da 8 mesi sua madre disabile. Ha fatto domanda per l’APE Sociale e ora riceve un assegno mensile mentre attende la pensione di vecchiaia.</p>
<h2 class="" data-start="2137" data-end="2186">Le altre misure per smettere di lavorare prima</h2>
<p class="" data-start="2188" data-end="2332">Oltre all’APE Sociale, ci sono altre opzioni che possono permetterti di <strong data-start="2260" data-end="2311">lasciare il lavoro con qualche anno di anticipo</strong>. Ecco le principali:</p>
<ul data-start="2334" data-end="2982">
<li class="" data-start="2334" data-end="2488">
<p class="" data-start="2336" data-end="2488"><strong data-start="2336" data-end="2349">Quota 103</strong>: puoi andare in pensione a 62 anni con 41 anni di contributi. Non è per tutti, ma se hai iniziato presto a lavorare è una strada concreta.</p>
</li>
<li class="" data-start="2489" data-end="2637">
<p class="" data-start="2491" data-end="2637"><strong data-start="2491" data-end="2508">Opzione Donna</strong>: per le donne con almeno 35 anni di contributi e 59 anni di età, in situazioni particolari (invalidità, caregiver, disoccupate).</p>
</li>
<li class="" data-start="2638" data-end="2799">
<p class="" data-start="2640" data-end="2799"><strong data-start="2640" data-end="2673">Pensione anticipata ordinaria</strong>: puoi andare in pensione anche prima dei 67 anni se hai <strong data-start="2730" data-end="2765">42 anni e 10 mesi di contributi</strong> (41 anni e 10 mesi per le donne).</p>
</li>
<li class="" data-start="2800" data-end="2982">
<p class="" data-start="2802" data-end="2982"><strong data-start="2802" data-end="2827">Assegno di inclusione</strong>: per chi ha <strong data-start="2840" data-end="2874">più di 67 anni e un ISEE basso</strong>, c’è un contributo mensile che integra il reddito familiare, anche in attesa della pensione vera e propria.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2984" data-end="3217">Queste misure sono <strong data-start="3003" data-end="3036">cumulabili solo in certi casi</strong>, e ognuna ha <strong data-start="3050" data-end="3071">requisiti precisi</strong>, ma tutte offrono <strong data-start="3090" data-end="3139">una possibilità concreta di uscita anticipata</strong>. Rivolgerti a un patronato può aiutarti a capire <strong data-start="3189" data-end="3216">quale ti spetta davvero</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="3219" data-end="3289">Come fare domanda e iniziare a ricevere l’assegno prima dei 67 anni</h2>
<p class="" data-start="3291" data-end="3470">La cosa importante è sapere che <strong data-start="3323" data-end="3353">devi muoverti tu per tempo</strong>. Nessuno ti invia una lettera con scritto &#8220;puoi smettere di lavorare&#8221;. Sei tu che devi fare domanda. Ecco cosa fare:</p>
<ol data-start="3472" data-end="3837">
<li class="" data-start="3472" data-end="3558">
<p class="" data-start="3475" data-end="3558"><strong data-start="3475" data-end="3517">Verifica quanti anni di contributi hai</strong>, consultando il tuo estratto conto INPS.</p>
</li>
<li class="" data-start="3559" data-end="3655">
<p class="" data-start="3562" data-end="3655"><strong data-start="3562" data-end="3611">Controlla se rientri nelle categorie previste</strong> per APE Sociale, Opzione Donna o Quota 103.</p>
</li>
<li class="" data-start="3656" data-end="3748">
<p class="" data-start="3659" data-end="3748"><strong data-start="3659" data-end="3682">Calcola il tuo ISEE</strong>, se richiesto, per verificare l’accesso a eventuali integrazioni.</p>
</li>
<li class="" data-start="3749" data-end="3837">
<p class="" data-start="3752" data-end="3837"><strong data-start="3752" data-end="3780">Rivolgiti a un patronato</strong> o consulta il sito INPS per avviare la procedura online.</p>
</li>
</ol>
<p class="" data-start="3839" data-end="4000">Ricorda: in alcuni casi l’assegno non è altissimo, ma <strong data-start="3893" data-end="3939">ti permette di smettere di lavorare subito</strong> e <strong data-start="3942" data-end="3968">vivere con meno stress</strong> in attesa della pensione piena.</p>
<p class="" data-start="4002" data-end="4218">Molti non lo sanno, ma esistono strumenti pensati <strong data-start="4052" data-end="4122">proprio per aiutare chi non ce la fa più a lavorare fino a 67 anni</strong>. Informarsi è il primo passo per <strong data-start="4156" data-end="4187">ritrovare un po’ di respiro</strong> nella propria vita quotidiana.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/uscire-dal-lavoro-prima-della-pensione-ufficiale-cosa-puoi-chiedere-subito/">Uscire dal lavoro prima della pensione ufficiale: cosa puoi chiedere subito</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quanto bisognerebbe percepire al mese per ottenere una pensione dignitosa con il calcolo contributivo</title>
		<link>https://www.jedanews.com/quanto-bisogna-percepire-al-mese-per-ottenere-una-pensione-dignitosa-con-il-calcolo-contributivo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 16:31:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri quanto dovresti guadagnare ogni mese per garantirti una pensione adeguata con il sistema contributivo. Una guida chiara per aiutarti a pianificare il futuro. Molti&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="272" data-end="438"><em data-start="272" data-end="438">Scopri quanto dovresti guadagnare ogni mese per garantirti una pensione adeguata con il sistema contributivo. Una guida chiara per aiutarti a pianificare il futuro.</em></p>
<p class="" data-start="440" data-end="977">Molti lavoratori si chiedono se quello che stanno versando oggi basterà domani. Con il sistema contributivo, tutto si basa su quanto versi e su quanto guadagni. È quindi fondamentale sapere <strong data-start="630" data-end="702">quale stipendio mensile permette di costruire una pensione dignitosa</strong>. Non servono calcoli complicati: bastano alcune indicazioni semplici per capire se sei sulla strada giusta o se è il caso di rivedere qualcosa. In questo articolo ti spiego come funziona il calcolo contributivo e <strong data-start="916" data-end="976">quale reddito mensile può garantirti una pensione serena</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="979" data-end="1019">Come funziona il sistema contributivo</h2>
<p class="" data-start="1021" data-end="1277">Nel sistema contributivo, l’importo della tua pensione <strong data-start="1076" data-end="1141">dipende da quanto hai versato nel corso della vita lavorativa</strong>. Ogni anno una parte del tuo stipendio va a formare il cosiddetto “montante contributivo”, cioè <strong data-start="1238" data-end="1276">la somma dei contributi accumulati</strong>.</p>
<p class="" data-start="1279" data-end="1649">Al momento della pensione, questa somma viene <strong data-start="1325" data-end="1361">moltiplicata per un coefficiente</strong> che cambia in base all’età in cui decidi di smettere di lavorare. Più tardi vai in pensione, <strong data-start="1455" data-end="1492">più alto sarà questo coefficiente</strong> e quindi più alta sarà la tua pensione. Di conseguenza, <strong data-start="1549" data-end="1592">più guadagni oggi, più contributi versi</strong>, e maggiore sarà l’importo mensile che riceverai domani.</p>
<p class="" data-start="1651" data-end="1799">Per questo è importante avere <strong data-start="1681" data-end="1727">una carriera lunga e con stipendi regolari</strong>, evitando periodi scoperti o lavori in nero. Ogni anno di lavoro conta.</p>
<h2 class="" data-start="1801" data-end="1864">Quanto bisogna guadagnare al mese per una pensione dignitosa</h2>
<p class="" data-start="1866" data-end="2048">Facciamo qualche conto semplice. Per avere una pensione mensile <strong data-start="1930" data-end="1959">di circa 1.500 euro lordi</strong>, che possa essere considerata dignitosa per vivere con tranquillità, è necessario avere:</p>
<ul data-start="2050" data-end="2154">
<li class="" data-start="2050" data-end="2087">
<p class="" data-start="2052" data-end="2087"><strong data-start="2052" data-end="2086">Una carriera di almeno 40 anni</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="2088" data-end="2154">
<p class="" data-start="2090" data-end="2154">Uno <strong data-start="2094" data-end="2153">stipendio lordo medio di circa 2.800/3.000 euro al mese</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2156" data-end="2337">Questo ti permette di versare ogni anno contributi sufficienti a formare un montante che, al momento della pensione, possa <strong data-start="2279" data-end="2336">trasformarsi in un assegno mensile stabile e decoroso</strong>.</p>
<p class="" data-start="2339" data-end="2511">Se invece guadagni meno, ad esempio <strong data-start="2375" data-end="2403">1.500/1.800 euro al mese</strong>, la pensione sarà più bassa, <strong data-start="2433" data-end="2476">attorno ai 900-1.100 euro lordi mensili</strong>, sempre con 40 anni di contributi.</p>
<p class="" data-start="2513" data-end="2731">Tieni presente che anche la scelta di andare in pensione prima o dopo fa la differenza. Se rimandi di qualche anno, il tuo assegno <strong data-start="2644" data-end="2669">aumenta sensibilmente</strong>, perché il coefficiente che lo trasforma sarà più favorevole.</p>
<h2 class="" data-start="2733" data-end="2783">Cosa puoi fare se i tuoi contributi non bastano</h2>
<p class="" data-start="2785" data-end="2972">Se ti rendi conto che il tuo stipendio o i tuoi anni di lavoro <strong data-start="2848" data-end="2872">non sono sufficienti</strong> a garantirti una pensione dignitosa, non è tutto perduto. Ci sono diverse strategie da considerare:</p>
<ul data-start="2974" data-end="3548">
<li class="" data-start="2974" data-end="3095">
<p class="" data-start="2976" data-end="3095"><strong data-start="2976" data-end="3012">Aumentare gli anni di contributi</strong>: lavorare qualche anno in più può fare una grande differenza sull’importo mensile.</p>
</li>
<li class="" data-start="3096" data-end="3209">
<p class="" data-start="3098" data-end="3209"><strong data-start="3098" data-end="3130">Versare contributi volontari</strong>: se hai dei periodi in cui non hai lavorato, puoi coprirli versando tu stesso.</p>
</li>
<li class="" data-start="3210" data-end="3319">
<p class="" data-start="3212" data-end="3319"><strong data-start="3212" data-end="3257">Aderire a un fondo pensione complementare</strong>: è un secondo “salvadanaio” che puoi costruire mentre lavori.</p>
</li>
<li class="" data-start="3320" data-end="3440">
<p class="" data-start="3322" data-end="3440"><strong data-start="3322" data-end="3359">Controllare la tua posizione INPS</strong>: è importante sapere quanti contributi hai realmente versato. Puoi farlo online.</p>
</li>
<li class="" data-start="3441" data-end="3548">
<p class="" data-start="3443" data-end="3548"><strong data-start="3443" data-end="3472">Evitare lavori irregolari</strong>: ogni mese senza contributi regolari è un danno per la tua pensione futura.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3550" data-end="3725">Ricorda: anche se guadagni poco, ogni contributo conta. E non è mai troppo tardi per cominciare a pensare alla pensione. Informarti oggi <strong data-start="3687" data-end="3724">ti aiuterà a vivere meglio domani</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Molte donne non lo sanno: a 59 anni possono chiedere la pensione anticipata</title>
		<link>https://www.jedanews.com/molte-donne-non-lo-sanno-a-59-anni-possono-chiedere-la-pensione-anticipata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 18:12:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se hai 59 anni, potresti avere diritto alla pensione anticipata grazie all’Opzione Donna. Molte donne non lo sanno, ma la legge permette di smettere di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/molte-donne-non-lo-sanno-a-59-anni-possono-chiedere-la-pensione-anticipata/">Molte donne non lo sanno: a 59 anni possono chiedere la pensione anticipata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="180" data-end="366"><em data-start="180" data-end="366">Se hai 59 anni, potresti avere diritto alla pensione anticipata grazie all’Opzione Donna. Molte donne non lo sanno, ma la legge permette di smettere di lavorare prima, in casi precisi.</em></p>
<p class="" data-start="368" data-end="1051">Per tante donne che hanno lavorato una vita tra casa, figli e ufficio, arrivare a 59 anni è un traguardo importante. Ma in pochi sanno che, in certi casi, <strong data-start="523" data-end="567">puoi già chiedere la pensione anticipata</strong>, senza aspettare i 67 anni della pensione di vecchiaia. Questo è possibile grazie all’<strong data-start="654" data-end="671">Opzione Donna</strong>, una misura che permette alle lavoratrici di uscire prima dal mondo del lavoro, <strong data-start="752" data-end="786">se rispettano alcuni requisiti</strong>. Non è una pensione per tutte, ma se rientri nei parametri, puoi fare domanda subito e <strong data-start="874" data-end="916">iniziare a ricevere un assegno mensile</strong>. Ti spiego <strong data-start="928" data-end="951">chi può richiederla</strong>, <strong data-start="953" data-end="992">quali condizioni bisogna rispettare</strong> e <strong data-start="995" data-end="1020">come funziona davvero</strong>, con parole semplici e chiare.</p>
<h2 class="" data-start="1053" data-end="1110">Chi può andare in pensione a 59 anni con Opzione Donna</h2>
<p class="" data-start="1112" data-end="1260">Nel 2025, Opzione Donna è riservata a un numero più ristretto di lavoratrici, ma resta una possibilità concreta per molte. Per averne diritto, devi:</p>
<ul data-start="1262" data-end="1778">
<li class="" data-start="1262" data-end="1338">
<p class="" data-start="1264" data-end="1338">Aver compiuto <strong data-start="1278" data-end="1289">59 anni</strong> entro il 31 dicembre 2024 se <strong data-start="1319" data-end="1337">sei dipendente</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1339" data-end="1399">
<p class="" data-start="1341" data-end="1399">Aver compiuto <strong data-start="1355" data-end="1366">60 anni</strong> se <strong data-start="1370" data-end="1398">sei lavoratrice autonoma</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1400" data-end="1470">
<p class="" data-start="1402" data-end="1470">Aver maturato <strong data-start="1416" data-end="1448">almeno 35 anni di contributi</strong> entro la stessa data;</p>
</li>
<li class="" data-start="1471" data-end="1778">
<p class="" data-start="1473" data-end="1516">Appartenere a una delle seguenti categorie:</p>
<ul data-start="1519" data-end="1778">
<li class="" data-start="1519" data-end="1576">
<p class="" data-start="1521" data-end="1576"><strong data-start="1521" data-end="1563">Assistenti di familiari con disabilità</strong> (caregiver);</p>
</li>
<li class="" data-start="1579" data-end="1636">
<p class="" data-start="1581" data-end="1636"><strong data-start="1581" data-end="1635">Lavoratrici con invalidità pari o superiore al 74%</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1639" data-end="1703">
<p class="" data-start="1641" data-end="1703"><strong data-start="1641" data-end="1702">Disoccupate senza ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1706" data-end="1778">
<p class="" data-start="1708" data-end="1778">Dipendenti di <strong data-start="1722" data-end="1742">aziende in crisi</strong> con accordi di riduzione personale.</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="1780" data-end="2104">Un esempio concreto:<br data-start="1800" data-end="1803" />Maria ha 59 anni, ha iniziato a lavorare a 19 anni e ha 38 anni di contributi. Da 2 anni si prende cura di sua madre con disabilità. Rientra tra le caregiver. Quindi <strong data-start="1969" data-end="2007">può fare domanda per Opzione Donna</strong> e <strong data-start="2010" data-end="2041">smettere di lavorare subito</strong>, accettando però un assegno calcolato con metodo contributivo.</p>
<h2 class="" data-start="2106" data-end="2153">Come fare domanda e cosa sapere sull’assegno</h2>
<p class="" data-start="2155" data-end="2219">La domanda per Opzione Donna va fatta all’INPS, preferibilmente:</p>
<ul data-start="2221" data-end="2346">
<li class="" data-start="2221" data-end="2279">
<p class="" data-start="2223" data-end="2279"><strong data-start="2223" data-end="2233">Online</strong>, tramite il sito inps.it con SPID, CIE o CNS;</p>
</li>
<li class="" data-start="2280" data-end="2346">
<p class="" data-start="2282" data-end="2346">Oppure tramite un <strong data-start="2300" data-end="2313">patronato</strong>, che può aiutarti gratuitamente.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2348" data-end="2362">Ti serviranno:</p>
<ul data-start="2364" data-end="2559">
<li class="" data-start="2364" data-end="2404">
<p class="" data-start="2366" data-end="2404">I tuoi dati anagrafici e contributivi;</p>
</li>
<li class="" data-start="2405" data-end="2448">
<p class="" data-start="2407" data-end="2448">L’estratto conto contributivo aggiornato;</p>
</li>
<li class="" data-start="2449" data-end="2559">
<p class="" data-start="2451" data-end="2559">La documentazione per dimostrare il diritto (es. certificato di disabilità del familiare, invalidità, ecc.).</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2561" data-end="2805">Attenzione: la pensione erogata con Opzione Donna <strong data-start="2611" data-end="2662">è calcolata interamente col metodo contributivo</strong>. Questo significa che <strong data-start="2685" data-end="2711">potresti prendere meno</strong> rispetto alla pensione ordinaria. Ma <strong data-start="2749" data-end="2774">esci prima dal lavoro</strong> e hai più tempo per te stessa.</p>
<p class="" data-start="2807" data-end="3104">L’importo <strong data-start="2817" data-end="2847">varia da persona a persona</strong>, ma di solito è tra il <strong data-start="2871" data-end="2895">20% e il 30% in meno</strong> rispetto alla pensione calcolata con il metodo misto. Alcune donne accettano volentieri questo compromesso, soprattutto se hanno <strong data-start="3025" data-end="3092">problemi familiari, di salute o non ce la fanno più fisicamente</strong> a lavorare.</p>
<h2 class="" data-start="3106" data-end="3156">Quando conviene davvero scegliere Opzione Donna</h2>
<p class="" data-start="3158" data-end="3285">Scegliere Opzione Donna non è sempre facile, ma può essere la soluzione giusta in molte situazioni. Conviene in particolare se:</p>
<ul data-start="3287" data-end="3615">
<li class="" data-start="3287" data-end="3383">
<p class="" data-start="3289" data-end="3383">Hai <strong data-start="3293" data-end="3325">più di 35 anni di contributi</strong> e stai lavorando in condizioni <strong data-start="3357" data-end="3382">faticose o stressanti</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="3384" data-end="3448">
<p class="" data-start="3386" data-end="3448">Hai in casa un familiare che <strong data-start="3415" data-end="3447">richiede assistenza continua</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="3449" data-end="3505">
<p class="" data-start="3451" data-end="3505">Sei <strong data-start="3455" data-end="3470">disoccupata</strong> e non riesci più a trovare lavoro;</p>
</li>
<li class="" data-start="3506" data-end="3615">
<p class="" data-start="3508" data-end="3615">Hai una <strong data-start="3516" data-end="3543">pensione maturata bassa</strong>, ma preferisci <strong data-start="3559" data-end="3575">uscire prima</strong> dal lavoro e riorganizzare la tua vita.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3617" data-end="3850">Attenzione però: <strong data-start="3634" data-end="3691">una volta scelta Opzione Donna, non si torna indietro</strong>. La pensione sarà definitiva, con l’importo ridotto. Per questo è importante <strong data-start="3769" data-end="3786">valutare bene</strong>, magari con l’aiuto di un patronato, <strong data-start="3824" data-end="3849">prima di fare domanda</strong>.</p>
<p class="" data-start="3852" data-end="4061">Ricorda: <strong data-start="3861" data-end="3914">molte donne non sanno di avere questa possibilità</strong>. Se hai 59 anni e almeno 35 di contributi, informarti non ti costa nulla. Potresti scoprire che <strong data-start="4011" data-end="4060">la pensione anticipata è già alla tua portata</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/molte-donne-non-lo-sanno-a-59-anni-possono-chiedere-la-pensione-anticipata/">Molte donne non lo sanno: a 59 anni possono chiedere la pensione anticipata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Hai contributi versati in diversi lavori? Come calcolare la pensione finale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 16:15:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se hai lavorato in più settori, con contratti diversi, forse ti stai chiedendo come verrà calcolata la tua pensione. Ecco cosa devi sapere per non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/hai-contributi-versati-in-diversi-lavori-come-calcolare-la-pensione-finale/">Hai contributi versati in diversi lavori? Come calcolare la pensione finale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="181" data-end="360"><em data-start="181" data-end="360">Se hai lavorato in più settori, con contratti diversi, forse ti stai chiedendo come verrà calcolata la tua pensione. Ecco cosa devi sapere per non perdere nemmeno un contributo.</em></p>
<p class="" data-start="362" data-end="945">In tanti hanno avuto <strong data-start="383" data-end="418">più lavori nel corso della vita</strong>: magari hai fatto periodi come <strong data-start="450" data-end="464">dipendente</strong>, poi come <strong data-start="475" data-end="492">collaboratore</strong>, oppure hai lavorato sia <strong data-start="518" data-end="550">nel pubblico che nel privato</strong>. Tutto questo rende il calcolo della pensione <strong data-start="597" data-end="615">più complicato</strong>, ma non impossibile. L’INPS ha strumenti per <strong data-start="661" data-end="711">unire i contributi versati in gestioni diverse</strong>, evitando di perderli. Devi solo capire <strong data-start="752" data-end="789">quali sono le opzioni disponibili</strong>, <strong data-start="791" data-end="819">quali convengono davvero</strong> e cosa fare <strong data-start="832" data-end="845">per tempo</strong>, prima che arrivi il momento della pensione. Vediamo come funziona, con esempi semplici e concreti.</p>
<h2 class="" data-start="947" data-end="1013">Quando i contributi versati in diversi lavori creano confusione</h2>
<p class="" data-start="1015" data-end="1344">Hai lavorato qualche anno in una ditta privata, poi in un ente pubblico, poi come lavoratore autonomo? È normale. Ma ogni volta i contributi sono finiti in <strong data-start="1171" data-end="1191">gestioni diverse</strong>: INPS per i privati, <strong data-start="1213" data-end="1226">ex INPDAP</strong> per i pubblici, <strong data-start="1243" data-end="1264">Gestione separata</strong> per i collaboratori, <strong data-start="1286" data-end="1299">artigiani</strong> o <strong data-start="1302" data-end="1318">commercianti</strong> se avevi una partita IVA.</p>
