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INPS non avvisa: il diritto che molti perdono solo perché non fanno richiesta

Pensionati italiani controllano documenti INPS a casa per verificare un diritto economico non ricevuto

Molte persone pensano che l’INPS avvisi sempre quando spetta un aiuto o un aumento. In realtà non è così. Esiste un diritto importante che non arriva da solo e che viene perso semplicemente perché nessuno lo richiede. Un silenzio che ogni anno costa soldi veri, soprattutto a pensionati e famiglie con redditi bassi.


Molti cittadini sono convinti che se un diritto spetta, allora l’INPS lo riconosce automaticamente. Purtroppo non funziona così. In tanti casi, anche se hai tutti i requisiti, non ricevi nulla se non presenti una domanda specifica. Questo meccanismo silenzioso porta migliaia di persone a perdere soldi ogni mese, spesso per anni, senza rendersene conto. Il problema non è la mancanza del diritto, ma la mancanza di informazione. Ed è proprio qui che nascono le ingiustizie più grandi, quelle che nessuno vede ma che pesano sul bilancio familiare.


Il diritto che esiste ma non arriva se non lo chiedi

Ci sono prestazioni e integrazioni INPS che non sono automatiche, anche quando la tua situazione rientra perfettamente nei parametri. L’INPS non manda lettere, non invia avvisi personali e non segnala l’errore se stai ricevendo meno del dovuto. Questo significa che puoi continuare a prendere una pensione più bassa di quella che ti spetterebbe, senza che nessuno ti avverta. Succede spesso con pensioni minime, assegni sociali, maggiorazioni legate all’età o al reddito familiare. Chi non è seguito da un CAF o non controlla spesso la propria posizione, rischia di perdere centinaia o migliaia di euro nel tempo. La cosa più grave è che non si tratta di un errore, ma di una procedura prevista: se non chiedi, non ottieni. E molte persone scoprono tutto troppo tardi, quando una parte degli arretrati non è più recuperabile.


I casi più comuni in cui si perde un diritto INPS

Prima di entrare nel dettaglio, devi sapere una cosa importante: questi diritti non sono automatici. Anche se hai l’età giusta e il reddito corretto, se non presenti domanda l’INPS non interviene. E il risultato è sempre lo stesso: meno soldi ogni mese.

Integrazione al trattamento minimo

L’integrazione al trattamento minimo serve ad aumentare le pensioni troppo basse.
Nel 2026 l’importo del trattamento minimo è intorno ai 600 euro mensili (circa 7.800 euro l’anno). Se la tua pensione è inferiore, puoi avere diritto a un’integrazione che colma la differenza.

Requisiti principali:

  • pensione inferiore al minimo stabilito

  • reddito personale basso

  • in alcuni casi viene considerato anche il reddito coniugale

Se non presenti richiesta o non aggiorni i dati reddituali, l’integrazione non viene applicata. Molti pensionati restano per anni con importi più bassi del dovuto, perdendo centinaia di euro ogni anno.


Assegno sociale

L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non contributiva.
Nel 2026 l’importo è circa 530–550 euro al mese, per 13 mensilità, e può aumentare in presenza di redditi molto bassi.

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Requisiti principali:

  • età minima 67 anni

  • residenza stabile in Italia

  • reddito personale (o coniugale) sotto i limiti previsti

  • domanda obbligatoria

Questo assegno non arriva mai da solo. Se non fai domanda, non ricevi nulla, anche se rientri perfettamente nei requisiti. L’INPS non invia avvisi e non segnala l’opportunità. È uno dei diritti più persi in assoluto.


Maggiorazioni sociali legate all’età

Le maggiorazioni sociali sono aumenti che scattano al superamento di certe età, soprattutto dopo i 60, 65 e 70 anni, e con redditi bassi.
L’aumento può essere di decine di euro al mese, ma in alcuni casi può arrivare fino a 130–150 euro mensili.

Requisiti principali:

  • età minima prevista

  • pensione o assegno di importo basso

  • reddito personale e familiare entro i limiti

Molti pensano che questi aumenti siano automatici. In realtà non sempre lo sono. Se la tua posizione non viene aggiornata o se non presenti richiesta, continui a prendere meno soldi, anche per anni.


Ricostituzione della pensione

La ricostituzione della pensione serve a correggere errori o cambiamenti che incidono sull’importo. Può riguardare:

  • variazioni di reddito

  • cambio di situazione familiare

  • contributi riconosciuti in ritardo

  • errori di calcolo

Importo recuperabile:

  • dipende dal caso

  • può andare da qualche decina di euro fino a centinaia di euro al mese

  • gli arretrati non sono sempre illimitati

Se non presenti domanda, l’INPS non corregge nulla. E se aspetti troppo, una parte dei soldi non torna più, anche se l’errore non è stato causato da te.


Perché questi diritti vengono persi così spesso

Il problema non è la legge, ma il sistema. L’INPS gestisce milioni di posizioni e non controlla caso per caso. Se non chiedi, non ottieni. E chi non è seguito da un CAF o non è informato, resta indietro, perdendo soldi che avrebbero fatto la differenza ogni mese.


Perché è fondamentale controllare la propria posizione INPS

Controllare la tua situazione non è solo una formalità, ma un modo concreto per difendere i tuoi diritti. Anche un piccolo cambiamento, come una variazione di reddito o l’età raggiunta, può sbloccare un aumento mensile o un’integrazione. Il problema è che il tempo conta. Più aspetti, più soldi rischi di perdere. Alcune prestazioni permettono di recuperare solo una parte degli arretrati, altre non permettono recuperi oltre certi limiti.

Per questo è importante verificare periodicamente, anche se pensi che vada tutto bene. L’INPS gestisce milioni di posizioni e non controlla caso per caso. Sta a te informarti, chiedere e presentare domanda. È un sistema imperfetto, ma è quello che esiste. E conoscere queste regole ti permette di non restare indietro, di non rinunciare a ciò che ti spetta e di evitare che un semplice silenzio si trasformi in una perdita continua di denaro.

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