I genitori italiani possono finalmente tirare un sospiro di sollievo per le spese educative dei propri figli. Per la prossima dichiarazione dei redditi 2026, lo Stato ha alzato il tetto delle spese scolastiche detraibili, permettendo di recuperare fino a 190 euro per ogni studente. Vediamo subito quali documenti devi tenere da parte.
Mandare i figli a scuola costa sempre di più tra rette, mense e attività, ma finalmente arrivano buone notizie per il tuo portafoglio. Se hai figli che frequentano le scuole medie o le superiori, devi sapere che il governo ha deciso di darti una mano concreta per affrontare queste uscite. Nel 730 del 2026, che riguarda tutte le spese che stai sostenendo proprio durante questo 2025, la cifra che puoi scaricare dalle tasse è aumentata in modo significativo.
Prima potevi recuperare al massimo 152 euro, mentre ora la soglia massima di rimborso è salita fino a 190 euro per ogni singolo figlio a carico. Sembra una piccola differenza a prima vista, ma se hai due o tre figli, il risparmio totale sulla tua Irpef diventa davvero importante per il bilancio familiare. Però, fai molta attenzione: non basta solo avere le ricevute ammucchiate in un cassetto, perché ci sono delle regole nuove e molto precise da seguire per non rischiare di perdere questi soldi.
In particolare, c’è un dettaglio fondamentale che riguarda il modo in cui paghi ogni servizio, un aspetto che spesso viene sottovalutato ma che fa tutta la differenza del mondo tra ricevere il rimborso o restare a mani vuote.
Cosa cambia davvero per le tue tasche quest’anno
Entriamo nel vivo della questione per capire come funzionano i calcoli. La legge ha stabilito che il limite massimo della spesa che puoi presentare al fisco è passato dai vecchi 800 euro a ben 1.000 euro. Poiché lo Stato ti restituisce il 19% di quello che hai effettivamente speso, il calcolo ci porta appunto alla famosa cifra di 190 euro. Questo aiuto non è riservato solo a chi ha bambini piccoli che vanno alle elementari, ma copre tutto il percorso scolastico, partendo dalle scuole materne fino ad arrivare alle scuole superiori.
Immagina di dover pagare la retta della mensa o i piccoli contributi per i laboratori: ogni euro che tiri fuori può tornarti utile al momento della tua dichiarazione dei redditi. Molti genitori pensano che servano solo i documenti della scuola pubblica, ma in realtà la regola d’oro vale esattamente allo stesso modo anche per chi ha iscritto i figli alle scuole paritarie private. È un sostegno concreto che serve a bilanciare l’aumento dei prezzi che tutti stiamo vedendo ogni giorno quando andiamo al supermercato o quando paghiamo le bollette.
Ma c’è un punto che molti ignorano e che potrebbe rovinarti i piani: non basta sommare tutte le spese scolastiche che ti vengono in mente. Bisogna fare molta attenzione a quali voci sono ammesse dal fisco e quali invece vengono scartate senza pietà. Se sbagli a inserire una spesa non consentita, rischi non solo di perdere il rimborso, ma anche di ricevere una spiacevole multa. Proprio per questo, è essenziale capire bene cosa puoi effettivamente mettere nel mucchio, perché ci sono alcune uscite che sembrano legate alla scuola ma che in realtà seguono binari completamente diversi.
Le spese che puoi scaricare senza commettere errori
Per non farti trovare impreparato dal tuo commercialista o al CAF, devi conoscere a memoria quali sono i costi che lo Stato considera validi per il rimborso. Spesso si fa molta confusione tra quello che serve genericamente per lo studio e quello che la legge ti permette di detrarre veramente dalle tasse. Esistono infatti dei limiti precisi che definiscono cosa è “scolastico” per lo Stato e cosa invece è considerato una spesa privata.
Ecco un elenco chiaro di tutto ciò che puoi inserire nel tuo prossimo 730 per raggiungere facilmente la soglia dei 1.000 euro:
La mensa scolastica, che spesso rappresenta la spesa più pesante e costante durante tutto l’anno scolastico;
Le spese per i viaggi di istruzione e le classiche gite che i ragazzi fanno insieme ai loro professori;
L’assicurazione della scuola, quel piccolo contributo obbligatorio che paghiamo sempre a inizio anno per la sicurezza;
I servizi di pre-scuola e dopo-scuola, fondamentali per tutti i genitori che lavorano e devono lasciare i figli in istituto;
Le tasse di iscrizione e i contributi volontari che servono per migliorare l’offerta delle attività formative.
Come vedi, la lista è abbastanza lunga e ti permette di arrivare alla cifra massima senza troppi sforzi. Però, c’è un grande assente che ogni anno fa arrabbiare migliaia di famiglie italiane e che devi tenere a mente. Parlo dei libri di testo, degli zaini e di tutto il materiale come quaderni e penne: purtroppo, questi acquisti non rientrano ancora in questo bonus e devono essere pagati interamente di tasca propria.
Ma non è l’unica cosa a cui stare molto attenti per non avere brutte sorprese. Esiste infatti un altro vincolo legato direttamente a quanto guadagni, una novità che è stata introdotta proprio di recente e che potrebbe cambiare le carte in tavola per alcune famiglie che hanno uno stipendio un po’ più alto della media nazionale.
Chi rischia di ricevere un rimborso ridotto o nullo
Qui arriviamo a una novità normativa che ha fatto molto discutere negli ultimi mesi. Non tutti i genitori riceveranno i 190 euro pieni, perché lo Stato ha deciso di introdurre una sorta di “taglio” per chi guadagna di più. Se il tuo reddito complessivo supera i 75.000 euro annui, la detrazione potrebbe iniziare a diminuire gradualmente fino a scomparire del tutto per i redditi molto alti. È il nuovo meccanismo basato sul quoziente familiare, che serve a dare qualcosa in più a chi ha molti figli e meno a chi ha stipendi elevati.
Se però appartieni alla fascia media dei lavoratori, non hai assolutamente nulla di cui preoccuparti e potrai goderti l’intero rimborso fiscale. Un’altra cosa che non devi assolutamente dimenticare è la regola della tracciabilità. Se paghi la mensa o la gita scolastica usando i contanti, quei soldi sono persi per sempre e non potrai riaverli indietro. Devi sempre usare il bancomat, la carta di credito o fare un bonifico bancario.
Anche il classico bollettino postale va bene, purché tu ne conservi l’originale con molta cura. Spesso queste carte si perdono nei cassetti della cucina o le scritte sulla carta chimica sbiadiscono col tempo, quindi il consiglio migliore è di farne subito una fotocopia chiara o una foto leggibile con il tuo cellulare. Ricorda che la prudenza non è mai troppa quando si parla di tasse e controlli. Avere tutto in perfetto ordine ti permetterà di affrontare la scadenza fiscale del 2026 con estrema serenità, sapendo di aver fatto tutto il possibile per alleggerire le spese della tua famiglia.
Gestire bene questi piccoli dettagli è il vero segreto per non regalare allo Stato dei soldi che ti spettano di diritto per l’istruzione dei tuoi figli.