<p class="" data-start="1346" data-end="1621">Il problema è che ogni gestione <strong data-start="1378" data-end="1398">ha le sue regole</strong>, e non sempre si parlano tra loro in automatico. Senza un intervento, potresti arrivare a 67 anni con <strong data-start="1501" data-end="1518">anni &#8220;sparsi&#8221;</strong> in vari fondi e senza il diritto alla pensione. Oppure potresti prendere <strong data-start="1592" data-end="1620">meno di quanto ti spetta</strong>.</p>
<p class="" data-start="1623" data-end="1773">Per fortuna, oggi ci sono <strong data-start="1649" data-end="1682">strumenti per unificare tutto</strong>, ma devi conoscere le <strong data-start="1705" data-end="1772">differenze tra totalizzazione, ricongiunzione e cumulo gratuito</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="168" data-end="219">Come unire i contributi: le tre strade possibili</h2>
<p class="" data-start="221" data-end="403">Se hai contributi versati in più gestioni, puoi fare <strong data-start="274" data-end="295">una sola pensione</strong> unendo i periodi. Ma attenzione: ogni metodo ha regole diverse. Ecco un’introduzione per orientarti meglio:</p>
<p class="" data-start="405" data-end="648"><strong data-start="405" data-end="427">1. Cumulo gratuito</strong><br data-start="427" data-end="430" />È la soluzione più usata oggi. Ti permette di <strong data-start="476" data-end="501">sommare gratuitamente</strong> i contributi versati in gestioni diverse per ottenere <strong data-start="556" data-end="582">un’unica pensione INPS</strong>. Non devi pagare nulla e non perdi nessun periodo. Si usa quando:</p>
<ul data-start="650" data-end="840">
<li class="" data-start="650" data-end="712">
<p class="" data-start="652" data-end="712">Hai versato in INPS, Gestione Separata, casse autonome, ecc.</p>
</li>
<li class="" data-start="713" data-end="771">
<p class="" data-start="715" data-end="771">Hai almeno <strong data-start="726" data-end="749">20 anni complessivi</strong> tra tutte le gestioni</p>
</li>
<li class="" data-start="772" data-end="840">
<p class="" data-start="774" data-end="840">Vuoi una <strong data-start="783" data-end="801">pensione unica</strong>, calcolata con le regole di ogni fondo</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="842" data-end="1084"><strong data-start="842" data-end="863">2. Ricongiunzione</strong><br data-start="863" data-end="866" />Serve a <strong data-start="874" data-end="924">trasferire tutti i contributi in un solo fondo</strong>. Ma è <strong data-start="931" data-end="946">a pagamento</strong>. A volte conviene, ma in altri casi può costare migliaia di euro. Si usa soprattutto nel <strong data-start="1036" data-end="1056">pubblico impiego</strong> o tra INPS e casse private.</p>
<p class="" data-start="1086" data-end="1249"><strong data-start="1086" data-end="1107">3. Totalizzazione</strong><br data-start="1107" data-end="1110" />Unisce i periodi senza fonderli, ma con regole un po’ più rigide. La pensione arriva <strong data-start="1195" data-end="1208">più tardi</strong>, ma è utile se non puoi usare il cumulo.</p>
<p class="" data-start="1251" data-end="1384">Prima di scegliere, <strong data-start="1271" data-end="1294">chiedi al patronato</strong> un calcolo personalizzato. A volte conviene aspettare, altre volte fare richiesta subito.</p>
<h2 class="" data-start="1391" data-end="1466">Esempio pratico: quanto puoi prendere con contributi in gestioni diverse</h2>
<p class="" data-start="1468" data-end="1659">Facciamo un esempio semplice per capire <strong data-start="1508" data-end="1541">come si può stimare l’importo</strong> della pensione quando hai contributi versati in più gestioni. I numeri sono indicativi, ma servono per darti un’idea.</p>
<p class="" data-start="1661" data-end="1682">Immagina questo caso:</p>
<ul data-start="1684" data-end="1889">
<li class="" data-start="1684" data-end="1741">
<p class="" data-start="1686" data-end="1741">Hai lavorato <strong data-start="1699" data-end="1722">10 anni nel privato</strong> come dipendente;</p>
</li>
<li class="" data-start="1742" data-end="1798">
<p class="" data-start="1744" data-end="1798">Poi <strong data-start="1748" data-end="1783">8 anni come lavoratore autonomo</strong> (artigiano);</p>
</li>
<li class="" data-start="1799" data-end="1889">
<p class="" data-start="1801" data-end="1889">Infine, <strong data-start="1809" data-end="1844">7 anni con contratto a progetto</strong>, quindi versati nella <strong data-start="1867" data-end="1888">Gestione Separata</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="1891" data-end="1962">In totale hai <strong data-start="1905" data-end="1930">25 anni di contributi</strong> sparsi in tre gestioni diverse.</p>
<p class="" data-start="1964" data-end="2151">Grazie al <strong data-start="1974" data-end="1993">cumulo gratuito</strong>, puoi unificare tutti i contributi e chiedere una <strong data-start="2044" data-end="2062">pensione unica</strong>. L’INPS calcola separatamente l’importo maturato in ogni gestione e poi <strong data-start="2135" data-end="2150">somma tutto</strong>.</p>
<p class="" data-start="2153" data-end="2174">Esempio semplificato:</p>
<ul data-start="2176" data-end="2353">
<li class="" data-start="2176" data-end="2241">
<p class="" data-start="2178" data-end="2241">10 anni nel FPLD (dipendenti): maturi <strong data-start="2216" data-end="2239">circa 350 € al mese</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="2242" data-end="2294">
<p class="" data-start="2244" data-end="2294">8 anni artigiano: maturi <strong data-start="2269" data-end="2292">circa 280 € al mese</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="2295" data-end="2353">
<p class="" data-start="2297" data-end="2353">7 anni Gestione Separata: maturi <strong data-start="2330" data-end="2353">circa 200 € al mese</strong></p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2355" data-end="2419"><strong data-start="2355" data-end="2419">Totale stimato della pensione unificata: circa 830 € al mese</strong></p>
<p class="" data-start="2421" data-end="2757">Ovviamente, l’importo <strong data-start="2443" data-end="2489">dipende da quanto hai guadagnato e versato</strong> ogni anno, non solo dalla durata. Chi ha sempre lavorato con redditi bassi riceverà meno, chi ha avuto contributi più alti avrà un assegno maggiore. Ma anche solo sapere che puoi sommare tutto ti permette di <strong data-start="2698" data-end="2718">non perdere anni</strong> e costruire una <strong data-start="2735" data-end="2756">pensione completa</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="2993" data-end="3030">Come sapere cosa ti spetta davvero</h2>
<p class="" data-start="3032" data-end="3128">Il primo passo è controllare il tuo <strong data-start="3068" data-end="3099">estratto conto contributivo</strong> sul sito dell’INPS. Lì vedi:</p>
<ul data-start="3130" data-end="3244">
<li class="" data-start="3130" data-end="3162">
<p class="" data-start="3132" data-end="3162">In quali gestioni hai versato;</p>
</li>
<li class="" data-start="3163" data-end="3211">
<p class="" data-start="3165" data-end="3211">Quanti anni risultano per ogni tipo di lavoro;</p>
</li>
<li class="" data-start="3212" data-end="3244">
<p class="" data-start="3214" data-end="3244">Se ci sono buchi da sistemare.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3246" data-end="3305">Poi rivolgiti a un <strong data-start="3265" data-end="3289">patronato di fiducia</strong>, che ti spiega:</p>
<ul data-start="3307" data-end="3471">
<li class="" data-start="3307" data-end="3342">
<p class="" data-start="3309" data-end="3342">Se puoi usare il cumulo gratuito;</p>
</li>
<li class="" data-start="3343" data-end="3380">
<p class="" data-start="3345" data-end="3380">Se ti conviene fare ricongiunzione;</p>
</li>
<li class="" data-start="3381" data-end="3425">
<p class="" data-start="3383" data-end="3425">Qual è la previsione dell’importo mensile;</p>
</li>
<li class="" data-start="3426" data-end="3471">
<p class="" data-start="3428" data-end="3471">Quando potresti andare in pensione davvero.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3473" data-end="3748">Un esempio pratico:<br data-start="3492" data-end="3495" /><em data-start="3495" data-end="3748">Giovanni ha lavorato 8 anni in fabbrica, 5 come autonomo e 10 nel pubblico. Con il cumulo gratuito potrà sommare tutto e andare in pensione a 67 anni con 23 anni totali. Senza unificazione, nessuna delle gestioni da sola gli permetterebbe la pensione.</em></p>
<p class="" data-start="3750" data-end="4035">Ricorda: <strong data-start="3759" data-end="3784">ogni contributo conta</strong>, anche se proviene da lavori diversi. Non lasciarli separati, altrimenti <strong data-start="3858" data-end="3892">potresti perdere anni preziosi</strong>. Informati per tempo, chiedi supporto e fai le domande giuste. Così, quando arriverà il momento, <strong data-start="3990" data-end="4034">avrai una pensione completa e più sicura</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come aumentare l’importo della pensione di reversibilità con una semplice richiesta</title>
		<link>https://www.jedanews.com/come-aumentare-limporto-della-pensione-di-reversibilita-con-una-semplice-richiesta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 15:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.jedanews.com/?p=43892</guid>

					<description><![CDATA[<p>Molte persone ricevono una pensione di reversibilità più bassa del dovuto, senza saperlo. Eppure, esiste una semplice richiesta che può aumentare l’importo ogni mese. Scopri&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/come-aumentare-limporto-della-pensione-di-reversibilita-con-una-semplice-richiesta/">Come aumentare l’importo della pensione di reversibilità con una semplice richiesta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="462" data-end="656"><em data-start="462" data-end="656">Molte persone ricevono una pensione di reversibilità più bassa del dovuto, senza saperlo. Eppure, esiste una semplice richiesta che può aumentare l’importo ogni mese. Scopri di cosa si tratta.</em></p>
<p class="" data-start="658" data-end="1272">Se hai perso un coniuge o un familiare e ricevi la <strong data-start="709" data-end="738">pensione di reversibilità</strong>, potresti avere <strong data-start="755" data-end="778">diritto a più soldi</strong> di quelli che stai prendendo ora. In molti casi, l’INPS riconosce <strong data-start="845" data-end="864">importi ridotti</strong> perché mancano <strong data-start="880" data-end="920">documenti, richieste o aggiornamenti</strong> che solo tu puoi fare. Fortunatamente, esiste una procedura semplice per <strong data-start="994" data-end="1036">chiedere l’integrazione della pensione</strong>, e non serve nemmeno un avvocato. Se hai un <strong data-start="1081" data-end="1098">reddito basso</strong> o determinate condizioni familiari, puoi <strong data-start="1140" data-end="1163">ottenere un aumento</strong> fisso ogni mese. Vediamo insieme <strong data-start="1197" data-end="1221">chi può fare domanda</strong>, <strong data-start="1223" data-end="1237">cosa serve</strong> e <strong data-start="1240" data-end="1258">come procedere</strong> senza errori.</p>
<h2 class="" data-start="1274" data-end="1339">Quando hai diritto all’aumento della pensione di reversibilità</h2>
<p class="" data-start="1341" data-end="1525">La pensione di reversibilità può essere <strong data-start="1381" data-end="1394">aumentata</strong> se rientri in determinate situazioni, legate <strong data-start="1440" data-end="1464">al reddito personale</strong> e <strong data-start="1467" data-end="1496">alla condizione familiare</strong>. Questo vale soprattutto se:</p>
<ul data-start="1527" data-end="1824">
<li class="" data-start="1527" data-end="1601">
<p class="" data-start="1529" data-end="1601">Sei <strong data-start="1533" data-end="1557">l’unico beneficiario</strong> della reversibilità (senza figli a carico);</p>
</li>
<li class="" data-start="1602" data-end="1687">
<p class="" data-start="1604" data-end="1687">Hai <strong data-start="1608" data-end="1634">un reddito annuo basso</strong>, sotto una certa soglia fissata ogni anno dall’INPS;</p>
</li>
<li class="" data-start="1688" data-end="1760">
<p class="" data-start="1690" data-end="1760">Vivi <strong data-start="1695" data-end="1706">da solo</strong> o <strong data-start="1709" data-end="1734">non hai altri redditi</strong> oltre alla reversibilità;</p>
</li>
<li class="" data-start="1761" data-end="1824">
<p class="" data-start="1763" data-end="1824">Non percepisci <strong data-start="1778" data-end="1823">altri trattamenti pensionistici rilevanti</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="1826" data-end="1977">In questi casi, puoi chiedere <strong data-start="1856" data-end="1896">l’integrazione al trattamento minimo</strong>, cioè un <strong data-start="1906" data-end="1976">aumento della pensione fino alla soglia minima stabilita per legge</strong>.</p>
<p class="" data-start="1979" data-end="2220">Ad esempio:<br data-start="1990" data-end="1993" /><em data-start="1993" data-end="2220">Maria, vedova da due anni, riceve una reversibilità di 450 euro al mese. Non lavora e non ha altri redditi. Dopo aver fatto richiesta all’INPS, ottiene l’integrazione al minimo e la sua pensione sale a circa 600 euro mensili.</em></p>
<h2 class="" data-start="2222" data-end="2279">Come fare la richiesta all’INPS: documenti e procedura</h2>
<p class="" data-start="2281" data-end="2421">Per ottenere l’aumento, devi <strong data-start="2310" data-end="2341">presentare domanda all’INPS</strong>, allegando i documenti che dimostrano la tua situazione reddituale. Puoi farlo:</p>
<ul data-start="2423" data-end="2625">
<li class="" data-start="2423" data-end="2479">
<p class="" data-start="2425" data-end="2479">Online, sul sito <strong data-start="2442" data-end="2453">inps.it</strong> (se hai SPID, CIE o CNS);</p>
</li>
<li class="" data-start="2480" data-end="2540">
<p class="" data-start="2482" data-end="2540">Attraverso un <strong data-start="2496" data-end="2509">patronato</strong>, che ti assiste gratuitamente;</p>
</li>
<li class="" data-start="2541" data-end="2625">
<p class="" data-start="2543" data-end="2625">Chiamando il numero <strong data-start="2563" data-end="2574">803.164</strong> (gratuito da fisso) o <strong data-start="2597" data-end="2611">06.164.164</strong> da cellulare.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2627" data-end="2641">Ti serviranno:</p>
<ul data-start="2643" data-end="2875">
<li class="" data-start="2643" data-end="2680">
<p class="" data-start="2645" data-end="2680">Un <strong data-start="2648" data-end="2679">documento d’identità valido</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="2681" data-end="2739">
<p class="" data-start="2683" data-end="2739">La tua <strong data-start="2690" data-end="2719">dichiarazione dei redditi</strong> (modello 730 o CU);</p>
</li>
<li class="" data-start="2740" data-end="2818">
<p class="" data-start="2742" data-end="2818">Il tuo <strong data-start="2749" data-end="2774">estratto contributivo</strong>, se hai altri redditi da lavoro o pensione;</p>
</li>
<li class="" data-start="2819" data-end="2875">
<p class="" data-start="2821" data-end="2875">L’<strong data-start="2823" data-end="2842">IBAN aggiornato</strong> se cambiano i dati di pagamento.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2877" data-end="3125">Attenzione: l’integrazione <strong data-start="2904" data-end="2940">non viene concessa in automatico</strong>. Va <strong data-start="2945" data-end="2968">richiesta ogni anno</strong>, perché l’INPS verifica il reddito annuale. Se le condizioni cambiano (es. inizi a lavorare o ricevi un altro reddito), potresti <strong data-start="3098" data-end="3124">perdere l’integrazione</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="3127" data-end="3176">Quanto puoi ottenere in più e per quanto tempo</h2>
<p class="" data-start="3178" data-end="3522">L’importo aggiuntivo <strong data-start="3199" data-end="3218">varia ogni anno</strong>, in base alle soglie di legge. Ma in genere si tratta di un aumento che può arrivare fino a <strong data-start="3311" data-end="3342">150-200 euro in più al mese</strong> per chi è sotto la soglia del <strong data-start="3373" data-end="3395">trattamento minimo</strong> (circa 600 euro mensili nel 2025). Questo significa <strong data-start="3448" data-end="3484">1.800-2.400 euro in più all’anno</strong>, che <strong data-start="3490" data-end="3521">fanno davvero la differenza</strong>.</p>
<p class="" data-start="3524" data-end="3742">L’integrazione dura <strong data-start="3544" data-end="3583">finché restano valide le condizioni</strong>, quindi può essere <strong data-start="3603" data-end="3627">stabile o temporanea</strong>. Ecco perché è importante <strong data-start="3654" data-end="3679">controllare ogni anno</strong> la tua posizione e, se necessario, <strong data-start="3715" data-end="3741">rinnovare la richiesta</strong>.</p>
<p class="" data-start="3744" data-end="4075">In molti casi, chi riceve solo la pensione di reversibilità non sa nemmeno di poterla integrare. Ma basta <strong data-start="3850" data-end="3874">una semplice domanda</strong> per avere un aumento. Non aspettare: se pensi di rientrare nei requisiti, <strong data-start="3949" data-end="3984">rivolgiti subito a un patronato</strong> e fai controllare la tua situazione. Potresti ricevere <strong data-start="4040" data-end="4063">più di quanto credi</strong>, ogni mese.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/come-aumentare-limporto-della-pensione-di-reversibilita-con-una-semplice-richiesta/">Come aumentare l’importo della pensione di reversibilità con una semplice richiesta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<title>Pensione anticipata per chi ha 63 anni: come funziona l’APE Sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 19:50:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se hai 63 anni e non vuoi aspettare i 67 per la pensione, potresti avere un’opportunità: si chiama APE Sociale. È una misura pensata per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="431" data-end="623"><em data-start="431" data-end="623">Se hai 63 anni e non vuoi aspettare i 67 per la pensione, potresti avere un’opportunità: si chiama APE Sociale. È una misura pensata per chi si trova in difficoltà o ha fatto lavori pesanti.</em></p>
<p class="" data-start="625" data-end="1302">Molti non lo sanno, ma in Italia esiste una possibilità di <strong data-start="684" data-end="717">pensione anticipata a 63 anni</strong>, senza dover aspettare i 67 della pensione di vecchiaia. Si chiama <strong data-start="785" data-end="800">APE Sociale</strong>, ed è un aiuto concreto per chi ha svolto lavori <strong data-start="850" data-end="862">faticosi</strong>, è in <strong data-start="869" data-end="887">disoccupazione</strong>, <strong data-start="889" data-end="919">assiste familiari disabili</strong> o ha <strong data-start="925" data-end="947">problemi di salute</strong>. Questa misura <strong data-start="963" data-end="985">non vale per tutti</strong>, ma se rientri in certe categorie, puoi <strong data-start="1026" data-end="1056">smettere di lavorare prima</strong>, mantenendo un <strong data-start="1072" data-end="1091">assegno mensile</strong> pagato dallo Stato. Non è una pensione vera e propria, ma una <strong data-start="1154" data-end="1175">forma di anticipo</strong> fino alla pensione definitiva. Vediamo subito <strong data-start="1222" data-end="1245">chi può richiederla</strong>, <strong data-start="1247" data-end="1268">come fare domanda</strong> e <strong data-start="1271" data-end="1291">quanto si prende</strong> ogni mese.</p>
<h2 class="" data-start="1304" data-end="1341">A chi spetta davvero l’APE Sociale</h2>
<p class="" data-start="1343" data-end="1512">L’APE Sociale è pensata per aiutare chi si trova in condizioni difficili. Per ottenerla <strong data-start="1431" data-end="1458">non basta avere 63 anni</strong>, devi anche <strong data-start="1471" data-end="1511">rientrare in una di queste categorie</strong>:</p>
<ul data-start="1514" data-end="1828">
<li class="" data-start="1514" data-end="1583">
<p class="" data-start="1516" data-end="1583"><strong data-start="1516" data-end="1531">Disoccupati</strong> di lungo periodo che <strong data-start="1553" data-end="1582">non ricevono più la Naspi</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1584" data-end="1657">
<p class="" data-start="1586" data-end="1657">Persone che assistono da almeno 6 mesi <strong data-start="1625" data-end="1656">un familiare disabile grave</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1658" data-end="1716">
<p class="" data-start="1660" data-end="1716">Chi ha un&#8217;invalidità civile pari o superiore al <strong data-start="1708" data-end="1715">74%</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="1717" data-end="1828">
<p class="" data-start="1719" data-end="1828"><strong data-start="1719" data-end="1741">Lavoratori gravosi</strong> o <strong data-start="1744" data-end="1756">usuranti</strong>, cioè che hanno fatto lavori faticosi per almeno 6 degli ultimi 7 anni.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="1830" data-end="2105">In più, devi avere <strong data-start="1849" data-end="1886">almeno 30 o 36 anni di contributi</strong> (a seconda del tipo di lavoro svolto).<br data-start="1925" data-end="1928" />Un esempio concreto:<br data-start="1948" data-end="1951" /><em data-start="1951" data-end="2105">Anna ha 63 anni, ha lavorato per 35 anni come operaia in fabbrica e ora assiste sua madre con disabilità. Ha diritto all’APE Sociale e può fare domanda.</em></p>
<h2 class="" data-start="2107" data-end="2145">Come fare domanda per l’APE Sociale</h2>
<p class="" data-start="2147" data-end="2345">La richiesta per l’APE Sociale <strong data-start="2178" data-end="2216">va fatta online sul sito dell’INPS</strong>. Attenzione: <strong data-start="2230" data-end="2258">ci sono scadenze precise</strong>, quindi meglio non aspettare troppo. Di solito la domanda si presenta in <strong data-start="2332" data-end="2344">due fasi</strong>:</p>
<ol data-start="2347" data-end="2498">
<li class="" data-start="2347" data-end="2438">
<p class="" data-start="2350" data-end="2438"><strong data-start="2350" data-end="2393">Domanda di riconoscimento dei requisiti</strong> (entro fine marzo o luglio, salvo proroghe);</p>
</li>
<li class="" data-start="2439" data-end="2498">
<p class="" data-start="2442" data-end="2498">Se accettata, <strong data-start="2456" data-end="2497">domanda vera e propria di APE Sociale</strong>.</p>
