Da aprile 2026, gli anziani sopra gli 80 anni con gravi difficoltà possono ottenere dall’INPS un contributo di 850 euro ogni mese. Questa somma si aggiunge all’indennità di accompagnamento per chi ha un ISEE sotto i 6.000 euro. È un aiuto concreto per pagare la badante messa in regola e garantire assistenza professionale.
Prendersi cura di un nonno o di un genitore anziano è un atto d’amore, ma sappiamo tutti quanto possa essere faticoso e, soprattutto, costoso. Spesso le famiglie si trovano a dover scegliere tra il lavoro e l’assistenza, finendo per svuotare i propri risparmi per pagare uno stipendio dignitoso a una badante. In questo scenario, si è parlato tanto di un nuovo bonus da 850 euro al mese erogato dall’INPS.
Molti pensano che sia una leggenda metropolitana o una promessa elettorale, ma la realtà è che questa misura, chiamata prestazione universale, è attiva proprio ora, in questo aprile 2026. Tuttavia, non è un regalo che arriva in automatico a tutti i pensionati. Esistono dei paletti molto rigidi che devi conoscere per non restare deluso, perché la differenza tra ricevere un aiuto e restare a bocca asciutta sta tutta in un piccolo dettaglio che molti trascurano.
Chi può davvero richiedere i soldi quest’anno
Per capire se tu o un tuo caro potete mettere le mani su questo assegno extra, devi guardare bene la carta d’identità e i documenti dell’INPS. Non basta avere qualche acciacco dovuto all’età. Il governo ha deciso di premiare chi si trova in una situazione di bisogno gravissimo. Questo significa che la persona deve avere almeno 80 anni compiuti. Se ne hai 79, purtroppo, sei fuori dai giochi per ora.
Ma non è solo una questione di candeline sulla torta. La persona deve già essere titolare dell’indennità di accompagnamento, quel contributo che lo Stato dà a chi non può più camminare o compiere i gesti quotidiani da solo. È proprio qui che nasce la curiosità di molti: se ho già l’accompagnamento, perché dovrebbero darmi altri soldi? La risposta sta nella gravità della situazione medica, che viene valutata da una commissione.
Eppure, anche se sei molto anziano e stai molto male, c’è un ostacolo ancora più grande da superare, un muro che blocca quasi tutti e che riguarda il tuo portafoglio.
Il vero scoglio di questa misura è infatti il reddito della famiglia, o meglio, l’ISEE socio-sanitario. Se vuoi davvero ottenere gli 850 euro mensili, il tuo valore ISEE deve essere inferiore a 6.000 euro. Si tratta di una cifra molto bassa, pensata per aiutare chi è davvero in difficoltà economica e non può permettersi un aiuto professionale. Se superi questa soglia, l’INPS chiude i rubinetti.
Ma attenzione, perché anche se rispetti il limite dei soldi, c’è un modo specifico in cui devi spendere questo bonus. Non sono soldi che puoi usare per fare la spesa o pagare le bollette della luce, perché lo Stato vuole essere sicuro che servano a migliorare l’assistenza. Questo ci porta a chiederci: cosa succede se non assumi una badante in regola?
Come spendere il bonus senza rischiare sanzioni
Molte persone pensano che una volta arrivati i soldi sul conto, il gioco sia fatto. In realtà, la prestazione universale è un aiuto “vincolato”. Lo Stato ti dà questi 850 euro ogni mese con uno scopo preciso e, se non lo rispetti, potrebbe chiederti tutto indietro con gli interessi. È fondamentale capire che questi soldi hanno una missione e devi essere pronto a dimostrare come li hai usati.
Per evitare problemi con i controlli dell’INPS, ecco quali sono le regole ferree da seguire per l’utilizzo delle somme ricevute:
Devi usare l’intero importo per pagare lo stipendio di una badante o di un assistente domiciliare;
La persona che assiste l’anziano deve avere un contratto regolare e i contributi versati;
Puoi utilizzare i soldi per acquistare servizi da imprese specializzate nel settore dell’assistenza;
Tutti i pagamenti devono essere tracciabili, quindi scordati i contanti se vuoi stare tranquillo.
Come vedi, la trasparenza è tutto. Se provi a fare il furbo e usi quei soldi per altro, rischi di perdere anche l’indennità di accompagnamento base. Molti si chiedono se valga la pena fare tutta questa trafila per un aiuto che sembra così difficile da ottenere. È qui che entra in gioco un dettaglio che pochi considerano: cosa succede a chi ha un reddito più alto? Esiste un’alternativa per chi supera quel famoso limite dei 6.000 euro di ISEE?
La risposta potrebbe sorprenderti, perché esiste un piano B che molti ignorano totalmente.
Cosa fare se non rientri nel bonus da 850 euro
Se dopo aver letto i requisiti ti sei reso conto che il tuo ISEE è troppo alto, non disperare. Non sei solo, anzi, la maggior parte delle famiglie italiane si trova nella tua stessa situazione. Fortunatamente, in questo 2026, esistono altre strade per alleggerire il peso delle spese. C’è ad esempio un’agevolazione meno conosciuta che riguarda lo sconto sui contributi. Se assumi una badante per una persona che ha più di 65 anni, puoi ottenere un esonero dal pagamento dei contributi previdenziali fino a un massimo di 3.000 euro all’anno.
Questo significa che, anche se non ricevi i contanti ogni mese, risparmi comunque una bella cifra sulle tasse che dovresti versare allo Stato.
Inoltre, non dimenticare che puoi sempre detrarre una parte delle spese dalla dichiarazione dei redditi. È un meccanismo più lento, perché i soldi ti tornano indietro dopo un anno, ma è un diritto che spetta a quasi tutti, indipendentemente dall’ISEE. Spesso la soluzione non è in un unico grande bonus, ma nel combinare insieme diversi piccoli aiuti. Per questo motivo, il consiglio migliore è sempre quello di fare un salto al CAF o a un Patronato.
Lì possono simulare il tuo ISEE e dirti esattamente quale strada ti conviene prendere. Spesso basta un piccolo errore nella compilazione dei moduli per perdere migliaia di euro a cui avresti diritto, quindi muoversi con attenzione è l’unico modo per proteggere il futuro dei tuoi cari.







