Nel 2026 l’Assegno Unico può aumentare davvero per molte famiglie, ma solo se rientri nelle nuove fasce ISEE e se hai diritto alle maggiorazioni previste. L’importo base massimo non è uguale per tutti, ma in alcuni casi specifici puoi arrivare fino a 250 euro al mese per figlio, e anche oltre.
Con il nuovo calcolo ISEE 2026 e la rivalutazione degli importi, cambiano le soglie e cambiano anche le cifre che puoi ricevere ogni mese. Per chi ha un ISEE basso, l’Assegno Unico cresce in modo concreto, mentre chi non aggiorna l’ISEE rischia di restare fermo all’importo minimo. Capire numeri, fasce e condizioni reali è fondamentale per non perdere soldi e per sapere se anche tu puoi rientrare tra chi riceve l’importo più alto.
Assegno Unico 2026: importi base e fasce ISEE ufficiali
Nel 2026 l’Assegno Unico per i figli minorenni continua a basarsi sull’ISEE, con importi che diminuiscono gradualmente all’aumentare del valore. I numeri da conoscere sono chiari e precisi.
Se il tuo ISEE è fino a 17.468,51 euro, hai diritto all’importo massimo base, che è di circa 204 euro al mese per ogni figlio minorenne. Questa è la cifra più alta senza maggiorazioni.
Se invece il tuo ISEE è più alto, l’importo scende poco alla volta fino ad arrivare al minimo, che è di circa 58–59 euro al mese quando l’ISEE supera 46.582,71 euro oppure quando non presenti l’ISEE.
Per i figli tra 18 e 21 anni, l’assegno è previsto solo in presenza di determinate condizioni e gli importi sono più bassi rispetto ai minorenni. Anche in questo caso, però, l’ISEE resta il fattore decisivo.
Una novità importante del 2026 riguarda il calcolo dell’ISEE: la prima casa pesa meno grazie a una franchigia più alta, che arriva a 91.500 euro e può aumentare ulteriormente in base al numero di figli conviventi. Questo può abbassare l’ISEE e farti rientrare in una fascia più favorevole.
Quando si arriva davvero a 250€ a figlio: casi reali ed esempi chiari
È qui che nasce la confusione. 250 euro non è l’importo base dell’Assegno Unico. Ci si arriva solo se, oltre all’importo ISEE, hai diritto a maggiorazioni precise previste dalla normativa.
Prima di tutto è importante sapere quali maggiorazioni contano davvero:
Figlio con meno di 1 anno, che dà diritto a una maggiorazione del 50% dell’importo base
Entrambi i genitori lavoratori, con una maggiorazione di 30 euro al mese per figlio
Nucleo con almeno 3 figli, che in alcune fasce ISEE prevede ulteriori aumenti
Figli con disabilità, che hanno maggiorazioni dedicate anche molto elevate
Esempio concreto 1, molto comune
Hai un ISEE di 15.000 euro, un figlio minorenne e entrambi i genitori lavoratori.
In questo caso ricevi:
circa 204 euro di importo base
+30 euro di maggiorazione
Totale: circa 234 euro al mese. Qui non arrivi a 250.
Esempio concreto 2, qui superi i 250
Hai un ISEE sotto 17.468 euro e un figlio con meno di 1 anno.
Ricevi:
circa 204 euro di importo base
+50%, cioè circa +102 euro
Totale: circa 306 euro al mese. In questo caso i 250 euro vengono superati.
Esempio concreto 3, famiglia numerosa
Se hai almeno 3 figli, rientri nelle fasce ISEE previste e hai un figlio piccolo, alcune maggiorazioni possono portare l’importo molto vicino o superiore ai 250 euro, anche senza il bimbo sotto l’anno, grazie agli aumenti cumulabili.
Cosa fare subito per non perdere l’aumento nel 2026
La prima cosa da fare è presentare o aggiornare l’ISEE 2026. Senza ISEE valido, l’INPS paga solo l’importo minimo, circa 58–59 euro, anche se avresti diritto a molto di più.
Devi controllare con attenzione:
giacenza media dei conti correnti
numero corretto dei componenti familiari
situazione lavorativa dei genitori
età esatta dei figli
eventuale disabilità riconosciuta
Anche un piccolo errore può spostarti in una fascia sbagliata e farti perdere decine di euro ogni mese. L’Assegno Unico 2026 può valere migliaia di euro l’anno, ma solo se rientri nelle fasce giuste e fai le comunicazioni nel modo corretto.
Il punto è semplice: i 250 euro a figlio non sono per tutti, ma sono reali per chi ha ISEE basso e maggiorazioni precise. Controllare ora significa non lasciare soldi sul tavolo.