</li>
</ol>
<p class="" data-start="2500" data-end="2591">Puoi anche rivolgerti a un <strong data-start="2527" data-end="2540">patronato</strong>, che ti aiuta gratis con tutte le pratiche. Serve:</p>
<ul data-start="2593" data-end="2796">
<li class="" data-start="2593" data-end="2647">
<p class="" data-start="2595" data-end="2647">Il tuo <strong data-start="2602" data-end="2620">codice fiscale</strong> e i documenti di identità;</p>
</li>
<li class="" data-start="2648" data-end="2699">
<p class="" data-start="2650" data-end="2699">Il tuo <strong data-start="2657" data-end="2682">estratto contributivo</strong> INPS aggiornato;</p>
</li>
<li class="" data-start="2700" data-end="2796">
<p class="" data-start="2702" data-end="2796">Documenti che provano la <strong data-start="2727" data-end="2745">disoccupazione</strong>, <strong data-start="2747" data-end="2761">invalidità</strong> o <strong data-start="2764" data-end="2795">cura del familiare disabile</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2798" data-end="2996">Se l’INPS approva, inizi a ricevere <strong data-start="2834" data-end="2856">un assegno mensile</strong> fino alla pensione di vecchiaia (a 67 anni). L’importo è <strong data-start="2914" data-end="2945">pari alla pensione maturata</strong>, ma <strong data-start="2950" data-end="2995">non può superare 1.500 euro netti al mese</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="2998" data-end="3041">Quanto dura e quanto si prende ogni mese</h2>
<p class="" data-start="3043" data-end="3133">L’APE Sociale <strong data-start="3057" data-end="3090">non è una pensione definitiva</strong>, ma un <strong data-start="3098" data-end="3110">anticipo</strong>. Questo significa che:</p>
<ul data-start="3135" data-end="3401">
<li class="" data-start="3135" data-end="3222">
<p class="" data-start="3137" data-end="3222">Ti viene pagata <strong data-start="3153" data-end="3182">ogni mese fino ai 67 anni</strong>, quando parte la pensione di vecchiaia;</p>
</li>
<li class="" data-start="3223" data-end="3296">
<p class="" data-start="3225" data-end="3296">L’importo <strong data-start="3235" data-end="3261">non subisce trattenute</strong> per contributi o tasse aggiuntive;</p>
</li>
<li class="" data-start="3297" data-end="3323">
<p class="" data-start="3299" data-end="3323">Non hai <strong data-start="3307" data-end="3322">tredicesima</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="3324" data-end="3401">
<p class="" data-start="3326" data-end="3401">Non puoi cumulare altri redditi da lavoro (se non in forma molto limitata).</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3403" data-end="3613">Esempio pratico:<br data-start="3419" data-end="3422" /><em data-start="3422" data-end="3613">Giuseppe ha 63 anni, ha 36 anni di contributi e ha lavorato come muratore. L’INPS gli riconosce un assegno di 1.200 euro al mese con l’APE Sociale. A 67 anni, passerà alla pensione normale.</em></p>
<p class="" data-start="3615" data-end="3908">L’APE Sociale è <strong data-start="3631" data-end="3662">una vera ancora di salvezza</strong> per tanti che non ce la fanno più a lavorare o vivono situazioni complicate. Se pensi di avere i requisiti, <strong data-start="3771" data-end="3791">informati subito</strong> e <strong data-start="3794" data-end="3826">non perdere questa occasione</strong>: <strong data-start="3828" data-end="3849">molti la ignorano</strong>, ma può cambiare la tua vita quotidiana già da quest’anno.</p>
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		<title>Pensione se lavori part-time: quanti anni ti riconoscono davvero</title>
		<link>https://www.jedanews.com/pensione-se-lavori-part-time-quanti-anni-ti-riconoscono-davvero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 18:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se hai fatto lavori part-time, forse ti stai chiedendo se prenderai meno pensione. La risposta è: dipende. Ecco come funziona il calcolo dei contributi e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensione-se-lavori-part-time-quanti-anni-ti-riconoscono-davvero/">Pensione se lavori part-time: quanti anni ti riconoscono davvero</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="383" data-end="606"><em data-start="383" data-end="606">Se hai fatto lavori part-time, forse ti stai chiedendo se prenderai meno pensione. La risposta è: <strong data-start="482" data-end="493">dipende</strong>. Ecco come funziona il calcolo dei contributi e cosa puoi fare per controllare la tua situazione pensionistica.</em></p>
<p class="" data-start="608" data-end="1418">Chi ha lavorato <strong data-start="624" data-end="637">part-time</strong> spesso teme di ricevere una <strong data-start="666" data-end="688">pensione più bassa</strong>, ma non sempre è così. Il calcolo della pensione in questi casi può essere <strong data-start="764" data-end="782">più complicato</strong>, perché non conta solo quanto tempo hai lavorato, ma anche <strong data-start="842" data-end="863">quanti contributi</strong> hai versato e <strong data-start="878" data-end="909">con quale tipo di contratto</strong>. Se hai fatto molti anni di part-time, oppure hai avuto <strong data-start="966" data-end="992">interruzioni di lavoro</strong>, è importante capire bene <strong data-start="1019" data-end="1037">cosa ti spetta</strong>. Ci sono differenze anche tra part-time <strong data-start="1078" data-end="1093">orizzontale</strong>, <strong data-start="1095" data-end="1108">verticale</strong> e <strong data-start="1111" data-end="1120">misto</strong>. Inoltre, in alcuni casi i contributi potrebbero <strong data-start="1170" data-end="1207">non essere riconosciuti del tutto</strong>, con il rischio di avere <strong data-start="1233" data-end="1252">meno anni utili</strong> per andare in pensione. Vediamo quindi insieme come funziona, quali sono i punti da controllare e <strong data-start="1351" data-end="1369">come tutelarti</strong> per non perdere <strong data-start="1386" data-end="1417">nemmeno un mese di pensione</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="1420" data-end="1481">La differenza tra part-time orizzontale, verticale e misto</h2>
<p class="" data-start="1483" data-end="1812">Non tutti i contratti part-time sono uguali. E questo può influire tantissimo sulla tua <strong data-start="1571" data-end="1590">pensione futura</strong>. Se hai lavorato in <strong data-start="1611" data-end="1636">part-time orizzontale</strong>, cioè con orari ridotti ogni giorno, <strong data-start="1674" data-end="1722">i contributi vengono accreditati normalmente</strong>. In pratica, anche se lavoravi solo 4 ore al giorno, <strong data-start="1776" data-end="1811">ogni giorno di presenza contava</strong>.</p>
<p class="" data-start="1814" data-end="2049">Un esempio:<br data-start="1825" data-end="1828" /><em data-start="1828" data-end="2049">Maria lavorava 5 giorni a settimana, 4 ore al giorno in un negozio. Anche se il suo stipendio era basso, <strong data-start="1934" data-end="1982">ogni settimana risultava interamente coperta</strong> da contributi. Quindi non ha perso nulla in termini di anzianità.</em></p>
<p class="" data-start="2051" data-end="2271">Il discorso cambia per chi ha lavorato in <strong data-start="2093" data-end="2116">part-time verticale</strong>, cioè solo alcuni giorni alla settimana o al mese. Qui l’INPS <strong data-start="2179" data-end="2220">non sempre accredita l’intero periodo</strong>. Contano solo <strong data-start="2235" data-end="2270">le giornate effettive di lavoro</strong>.</p>
<p class="" data-start="2273" data-end="2515">Un altro esempio:<br data-start="2290" data-end="2293" /><em data-start="2293" data-end="2515">Giovanna lavorava solo il sabato e la domenica, con contratto part-time verticale. In un mese lavorava 8 giorni. Risultato? <strong data-start="2418" data-end="2497">In un anno le sono state riconosciute solo circa 20 settimane di contributi</strong>, non tutte e 52.</em></p>
<p class="" data-start="2517" data-end="2670">Nel <strong data-start="2521" data-end="2540">part-time misto</strong>, invece, si alternano orari giornalieri ridotti e giorni interi non lavorati. In questi casi, <strong data-start="2635" data-end="2669">bisogna fare controlli precisi</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="2672" data-end="2730">Come si calcolano i contributi per chi lavora part-time</h2>
<p class="" data-start="2732" data-end="2935">Per sapere davvero cosa ti spetta, devi controllare <strong data-start="2784" data-end="2822">quante settimane risultano versate</strong>. Anche se hai sempre lavorato, <strong data-start="2854" data-end="2916">il tuo contratto potrebbe non garantire la copertura piena</strong>. L’INPS considera:</p>
<ul data-start="2937" data-end="3150">
<li class="" data-start="2937" data-end="2987">
<p class="" data-start="2939" data-end="2987">Le <strong data-start="2942" data-end="2986">settimane con almeno 6 giorni lavorativi</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="2988" data-end="3075">
<p class="" data-start="2990" data-end="3075">Il totale dei contributi versati, che <strong data-start="3028" data-end="3074">influenza l’importo mensile della pensione</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="3076" data-end="3150">
<p class="" data-start="3078" data-end="3150">Il tipo di part-time: <strong data-start="3100" data-end="3149">più giornate effettive hai lavorato, meglio è</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3152" data-end="3464">Un esempio chiaro:<br data-start="3170" data-end="3173" /><em data-start="3173" data-end="3464">Lucia ha lavorato 10 anni con un part-time orizzontale da 5 giorni a settimana. Risultato? Ha maturato <strong data-start="3277" data-end="3303">tutte le 520 settimane</strong> (10 anni pieni). Invece Carla ha lavorato 10 anni con un part-time verticale da 2 giorni a settimana. Risultato? Ha maturato <strong data-start="3429" data-end="3446">circa la metà</strong> delle settimane.</em></p>
<p class="" data-start="3466" data-end="3797">Controlla il tuo <strong data-start="3483" data-end="3514">estratto conto contributivo</strong> online dal sito INPS. Se noti <strong data-start="3545" data-end="3573">buchi o periodi mancanti</strong>, rivolgiti a un <strong data-start="3590" data-end="3603">patronato</strong> o fai <strong data-start="3610" data-end="3650">domanda di sistemazione contributiva</strong>. In alcuni casi puoi anche <strong data-start="3678" data-end="3692">riscattare</strong> i periodi non coperti, ma solo se ci sono i requisiti e sei disposta a <strong data-start="3764" data-end="3796">pagare i contributi mancanti</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="3799" data-end="3863">Cosa puoi fare per non perdere la pensione (o riceverne poca)</h2>
<p class="" data-start="3865" data-end="4072">Chi ha lavorato part-time può trovarsi, senza saperlo, con <strong data-start="3924" data-end="3948">meno settimane utili</strong> o con un <strong data-start="3958" data-end="3981">assegno molto basso</strong>. Ma puoi fare qualcosa. La prima cosa è <strong data-start="4022" data-end="4066">controllare il tuo estratto contributivo</strong>, poi:</p>
<ul data-start="4074" data-end="4384">
<li class="" data-start="4074" data-end="4143">
<p class="" data-start="4076" data-end="4143">Vai al <strong data-start="4083" data-end="4096">patronato</strong> per una verifica gratuita della tua posizione;</p>
</li>
<li class="" data-start="4144" data-end="4238">
<p class="" data-start="4146" data-end="4238">Chiedi se hai diritto a <strong data-start="4170" data-end="4195">contributi figurativi</strong> (per maternità, disoccupazione, malattia);</p>
</li>
<li class="" data-start="4239" data-end="4306">
<p class="" data-start="4241" data-end="4306">Chiedi se puoi fare <strong data-start="4261" data-end="4305">riscatto o ricongiunzione dei contributi</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="4307" data-end="4384">
<p class="" data-start="4309" data-end="4384">Valuta se hai diritto all’<strong data-start="4335" data-end="4350">APE Sociale</strong> o ad altri strumenti di anticipo.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="4386" data-end="4685">Esempio finale:<br data-start="4401" data-end="4404" /><em data-start="4404" data-end="4685">Anna ha lavorato 15 anni part-time verticale. Pensava di essere vicina alla pensione. In realtà, l’INPS le ha riconosciuto <strong data-start="4528" data-end="4553">solo 9 anni effettivi</strong>. Per fortuna ha potuto riscattare 3 anni e, con l’aiuto del patronato, ha raggiunto i 20 anni minimi per la pensione di vecchiaia.</em></p>
<p class="" data-start="4687" data-end="4893">La morale è semplice: anche se hai lavorato <strong data-start="4731" data-end="4740">tanto</strong>, non è detto che risulti <strong data-start="4766" data-end="4787">tutto nei calcoli</strong> dell’INPS. Quindi <strong data-start="4806" data-end="4827">muoviti per tempo</strong>, informati e verifica ogni dato. Perché <strong data-start="4868" data-end="4892">ogni settimana conta</strong>.</p>
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		<title>Diritti inespressi sulla pensione: i soldi che l’INPS ti deve, ma solo se li richiedi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 20:28:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Soldi e risparmio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti pensionati non sanno che ci sono aiuti economici e integrazioni che spettano per legge, ma che non vengono dati in automatico. Si tratta dei&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="201" data-end="453"><em data-start="201" data-end="453">Molti pensionati non sanno che ci sono <strong data-start="241" data-end="260">aiuti economici</strong> e <strong data-start="263" data-end="279">integrazioni</strong> che spettano per legge, ma che <strong data-start="311" data-end="345">non vengono dati in automatico</strong>. Si tratta dei cosiddetti <strong data-start="372" data-end="394">diritti inespressi</strong>: scopri se anche tu puoi avere <strong data-start="426" data-end="439">più soldi</strong> in pensione.</em></p>
<p class="" data-start="455" data-end="1231">Quando si parla di <strong data-start="474" data-end="486">pensione</strong>, pensi subito all’importo che ricevi ogni mese. Ma sapevi che potresti <strong data-start="558" data-end="587">avere diritto a più soldi</strong>? Si chiamano <strong data-start="601" data-end="623">diritti inespressi</strong> e sono <strong data-start="631" data-end="650">aiuti economici</strong>, <strong data-start="652" data-end="669">maggiorazioni</strong> o <strong data-start="672" data-end="688">integrazioni</strong> che l’INPS riconosce <strong data-start="710" data-end="733">solo se li richiedi</strong>. Molti pensionati <strong data-start="752" data-end="772">non li conoscono</strong> e quindi <strong data-start="782" data-end="801">non li ricevono</strong>, anche se ne avrebbero pieno diritto. Non si tratta di bonus straordinari, ma di <strong data-start="883" data-end="917">importi che spettano per legge</strong>, spesso legati al tuo <strong data-start="940" data-end="951">reddito</strong>, alla tua <strong data-start="962" data-end="969">età</strong> o ai <strong data-start="975" data-end="997">contributi versati</strong>. Non servono raccomandazioni o conoscenze: <strong data-start="1041" data-end="1071">basta sapere cosa chiedere</strong>. Ecco perché è importante conoscere bene questi diritti: potresti <strong data-start="1138" data-end="1179">scoprire che hai perso soldi per anni</strong>. Vediamo insieme cosa sono e come puoi richiederli.</p>
<h2 class="" data-start="1233" data-end="1296">Cosa sono i diritti inespressi e perché sono così importanti</h2>
<p class="" data-start="1298" data-end="1598">I <strong data-start="1300" data-end="1322">diritti inespressi</strong> sono <strong data-start="1328" data-end="1354">prestazioni economiche</strong> che ti spettano per legge ma che l’INPS <strong data-start="1395" data-end="1431">non ti riconosce automaticamente</strong>. Questo significa che se <strong data-start="1457" data-end="1485">non presenti una domanda</strong>, <strong data-start="1487" data-end="1510">non riceverai nulla</strong>. E non perché non ne hai diritto, ma semplicemente perché <strong data-start="1569" data-end="1597">nessuno li attiva per te</strong>.</p>
<p class="" data-start="1600" data-end="1936">Questi soldi <strong data-start="1613" data-end="1634">non vengono persi</strong>, ma <strong data-start="1639" data-end="1659">restano bloccati</strong> finché non fai richiesta. Eppure, si tratta spesso di <strong data-start="1714" data-end="1741">integrazioni importanti</strong> che possono <strong data-start="1754" data-end="1791">migliorare il tuo assegno mensile</strong>. Molti pensionati non li conoscono perché <strong data-start="1834" data-end="1856">nessuno li informa</strong>, e non tutti sanno come accedere al proprio <strong data-start="1901" data-end="1928">fascicolo previdenziale</strong> online.</p>
<p class="" data-start="1938" data-end="2212">Alcuni diritti inespressi sono legati ai <strong data-start="1979" data-end="1996">redditi bassi</strong>, altri alla <strong data-start="2009" data-end="2051">continuità lavorativa dopo la pensione</strong>, altri ancora alla presenza di <strong data-start="2083" data-end="2105">familiari a carico</strong>. Spesso basta <strong data-start="2120" data-end="2145">un’autocertificazione</strong> o una semplice domanda tramite <strong data-start="2177" data-end="2196">CAF o patronato</strong> per sbloccarli.</p>
<p class="" data-start="2214" data-end="2363">Ecco perché è fondamentale <strong data-start="2241" data-end="2265">verificare ogni anno</strong> se hai diritto a qualcosa in più: <strong data-start="2300" data-end="2338">non aspettare che l’INPS ti chiami</strong>, perché <strong data-start="2347" data-end="2362">non lo farà</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="2365" data-end="2435">Le principali prestazioni che devi richiedere per non perdere soldi</h2>
<p class="" data-start="2437" data-end="2641">Esistono diverse <strong data-start="2454" data-end="2482">forme di aiuto economico</strong> che rientrano nei cosiddetti diritti inespressi. Alcune di queste possono <strong data-start="2557" data-end="2579">fare la differenza</strong> per chi riceve <strong data-start="2595" data-end="2617">una pensione bassa</strong>. Vediamo le principali.</p>
<ul data-start="2643" data-end="3559">
<li class="" data-start="2643" data-end="2868">
<p class="" data-start="2645" data-end="2868"><strong data-start="2645" data-end="2683">Integrazione al trattamento minimo</strong>: se la tua pensione è <strong data-start="2706" data-end="2738">inferiore a una certa soglia</strong> (decisa ogni anno), puoi chiedere che venga <strong data-start="2783" data-end="2796">aumentata</strong> fino al minimo previsto. Ma devi dimostrare di avere <strong data-start="2850" data-end="2867">redditi bassi</strong>.</p>
</li>
<li class="" data-start="2870" data-end="3052">
<p class="" data-start="2872" data-end="3052"><strong data-start="2872" data-end="2897">Maggiorazioni sociali</strong>: si tratta di <strong data-start="2912" data-end="2931">piccoli aumenti</strong> che spettano a chi ha <strong data-start="2954" data-end="2972">più di 60 anni</strong> e <strong data-start="2975" data-end="2995">redditi limitati</strong>. Anche queste <strong data-start="3010" data-end="3034">non arrivano da sole</strong>, vanno richieste.</p>
</li>
<li class="" data-start="3054" data-end="3222">
<p class="" data-start="3056" data-end="3222"><strong data-start="3056" data-end="3083">Supplemento di pensione</strong>: se hai continuato a lavorare anche <strong data-start="3120" data-end="3145">dopo il pensionamento</strong>, puoi chiedere un <strong data-start="3164" data-end="3190">aumento della pensione</strong> per i nuovi contributi versati.</p>
</li>
<li class="" data-start="3224" data-end="3411">
<p class="" data-start="3226" data-end="3411"><strong data-start="3226" data-end="3255">Quattordicesima mensilità</strong>: spetta a molti pensionati con <strong data-start="3287" data-end="3304">reddito basso</strong>, ma <strong data-start="3309" data-end="3341">non viene data in automatico</strong> ogni anno. Devi presentare <strong data-start="3369" data-end="3393">i redditi aggiornati</strong> per non perderla.</p>
</li>
<li class="" data-start="3413" data-end="3559">
<p class="" data-start="3415" data-end="3559"><strong data-start="3415" data-end="3442">Assegni familiari (ANF)</strong>: anche i pensionati possono averne diritto, soprattutto se hanno <strong data-start="3508" data-end="3536">coniugi o figli a carico</strong> e <strong data-start="3539" data-end="3558">redditi modesti</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3561" data-end="3747">Tutti questi aiuti <strong data-start="3580" data-end="3620">vanno richiesti con apposita domanda</strong>. E se hai dubbi, rivolgiti sempre a un <strong data-start="3660" data-end="3679">CAF o patronato</strong>: il servizio è gratuito e può farti ottenere <strong data-start="3725" data-end="3746">ciò che ti spetta</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="3749" data-end="3800">Come controllare se ti spettano e fare richiesta</h2>
<p class="" data-start="3802" data-end="4152">Controllare se hai diritto ai <strong data-start="3832" data-end="3854">diritti inespressi</strong> è più facile di quanto pensi. Il primo passo è accedere al <strong data-start="3914" data-end="3941">fascicolo previdenziale</strong> sul sito dell’INPS, usando <strong data-start="3969" data-end="3988">SPID, CIE o CNS</strong>. Una volta dentro, puoi <strong data-start="4013" data-end="4049">verificare le prestazioni attive</strong>, controllare se hai fatto <strong data-start="4076" data-end="4100">richieste in passato</strong> e <strong data-start="4103" data-end="4151">scaricare il tuo estratto conto contributivo</strong>.</p>
<p class="" data-start="4154" data-end="4407">Ma se non hai dimestichezza con internet, <strong data-start="4196" data-end="4216">non preoccuparti</strong>. Puoi rivolgerti a un <strong data-start="4239" data-end="4260">CAF, un patronato</strong> o anche al tuo <strong data-start="4276" data-end="4289">sindacato</strong> di riferimento. Loro sanno <strong data-start="4317" data-end="4349">esattamente cosa controllare</strong> e possono aiutarti <strong data-start="4369" data-end="4395">a compilare le domande</strong> necessarie.</p>
<p class="" data-start="4409" data-end="4675">Ricorda che <strong data-start="4421" data-end="4434">ogni anno</strong> puoi aggiornare la tua situazione reddituale. Questo è fondamentale per non perdere <strong data-start="4519" data-end="4541">la quattordicesima</strong> o le <strong data-start="4547" data-end="4564">maggiorazioni</strong>. Inoltre, se pensi di aver <strong data-start="4592" data-end="4617">perso degli arretrati</strong>, puoi sempre chiedere un <strong data-start="4643" data-end="4674">riesame della tua posizione</strong>.</p>
