Da febbraio 2026 per molti anziani alcune spese possono davvero azzerarsi o ridursi in modo netto. Non è un regalo automatico, ma il risultato di agevolazioni precise, legate a età, reddito e ISEE. Se rientri nei requisiti giusti, puoi smettere di pagare costi che oggi pesano ogni mese.
Con l’inizio del nuovo anno, molte misure già previste dalla legge iniziano a produrre effetti concreti. Alcuni anziani notano bollette più leggere, altri non pagano più ticket o canone. Questo succede perché entrano in vigore esenzioni e bonus che spesso non vengono spiegati bene.
Il punto chiave è uno solo: nulla è automatico per tutti, ma molti anziani rientrano nei requisiti senza saperlo. Età, ISEE aggiornato, reddito familiare e composizione del nucleo fanno la differenza. Capire queste regole ti permette di non buttare via soldi inutilmente.
Canone Rai e tasse locali: quando smetti davvero di pagarle
Una delle spese che può sparire del tutto è il canone Rai, ma solo se rispetti requisiti molto precisi.
L’esenzione spetta se hai almeno 75 anni, se il reddito complessivo tuo e del coniuge non supera 8.000 euro annui e se nel nucleo familiare non convivono altre persone con reddito, esclusi colf o badanti.
Se presenti la domanda correttamente, il canone non viene più addebitato nella bolletta elettrica. Questo significa zero euro, non uno sconto.
Molti vedono l’effetto da febbraio, perché le bollette successive all’accoglimento della richiesta non riportano più l’importo.
Un discorso simile vale per alcune tasse comunali, in particolare la Tari. Molti Comuni prevedono riduzioni o esenzioni totali per:
anziani soli;
nuclei con ISEE basso (spesso sotto 8.500 – 10.000 euro, ma la soglia varia);
pensionati con minimo o assegno sociale.
In questi casi, presentando l’ISEE aggiornato, la tassa può ridursi drasticamente o azzerarsi. Febbraio è spesso il mese in cui i Comuni ricalcolano le agevolazioni.
Ticket sanitario e spese mediche: soglie di reddito e codici esenzione
Sul fronte sanitario, molti anziani smettono di pagare il ticket, ma solo se rientrano nelle esenzioni per reddito.
La più comune è l’esenzione E01, che spetta a chi ha:
più di 65 anni;
un reddito familiare complessivo non superiore a 36.151,98 euro.
Con questa esenzione, visite specialistiche ed esami diagnostici diventano gratuiti.
Una volta registrata presso ASL o sistema sanitario, non paghi più il ticket ogni volta che prenoti.
Esistono poi altre esenzioni legate a:
patologie croniche;
invalidità riconosciuta;
condizioni particolari legate all’età.
Molti anziani pagano ancora per semplice mancanza di aggiornamento, non perché non ne abbiano diritto. Da inizio anno, con i dati aggiornati, l’esenzione diventa effettiva, e da quel momento il ticket sparisce.
Bollette, bonus e Carta Acquisti: il ruolo decisivo dell’ISEE
Per luce, gas e acqua non conta l’età, ma l’ISEE. Tuttavia, molti anziani rientrano proprio nelle fasce ISEE agevolate.
Con un ISEE fino a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie numerose) puoi ottenere bonus sociali automatici, che abbassano direttamente la bolletta.
Non paghi zero, ma paghi molto meno, e l’effetto è visibile proprio dalle prime bollette dell’anno.
Un aiuto concreto arriva anche dalla Carta Acquisti, destinata agli over 65 con redditi bassi. Offre 80 euro ogni due mesi, utilizzabili per:
spesa alimentare;
farmaci;
bollette.
Superati i 70 anni, le soglie di reddito diventano più favorevoli, permettendo a più persone di accedere alla carta. Questo significa meno soldi che escono di tasca tua ogni mese.
La verità che fa la differenza: conoscere i requisiti ti fa risparmiare
Il punto centrale è questo: molti anziani da febbraio smettono davvero di pagare alcune spese, ma solo se conoscono i requisiti giusti.
Età, ISEE aggiornato, reddito familiare, composizione del nucleo: sono questi i fattori decisivi.
Chi controlla questi dati e presenta le domande corrette scopre spesso che stava pagando costi non più dovuti.
In un periodo in cui la pensione è spesso l’unica entrata, sapere cosa ti spetta non è un dettaglio: è una forma di tutela.







