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La domanda che molte vedove non fanno e che vale centinaia di euro l’anno

Vedova italiana controlla documenti INPS a casa per verificare il diritto all’assegno di vedovanza

Molte vedove pensano che, dopo la pensione di reversibilità, non ci sia altro da ottenere. In realtà esiste un assegno aggiuntivo che non arriva in automatico e che ogni anno viene perso solo perché nessuno presenta la domanda. Un diritto poco conosciuto che può valere centinaia di euro.


Molte persone sono convinte che, una volta ottenuta la pensione di reversibilità, tutto ciò che spetta venga riconosciuto automaticamente. Non è così. Esiste un sostegno economico aggiuntivo, chiamato assegno di vedovanza, che non viene erogato da solo. Se non fai richiesta, l’INPS non interviene, anche se possiedi tutti i requisiti. Questo significa meno soldi ogni mese, spesso per anni. Il problema non è la legge, ma la mancanza di informazione. Tante vedove scoprono questo diritto solo per caso, parlando con un CAF o confrontandosi con altre persone nella stessa situazione. E quando lo scoprono, spesso si rendono conto di aver perso cifre importanti senza saperlo.


Cos’è l’assegno di vedovanza e perché non arriva da solo

L’assegno di vedovanza è un importo aggiuntivo che si somma alla pensione di reversibilità. Non sostituisce la pensione principale, ma serve a garantire un piccolo sostegno economico in più a chi si trova in una condizione di particolare difficoltà. La cosa più importante da sapere è che non è automatico. Anche se percepisci già la reversibilità, l’INPS non lo riconosce da solo. Devi presentare una domanda specifica. Se non lo fai, non ricevi nulla.

Questo meccanismo penalizza soprattutto chi ha pensioni basse, redditi limitati o problemi di salute. Molte vedove pensano che l’assegno sia già incluso nella reversibilità, ma sono due cose diverse. Ed è proprio questa confusione che porta tante persone a perdere un diritto reale, mese dopo mese.


Requisiti e importi dell’assegno di vedovanza nel 2026

Per capire se puoi fare domanda, è fondamentale chiarire a chi spetta davvero l’assegno di vedovanza. Non basta essere vedova e percepire la pensione di reversibilità: servono requisiti precisi, soprattutto legati al reddito personale e alla condizione di salute.

Nel 2026, per poter richiedere l’assegno di vedovanza devi:

  • essere vedova o vedovo

  • percepire una pensione di reversibilità

  • essere riconosciuta invalida civile al 100%, oppure inabile al lavoro, oppure titolare di indennità di accompagnamento

  • avere un reddito personale annuo entro i limiti stabiliti dall’INPS

Le soglie di reddito da rispettare

Per il 2026, l’assegno di vedovanza spetta se il reddito personale annuo non supera circa 32.000 euro lordi. È importante sapere che si considera solo il reddito personale, non quello familiare o del coniuge deceduto.

In base al reddito, l’importo cambia:

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  • con un reddito personale fino a circa 28.000 euro annui, l’assegno può arrivare a circa 52 euro al mese, pari a 600–650 euro l’anno

  • con un reddito personale compreso tra circa 28.000 e 32.000 euro, l’importo si riduce a circa 19 euro al mese, pari a 230–240 euro l’anno

Superata la soglia di circa 32.000 euro annui, l’assegno non spetta. Queste somme si aggiungono alla pensione di reversibilità già percepita e non vengono riconosciute se non fai domanda, anche se rientri perfettamente nei requisiti.


Come fare domanda e perché conviene controllare subito

La domanda per l’assegno di vedovanza va presentata all’INPS in modalità telematica. Puoi farlo accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendoti a un CAF o patronato, che ti assiste gratuitamente. Un aspetto molto importante riguarda gli arretrati. Se scopri questo diritto dopo anni, l’INPS può riconoscere gli arretrati fino a un massimo di cinque anni, ma solo se presenti la domanda.

Più aspetti, più soldi rischi di non recuperare più. Per questo è fondamentale verificare la propria situazione, anche se pensi che sia tutto corretto. Il sistema non avvisa, non manda comunicazioni e non segnala l’opportunità. Sta a te informarti e tutelare i tuoi diritti. In molti casi, una semplice verifica può trasformarsi in centinaia di euro in più ogni anno, che altrimenti andrebbero persi nel silenzio.

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