<p class="" data-start="4677" data-end="4819">Non aspettare che sia troppo tardi: ogni mese che passa <strong data-start="4733" data-end="4766">può essere un’occasione persa</strong>. I soldi ci sono, <strong data-start="4785" data-end="4818">ma devi essere tu a chiederli</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Pensione a 67 anni: fino a quando sarà possibile davvero</title>
		<link>https://www.jedanews.com/pensione-a-67-anni-fino-a-quando-sara-possibile-davvero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2025 20:14:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai sentito parlare dell’aumento dell’età pensionabile? Oggi si va in pensione a 67 anni, ma in futuro potrebbe cambiare tutto. Scopri fin dove si potrà&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="61" data-end="290"><em data-start="61" data-end="290">Hai sentito parlare dell’aumento dell’età pensionabile? Oggi si va in pensione a 67 anni, ma in futuro potrebbe cambiare tutto. Scopri fin dove si potrà andare avanti con questa soglia e cosa potrebbe succedere dal 2027 in poi.</em></p>
<p class="" data-start="292" data-end="784">Oggi <strong data-start="297" data-end="334">puoi andare in pensione a 67 anni</strong> se hai almeno <strong data-start="349" data-end="374">20 anni di contributi</strong>. Questa regola è valida <strong data-start="399" data-end="415">fino al 2026</strong>, ma dopo potrebbero arrivare <strong data-start="445" data-end="457">sorprese</strong>. Le leggi italiane prevedono infatti degli <strong data-start="501" data-end="527">adeguamenti automatici</strong> in base alla <strong data-start="541" data-end="561">speranza di vita</strong>, che potrebbero alzare l’età minima. Anche se alcuni politici vogliono bloccare questi aumenti, le <strong data-start="661" data-end="697">previsioni non sono rassicuranti</strong>. E tu, ti sei mai chiesto cosa succederà davvero dopo il 2026? Vediamolo bene insieme.</p>
<h2 class="" data-start="786" data-end="829">La pensione a 67 anni resta fino al 2026</h2>
<p class="" data-start="831" data-end="1708">Se oggi vuoi smettere di lavorare con la pensione di vecchiaia, puoi farlo <strong data-start="906" data-end="935">al compimento dei 67 anni</strong>, <strong data-start="937" data-end="992">ma solo se hai almeno 20 anni di contributi versati</strong>. Questa regola riguarda <strong data-start="1017" data-end="1048">sia gli uomini che le donne</strong>, senza differenze. Il <strong data-start="1071" data-end="1098">Ministero dell’Economia</strong> ha già confermato che <strong data-start="1121" data-end="1181">questa soglia resterà invariata fino al 31 dicembre 2026</strong>. Non ci saranno quindi aumenti per almeno altri <strong data-start="1230" data-end="1242">due anni</strong>. Questo blocco è stato ufficializzato con il <strong data-start="1288" data-end="1318">Decreto del 18 luglio 2023</strong>, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a ottobre dello stesso anno. Si tratta di una <strong data-start="1402" data-end="1419">buona notizia</strong>, ma non è detto che duri a lungo. Il motivo? La legge italiana prevede che ogni due anni si possa <strong data-start="1518" data-end="1551">modificare l’età pensionabile</strong> seguendo i dati dell’<strong data-start="1573" data-end="1605">ISTAT sulla speranza di vita</strong>. Se gli italiani vivono più a lungo, lo Stato potrebbe decidere di <strong data-start="1673" data-end="1707">allungare il tempo da lavorare</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="1710" data-end="1753">Dal 2027 potrebbero arrivare gli aumenti</h2>
<p class="" data-start="1755" data-end="2141">Dopo il 2026, tutto potrebbe cambiare. Secondo le <strong data-start="1805" data-end="1827">proiezioni attuali</strong>, l’età pensionabile potrebbe <strong data-start="1857" data-end="1895">salire a 67 anni e 3 mesi nel 2027</strong>, e arrivare <strong data-start="1908" data-end="1944">fino a 67 anni e 5 mesi nel 2029</strong>. Questo perché la legge Fornero prevede un <strong data-start="1988" data-end="2016">aggiornamento automatico</strong> ogni due anni, <strong data-start="2032" data-end="2065">basato sulla speranza di vita</strong>. Se le persone vivono di più, lo Stato vuole che <strong data-start="2115" data-end="2139">lavorino più a lungo</strong>.</p>
<p class="" data-start="2143" data-end="2681">Alcuni politici, però, stanno cercando di <strong data-start="2185" data-end="2211">fermare questi aumenti</strong>. Il Ministro Giorgetti ha parlato di una possibile <strong data-start="2263" data-end="2302">“sterilizzazione” degli adeguamenti</strong>, cioè di <strong data-start="2312" data-end="2325">bloccarli</strong>, almeno per un po’. Ma al momento non c’è nessuna legge ufficiale che lo confermi. Quindi, se nulla cambia, dal 2027 <strong data-start="2443" data-end="2483">dovremo lavorare qualche mese in più</strong> prima di andare in pensione. Questo potrebbe sembrare poco, ma con il tempo potrebbero essere <strong data-start="2578" data-end="2592">anche anni</strong>. E per chi fa lavori <strong data-start="2614" data-end="2638">pesanti o stressanti</strong>, quei mesi in più fanno la <strong data-start="2666" data-end="2680">differenza</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="2683" data-end="2729">Le alternative per andare in pensione prima</h2>
<p class="" data-start="2731" data-end="2896">Se temi di <strong data-start="2742" data-end="2783">non farcela a lavorare fino a 67 anni</strong>, sappi che ci sono <strong data-start="2803" data-end="2826">alcune vie d’uscita</strong>, anche se non sempre facili da seguire. Per esempio, puoi accedere a:</p>
<ul data-start="2898" data-end="3248">
<li class="" data-start="2898" data-end="2995">
<p class="" data-start="2900" data-end="2995"><strong data-start="2900" data-end="2913">Quota 103</strong>, che ti permette di andare in pensione con <strong data-start="2957" data-end="2994">62 anni di età e 41 di contributi</strong>.</p>
</li>
<li class="" data-start="2996" data-end="3139">
<p class="" data-start="2998" data-end="3139"><strong data-start="2998" data-end="3015">Opzione donna</strong>, riservata a chi ha almeno <strong data-start="3043" data-end="3068">35 anni di contributi</strong> e un’età minima che cambia in base a determinate condizioni familiari.</p>
</li>
<li class="" data-start="3140" data-end="3248">
<p class="" data-start="3142" data-end="3248"><strong data-start="3142" data-end="3157">Ape sociale</strong>, per chi fa <strong data-start="3170" data-end="3188">lavori gravosi</strong>, è <strong data-start="3192" data-end="3207">disoccupato</strong> o ha un <strong data-start="3216" data-end="3247">familiare disabile a carico</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3250" data-end="3686"><em data-start="3250" data-end="3300">Tutte queste alternative hanno requisiti precisi</em>, e non tutti possono beneficiarne. Inoltre, spesso l’importo della pensione può essere <strong data-start="3388" data-end="3401">più basso</strong> rispetto alla pensione di vecchiaia normale. Quindi, anche se puoi <strong data-start="3469" data-end="3485">uscire prima</strong>, devi valutare bene se ti <strong data-start="3512" data-end="3532">conviene davvero</strong>. È sempre utile farsi fare un <strong data-start="3563" data-end="3590">calcolo da un patronato</strong> o usare i servizi online dell’INPS per capire <strong data-start="3637" data-end="3661">quando potrai uscire</strong> e <strong data-start="3664" data-end="3685">con quale importo</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Assegno di inclusione e pensioni: cosa cambia da aprile 2025</title>
		<link>https://www.jedanews.com/assegno-di-inclusione-e-pensioni-cosa-cambia-da-aprile-2025/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 15:21:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Soldi e risparmio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1° aprile 2025 ci sono importanti novità per chi percepisce una pensione e ha familiari che richiedono l’Assegno di Inclusione. Cambiano i limiti ISEE&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1° aprile 2025 ci sono importanti novità per chi percepisce una pensione e ha familiari che richiedono l’Assegno di Inclusione. Cambiano i limiti ISEE e i criteri di compatibilità. Ecco cosa sapere per non perdere il diritto ai benefici.</p>
<p>L’<strong data-start="382" data-end="407">Assegno di Inclusione</strong> (ADI) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, e dal 2024 viene erogato a <strong data-start="499" data-end="535">famiglie in difficoltà economica</strong>, con presenza di minori, anziani o disabili. Ma <strong data-start="584" data-end="616">molti pensionati si chiedono</strong>: posso percepire l’ADI se ricevo una pensione? Posso farne richiesta per un familiare a carico? E se lo prende mio figlio, rischio di perdere l’integrazione al minimo? Da aprile 2025, con l’aggiornamento delle <strong data-start="827" data-end="869">soglie ISEE e dei parametri reddituali</strong>, ci sono <strong data-start="879" data-end="895">nuove regole</strong> da tenere d’occhio. In questo articolo vediamo in modo semplice e chiaro <strong data-start="969" data-end="1001">cosa cambia per i pensionati</strong>, quando l’Assegno è compatibile e <strong data-start="1036" data-end="1114">come evitare errori che possono portare alla sospensione di altri benefici</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="1122" data-end="1173">Assegno di Inclusione: come funziona nel 2025</h2>
<p class="" data-start="1175" data-end="1267">L’Assegno di Inclusione spetta alle famiglie che rispettano questi <strong data-start="1242" data-end="1266">requisiti principali</strong>:</p>
<ul data-start="1269" data-end="1524">
<li class="" data-start="1269" data-end="1348">
<p class="" data-start="1271" data-end="1348">Presenza di almeno un <strong data-start="1293" data-end="1306">minorenne</strong>, un <strong data-start="1311" data-end="1330">anziano over 60</strong> o un <strong data-start="1336" data-end="1348">disabile</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="1349" data-end="1382">
<p class="" data-start="1351" data-end="1382"><strong data-start="1351" data-end="1382">ISEE inferiore a 9.360 euro</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="1383" data-end="1524">
<p class="" data-start="1385" data-end="1425"><strong data-start="1385" data-end="1412">Reddito familiare annuo</strong> inferiore a:</p>
<ul data-start="1428" data-end="1524">
<li class="" data-start="1428" data-end="1461">
<p class="" data-start="1430" data-end="1461">6.000 € (8.640 € se in affitto)</p>
</li>
<li class="" data-start="1464" data-end="1524">
<p class="" data-start="1466" data-end="1524">7.560 € per famiglie con disabile (10.080 € se in affitto)</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="1526" data-end="1788">L’importo può arrivare fino a <strong data-start="1556" data-end="1576">6.000 euro annui</strong>, più un contributo per l’affitto fino a 3.360 €.<br data-start="1625" data-end="1628" />È compatibile con <strong data-start="1646" data-end="1679">pensioni di invalidità civile</strong>, <strong data-start="1681" data-end="1700">assegni sociali</strong> o <strong data-start="1703" data-end="1721">pensioni basse</strong>, ma solo se <strong data-start="1734" data-end="1787">il reddito familiare complessivo resta nei limiti</strong>.</p>
<p class="" data-start="1790" data-end="1916">Il pagamento avviene tramite la <strong data-start="1822" data-end="1845">Carta di Inclusione</strong>, utilizzabile per acquisti essenziali (alimentari, bollette, affitto).</p>
<h2 class="" data-start="1923" data-end="1976">Se sei pensionato: ecco quando puoi avere l’ADI</h2>
<p class="" data-start="1978" data-end="2077">Puoi avere l’Assegno di Inclusione <strong data-start="2013" data-end="2049">anche se percepisci una pensione</strong>, ma <strong data-start="2054" data-end="2076">solo in certi casi</strong>:</p>
<ul data-start="2079" data-end="2274">
<li class="" data-start="2079" data-end="2142">
<p class="" data-start="2081" data-end="2142">Se <strong data-start="2084" data-end="2111">la tua pensione è bassa</strong> (inferiore a 600 euro mensili)</p>
</li>
<li class="" data-start="2143" data-end="2218">
<p class="" data-start="2145" data-end="2218">Sei <strong data-start="2152" data-end="2168">anziano solo</strong> o vivi con altri familiari disoccupati o invalidi</p>
</li>
<li class="" data-start="2219" data-end="2274">
<p class="" data-start="2221" data-end="2274">Se <strong data-start="2224" data-end="2274">il tuo ISEE familiare è inferiore a 9.360 euro</strong></p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2276" data-end="2520">L’ADI <strong data-start="2282" data-end="2302">non è cumulabile</strong> con pensioni superiori a queste soglie, né con altri sussidi come il <strong data-start="2372" data-end="2386">REI estero</strong>. Tuttavia, <strong data-start="2398" data-end="2435">non viene scalato automaticamente</strong>: devi presentare una <strong data-start="2457" data-end="2489">domanda online sul sito INPS</strong>, oppure con l’aiuto di un CAF.</p>
<p class="" data-start="2522" data-end="2698">In molti casi, <strong data-start="2537" data-end="2587">l’ADI può essere ricevuto dal nucleo familiare</strong> anche se <strong data-start="2597" data-end="2629">un membro prende la pensione</strong>, a patto che l’ISEE sia aggiornato e i redditi rientrino nei limiti.</p>
<p class="" data-start="2700" data-end="2915">Attenzione: <strong data-start="2712" data-end="2776">chi riceve l’ADI deve sottoscrivere un “patto di inclusione”</strong>. I pensionati sono <strong data-start="2796" data-end="2832">esonerati da obblighi lavorativi</strong>, ma devono comunque essere inclusi nei percorsi sociali (visite, controlli, ecc.).</p>
<h2 class="" data-start="2922" data-end="2975">Cosa controllare per non perdere altri benefici</h2>
<p class="" data-start="2977" data-end="3087">Molti pensionati temono che richiedere l’ADI per sé o per un familiare possa <strong data-start="3054" data-end="3080">bloccare altri sussidi</strong>, come:</p>
<ul data-start="3089" data-end="3169">
<li class="" data-start="3089" data-end="3110">
<p class="" data-start="3091" data-end="3110"><strong data-start="3091" data-end="3110">Assegno sociale</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3111" data-end="3145">
<p class="" data-start="3113" data-end="3145"><strong data-start="3113" data-end="3145">Pensione integrata al minimo</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3146" data-end="3169">
<p class="" data-start="3148" data-end="3169"><strong data-start="3148" data-end="3169">Invalidità civile</strong></p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3171" data-end="3298">La chiave è tutta nell’<strong data-start="3194" data-end="3212">ISEE familiare</strong>. Se ricevi una pensione minima e un tuo familiare fa domanda per l’ADI, è importante:</p>
<ul data-start="3300" data-end="3490">
<li class="" data-start="3300" data-end="3336">
<p class="" data-start="3302" data-end="3336">Aggiornare l’ISEE in modo corretto</p>
</li>
<li class="" data-start="3337" data-end="3411">
<p class="" data-start="3339" data-end="3411">Verificare che <strong data-start="3354" data-end="3411">non vengano superate le soglie di reddito complessivo</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3412" data-end="3490">
<p class="" data-start="3414" data-end="3490">Comunicare <strong data-start="3425" data-end="3449">eventuali variazioni</strong> (convivenze, separazioni, redditi extra)</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3492" data-end="3632">In caso di errori o omissioni, l’INPS <strong data-start="3530" data-end="3574">può sospendere l’ADI o altri trattamenti</strong>, chiedendo anche la restituzione delle somme già erogate.</p>
<p class="" data-start="3634" data-end="3861"><strong data-start="3634" data-end="3651">Il consiglio?</strong> Rivolgiti a un <strong data-start="3667" data-end="3686">CAF o patronato</strong>, che saprà indicarti come comportarti in base alla tua situazione. Nel 2025 le regole cambiano spesso, ma con i documenti in ordine <strong data-start="3819" data-end="3860">puoi ottenere tutto ciò che ti spetta</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/assegno-di-inclusione-e-pensioni-cosa-cambia-da-aprile-2025/">Assegno di inclusione e pensioni: cosa cambia da aprile 2025</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Assegno sociale 2025: cambia tutto, i nuovi limiti e chi lo può richiedere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 19:21:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Soldi e risparmio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 cambiano i requisiti per ottenere l’assegno sociale. Nuovi importi e limiti di reddito aggiornati. Scopri chi ha diritto a questo aiuto, quanto spetta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2025 cambiano i requisiti per ottenere l’assegno sociale. Nuovi importi e limiti di reddito aggiornati. Scopri chi ha diritto a questo aiuto, quanto spetta al mese e come fare domanda in modo corretto.</p>
<p>L’<strong data-start="483" data-end="502">assegno sociale</strong> è una prestazione economica erogata dall’INPS destinata a chi ha <strong data-start="568" data-end="591">redditi molto bassi</strong> e non ha diritto a una pensione contributiva. Ogni anno l’importo e le soglie vengono aggiornati, e nel 2025 ci sono <strong data-start="709" data-end="730">novità importanti</strong> da conoscere. Si tratta di un aiuto fondamentale per <strong data-start="784" data-end="826">anziani soli o in difficoltà economica</strong>, che può arrivare fino a quasi <strong data-start="858" data-end="879">7.000 euro l’anno</strong>, erogati in <strong data-start="892" data-end="908">13 mensilità</strong>. Per averne diritto non servono contributi versati, ma bisogna rispettare requisiti ben precisi legati a <strong data-start="1014" data-end="1078">età, residenza, cittadinanza e reddito personale o familiare</strong>. In questo articolo ti spieghiamo <strong data-start="1113" data-end="1143">tutto ciò che serve sapere</strong>: requisiti, limiti, importi e modalità per fare domanda.</p>
<h2 class="" data-start="1207" data-end="1263">Chi può richiederlo: requisiti anagrafici e legali</h2>
<p class="" data-start="1265" data-end="1356">Per ottenere l’assegno sociale nel 2025, bisogna soddisfare <strong data-start="1325" data-end="1334">tutti</strong> i seguenti requisiti:</p>
<ul data-start="1358" data-end="1650">
<li class="" data-start="1358" data-end="1420">
<p class="" data-start="1360" data-end="1420"><strong data-start="1360" data-end="1367">Età</strong>: almeno <strong data-start="1376" data-end="1387">67 anni</strong> compiuti (età pensionabile 2025)</p>
</li>
<li class="" data-start="1421" data-end="1531">
<p class="" data-start="1423" data-end="1531"><strong data-start="1423" data-end="1439">Cittadinanza</strong>: italiana, oppure di un Paese UE, o extra-UE con <strong data-start="1489" data-end="1531">permesso di soggiorno di lungo periodo</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="1532" data-end="1593">
<p class="" data-start="1534" data-end="1593"><strong data-start="1534" data-end="1547">Residenza</strong>: in Italia da almeno <strong data-start="1569" data-end="1593">10 anni continuativi</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="1594" data-end="1650">
<p class="" data-start="1596" data-end="1650"><strong data-start="1596" data-end="1607">Reddito</strong>: inferiore alle soglie fissate annualmente</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="1652" data-end="1955">L’assegno è pensato per <strong data-start="1676" data-end="1701">persone in difficoltà</strong>, che <strong data-start="1707" data-end="1742">non hanno maturato una pensione</strong> o la percepiscono in misura minima. Anche chi riceve altre prestazioni (es. pensione d’invalidità) può avere diritto a un’integrazione. L’importante è che il <strong data-start="1901" data-end="1924">reddito complessivo</strong> non superi i limiti stabiliti.</p>
<p class="" data-start="1957" data-end="2148">L’assegno <strong data-start="1967" data-end="1988">non è reversibile</strong> e non viene trasmesso agli eredi. Inoltre, viene <strong data-start="2038" data-end="2071">sospeso se si vive all’estero</strong> per più di 29 giorni consecutivi, e <strong data-start="2108" data-end="2120">revocato</strong> se l’assenza supera l’anno.</p>
<h2 class="" data-start="2155" data-end="2203">I limiti di reddito aggiornati per il 2025</h2>
<p class="" data-start="2205" data-end="2307">Nel 2025 i <strong data-start="2216" data-end="2243">nuovi limiti di reddito</strong> per ottenere l’assegno sociale sono stati aggiornati dall’INPS:</p>
<ul data-start="2309" data-end="2432">
<li class="" data-start="2309" data-end="2369">
<p class="" data-start="2311" data-end="2369"><strong data-start="2311" data-end="2327">Persona sola</strong>: reddito annuo <strong data-start="2343" data-end="2369">inferiore a 7.002,97 €</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="2370" data-end="2432">
<p class="" data-start="2372" data-end="2432"><strong data-start="2372" data-end="2385">Coniugato</strong>: reddito familiare <strong data-start="2405" data-end="2432">inferiore a 14.005,94 €</strong></p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2434" data-end="2660">Questi limiti si riferiscono a <strong data-start="2465" data-end="2495">tutti i redditi imponibili</strong>, compresi interessi bancari, pensioni, rendite, affitti o altre entrate fiscali. È escluso il valore della casa in cui si vive, ma tutto il resto viene considerato.</p>
<p class="" data-start="2662" data-end="2832">Se si supera anche di poco queste soglie, <strong data-start="2704" data-end="2736">l’assegno non viene concesso</strong>. Se invece il reddito è inferiore, l’INPS calcola un’integrazione <strong data-start="2803" data-end="2831">fino al massimo previsto</strong>.</p>
<p class="" data-start="2834" data-end="2966">Per evitare errori, è consigliato presentare un <strong data-start="2882" data-end="2901">ISEE aggiornato</strong>, che verrà utilizzato per il calcolo del diritto e dell’importo.</p>
<h2 class="" data-start="2973" data-end="3020">Quanto spetta al mese e come fare domanda</h2>
<p class="" data-start="3022" data-end="3310">Nel 2025 l’<strong data-start="3033" data-end="3052">importo mensile</strong> dell’assegno sociale è pari a <strong data-start="3083" data-end="3098">538,69 euro</strong> per <strong data-start="3103" data-end="3119">13 mensilità</strong>, per un totale annuo massimo di <strong data-start="3152" data-end="3169">7.002,97 euro</strong>. Se il richiedente ha un reddito, l’assegno viene <strong data-start="3220" data-end="3249">ridotto proporzionalmente</strong>. Chi ha <strong data-start="3258" data-end="3281">reddito pari a zero</strong> riceverà l’importo completo.</p>
<p class="" data-start="3312" data-end="3334">L’assegno si richiede:</p>
<ol data-start="3336" data-end="3498">
<li class="" data-start="3336" data-end="3410">
<p class="" data-start="3339" data-end="3410">Online, sul sito <a class="" href="https://www.inps.it" target="_new" rel="noopener nofollow" data-start="3356" data-end="3386" target="_blank">inps.it</a> con <strong data-start="3391" data-end="3410">SPID, CIE o CNS</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3411" data-end="3444">
<p class="" data-start="3414" data-end="3444">Attraverso <strong data-start="3425" data-end="3444">CAF o patronati</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3445" data-end="3498">
<p class="" data-start="3448" data-end="3498">Chiamando il Contact Center INPS al numero 803 164</p>
</li>
</ol>
<p class="" data-start="3500" data-end="3740">L’INPS esamina la domanda e, se tutto è in regola, <strong data-start="3551" data-end="3609">accredita l’assegno dal mese successivo alla richiesta</strong>. La prestazione è soggetta a <strong data-start="3639" data-end="3659">verifica annuale</strong>, quindi è importante mantenere aggiornate le informazioni fiscali e anagrafiche.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come sapere già oggi quanto prenderai di pensione: guida facile ai simulatori INPS</title>
		<link>https://www.jedanews.com/come-sapere-gia-oggi-quanto-prenderai-di-pensione-guida-facile-ai-simulatori-inps/</link>
					<comments>https://www.jedanews.com/come-sapere-gia-oggi-quanto-prenderai-di-pensione-guida-facile-ai-simulatori-inps/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 15:35:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se ti chiedi quanto prenderai di pensione, puoi già scoprirlo grazie ai simulatori online dell’INPS. Con pochi dati, puoi avere una stima chiara e utile&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/come-sapere-gia-oggi-quanto-prenderai-di-pensione-guida-facile-ai-simulatori-inps/">Come sapere già oggi quanto prenderai di pensione: guida facile ai simulatori INPS</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="186" data-end="434"><em data-start="186" data-end="434">Se ti chiedi quanto prenderai di pensione, puoi già scoprirlo grazie ai simulatori online dell’INPS. Con pochi dati, puoi avere una stima chiara e utile per pianificare meglio il tuo futuro, anche se sei lavoratore autonomo o hai una partita IVA.</em></p>
<p class="" data-start="436" data-end="1286"><strong data-start="436" data-end="481">Vuoi sapere quanto prenderai di pensione?</strong> Non serve aspettare l’ultimo momento. Oggi, grazie a due strumenti dell’INPS, puoi <strong data-start="565" data-end="606">calcolare in anticipo la tua pensione</strong> in modo semplice e gratuito. Si tratta di <strong data-start="649" data-end="677">“La mia pensione futura”</strong> e <strong data-start="680" data-end="693">“Pensami”</strong>. Entrambi funzionano online e ti danno una <strong data-start="737" data-end="761">stima della pensione</strong> basata sui tuoi contributi e su quanto guadagni. Anche se sei un <strong data-start="827" data-end="841">dipendente</strong>, un <strong data-start="846" data-end="858">autonomo</strong> o hai una <strong data-start="869" data-end="884">partita IVA</strong>, puoi usare questi strumenti. Serve solo lo <strong data-start="929" data-end="937">SPID</strong> o altri sistemi di accesso digitali per il primo, mentre il secondo è <strong data-start="1008" data-end="1051">accessibile a tutti senza registrazione</strong>. Se ti stai chiedendo come si fa e quali dati servono, qui trovi una guida facile passo passo, con tutte le info utili aggiornate e i link diretti ai simulatori. Così puoi iniziare subito a pianificare il tuo domani, con più serenità.</p>
<h2 class="" data-start="1288" data-end="1343">Come funziona il simulatore “la mia pensione futura”</h2>
<p class="" data-start="1345" data-end="1820"><strong data-start="1345" data-end="1373">“La mia pensione futura”</strong> è il servizio INPS pensato per chi vuole conoscere in anticipo l’importo stimato della propria pensione. Funziona con accesso tramite <strong data-start="1508" data-end="1516">SPID</strong>, <strong data-start="1518" data-end="1525">CIE</strong> o <strong data-start="1528" data-end="1535">CNS</strong> e permette di vedere i propri <strong data-start="1566" data-end="1588">contributi versati</strong> fino ad oggi. Una volta entrato, il sistema ti fa una stima della pensione in base ai tuoi dati attuali e puoi anche fare simulazioni cambiando alcune cose, come la data in cui vuoi andare in pensione oppure il tuo reddito futuro.</p>
<p class="" data-start="1822" data-end="2270">Puoi anche vedere se ci sono dei periodi mancanti nei tuoi versamenti e segnalare eventuali errori. Questo è molto utile perché a volte l’INPS non ha registrato tutto correttamente. Il simulatore ti dice anche la prima data utile per andare in pensione in base alle leggi attuali. Il sito è molto chiaro e facile da usare, anche per chi non ha grande dimestichezza con i computer. Se hai già lavorato per qualche anno, ti conviene dare un’occhiata.</p>
<p class="" data-start="2272" data-end="2506">👉 Link diretto:<br data-start="2288" data-end="2291" /><a class="" href="https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-strumenti.la-mia-pensione-futura-simulazione-della-propria-pensione-50033.la-mia-pensione-futura-simulazione-della-propria-pensione.html" target="_new" rel="noopener nofollow" data-start="2291" data-end="2506" target="_blank">https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-strumenti.la-mia-pensione-futura-simulazione-della-propria-pensione-50033.la-mia-pensione-futura-simulazione-della-propria-pensione.html</a></p>
<h2 class="" data-start="2508" data-end="2573">Come usare “Pensami” se non hai SPID o non hai ancora lavorato</h2>
<p class="" data-start="2575" data-end="3021">Se non hai ancora lo SPID oppure non hai ancora iniziato a lavorare, puoi usare un altro strumento molto utile: il simulatore <strong data-start="2701" data-end="2714">“Pensami”</strong>. Questo strumento è pensato per tutti, anche per chi non è iscritto all’INPS o non ha mai lavorato. Serve solo per farti un’idea generale di quando potresti andare in pensione e con quali requisiti. Non dà l’importo preciso, ma ti aiuta a <strong data-start="2954" data-end="2985">capire le regole principali</strong> del sistema pensionistico italiano.</p>
<p class="" data-start="3023" data-end="3057">Ecco cosa puoi fare con “Pensami”:</p>
<ul data-start="3059" data-end="3304">
<li class="" data-start="3059" data-end="3096">
<p class="" data-start="3061" data-end="3096">Inserire la tua <strong data-start="3077" data-end="3096">data di nascita</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3097" data-end="3131">
<p class="" data-start="3099" data-end="3131">Indicare se sei <strong data-start="3115" data-end="3131">uomo o donna</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3132" data-end="3172">
<p class="" data-start="3134" data-end="3172">Dire a che età hai iniziato a lavorare</p>
</li>
<li class="" data-start="3173" data-end="3234">
<p class="" data-start="3175" data-end="3234">Scegliere se sei <strong data-start="3192" data-end="3234">dipendente, autonomo o con partita IVA</strong></p>
</li>
<li class="" data-start="3235" data-end="3304">
<p class="" data-start="3237" data-end="3304">Specificare se hai avuto periodi all’estero o di lavoro discontinuo</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3306" data-end="3581">Una volta inseriti i dati, il sistema ti dice a quali <strong data-start="3360" data-end="3403">tipi di pensione potresti avere diritto</strong> e in quali anni. È molto utile se vuoi capire, per esempio, se potrai accedere a <strong data-start="3485" data-end="3498">Quota 103</strong>, <strong data-start="3500" data-end="3517">Opzione Donna</strong> o altre forme anticipate. Il simulatore si trova a questo link:</p>
<p class="" data-start="3583" data-end="3647">👉 Link diretto:<br data-start="3599" data-end="3602" /><a class="" href="https://serviziweb2.inps.it/AS0207/SimScePen/" target="_new" rel="noopener nofollow" data-start="3602" data-end="3647" target="_blank">https://serviziweb2.inps.it/AS0207/SimScePen/</a></p>
<h2 class="" data-start="3649" data-end="3702">Perché conviene usare questi strumenti oggi stesso</h2>
<p class="" data-start="3704" data-end="4242">Conoscere in anticipo la propria situazione pensionistica può fare davvero la differenza. Se usi questi strumenti, puoi capire se i contributi versati sono corretti, se ti conviene continuare con il tuo lavoro attuale oppure cambiare qualcosa per migliorare la tua posizione futura. Spesso, chi è <strong data-start="4001" data-end="4013">autonomo</strong> o ha una <strong data-start="4023" data-end="4038">partita IVA</strong> non si rende conto che sta versando meno del necessario per una pensione dignitosa. Iniziare a pensarci prima ti permette di trovare soluzioni, come versamenti integrativi o forme di risparmio parallele.</p>
<p class="" data-start="4244" data-end="4638">Anche chi è <strong data-start="4256" data-end="4270">dipendente</strong> può trovare utili sorprese o problemi da sistemare in tempo. I simulatori non sono perfetti, ma offrono un&#8217;idea chiara e concreta di come sarà la tua pensione. E usarli è semplice: bastano pochi minuti. In più, ti aiutano a non trovarti impreparato e a evitare brutte sorprese in futuro. Meglio pensarci ora, con calma, che dover correre ai ripari all’ultimo momento.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/come-sapere-gia-oggi-quanto-prenderai-di-pensione-guida-facile-ai-simulatori-inps/">Come sapere già oggi quanto prenderai di pensione: guida facile ai simulatori INPS</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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		<title>Pensioni di aprile 2025, meno soldi per molti: cosa dice l’Inps</title>
		<link>https://www.jedanews.com/pensioni-di-aprile-2025-meno-soldi-per-molti-cosa-dice-linps/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2025 18:13:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è una sorpresa poco gradita nel cedolino di aprile per alcuni pensionati: l’importo è più basso del previsto. Ma non tutti sono coinvolti. Ecco cosa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/pensioni-di-aprile-2025-meno-soldi-per-molti-cosa-dice-linps/">Pensioni di aprile 2025, meno soldi per molti: cosa dice l’Inps</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="164" data-end="400"><em data-start="164" data-end="400">C&#8217;è una sorpresa poco gradita nel cedolino di aprile per alcuni pensionati: l’importo è più basso del previsto. Ma non tutti sono coinvolti. Ecco cosa sapere e perché l’Inps ha applicato queste trattenute, spiegato in parole semplici.</em></p>
<p class="" data-start="402" data-end="1056">Se hai controllato <strong data-start="421" data-end="448">l’area personale MyInps</strong> e ti sei accorto che <strong data-start="470" data-end="507">la pensione di aprile è più bassa</strong>, non sei l’unico. L’<strong data-start="528" data-end="568">Inps ha pubblicato il nuovo cedolino</strong> e per alcuni pensionati ci sono <strong data-start="601" data-end="626">trattenute impreviste</strong>. Il motivo principale è legato a un <strong data-start="663" data-end="685">conguaglio fiscale</strong> che non si è potuto concludere nei primi mesi dell’anno. Ma la buona notizia è che <strong data-start="769" data-end="797">non tutti sono coinvolti</strong>. Solo una <strong data-start="808" data-end="840">piccola parte dei pensionati</strong> deve ancora <strong data-start="853" data-end="886">restituire dei soldi al Fisco</strong>, e l’Inps, che agisce da <strong data-start="912" data-end="935">sostituto d’imposta</strong>, ha il compito di <strong data-start="954" data-end="983">recuperare questi importi</strong>. Vediamo insieme tutti i dettagli per capire meglio cosa sta succedendo.</p>
<h2 class="" data-start="1058" data-end="1109">Perché ad aprile alcuni pensionati ricevono meno</h2>
<p class="" data-start="1111" data-end="1603">Nel cedolino di aprile, alcuni pensionati si trovano un <strong data-start="1167" data-end="1188">importo inferiore</strong> rispetto a quello solito. La causa è spesso un <strong data-start="1236" data-end="1258">conguaglio fiscale</strong> riferito all’anno precedente, cioè al <strong data-start="1297" data-end="1305">2024</strong>. In pratica, l’Inps ha fatto un <strong data-start="1338" data-end="1363">ricalcolo delle tasse</strong> (come Irpef e addizionali locali) in base a quanto realmente dovuto. Se durante l’anno ti sono state trattenute <strong data-start="1476" data-end="1501">meno tasse del dovuto</strong>, adesso viene applicata la <strong data-start="1529" data-end="1543">correzione</strong>, ovvero una <strong data-start="1556" data-end="1576">nuova trattenuta</strong> per coprire la differenza.</p>
<p class="" data-start="1605" data-end="1979">Questo succede perché l’Inps considera solo <strong data-start="1649" data-end="1686">le pensioni erogate dall’Istituto</strong>, senza tener conto di <strong data-start="1709" data-end="1726">altri redditi</strong> che magari hai avuto e che comunicherai solo nella <strong data-start="1778" data-end="1807">dichiarazione dei redditi</strong>. Quindi, se a fine anno risulta un debito, l’Inps inizia a <strong data-start="1867" data-end="1892">recuperare quei soldi</strong> già da gennaio, febbraio e, se non bastano, anche nei mesi successivi come <strong data-start="1968" data-end="1978">aprile</strong>.</p>
<p class="" data-start="1981" data-end="2234">Però non preoccuparti: <strong data-start="2004" data-end="2045">non tutti i pensionati sono coinvolti</strong>. La maggior parte riceverà <strong data-start="2073" data-end="2110">lo stesso importo del mese scorso</strong>, con trattenute normali. Solo chi ha un <strong data-start="2151" data-end="2169">debito fiscale</strong> ancora aperto si troverà una <strong data-start="2199" data-end="2220">sorpresa sgradita</strong> nel cedolino.</p>
<h2 class="" data-start="2236" data-end="2294">Chi rischia trattenute più alte: tutti i casi possibili</h2>
<p class="" data-start="2296" data-end="2601">L’Inps ha chiarito che queste <strong data-start="2326" data-end="2346">trattenute extra</strong> riguardano soprattutto i pensionati che hanno avuto <strong data-start="2399" data-end="2432">ritenute fiscali troppo basse</strong> nel 2024. In questi casi, l’istituto recupera i soldi mese per mese, iniziando da gennaio. Ma se le <strong data-start="2533" data-end="2547">prime rate</strong> non sono bastate, il <strong data-start="2569" data-end="2600">recupero continua ad aprile</strong>.</p>
<p class="" data-start="2603" data-end="2915">Attenzione però: esiste una <strong data-start="2631" data-end="2652">regola importante</strong> per tutelare i redditi più bassi. Se <strong data-start="2690" data-end="2740">la tua pensione annua non supera i 18.000 euro</strong>, e se il debito da recuperare <strong data-start="2771" data-end="2797">è superiore a 100 euro</strong>, allora l’Inps <strong data-start="2813" data-end="2834">rateizza la somma</strong> fino a novembre. Questo evita di fare trattenute troppo pesanti in un solo mese.</p>
<p class="" data-start="2917" data-end="3038">Oltre a queste trattenute legate al <strong data-start="2953" data-end="2967">conguaglio</strong>, l’Inps continua anche a prelevare le <strong data-start="3006" data-end="3031">tasse mensili normali</strong>, cioè:</p>
<ul data-start="3040" data-end="3191">
<li class="" data-start="3040" data-end="3075">
<p class="" data-start="3042" data-end="3075"><strong data-start="3042" data-end="3061">L’Irpef mensile</strong>, come sempre;</p>
</li>
<li class="" data-start="3076" data-end="3135">
<p class="" data-start="3078" data-end="3135"><strong data-start="3078" data-end="3117">Le addizionali regionali e comunali</strong> relative al 2024;</p>
</li>
<li class="" data-start="3136" data-end="3191">
<p class="" data-start="3138" data-end="3191"><strong data-start="3138" data-end="3190">L’acconto delle addizionali comunali per il 2025</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3193" data-end="3407">Se invece percepisci <strong data-start="3214" data-end="3243">prestazioni assistenziali</strong> come l’<strong data-start="3251" data-end="3270">Assegno sociale</strong> o la <strong data-start="3276" data-end="3309">pensione di invalidità civile</strong>, non devi preoccuparti: queste misure <strong data-start="3348" data-end="3368">non sono tassate</strong> e quindi <strong data-start="3378" data-end="3406">non subiscono trattenute</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="3409" data-end="3474">Quando arriva il pagamento e cosa aspettarsi nei prossimi mesi</h2>
<p class="" data-start="3476" data-end="3804">Nonostante queste trattenute, la <strong data-start="3509" data-end="3531">data del pagamento</strong> della pensione di aprile <strong data-start="3557" data-end="3577">rimane invariata</strong>. L’<strong data-start="3581" data-end="3613">accredito sul conto corrente</strong> – sia per chi riceve la pensione in banca che alle Poste – è previsto per <strong data-start="3688" data-end="3713">martedì 1 aprile 2025</strong>. Anche chi ritira la pensione <strong data-start="3744" data-end="3774">in contanti allo sportello</strong> potrà farlo lo stesso giorno.</p>
<p class="" data-start="3806" data-end="4076">Quindi, a parte questi <strong data-start="3829" data-end="3849">casi particolari</strong>, la maggior parte dei pensionati <strong data-start="3883" data-end="3909">non noterà cambiamenti</strong> rispetto al mese scorso. Se però hai un <strong data-start="3950" data-end="3974">cedolino più leggero</strong>, ora sai che può dipendere da un <strong data-start="4008" data-end="4033">conguaglio in sospeso</strong> o dal normale <strong data-start="4048" data-end="4075">pagamento delle imposte</strong>.</p>
<p class="" data-start="4078" data-end="4405">Per stare tranquilli, il consiglio è di <strong data-start="4118" data-end="4152">controllare sempre il cedolino</strong> accedendo alla tua <strong data-start="4172" data-end="4200">area riservata su MyInps</strong>. Lì troverai tutte le voci dettagliate: <strong data-start="4241" data-end="4294">importo lordo, trattenute fiscali e importo netto</strong>. Se noti <strong data-start="4304" data-end="4326">qualcosa di strano</strong>, puoi anche <strong data-start="4339" data-end="4372">chiedere chiarimenti all’Inps</strong> o al tuo <strong data-start="4382" data-end="4404">CAF di riferimento</strong>.</p>
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		<title>Come abbassare l’età pensionabile e andare in pensione prima: tutti i trucchi legali che puoi usare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 20:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vuoi andare in pensione prima dei 67 anni? Non è un sogno impossibile. Esistono varie strade che ti permettono di smettere di lavorare prima, in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="84" data-end="339"><em data-start="84" data-end="339">Vuoi andare in pensione prima dei 67 anni? Non è un sogno impossibile. Esistono varie strade che ti permettono di smettere di lavorare prima, in modo legale. Basta conoscere le opzioni giuste e capire come usarle bene, anche con l’aiuto di un patronato.</em></p>
<p class="" data-start="341" data-end="1213">In Italia la <strong data-start="354" data-end="379">pensione di vecchiaia</strong> si prende a <strong data-start="392" data-end="403">67 anni</strong>, ma se ti muovi bene puoi uscire dal lavoro anche con diversi anni di anticipo. Ci sono <strong data-start="492" data-end="510">regole precise</strong>, ma anche alcune <strong data-start="528" data-end="547">vie alternative</strong> che puoi sfruttare. Con un po’ di attenzione e magari l’aiuto di un <strong data-start="616" data-end="638">patronato gratuito</strong>, puoi capire subito se hai diritto a una <strong data-start="680" data-end="703">pensione anticipata</strong>, se puoi <strong data-start="713" data-end="737">riscattare la laurea</strong>, oppure se rientri in una <strong data-start="764" data-end="786">categoria speciale</strong> come chi ha fatto lavori gravosi, chi ha iniziato a lavorare presto o chi assiste un familiare malato. Molti non lo sanno, ma <strong data-start="913" data-end="963">esistono bonus, finestre di uscita e incentivi</strong> per lasciare il lavoro prima. L’importante è <strong data-start="1009" data-end="1033">non aspettare troppo</strong> e controllare in tempo <strong data-start="1057" data-end="1084">l’estratto contributivo</strong> sul sito INPS. Se vuoi davvero <strong data-start="1116" data-end="1153">abbassare la tua età pensionabile</strong>, ci sono <strong data-start="1163" data-end="1196">diverse soluzioni da valutare</strong>, anche nel 2025.</p>
<h2 class="" data-start="1215" data-end="1274">Le pensioni anticipate: chi può uscire prima dei 67 anni</h2>
<p class="" data-start="1276" data-end="1760">Non tutti devono aspettare i <strong data-start="1305" data-end="1316">67 anni</strong>. In Italia, puoi <strong data-start="1334" data-end="1361">uscire prima dal lavoro</strong> grazie a diverse forme di <strong data-start="1388" data-end="1411">pensione anticipata</strong>. Alcune non hanno nemmeno un requisito minimo di età, ma si basano solo su <strong data-start="1487" data-end="1515">quanti anni hai lavorato</strong>. Per esempio, la <strong data-start="1533" data-end="1566">pensione anticipata ordinaria</strong> ti permette di andare in pensione con <strong data-start="1605" data-end="1640">42 anni e 10 mesi di contributi</strong> se sei un uomo, oppure con <strong data-start="1668" data-end="1689">41 anni e 10 mesi</strong> se sei donna. Non serve avere 62 o 65 anni: basta aver lavorato tanto.</p>
<p class="" data-start="1762" data-end="2145">C’è poi <strong data-start="1770" data-end="1783">Quota 103</strong>, prorogata anche per il <strong data-start="1808" data-end="1816">2025</strong>. Ti permette di andare in pensione con <strong data-start="1856" data-end="1898">62 anni di età e 41 anni di contributi</strong>. Attenzione, però: l’assegno ha un <strong data-start="1934" data-end="1951">tetto massimo</strong> di circa <strong data-start="1961" data-end="1989">2.413 euro lordi al mese</strong>. Inoltre, dovrai aspettare <strong data-start="2017" data-end="2031">7 o 9 mesi</strong> (dipende se lavori nel pubblico o nel privato) dalla data in cui maturi i requisiti, prima di ricevere l’assegno.</p>
<p class="" data-start="2147" data-end="2391">Un altro caso è quello dei <strong data-start="2174" data-end="2196">lavoratori precoci</strong>, cioè chi ha iniziato a lavorare <strong data-start="2230" data-end="2251">prima dei 19 anni</strong>. Se rientri in categorie come <strong data-start="2282" data-end="2335">caregiver, invalidi, disoccupati o lavori gravosi</strong>, puoi andare in pensione con <strong data-start="2365" data-end="2390">41 anni di contributi</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="2393" data-end="2454">Le categorie speciali che possono andare in pensione prima</h2>
<p class="" data-start="2456" data-end="2690">Esistono anche forme di pensione dedicate a <strong data-start="2500" data-end="2524">categorie specifiche</strong> di persone. Se fai parte di questi gruppi, potresti <strong data-start="2577" data-end="2609">abbassare l’età pensionabile</strong> anche di diversi anni. Ecco quali sono le opzioni principali che devi conoscere.</p>
<p class="" data-start="2692" data-end="2808">Una di queste è l’<strong data-start="2710" data-end="2725">APE Sociale</strong>, riservata a chi ha <strong data-start="2746" data-end="2757">63 anni</strong> e si trova in situazioni particolari. Per esempio:</p>
<ul data-start="2809" data-end="2991">
<li class="" data-start="2809" data-end="2842">
<p class="" data-start="2811" data-end="2842">chi è <strong data-start="2817" data-end="2832">disoccupato</strong> da tempo;</p>
</li>
<li class="" data-start="2843" data-end="2895">
<p class="" data-start="2845" data-end="2895">chi assiste un <strong data-start="2860" data-end="2882">familiare disabile</strong> (caregiver);</p>
</li>
<li class="" data-start="2896" data-end="2939">
<p class="" data-start="2898" data-end="2939">chi svolge <strong data-start="2909" data-end="2938">lavori faticosi o gravosi</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="2940" data-end="2991">
<p class="" data-start="2942" data-end="2991">chi ha un’invalidità <strong data-start="2963" data-end="2990">pari o superiore al 74%</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2993" data-end="3140">Se rientri in uno di questi casi e hai almeno <strong data-start="3039" data-end="3069">30 o 36 anni di contributi</strong>, puoi ricevere un <strong data-start="3088" data-end="3107">assegno mensile</strong> fino alla pensione di vecchiaia.</p>
<p class="" data-start="3142" data-end="3466">Per le donne, c’è anche <strong data-start="3166" data-end="3183">Opzione Donna</strong>. Serve almeno <strong data-start="3198" data-end="3223">35 anni di contributi</strong> e un’età minima tra <strong data-start="3244" data-end="3260">61 e 63 anni</strong>, in base al numero di figli e ad altre condizioni. L’importo della pensione viene calcolato con il <strong data-start="3360" data-end="3383">metodo contributivo</strong>, quindi può essere più basso, ma consente comunque di <strong data-start="3438" data-end="3465">uscire prima dal lavoro</strong>.</p>
<p class="" data-start="3468" data-end="3681">Infine, chi fa <strong data-start="3483" data-end="3513">lavori usuranti o notturni</strong> (come maestre, infermieri turnisti, muratori) può avere accesso a una pensione anticipata speciale, se ha almeno <strong data-start="3627" data-end="3652">35 anni di contributi</strong> e soddisfa altre condizioni.</p>
<h2 class="" data-start="3683" data-end="3738">Altri modi per anticipare la pensione in modo legale</h2>
<p class="" data-start="3740" data-end="4128">Oltre alle pensioni anticipate, puoi usare altri strumenti per <strong data-start="3803" data-end="3837">avvicinare l’uscita dal lavoro</strong>. Uno dei più utili è il <strong data-start="3862" data-end="3887">riscatto della laurea</strong>. Se hai frequentato l’università, puoi trasformare quegli anni in <strong data-start="3954" data-end="3982">contributi previdenziali</strong>. C’è anche la versione <strong data-start="4006" data-end="4019">agevolata</strong>, che costa meno e ti permette di <strong data-start="4053" data-end="4094">raggiungere prima le soglie richieste</strong> per le varie pensioni anticipate.</p>
<p class="" data-start="4130" data-end="4426">Un altro metodo è quello dei <strong data-start="4159" data-end="4183">contributi volontari</strong>. Se ti mancano pochi mesi o anni per accedere a una pensione, puoi <strong data-start="4251" data-end="4271">pagare tu stesso</strong> dei contributi, in accordo con l’INPS. È una soluzione utile se hai avuto <strong data-start="4346" data-end="4366">pause lavorative</strong> o se sei vicino a una soglia importante come i <strong data-start="4414" data-end="4425">41 anni</strong>.</p>
<p class="" data-start="4428" data-end="4747">Infine, se rientri in <strong data-start="4450" data-end="4463">Quota 103</strong> ma non vuoi ancora uscire, puoi sfruttare il cosiddetto <strong data-start="4520" data-end="4536">Bonus Maroni</strong>: i contributi che normalmente andrebbero all’INPS <strong data-start="4587" data-end="4622">vengono dati a te in busta paga</strong>, esentasse. È un incentivo per chi sceglie di <strong data-start="4669" data-end="4690">restare al lavoro</strong> nonostante abbia già i requisiti per andare in pensione.</p>
<p class="" data-start="4749" data-end="5041">In ogni caso, il consiglio più utile è questo: <strong data-start="4796" data-end="4838">controlla il tuo estratto contributivo</strong> e fatti aiutare da un <strong data-start="4861" data-end="4883">patronato gratuito</strong>. Ti diranno con precisione quando puoi <strong data-start="4923" data-end="4947">smettere di lavorare</strong>, con quali regole, e quanto prenderai ogni mese. Meglio informarsi oggi che aspettare troppo.</p>
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		<title>Se ho meno di 20 anni di contributi non percepirò mai una pensione? Falso! Ecco cosa dice la legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 19:04:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti pensano che senza 20 anni di contributi non si avrà mai diritto alla pensione, ma non è sempre così. Esistono regole, eccezioni e soluzioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/se-ho-meno-di-20-anni-di-contributi-non-percepiro-mai-una-pensione-falso-ecco-cosa-dice-la-legge/">Se ho meno di 20 anni di contributi non percepirò mai una pensione? Falso! Ecco cosa dice la legge</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="63" data-end="318"><em data-start="63" data-end="318">Molti pensano che senza 20 anni di contributi non si avrà mai diritto alla pensione, ma non è sempre così. Esistono regole, eccezioni e soluzioni che possono cambiare il tuo futuro. Ecco tutto quello che devi sapere in parole semplici, senza confusione.</em></p>
<p class="" data-start="320" data-end="1059">Se non hai <strong data-start="331" data-end="356">20 anni di contributi</strong>, potresti pensare che la <strong data-start="382" data-end="408">pensione non ti spetti</strong>. In realtà, ci sono <strong data-start="429" data-end="452">alcune vie d’uscita</strong> che ti permettono comunque di ricevere qualcosa. La legge prevede dei casi in cui è possibile andare in pensione anche con <strong data-start="576" data-end="595">meno contributi</strong>, ma spesso servono <strong data-start="615" data-end="634">più anni di età</strong> oppure <strong data-start="642" data-end="667">requisiti particolari</strong>. È importante sapere che se hai iniziato a lavorare dopo il 1995, puoi avere diritto a una <strong data-start="759" data-end="784">pensione contributiva</strong> anche con solo <strong data-start="800" data-end="824">5 anni di versamenti</strong>. Inoltre, puoi <strong data-start="840" data-end="892">sommare i contributi versati in gestioni diverse</strong>. Conoscere queste regole può fare la differenza tra avere <strong data-start="951" data-end="974">una pensione minima</strong> o <strong data-start="977" data-end="996">non avere nulla</strong>. Leggi tutto con calma e scopri quali possibilità hai davvero.</p>
<h2 class="" data-start="1061" data-end="1117">Se non hai 20 anni di contributi, non tutto è perduto</h2>
<p class="" data-start="1119" data-end="1582">In Italia, per avere diritto alla <strong data-start="1153" data-end="1188">pensione di vecchiaia ordinaria</strong>, servono <strong data-start="1198" data-end="1230">almeno 20 anni di contributi</strong> e un&#8217;età minima di <strong data-start="1250" data-end="1261">67 anni</strong>. Questo vale per la maggior parte delle persone che hanno versato contributi <strong data-start="1339" data-end="1363">prima e dopo il 1996</strong>. Ma se ti mancano <strong data-start="1382" data-end="1411">alcuni anni di contributi</strong>, non tutto è perduto. Esistono delle <strong data-start="1449" data-end="1464">alternative</strong> che la legge prevede per chi ha avuto <strong data-start="1503" data-end="1531">una carriera discontinua</strong> o ha iniziato a lavorare <strong data-start="1557" data-end="1581">più tardi nella vita</strong>.</p>
<p class="" data-start="1584" data-end="2352">Per esempio, chi ha iniziato a lavorare <strong data-start="1624" data-end="1640">dopo il 1995</strong> e ha solo contributi nel sistema <strong data-start="1674" data-end="1695">contributivo puro</strong>, può accedere a una <strong data-start="1716" data-end="1754">pensione contributiva di vecchiaia</strong> a partire dai <strong data-start="1769" data-end="1780">71 anni</strong>, con <strong data-start="1786" data-end="1827">almeno 5 anni di contributi effettivi</strong>. Questo significa che se rientri in questo caso, puoi avere la pensione anche se hai lavorato solo per <strong data-start="1931" data-end="1945">pochi anni</strong>, ma devi aspettare un po’ di più. Inoltre, se hai contributi versati in <strong data-start="2018" data-end="2039">più gestioni INPS</strong>, puoi <strong data-start="2046" data-end="2067">sommare i periodi</strong> grazie al sistema del <strong data-start="2090" data-end="2109">cumulo gratuito</strong> o della <strong data-start="2118" data-end="2136">totalizzazione</strong>. Questo aiuta tante persone che hanno avuto <strong data-start="2181" data-end="2203">lavoretti saltuari</strong> o sono passati da un lavoro all&#8217;altro. In pratica, anche senza 20 anni di contributi, puoi avere <strong data-start="2301" data-end="2327">una pensione dignitosa</strong>, basta sapere come fare.</p>
<h2 class="" data-start="2354" data-end="2404">Le eccezioni alla regola: quando bastano 5 anni</h2>
<p class="" data-start="2406" data-end="2605">Ci sono <strong data-start="2414" data-end="2440">situazioni particolari</strong> in cui puoi andare in pensione anche se hai versato <strong data-start="2493" data-end="2526">meno di 20 anni di contributi</strong>. Vediamo insieme quali sono le principali <em data-start="2569" data-end="2583">vie d’uscita</em> previste dalla legge.</p>
<p class="" data-start="2607" data-end="2688">Per accedere alla <strong data-start="2625" data-end="2660">pensione contributiva a 71 anni</strong>, servono queste condizioni:</p>
<ul data-start="2689" data-end="3044">
<li class="" data-start="2689" data-end="2795">
<p class="" data-start="2691" data-end="2795">Devi aver iniziato a lavorare <strong data-start="2721" data-end="2748">dopo il 1° gennaio 1996</strong>, quindi senza contributi prima di questa data;</p>
</li>
<li class="" data-start="2796" data-end="2878">
<p class="" data-start="2798" data-end="2878">Avere <strong data-start="2809" data-end="2850">almeno 5 anni di contributi effettivi</strong>, anche se non continuativi;</p>
</li>
<li class="" data-start="2879" data-end="2926">
<p class="" data-start="2881" data-end="2926">Devi aver compiuto <strong data-start="2900" data-end="2925">almeno 71 anni di età</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="2927" data-end="3044">
<p class="" data-start="2929" data-end="3044">L’importo della pensione deve essere <strong data-start="2966" data-end="3011">almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale</strong> (salvo aggiornamenti normativi).</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3046" data-end="3668">Questa opzione può essere utile per tante persone che hanno avuto <strong data-start="3112" data-end="3130">carriere brevi</strong>, magari a causa di <strong data-start="3150" data-end="3162">malattia</strong>, <strong data-start="3164" data-end="3182">disoccupazione</strong> o <strong data-start="3185" data-end="3213">altri problemi personali</strong>. È una possibilità importante anche per le <strong data-start="3257" data-end="3266">donne</strong> che hanno lasciato il lavoro per <strong data-start="3300" data-end="3320">accudire i figli</strong> o per chi ha avuto solo <strong data-start="3345" data-end="3364">lavori saltuari</strong>. Oltre alla pensione contributiva, puoi considerare anche il <strong data-start="3426" data-end="3460">cumulo gratuito dei contributi</strong> tra diverse casse, utile se hai fatto lavori diversi e versato in più gestioni. Insomma, anche se hai pochi anni di contributi, puoi comunque sperare in <strong data-start="3614" data-end="3630">una pensione</strong>, anche se <strong data-start="3641" data-end="3667">più tardi del previsto</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="3670" data-end="3712">Altre soluzioni se hai pochi contributi</h2>
<p class="" data-start="3714" data-end="4103">Se ti mancano alcuni anni per arrivare a 20, potresti valutare delle <strong data-start="3783" data-end="3802">strategie utili</strong> per aumentare i tuoi contributi. Una possibilità è il <strong data-start="3857" data-end="3869">riscatto</strong> di periodi scoperti, come gli <strong data-start="3900" data-end="3922">anni di università</strong> o quelli di <strong data-start="3935" data-end="3954">servizio civile</strong>. Un’altra strada è quella dei <strong data-start="3985" data-end="4009">versamenti volontari</strong>, che ti permettono di completare gli anni mancanti, se hai già una posizione aperta all’INPS.</p>
<p class="" data-start="4105" data-end="4393">Inoltre, se hai lavorato <strong data-start="4130" data-end="4144">all’estero</strong>, puoi verificare se i contributi versati fuori Italia possono essere <strong data-start="4214" data-end="4229">totalizzati</strong> con quelli italiani. Ci sono <strong data-start="4259" data-end="4281">accordi bilaterali</strong> con tanti Paesi europei e non solo, che permettono di sommare i periodi lavorativi per raggiungere la pensione.</p>
<p class="" data-start="4395" data-end="4625">Esistono infine alcune <strong data-start="4418" data-end="4444">pensioni assistenziali</strong>, come l’<strong data-start="4453" data-end="4472">assegno sociale</strong>, che però <strong data-start="4483" data-end="4510">non richiede contributi</strong> ma è legato al <strong data-start="4526" data-end="4547">reddito personale</strong>. Se hai più di <strong data-start="4563" data-end="4574">67 anni</strong> e un reddito molto basso, potresti averne diritto.</p>
<p class="" data-start="4627" data-end="4958">Il messaggio è chiaro: anche se non hai raggiunto i 20 anni di contributi, non devi pensare che sia tutto perso. Esistono <strong data-start="4749" data-end="4773">percorsi alternativi</strong>, <strong data-start="4775" data-end="4791">agevolazioni</strong> e <strong data-start="4794" data-end="4803">aiuti</strong>. La cosa più importante è informarsi e non perdere mai di vista i tuoi diritti. La pensione può sembrare lontana, ma prepararsi in tempo fa la differenza.</p>
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		<item>
		<title>Assegno sociale più alto della pensione di vecchiaia: ecco cosa sta succedendo davvero</title>
		<link>https://www.jedanews.com/assegno-sociale-piu-alto-della-pensione-di-vecchiaia-ecco-cosa-sta-succedendo-davvero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 17:55:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In tanti si fanno la stessa domanda: perché chi ha lavorato e versato contributi prende meno di chi non ha mai lavorato? La risposta sta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/assegno-sociale-piu-alto-della-pensione-di-vecchiaia-ecco-cosa-sta-succedendo-davvero/">Assegno sociale più alto della pensione di vecchiaia: ecco cosa sta succedendo davvero</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="358" data-end="660"><em data-start="358" data-end="660">In tanti si fanno la stessa domanda: <strong data-start="396" data-end="406">perché</strong> chi ha <strong data-start="414" data-end="447">lavorato e versato contributi</strong> prende meno di chi non ha mai lavorato? La risposta sta nel <strong data-start="508" data-end="534">calcolo delle pensioni</strong> e nelle <strong data-start="543" data-end="574">regole del sistema italiano</strong>. Scopri perché conviene, a volte, l’assegno sociale più della pensione di vecchiaia.</em></p>
<p class="" data-start="662" data-end="1524"><strong data-start="662" data-end="698">Molte persone rimangono sorprese</strong> quando scoprono che <strong data-start="719" data-end="747">la pensione contributiva</strong>, anche con <strong data-start="759" data-end="790">20 o più anni di versamenti</strong>, può essere <strong data-start="803" data-end="837">più bassa dell’assegno sociale</strong>. Una situazione che ha generato <strong data-start="870" data-end="882">malumori</strong>, <strong data-start="884" data-end="909">ingiustizie percepite</strong> e spesso anche <strong data-start="925" data-end="967">una vera e propria “guerra tra poveri”</strong>. Mentre la pensione dipende da <strong data-start="999" data-end="1021">quanto hai versato</strong>, l’assegno sociale è legato solo alla <strong data-start="1060" data-end="1088">tua situazione economica</strong>. Così succede che un lavoratore con <strong data-start="1125" data-end="1147">anni di contributi</strong> riceve <strong data-start="1155" data-end="1169">meno soldi</strong> di chi non ha mai lavorato. Un paradosso che colpisce tanti pensionati italiani, specialmente quelli che hanno avuto <strong data-start="1287" data-end="1311">carriere discontinue</strong>, <strong data-start="1313" data-end="1331">stipendi bassi</strong> o <strong data-start="1334" data-end="1367">pochi anni di lavoro regolare</strong>. È importante capire <strong data-start="1389" data-end="1417">come funziona il sistema</strong> per evitare sorprese. Vediamo insieme <strong data-start="1456" data-end="1479">cosa cambia davvero</strong> tra assegno sociale e pensione contributiva.</p>
<h2 class="" data-start="1526" data-end="1600">Perché chi ha lavorato prende meno di chi non ha mai versato contributi</h2>
<p class="" data-start="1602" data-end="1966">È una domanda che ti sarai fatto anche tu: <em data-start="1645" data-end="1746">com’è possibile che una persona che ha lavorato per 20 anni riceva meno di chi non ha mai lavorato?</em> Succede, e anche <strong data-start="1764" data-end="1780">molto spesso</strong>. Il motivo è semplice: oggi in Italia <strong data-start="1819" data-end="1834">le pensioni</strong> vengono calcolate con il <strong data-start="1860" data-end="1883">metodo contributivo</strong>, cioè dipendono da <strong data-start="1903" data-end="1934">quanto hai versato all’INPS</strong> durante la tua vita lavorativa.</p>
<p class="" data-start="1968" data-end="2524">Se hai avuto <strong data-start="1981" data-end="1999">stipendi bassi</strong> o <strong data-start="2002" data-end="2030">pochi anni di contributi</strong>, la tua pensione sarà <strong data-start="2053" data-end="2068">molto bassa</strong>. Per esempio, con 20 anni di lavoro a 1.200 euro lordi al mese, accumuli circa <strong data-start="2148" data-end="2178">100.000 euro di contributi</strong>. Alla fine, la tua pensione sarà di circa <strong data-start="2221" data-end="2241">430 euro al mese</strong>. Invece, l’<strong data-start="2253" data-end="2272">assegno sociale</strong>, che è una misura <strong data-start="2291" data-end="2308">assistenziale</strong>, nel 2025 arriva a <strong data-start="2328" data-end="2351">538,69 euro al mese</strong>. Quindi <strong data-start="2360" data-end="2380">prendi più soldi</strong> senza aver versato un euro. Questo succede perché l’assegno sociale è pensato per chi <strong data-start="2467" data-end="2495">vive in povertà assoluta</strong>, non per premiare il lavoro.</p>
<p class="" data-start="2526" data-end="2772">Il risultato? <strong data-start="2540" data-end="2560">Tanti lavoratori</strong> si ritrovano penalizzati. Come Mario, che dopo 21 anni da commerciante prende <strong data-start="2639" data-end="2663">520 euro di pensione</strong>, meno della sorella che <strong data-start="2688" data-end="2711">non ha mai lavorato</strong>. Una situazione che crea <strong data-start="2737" data-end="2755">tanta amarezza</strong> e fa riflettere.</p>
<h2 class="" data-start="2774" data-end="2840">Pensioni minime, integrazioni e maggiorazioni: cosa devi sapere</h2>
<p class="" data-start="2842" data-end="3056">Forse ti starai chiedendo: <em data-start="2869" data-end="2929">ma lo Stato non aiuta chi prende una pensione molto bassa?</em> In certi casi sì, ma <strong data-start="2951" data-end="2965">non sempre</strong>. Ci sono <strong data-start="2975" data-end="2997">regole ben precise</strong>, e purtroppo <strong data-start="3011" data-end="3055">non tutti possono beneficiare di aumenti</strong>.</p>
<p class="" data-start="3058" data-end="3121">Se la tua pensione è <strong data-start="3079" data-end="3094">molto bassa</strong>, potresti avere diritto a:</p>
<ul data-start="3122" data-end="3308">
<li class="" data-start="3122" data-end="3229">
<p class="" data-start="3124" data-end="3229"><strong data-start="3124" data-end="3162">Integrazione al trattamento minimo</strong>, che ti porta la pensione a circa <strong data-start="3197" data-end="3217">570 euro al mese</strong> (nel 2025);</p>
</li>
<li class="" data-start="3230" data-end="3308">
<p class="" data-start="3232" data-end="3308"><strong data-start="3232" data-end="3257">Maggiorazioni sociali</strong>, cioè piccoli aumenti legati all’età e al reddito.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3310" data-end="3649">Ma attenzione: queste <strong data-start="3332" data-end="3348">integrazioni</strong> spettano <strong data-start="3358" data-end="3366">solo</strong> a chi ha una <strong data-start="3380" data-end="3412">pensione mista o retributiva</strong>. Se la tua pensione è <strong data-start="3435" data-end="3456">contributiva pura</strong> (cioè calcolata solo coi contributi, senza parte retributiva), <strong data-start="3520" data-end="3552">non ti spetta l’integrazione</strong> al minimo. Quindi, anche se prendi <strong data-start="3588" data-end="3619">300, 400 o 500 euro al mese</strong>, <strong data-start="3621" data-end="3648">non ricevi nulla in più</strong>.</p>
<p class="" data-start="3651" data-end="3717">Inoltre, le <strong data-start="3663" data-end="3688">maggiorazioni sociali</strong> arrivano solo in certi casi:</p>
<ul data-start="3718" data-end="3895">
<li class="" data-start="3718" data-end="3784">
<p class="" data-start="3720" data-end="3784">Se hai <strong data-start="3727" data-end="3745">più di 60 anni</strong>, con aumenti graduali fino ai 70 anni;</p>
</li>
<li class="" data-start="3785" data-end="3823">
<p class="" data-start="3787" data-end="3823">Solo se hai <strong data-start="3799" data-end="3822">redditi molto bassi</strong>;</p>
</li>
<li class="" data-start="3824" data-end="3895">
<p class="" data-start="3826" data-end="3895">E anche in questo caso, <strong data-start="3850" data-end="3894">non valgono per tutti i tipi di pensione</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="3897" data-end="4049">Chi invece riceve <strong data-start="3915" data-end="3936">l’assegno sociale</strong>, spesso gode di <strong data-start="3953" data-end="3979">tutte le maggiorazioni</strong> disponibili, proprio perché non ha altri redditi. Un paradosso, vero?</p>
<h2 class="" data-start="4051" data-end="4091">Il vero problema del sistema italiano</h2>
<p class="" data-start="4093" data-end="4469">Tutto questo sta generando <strong data-start="4120" data-end="4137">grandi disagi</strong> e <strong data-start="4140" data-end="4156">frustrazione</strong> tra tanti pensionati. Immagina di aver <strong data-start="4196" data-end="4216">lavorato 20 anni</strong>, magari facendo sacrifici, e poi scoprire che <strong data-start="4263" data-end="4311">prendi meno soldi di chi non ha mai lavorato</strong>. È un colpo durissimo. Molti si chiedono: <em data-start="4354" data-end="4388">ma allora vale la pena lavorare?</em> La risposta dovrebbe essere “sì”, ma il sistema <strong data-start="4437" data-end="4468">non sempre premia il lavoro</strong>.</p>
<p class="" data-start="4471" data-end="4801">Il problema è che <strong data-start="4489" data-end="4515">il metodo contributivo</strong> penalizza chi ha avuto <strong data-start="4539" data-end="4563">carriere discontinue</strong>, chi ha lavorato <strong data-start="4581" data-end="4592">in nero</strong>, chi ha <strong data-start="4601" data-end="4632">perso il lavoro in anticipo</strong> o ha guadagnato <strong data-start="4649" data-end="4675">poco per tutta la vita</strong>. E oggi sono in tanti in questa situazione. Donne, lavoratori autonomi, precari, part-time: <strong data-start="4768" data-end="4800">tutte categorie svantaggiate</strong>.</p>
<p class="" data-start="4803" data-end="5095">E mentre cresce il numero di chi riceve <strong data-start="4843" data-end="4861">pensioni basse</strong>, l’assegno sociale viene percepito come <strong data-start="4902" data-end="4921">più vantaggioso</strong>. Ma attenzione: <strong data-start="4938" data-end="4971">non tutti possono richiederlo</strong>. Serve avere <strong data-start="4985" data-end="5009">zero o quasi reddito</strong> e rispettare <strong data-start="5023" data-end="5049">requisiti molto rigidi</strong>. Quindi non è una soluzione facile per tutti.</p>
<p class="" data-start="5097" data-end="5361">Alla fine, il vero problema è che <strong data-start="5131" data-end="5168">il sistema pensionistico italiano</strong> non riesce più a <strong data-start="5186" data-end="5239">proteggere chi ha lavorato poco o guadagnato poco</strong>. E questo crea <strong data-start="5255" data-end="5279">ingiustizie profonde</strong> che andrebbero corrette, perché <strong data-start="5312" data-end="5360">il lavoro dovrebbe essere sempre valorizzato</strong>.</p>
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		<title>Molte donne vanno in pensione a 59 anni se scelgono &#8220;Opzione Donna&#8221;: requisiti e come fare domanda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 16:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri come funziona davvero Opzione Donna nel 2025: età giusta, requisiti, chi può fare domanda e cosa cambia sull&#8217;importo della pensione. Una guida semplice e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/molte-donne-vanno-in-pensione-a-59-anni-se-scelgono-opzione-donna-requisiti-e-come-fare-domanda/">Molte donne vanno in pensione a 59 anni se scelgono &#8220;Opzione Donna&#8221;: requisiti e come fare domanda</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="216" data-end="433"><em data-start="216" data-end="433">Scopri come funziona davvero Opzione Donna nel 2025: età giusta, requisiti, chi può fare domanda e cosa cambia sull&#8217;importo della pensione. Una guida semplice e chiara per aiutarti a capire se puoi andarci anche tu.</em></p>
<p class="" data-start="435" data-end="1199">Nel 2025, <strong data-start="445" data-end="462">Opzione Donna</strong> resta una possibilità concreta per alcune lavoratrici che vogliono <strong data-start="530" data-end="558">andare in pensione prima</strong>. Ma attenzione: non è per tutte e ci sono delle <strong data-start="607" data-end="633">condizioni ben precise</strong>. Devi avere <strong data-start="646" data-end="678">almeno 35 anni di contributi</strong> e rientrare in una delle <strong data-start="704" data-end="738">categorie previste dalla legge</strong>. Inoltre, l’<strong data-start="751" data-end="789">età minima cambia in base ai figli</strong>. Chi sceglie questa strada accetta un <strong data-start="828" data-end="871">calcolo meno vantaggioso della pensione</strong>, che può essere più bassa anche del <strong data-start="908" data-end="915">30%</strong>. Ma per molte donne può comunque essere una scelta utile, soprattutto in presenza di <strong data-start="1001" data-end="1023">problemi familiari</strong>, <strong data-start="1025" data-end="1043">salute fragile</strong> o <strong data-start="1046" data-end="1071">difficoltà lavorative</strong>. Vediamo nel dettaglio <strong data-start="1095" data-end="1112">come funziona</strong>, <strong data-start="1114" data-end="1137">quando puoi andarci</strong>, <strong data-start="1139" data-end="1160">come fare domanda</strong> e <strong data-start="1163" data-end="1198">quali sono i pro e contro reali</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="1201" data-end="1255">Età giusta per andare in pensione con opzione donna</h2>
<p class="" data-start="1257" data-end="1451">Nel 2025, puoi usare <strong data-start="1278" data-end="1295">Opzione Donna</strong> solo se hai <strong data-start="1308" data-end="1340">almeno 35 anni di contributi</strong> versati entro il 31 dicembre 2023. Ma la cosa più importante è l’<strong data-start="1406" data-end="1413">età</strong>: dipende dal numero di figli che hai.</p>
<p class="" data-start="1453" data-end="1630">Se <strong data-start="1456" data-end="1473">non hai figli</strong>, devi avere <strong data-start="1486" data-end="1497">61 anni</strong> entro il 31 dicembre 2024.<br data-start="1524" data-end="1527" />Se hai <strong data-start="1534" data-end="1546">1 figlio</strong>, bastano <strong data-start="1556" data-end="1567">60 anni</strong>.<br data-start="1568" data-end="1571" />Se hai <strong data-start="1578" data-end="1595">2 o più figli</strong>, puoi andarci già con <strong data-start="1618" data-end="1629">59 anni</strong>.</p>
<p class="" data-start="1632" data-end="2189">Questo significa che, in alcuni casi, puoi <strong data-start="1675" data-end="1716">andare in pensione quasi 8 anni prima</strong> rispetto ai normali requisiti. Però bisogna anche accettare un’altra regola importante: la pensione viene <strong data-start="1823" data-end="1875">calcolata interamente con il metodo contributivo</strong>, cioè prendendo in considerazione solo quanto hai versato nel tempo. Questo comporta spesso <strong data-start="1968" data-end="1992">un assegno più basso</strong>, anche del <strong data-start="2004" data-end="2014">20-30%</strong> in meno rispetto al sistema misto. È una <strong data-start="2056" data-end="2076">scelta personale</strong>, che va fatta con attenzione, ma per molte donne può rappresentare una via di uscita utile in momenti difficili.</p>
<h2 class="" data-start="2191" data-end="2246">Chi può accedere e quali sono le condizioni nel 2025</h2>
<p class="" data-start="2248" data-end="2414">Per accedere a <strong data-start="2263" data-end="2289">Opzione Donna nel 2025</strong> non basta avere l’età e i contributi: devi anche <strong data-start="2339" data-end="2388">rientrare in una di queste categorie speciali</strong>. Ecco cosa dice la legge.</p>
<p class="" data-start="2416" data-end="2470">Solo queste tre situazioni permettono di fare domanda:</p>
<ul data-start="2472" data-end="2787">
<li class="" data-start="2472" data-end="2593">
<p class="" data-start="2474" data-end="2593">Sei una <strong data-start="2482" data-end="2495">caregiver</strong>: ti prendi cura da almeno <strong data-start="2522" data-end="2532">6 mesi</strong> di un <strong data-start="2539" data-end="2573">familiare con disabilità grave</strong>, convivente con te.</p>
</li>
<li class="" data-start="2594" data-end="2649">
<p class="" data-start="2596" data-end="2649">Hai un’<strong data-start="2603" data-end="2648">invalidità civile pari o superiore al 74%</strong>.</p>
</li>
<li class="" data-start="2650" data-end="2787">
<p class="" data-start="2652" data-end="2787">Sei <strong data-start="2656" data-end="2676">stata licenziata</strong> o sei una <strong data-start="2687" data-end="2724">dipendente di un’azienda in crisi</strong> (con riconoscimento ufficiale da parte degli enti competenti).</p>
</li>
</ul>
<p class="" data-start="2789" data-end="3334">Se non sei in una di queste condizioni, <strong data-start="2829" data-end="2866">non puoi accedere a Opzione Donna</strong>. Questa è una delle limitazioni più forti introdotte negli ultimi anni, e ha escluso tante lavoratrici che prima potevano farne uso. È importante sapere che dopo aver maturato i requisiti, dovrai comunque aspettare la cosiddetta <strong data-start="3096" data-end="3115">finestra mobile</strong>: <strong data-start="3117" data-end="3138">12 mesi di attesa</strong> per le <strong data-start="3146" data-end="3160">dipendenti</strong> e <strong data-start="3163" data-end="3174">18 mesi</strong> per le <strong data-start="3182" data-end="3194">autonome</strong>. Questo vuol dire che, anche se hai tutto in regola nel 2024, la pensione ti partirà solo nel <strong data-start="3289" data-end="3304">2025 o 2026</strong>, a seconda del tuo contratto.</p>
<h2 class="" data-start="3336" data-end="3390">Cosa comporta davvero andare in pensione anticipata</h2>
<p class="" data-start="3392" data-end="3844">Andare in pensione con <strong data-start="3415" data-end="3432">Opzione Donna</strong> ha i suoi vantaggi, ma anche <strong data-start="3462" data-end="3488">conseguenze importanti</strong>. Il punto più critico è che la pensione viene <strong data-start="3535" data-end="3588">calcolata interamente con il sistema contributivo</strong>. Questo metodo tiene conto solo dei contributi che hai effettivamente versato, senza la parte retributiva legata agli stipendi più alti del passato. Il risultato? Un <strong data-start="3755" data-end="3784">assegno mensile più basso</strong>. A volte la differenza può essere di <strong data-start="3822" data-end="3843">centinaia di euro</strong>.</p>
<p class="" data-start="3846" data-end="4168">Per molte donne, però, questa scelta resta comunque la migliore. Soprattutto se ci sono <strong data-start="3934" data-end="3956">problemi di salute</strong>, <strong data-start="3958" data-end="3992">situazioni familiari difficili</strong> o semplicemente <strong data-start="4009" data-end="4030">stanchezza fisica</strong> dopo tanti anni di lavoro. Anche se la pensione è più bassa, può rappresentare una <strong data-start="4114" data-end="4129">liberazione</strong> da ritmi e pesi ormai troppo faticosi.</p>
<p class="" data-start="4170" data-end="4546">È fondamentale valutare tutto con attenzione, magari <strong data-start="4223" data-end="4254">con l’aiuto di un patronato</strong> o di un esperto, per capire <strong data-start="4283" data-end="4308">quanto prendi davvero</strong> con questo tipo di pensione. Se per te conta di più la <strong data-start="4364" data-end="4386">serenità personale</strong> e un po’ di <strong data-start="4399" data-end="4429">tempo in più per te stessa</strong>, forse ne vale la pena. Ma è sempre una <strong data-start="4470" data-end="4490">scelta personale</strong>, e deve essere fatta con la <strong data-start="4519" data-end="4545">massima consapevolezza</strong>.</p>
<h2 class="" data-start="4548" data-end="4591">Come fare domanda per opzione donna 2025</h2>
<p class="" data-start="4593" data-end="4783">Fare domanda per <strong data-start="4610" data-end="4627">Opzione Donna</strong> è un passaggio importante e va fatto con attenzione, rispettando i tempi e i canali ufficiali. Puoi farlo in tre modi diversi, tutti validi e riconosciuti.</p>
<p class="" data-start="4785" data-end="5123">Il metodo più semplice è attraverso il sito ufficiale <strong data-start="4839" data-end="4847">INPS</strong>, accedendo con <strong data-start="4863" data-end="4871">SPID</strong>, <strong data-start="4873" data-end="4880">CIE</strong> o <strong data-start="4883" data-end="4890">CNS</strong>. Una volta entrata nell’area personale, vai nella sezione <strong data-start="4949" data-end="4976">“Prestazioni e servizi”</strong>, poi scegli <strong data-start="4989" data-end="5014">“Domanda di pensione”</strong> e seleziona <strong data-start="5027" data-end="5068">“Pensione anticipata &#8211; Opzione Donna”</strong>. Il sistema ti guiderà passo passo nella compilazione.</p>
<p class="" data-start="5125" data-end="5315">Se hai difficoltà con la procedura online, puoi anche rivolgerti a un <strong data-start="5195" data-end="5208">patronato</strong>. Loro sanno esattamente cosa fare e ti aiutano a compilare tutto senza errori, evitando ritardi o rifiuti.</p>
<p class="" data-start="5317" data-end="5578">Ricorda che dovrai allegare la documentazione che <strong data-start="5367" data-end="5397">dimostra la tua situazione</strong>, ad esempio il <strong data-start="5413" data-end="5442">certificato di invalidità</strong>, la <strong data-start="5447" data-end="5477">dichiarazione di caregiver</strong> oppure la <strong data-start="5488" data-end="5516">lettera di licenziamento</strong>. Senza questi documenti, la domanda non può essere accettata.</p>
<p class="" data-start="5580" data-end="5781">Non aspettare troppo: appena hai tutti i requisiti, muoviti subito. Anche perché tra la domanda e il primo pagamento della pensione passano diversi mesi, e prima inizi, prima ottieni ciò che ti spetta.</p>
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		<title>Si può andare in pensione senza aver mai lavorato? La verità che pochi conoscono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 16:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non tutti hanno avuto un lavoro nella vita. Ma anche senza contributi, in Italia, puoi ricevere un aiuto economico. Ecco cosa ti spetta davvero dopo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutti hanno avuto un lavoro nella vita. Ma anche senza contributi, in Italia, puoi ricevere un aiuto economico. Ecco cosa ti spetta davvero dopo i 67 anni, anche se non hai mai versato nulla all’INPS. Scopri a chi spetta, quanto si prende e cosa serve.</p>
<p>In Italia, anche se <strong data-start="450" data-end="474">non hai mai lavorato</strong>, puoi comunque <strong data-start="490" data-end="514">ricevere un sostegno</strong> economico. Non si tratta della <strong data-start="546" data-end="580">classica pensione di vecchiaia</strong>, quella che si riceve dopo anni di lavoro e contributi, ma di un <strong data-start="646" data-end="663">aiuto statale</strong> pensato per chi si trova in difficoltà. Si chiama <strong data-start="714" data-end="733">assegno sociale</strong> e viene pagato ogni mese dall’INPS a chi ha almeno <strong data-start="785" data-end="796">67 anni</strong>, <strong data-start="798" data-end="834">vive in Italia da almeno 10 anni</strong> e <strong data-start="837" data-end="870">non ha un reddito sufficiente</strong> per vivere.</p>
<p>Questo <strong data-start="890" data-end="909">assegno mensile</strong> può essere un’ancora di salvezza per tante persone che <strong data-start="965" data-end="1007">non hanno mai avuto un impiego stabile</strong>, oppure che hanno lavorato <strong data-start="1035" data-end="1046">in nero</strong> o in modo <strong data-start="1057" data-end="1070">saltuario</strong> senza versare contributi. Esiste anche un altro aiuto chiamato <strong data-start="1134" data-end="1160">pensione di invalidità</strong>, ma serve una <strong data-start="1175" data-end="1200">certificazione medica</strong> e bisogna <strong data-start="1211" data-end="1252">rientrare in alcuni limiti di reddito</strong>. Vediamo nel dettaglio <strong data-start="1276" data-end="1291">cosa spetta</strong>, <strong data-start="1293" data-end="1313">quanto si prende</strong> e <strong data-start="1316" data-end="1336">come richiederlo</strong>.</p>
<h2 data-start="1344" data-end="1393">Cosa succede se non hai mai versato contributi</h2>
<p data-start="1395" data-end="2322">Se nella tua vita <strong data-start="1413" data-end="1450">non hai mai lavorato regolarmente</strong>, o comunque <strong data-start="1463" data-end="1506">non hai mai versato contributi all’INPS</strong>, <strong data-start="1508" data-end="1554">non hai diritto alla pensione tradizionale</strong>. Però <strong data-start="1561" data-end="1587">non resti senza niente</strong>. Lo Stato, infatti, ha previsto un aiuto per <strong data-start="1633" data-end="1668">tutti gli anziani in difficoltà</strong>, anche se <strong data-start="1679" data-end="1720">non hanno mai avuto un lavoro stabile</strong>. Questo aiuto si chiama <strong data-start="1745" data-end="1764">assegno sociale</strong> e viene pagato ogni mese.</p>
<p data-start="1395" data-end="2322">L&#8217;importo per il 2025 è di circa <strong data-start="1824" data-end="1844">534 euro al mese</strong>, per un totale di <strong data-start="1863" data-end="1888">13 mensilità all’anno</strong>. È destinato a chi ha <strong data-start="1911" data-end="1929">almeno 67 anni</strong> e <strong data-start="1932" data-end="1974">non supera una certa soglia di reddito</strong>. Anche se <strong data-start="1985" data-end="2023">non si tratta di una vera pensione</strong>, può aiutarti a <strong data-start="2040" data-end="2057">tirare avanti</strong> e a coprire le spese essenziali. Non serve aver lavorato, ma serve <strong data-start="2125" data-end="2175">vivere stabilmente in Italia da almeno 10 anni</strong> e avere una <strong data-start="2188" data-end="2226">situazione economica molto fragile</strong>. In pratica, è un <strong data-start="2245" data-end="2273">aiuto per chi ha bisogno</strong>, anche se <strong data-start="2284" data-end="2321">non ha mai avuto un impiego fisso</strong>.</p>
<h2 data-start="2329" data-end="2371">I requisiti per avere l’assegno sociale</h2>
<p data-start="2373" data-end="2602">Per ricevere l’<strong data-start="2388" data-end="2407">assegno sociale</strong>, non basta <strong data-start="2419" data-end="2440">non aver lavorato</strong>. Devi anche <strong data-start="2453" data-end="2485">rispettare alcune condizioni</strong> molto precise. Questo aiuto non è automatico: bisogna <strong data-start="2540" data-end="2556">fare domanda</strong> e dimostrare di <strong data-start="2573" data-end="2601">avere i requisiti giusti</strong>.</p>
<p data-start="2604" data-end="2627">L’assegno spetta a chi:</p>
<ul data-start="2629" data-end="3020">
<li data-start="2629" data-end="2660">Ha <strong data-start="2634" data-end="2652">almeno 67 anni</strong> di età;</li>
<li data-start="2661" data-end="2725">Vive in Italia da <strong data-start="2681" data-end="2699">almeno 10 anni</strong> in modo <strong data-start="2708" data-end="2724">continuativo</strong>;</li>
<li data-start="2726" data-end="2866">È <strong data-start="2730" data-end="2752">cittadino italiano</strong>, oppure dell’<strong data-start="2766" data-end="2784">Unione Europea</strong>, o anche <strong data-start="2794" data-end="2814">extracomunitario</strong> con <strong data-start="2819" data-end="2865">permesso di soggiorno UE per lungo periodo</strong>;</li>
<li data-start="2867" data-end="3020">Ha un <strong data-start="2875" data-end="2896">reddito personale</strong> (o familiare) <strong data-start="2911" data-end="2947">inferiore a 6.942,48 euro l’anno</strong> se vive da solo, o <strong data-start="2967" data-end="3001">inferiore a 13.885 euro l’anno</strong> se vive in coppia.</li>
</ul>
<p data-start="3022" data-end="3548">Se <strong data-start="3025" data-end="3060">superi questi limiti di reddito</strong>, <strong data-start="3062" data-end="3089">l’assegno non ti spetta</strong>. Se invece <strong data-start="3101" data-end="3125">hai un reddito basso</strong>, puoi riceverlo <strong data-start="3142" data-end="3161">in misura piena</strong> o <strong data-start="3164" data-end="3176">parziale</strong>. L’importo viene <strong data-start="3194" data-end="3241">calcolato in base al tuo reddito dichiarato</strong>, quindi è importante presentare <strong data-start="3274" data-end="3309">documenti corretti e aggiornati</strong>. È anche importante sapere che <strong data-start="3341" data-end="3364">chi vive all’estero</strong> o ha una <strong data-start="3374" data-end="3396">residenza fittizia</strong> in Italia <strong data-start="3407" data-end="3428">non può riceverlo</strong>. Questo aiuto è pensato <strong data-start="3453" data-end="3494">solo per chi vive realmente in Italia</strong> e si trova <strong data-start="3506" data-end="3547">in una situazione economica difficile</strong>.</p>
<h2 data-start="3555" data-end="3597">Altri aiuti per chi non ha mai lavorato</h2>
<p data-start="3599" data-end="4801">Oltre all’assegno sociale, esistono <strong data-start="3635" data-end="3661">altri tipi di sostegno</strong> per chi <strong data-start="3670" data-end="3693">non ha mai lavorato</strong>, ma si trova in <strong data-start="3710" data-end="3736">particolari condizioni</strong>. Uno di questi è la <strong data-start="3757" data-end="3790">pensione di invalidità civile</strong>. Questa prestazione è pensata per chi ha <strong data-start="3832" data-end="3867">una disabilità fisica o mentale</strong> e <strong data-start="3870" data-end="3890">non può lavorare</strong>. Anche in questo caso <strong data-start="3913" data-end="3939">non servono contributi</strong>, ma bisogna avere <strong data-start="3958" data-end="3987">una certificazione medica</strong> che attesti una <strong data-start="4004" data-end="4031">invalidità riconosciuta</strong> almeno al <strong data-start="4042" data-end="4049">74%</strong>, e rispettare alcuni <strong data-start="4071" data-end="4092">limiti di reddito</strong>.</p>
<p data-start="3599" data-end="4801">L’importo dell’<strong data-start="4109" data-end="4130">invalidità civile</strong> è più basso dell’assegno sociale, ma può essere <strong data-start="4179" data-end="4214">integrato con altre prestazioni</strong>. In alcuni casi, chi ha <strong data-start="4239" data-end="4263">un’invalidità totale</strong> e <strong data-start="4266" data-end="4319">non può camminare né svolgere attività quotidiane</strong>, può ricevere anche <strong data-start="4340" data-end="4374">l’indennità di accompagnamento</strong>, che <strong data-start="4380" data-end="4407">non dipende dal reddito</strong> e può arrivare a oltre <strong data-start="4431" data-end="4451">530 euro al mese</strong>. Infine, alcuni <strong data-start="4468" data-end="4478">Comuni</strong> o <strong data-start="4481" data-end="4492">Regioni</strong> offrono <strong data-start="4501" data-end="4517">bonus locali</strong> per chi è in difficoltà economica, come <strong data-start="4558" data-end="4583">sconti sulle bollette</strong>, <strong data-start="4585" data-end="4600">buoni spesa</strong> o <strong data-start="4603" data-end="4631">contributi per l’affitto</strong>. Anche se non hai mai lavorato, quindi, <strong data-start="4672" data-end="4688">non sei solo</strong>: ci sono diverse <strong data-start="4706" data-end="4724">forme di aiuto</strong> che puoi richiedere, basta <strong data-start="4752" data-end="4771">informarsi bene</strong> e <strong data-start="4774" data-end="4800">fare domanda per tempo</strong>.</p>
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		<title>Come ottenere 1000 euro di pensione con soli 20 anni di contributi: le opzioni disponibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 17:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Raggiungere una pensione di almeno 1000 euro al mese con soli 20 anni di contributi sembra impossibile, ma con le giuste strategie puoi avvicinarti a&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><em>Raggiungere una </em><strong><em>pensione di almeno 1000 euro al mese</em></strong><em> con soli </em><strong><em>20 anni di contributi</em></strong><em> sembra impossibile, ma con le giuste strategie puoi avvicinarti a questa cifra. In questo articolo vediamo quali sono le </em><strong><em>condizioni necessarie</em></strong><em>, gli </em><strong><em>stipendi richiesti</em></strong><em> e alcuni </em><strong><em>trucchi utili</em></strong><em> per aumentare il tuo assegno pensionistico.</em></p>
<h2>Quanto devi guadagnare per una pensione di 1000 euro</h2>
<p>Per ottenere una <strong>pensione di almeno 1000 euro netti al mese</strong> con <strong>solo 20 anni di contributi</strong>, devi avere uno <strong>stipendio medio annuo elevato</strong>. Questo perché il sistema contributivo italiano calcola la tua pensione in base ai <strong>contributi versati</strong> nel corso della carriera lavorativa.</p>
<p>Con le attuali regole <strong>INPS</strong>, se hai versato <strong>contributi per 20 anni</strong>, dovresti avere un <strong>reddito medio annuo di almeno 51.800 euro</strong> per ottenere un assegno pensionistico di <strong>1000 euro netti al mese</strong>. Se invece hai <strong>30 anni di contributi</strong>, basterebbe uno stipendio medio annuo di <strong>circa 34.500 euro</strong>. Con <strong>40 anni di contributi</strong>, lo stipendio richiesto scende a <strong>25.900 euro annui</strong>.</p>
<p>Questi calcoli dimostrano che, con <strong>soli 20 anni di lavoro</strong>, serve un <strong>reddito molto alto</strong> per ottenere una pensione adeguata. Se il tuo stipendio è più basso, potresti trovarti con <strong>un assegno pensionistico molto inferiore</strong>, a meno che non ricorri ad alcune soluzioni per aumentarlo.</p>
<h2>Strategie per aumentare la tua pensione con 20 anni di contributi</h2>
<p>Se non hai un <strong>reddito elevato</strong>, puoi comunque adottare alcune <strong>strategie</strong> per migliorare il tuo assegno pensionistico:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Contributi volontari</strong>: Se hai delle lacune contributive, puoi <strong>versare contributi aggiuntivi</strong> per aumentare il montante accumulato.</li>
<li><strong>Fondi pensione complementari</strong>: Affidarsi a un <strong>fondo pensione privato</strong> può garantire una <strong>rendita extra</strong> da affiancare alla pensione pubblica.</li>
<li><strong>Riscatto della laurea</strong>: Se hai studiato all’università, puoi <strong>riscattare gli anni di studio</strong> per aumentare i tuoi contributi e migliorare l&#8217;importo della pensione.</li>
<li><strong>Lavoro dopo la pensione</strong>: Alcuni lavoratori scelgono di <strong>continuare a lavorare part-time</strong> anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile per integrare l’assegno.</li>
<li><strong>Controllo periodico della posizione INPS</strong>: Monitorare il tuo <strong>estratto conto contributivo</strong> può aiutarti a individuare eventuali errori e correggerli per evitare <strong>sorprese negative</strong> al momento del pensionamento.</li>
</ul>
<p>Queste soluzioni ti permettono di <strong>ottimizzare il tuo assegno pensionistico</strong> anche se hai accumulato solo <strong>20 anni di contributi</strong>.</p>
<h2>Alternative per chi non raggiunge i 1000 euro di pensione</h2>
<p>Se con <strong>20 anni di contributi</strong> la tua pensione risulta <strong>troppo bassa</strong>, esistono alcune <strong>misure di supporto</strong> che possono aiutarti.</p>
<p>Una di queste è l’<strong>integrazione al minimo</strong>, che permette a chi ha <strong>una pensione inferiore a 600 euro</strong> di ricevere un <strong>aumento</strong> dallo Stato. Inoltre, chi ha <strong>più di 67 anni</strong> e un reddito molto basso può richiedere l’<strong>assegno sociale</strong>, che garantisce un sostegno economico anche a chi non ha contributi sufficienti per la pensione.</p>
<p>Un’altra opzione è il <strong>cumulo pensionistico</strong>, che consente di sommare i contributi versati in diverse casse previdenziali per aumentare l&#8217;importo dell’assegno finale. Infine, se hai diritto a una <strong>pensione integrativa</strong>, puoi utilizzare questi risparmi per compensare la differenza.</p>
<p>Anche se <strong>20 anni di contributi</strong> sono pochi per ottenere <strong>una pensione elevata</strong>, con la giusta pianificazione puoi comunque costruire un futuro più sereno. Controlla la tua posizione contributiva, informati sulle <strong>agevolazioni disponibili</strong> e valuta soluzioni <strong>integrative</strong> per aumentare il tuo assegno pensionistico!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Assegno di vedovanza: fino a 635 euro in più sulla pensione di reversibilità. Importi, requisiti e come ottenerlo</title>
		<link>https://www.jedanews.com/assegno-di-vedovanza-fino-a-635-euro-in-piu-sulla-pensione-di-reversibilita-importi-requisiti-e-come-ottenerlo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 20:31:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri come ottenere l&#8217;assegno di vedovanza nel 2025. Un aiuto economico importante per chi ha perso il coniuge. Qui troverai tutte le informazioni su importi,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><em>Scopri come ottenere l&#8217;assegno di vedovanza nel 2025. Un aiuto economico importante per chi ha perso il coniuge. Qui troverai tutte le informazioni su </em><strong><em>importi</em></strong><em>, </em><strong><em>requisiti</em></strong><em> e su </em><strong><em>come fare domanda</em></strong><em>.</em></p>
<p>L&#8217;<strong>assegno di vedovanza 2025</strong> è un sostegno economico che si aggiunge alla <strong>pensione di reversibilità</strong>. Se hai perso il coniuge, potresti averne diritto. Ma quali sono i <strong>requisiti</strong>? Quanto si riceve ogni mese? E soprattutto, <strong>come puoi fare domanda</strong>? In questa guida ti spiegheremo tutto in modo semplice. Scoprirai chi può ottenerlo, quanto puoi ricevere e come richiederlo all&#8217;<strong>INPS</strong>. Un supporto fondamentale per chi affronta un momento difficile.</p>
<h3>Cosa è l&#8217;assegno di vedovanza e chi può ottenerlo</h3>
<p>L&#8217;<strong>assegno di vedovanza</strong> è un aiuto economico pensato per i <strong>coniugi superstiti</strong> di lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati. Se hai perso il tuo partner e ricevi già la <strong>pensione di reversibilità</strong>, potresti averne diritto. Ma attenzione: devi anche essere <strong>invalido al 100%</strong> o ricevere l&#8217;<strong>indennità di accompagnamento</strong>. Un altro requisito fondamentale è il <strong>reddito</strong>: non devi superare i <strong>31.296,62 euro all&#8217;anno</strong>. Se il tuo reddito è inferiore, puoi ricevere un importo mensile che varia a seconda di quanto guadagni. L&#8217;assegno viene erogato direttamente dall&#8217;<strong>INPS</strong>, ma solo se presenti la <strong>domanda</strong>. Ricorda che non è automatico. Se hai bisogno di questo sostegno, devi muoverti per tempo.</p>
<h3>Importi e requisiti per l&#8217;assegno di vedovanza 2025</h3>
<p>Per ottenere l&#8217;<strong>assegno di vedovanza 2025</strong>, devi sapere che l&#8217;importo dipende dal tuo <strong>reddito annuo</strong>. Se non superi i <strong>27.889,67 euro</strong>, riceverai circa <strong>52,91 euro al mese</strong>. Se il tuo reddito è tra <strong>27.889,68 e 31.296,62 euro</strong>, l&#8217;importo scende a <strong>19,59 euro mensili</strong>. Se guadagni di più, non hai diritto all&#8217;assegno. Per ottenerlo, devi essere <strong>vedovo o vedova</strong> di un lavoratore dipendente e percepire la <strong>pensione di reversibilità</strong>. Inoltre, devi essere riconosciuto <strong>invalido civile al 100%</strong> o ricevere l&#8217;<strong>indennità di accompagnamento</strong>. Questo assegno non viene assegnato automaticamente, quindi devi presentare domanda all&#8217;<strong>INPS</strong>.</p>
<h3>Come fare domanda e cosa serve</h3>
<p>Per richiedere l&#8217;<strong>assegno di vedovanza</strong>, devi presentare la domanda all&#8217;<strong>INPS</strong>. Puoi farlo <strong>online</strong>, accedendo al sito con <strong>SPID</strong>, <strong>CIE</strong> o <strong>CNS</strong>, oppure chiamando il <strong>Contact Center</strong> al numero verde <strong>803 164</strong> da fisso o <strong>06 164 164</strong> da mobile. Puoi anche rivolgerti a un <strong>patronato</strong> o <strong>CAF</strong> per farti aiutare. Servono pochi documenti: il tuo <strong>documento d&#8217;identità</strong>, il <strong>codice fiscale</strong>, il <strong>certificato di invalidità al 100%</strong>, la tua <strong>dichiarazione dei redditi</strong> e i dettagli della tua <strong>pensione di reversibilità</strong>. Una volta accolta la domanda, riceverai l&#8217;assegno ogni mese, insieme alla tua pensione. E se non l&#8217;hai richiesto subito, puoi ottenere anche gli <strong>arretrati</strong> fino a cinque anni. Ricorda: se ti sposi di nuovo, perderai sia l&#8217;assegno che la pensione di reversibilità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La pensione per casalinghe in Italia esiste eccome: come sbloccarla e ottenerla</title>
		<link>https://www.jedanews.com/la-pensione-per-casalinghe-in-italia-esiste-eccome-come-sbloccarla-e-ottenerla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 20:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molte persone non sanno che anche le casalinghe possono accedere a una pensione in Italia. Se hai dedicato la tua vita alla cura della famiglia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/la-pensione-per-casalinghe-in-italia-esiste-eccome-come-sbloccarla-e-ottenerla/">La pensione per casalinghe in Italia esiste eccome: come sbloccarla e ottenerla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><em>Molte persone non sanno che anche le </em><strong><em>casalinghe</em></strong><em> possono accedere a una </em><strong><em>pensione</em></strong><em> in Italia. Se hai dedicato la tua vita alla </em><strong><em>cura della famiglia</em></strong><em> senza un lavoro retribuito, potresti comunque ottenere un aiuto economico dallo Stato. Scopri tutto quello che devi sapere per </em><strong><em>sbloccare la tua pensione</em></strong><em> e non perdere questa opportunità!</em></p>
<p>Ottenere una <strong>pensione per casalinghe</strong> è possibile grazie al <strong>Fondo di previdenza per chi svolge lavori di cura non retribuiti</strong>. Questo strumento permette di versare <strong>contributi volontari</strong> per costruire un futuro più sicuro. Se non hai mai lavorato o hai un impiego con orario ridotto, potresti avere <strong>diritto a una pensione</strong>. In questo articolo scoprirai <strong>come iscriversi, quanto versare e quando puoi andare in pensione</strong>. Inoltre, vedremo quali sono i <strong>requisiti principali</strong> e le opzioni per chi ha già raggiunto l&#8217;età pensionabile ma non ha contributi sufficienti. Non perdere queste informazioni fondamentali!</p>
<h2>Chi può iscriversi al fondo casalinghe?</h2>
<p>Il <strong>Fondo Casalinghe</strong> è una grande opportunità per chi non ha mai avuto un lavoro retribuito ma si è sempre occupato della <strong>casa e della famiglia</strong>. Per iscriversi, devi rispettare alcuni <strong>requisiti fondamentali</strong>:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Avere tra i 16 e i 65 anni</strong>;</li>
<li><strong>Non essere titolare di un&#8217;altra pensione</strong>;</li>
<li><strong>Non avere un lavoro dipendente o autonomo che obbliga all&#8217;iscrizione ad altre casse previdenziali</strong>;</li>
<li><strong>Puoi avere un lavoro part-time, ma con pochi contributi</strong>.</li>
</ul>
<p>Se rientri in questi <strong>criteri</strong>, puoi fare domanda per l&#8217;iscrizione e iniziare a versare i tuoi <strong>contributi previdenziali</strong>. Non c&#8217;è un obbligo di versamento fisso: puoi decidere <strong>quanto e quando pagare</strong>, in base alle tue disponibilità economiche. Questo significa che hai la <strong>flessibilità totale</strong> di costruire la tua pensione con un piano su misura per te.</p>
<h2>Come funziona la pensione per casalinghe</h2>
<p>L&#8217;iscrizione al <strong>Fondo Casalinghe</strong> non è sufficiente per ricevere una <strong>pensione</strong>. Devi <strong>versare contributi</strong> per almeno <strong>5 anni</strong> prima di poter richiedere l&#8217;assegno pensionistico. Le due principali forme di <strong>pensione disponibili</strong> sono:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Pensione di vecchiaia</strong>: puoi ottenerla a partire dai <strong>57 anni</strong>, ma solo se l&#8217;importo maturato è almeno il <strong>20% in più dell&#8217;assegno sociale</strong>. Se non raggiungi questa soglia, potrai riscuoterla <strong>a 65 anni</strong>, indipendentemente dall&#8217;importo versato.</li>
<li><strong>Pensione di inabilità</strong>: se sei riconosciuto <strong>inabile al lavoro in modo permanente</strong>, puoi ricevere la pensione anche prima della vecchiaia, purché tu abbia versato almeno <strong>5 anni di contributi</strong>.</li>
</ul>
<p>Il calcolo della pensione avviene con il <strong>sistema contributivo</strong>, cioè in base ai versamenti effettuati. Più soldi versi, più alto sarà il tuo <strong>assegno mensile</strong>. Per questo è importante iniziare <strong>quanto prima</strong>.</p>
<h2>Come fare domanda e iniziare a versare i contributi</h2>
<p>Per iscriversi al <strong>Fondo Casalinghe</strong>, devi presentare una <a href="https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.50171.iscrizione-fondo-casalinghe-e-casalinghi.html" target="_blank" rel="nofollow"><strong>domanda online</strong> sul sito dell&#8217;<strong>INPS</strong></a> oppure rivolgerti a un <strong>patronato</strong> che può assisterti gratuitamente. Una volta iscritta, potrai iniziare a <strong>versare i tuoi contributi</strong>.</p>
<p>I versamenti si effettuano attraverso il <strong>modello F24</strong> e possono essere fatti in qualsiasi momento dell&#8217;anno. Non c&#8217;è un importo minimo, ma per maturare un anno di contributi devi versare almeno <strong>310 euro</strong>.</p>
<p>Se vuoi controllare la tua posizione previdenziale, puoi accedere al sito dell&#8217;<strong>INPS</strong> con lo <strong>SPID</strong> o la <strong>Carta d&#8217;Identità Elettronica</strong> e verificare i tuoi <strong>contributi versati</strong>. Così potrai sapere in ogni momento a che punto sei e quando potrai andare in pensione.</p>
<p>Iscriverti al <strong>Fondo Casalinghe</strong> è un&#8217;opportunità importante per chi ha sempre lavorato in casa senza una retribuzione. Anche se i versamenti non sono obbligatori, è una scelta intelligente per <strong>garantirti un futuro più sicuro</strong>. Se vuoi saperne di più, rivolgiti a un <strong>patronato</strong> o visita il sito dell&#8217;<strong>INPS</strong> per maggiori dettagli!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dove finiscono i tuoi soldi versati se non raggiungi i 20 anni di contributi</title>
		<link>https://www.jedanews.com/dove-finiscono-i-tuoi-soldi-versati-se-non-raggiungi-i-20-anni-di-contributi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaglione Danilo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 10:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.jedanews.com/?p=43609</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hai lavorato per anni ma non hai raggiunto i 20 anni di contributi? Ti stai chiedendo che fine fanno i soldi che hai versato all&#8217;INPS?&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><em>Hai lavorato per anni ma non hai raggiunto i </em><strong><em>20 anni di contributi</em></strong><em>? Ti stai chiedendo </em><strong><em>che fine fanno i soldi che hai versato</em></strong><em> all&#8217;INPS? La risposta potrebbe sorprenderti! Scopri cosa succede ai tuoi contributi, se puoi recuperarli o se esistono soluzioni alternative per non perdere tutto.</em></p>
<p>Quando versi contributi per la <strong>pensione</strong>, i soldi non vengono messi da parte per te, ma servono a pagare le pensioni di chi è già in pensione. Se non raggiungi il minimo di <strong>20 anni di contributi</strong>, potresti <strong>non avere diritto a una pensione di vecchiaia</strong>. Ma non tutto è perduto! Esistono <strong>alcune opzioni per recuperare i contributi versati</strong> o per sfruttarli al meglio. Vediamo insieme <strong>dove vanno a finire i tuoi soldi</strong> e cosa puoi fare per evitare di perderli completamente.</p>
<h2>I contributi versati non vengono restituiti</h2>
<p>Molte persone pensano che se non raggiungono <strong>i 20 anni di contributi</strong>, lo Stato debba <strong>rimborsare i soldi versati</strong>. Purtroppo, <strong>non funziona così</strong>. Il sistema previdenziale italiano si basa su un <strong>meccanismo a ripartizione</strong>: ciò significa che <strong>i contributi che versi oggi vengono usati per pagare le pensioni di chi è già in pensione</strong>. In pratica, <strong>i tuoi soldi non vengono accantonati per te</strong>, ma finiscono nel sistema pensionistico.</p>
<p>Se non raggiungi il minimo di <strong>20 anni di contributi</strong>, non hai diritto alla pensione di vecchiaia ordinaria. Tuttavia, <strong>questo non significa che tutto sia perduto</strong>! Esistono <strong>soluzioni alternative</strong> che potrebbero aiutarti a recuperare almeno una parte di quello che hai versato. <strong>Vediamole insieme!</strong></p>
<h2>Quando puoi recuperare i tuoi contributi</h2>
<p>Se non hai raggiunto i <strong>20 anni di contributi</strong>, ci sono alcune <strong>alternative</strong> che potrebbero permetterti di <strong>ottenere una pensione o un rimborso</strong>.</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Pensione con 5 anni di contributi</strong>: Se hai almeno <strong>5 anni di contributi</strong> e tutti sono stati versati dopo il <strong>1996</strong>, puoi <strong>andare in pensione a 71 anni</strong> con la <strong>pensione di vecchiaia contributiva</strong>.</li>
<li><strong>Cumulo contributivo</strong>: Se hai versato contributi in <strong>diverse casse previdenziali</strong>, puoi <strong>sommare i periodi di lavoro</strong> e raggiungere il minimo necessario.</li>
<li><strong>Riscatto o ricongiunzione</strong>: Se hai lavorato in diversi settori, potresti <strong>trasferire i contributi</strong> da una cassa previdenziale all&#8217;altra.</li>
<li><strong>Restituzione dei contributi per lavoratori stranieri</strong>: Se sei un lavoratore straniero e lasci l&#8217;Italia, potresti <strong>richiedere un rimborso dei contributi</strong> (ma solo se il tuo Paese d&#8217;origine non ha accordi con l&#8217;Italia).</li>
<li><strong>Indennità una tantum</strong>: In alcuni casi, se hai versato contributi all’<strong>Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO)</strong> e non hai maturato il diritto alla pensione, potresti ottenere un <strong>rimborso parziale</strong>.</li>
</ul>
<h2>Cosa puoi fare per evitare di perdere i tuoi contributi</h2>
<p>Se hai <strong>pochi anni di contributi</strong> e temi di <strong>non raggiungere i 20 anni</strong>, ci sono alcune <strong>strategie per evitare di perdere tutto</strong>.</p>
<p>Una delle soluzioni più utilizzate è il <strong>versamento dei contributi volontari</strong>. Se ti mancano <strong>pochi anni per raggiungere i 20 anni</strong>, puoi <strong>continuare a versare autonomamente</strong> i contributi per completare il requisito.</p>
<p>Un&#8217;altra opzione è il <strong>cumulo contributivo gratuito</strong>: se hai lavorato in più settori e hai versato contributi in diverse casse, puoi <strong>unire i tuoi versamenti</strong> senza dover trasferire nulla.</p>
<p>Infine, se sei ancora in età lavorativa, potresti <strong>valutare un&#8217;attività lavorativa aggiuntiva</strong> per continuare ad accumulare contributi e <strong>non perdere i tuoi diritti pensionistici</strong>.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Se non raggiungi i <strong>20 anni di contributi</strong>, i soldi che hai versato <strong>non vengono persi</strong>, ma restano nel sistema previdenziale per pagare le pensioni di chi è già in pensione. Tuttavia, esistono diverse <strong>strategie per non perdere tutto</strong>: pensione con 5 anni di contributi, cumulo gratuito, contributi volontari o persino rimborsi parziali. <strong>Informati bene e scegli la soluzione migliore per te!</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com/dove-finiscono-i-tuoi-soldi-versati-se-non-raggiungi-i-20-anni-di-contributi/">Dove finiscono i tuoi soldi versati se non raggiungi i 20 anni di contributi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.jedanews.com">Jeda News</a>.</p>
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