L’INPS ha appena avviato una stretta decisiva sui controlli per l’Assegno di Inclusione nel 2026. Se ricevi il sussidio, devi sapere che i controlli incrociati tra banche dati sono già partiti per scovare chi non ha i requisiti. In questo articolo ti spiego subito cosa sta succedendo e come proteggere il tuo pagamento mensile.
Bisogna fare molta attenzione perché quest’anno l’aria è cambiata davvero. L’INPS ha deciso di fare sul serio e sta usando nuovi sistemi informatici capaci di vedere tutto in un attimo. Non si tratta più solo di controllare il tuo vecchio ISEE, ma di incrociare i dati con l’Anagrafe, l’Agenzia delle Entrate e persino con i movimenti sospetti sui conti correnti. Se hai dimenticato di dichiarare un piccolo lavoro o se la tua residenza non è quella vera, rischi che il pagamento venga sospeso immediatamente e senza troppi complimenti.
Molte famiglie italiane si sono già viste bloccare la carta ADI proprio alle casse del supermercato perché i conti dell’ufficio non tornavano. In questo momento, la priorità dello Stato è pulire le liste da chi prova a fare il furbo, ma purtroppo spesso ci rimettono anche le persone oneste che commettono solo piccoli errori di distrazione. Leggi bene perché basta un dato sbagliato per perdere tutto il beneficio economico che ti serve per andare avanti.
L’errore più comune che blocca i soldi
Forse non lo sai, ma la maggior parte delle sospensioni oggi avviene per colpa di dati che non dicono la stessa cosa tra quello che hai scritto tu e quello che sa lo Stato. Quando hai fatto la domanda per l’Assegno di Inclusione, hai dichiarato chi vive con te e quanto guadagnate in totale. Adesso l’INPS usa dei cervelloni elettronici potentissimi che controllano se qualcuno nel tuo nucleo familiare ha iniziato a lavorare, anche solo per pochi giorni, senza dirlo subito tramite il modello ADI-com.
Basta un contratto a chiamata o un piccolo lavoretto stagionale per far scattare l’allarme rosso nei computer dell’istituto. Se i dati non quadrano perfettamente, il sistema blocca il rubinetto dei soldi in automatico. Un altro punto molto delicato è la tua residenza effettiva. Molte persone risultano vivere in un posto ma poi abitano altrove per vari motivi. Se i controlli incrociati scoprono che la tua famiglia non vive dove hai dichiarato, per l’INPS questo è un errore grave e i soldi spariscono in un attimo.
Devi essere super preciso e controllare che ogni singola informazione sul tuo stato di famiglia sia aggiornata all’ultimo secondo. Non aspettare che sia l’ufficio a mandarti una lettera a casa, perché spesso quando arriva la carta il bonifico di questo mese è già stato annullato. La prevenzione è l’unica arma che hai per stare tranquillo e continuare a fare la spesa con la tua carta acquisti senza avere paura che venga rifiutata.
Cosa devi controllare subito per stare tranquillo
Per non avere problemi con questi nuovi controlli incrociati, devi fare una specie di pulizia alla tua domanda. Non basta aver ottenuto il sì la prima volta, perché il diritto al sussidio viene verificato ogni singolo giorno dell’anno. Ci sono delle scadenze e dei comportamenti che l’INPS guarda con la lente d’ingrandimento e che tu non puoi assolutamente dimenticare se vuoi che la ricarica arrivi puntuale sulla carta.
Ecco i punti fondamentali da verificare per evitare che la tua domanda finisca nella lista nera dei controllori:
Verifica che il tuo ISEE 2026 sia stato fatto senza dimenticare nessun risparmio in banca o piccoli possedimenti immobiliari.
Controlla che tutti i membri della famiglia che possono lavorare siano iscritti al portale SIISL e abbiano firmato il loro impegno.
Assicurati di esserti presentato ai Servizi Sociali del tuo comune quando ti hanno chiamato, altrimenti il pagamento si ferma di colpo.
Comunica ogni minimo cambiamento del reddito entro trenta giorni, anche se hai guadagnato solo pochi euro con un lavoretto saltuario.
Tieni d’occhio i messaggi sul sito dell’INPS o nell’app IO, perché le notizie brutte arrivano spesso lì con scadenze molto veloci.
Seguire queste semplici regole ti permette di dormire sonni tranquilli e non saltare sulla sedia ogni volta che senti parlare di nuove verifiche. Molti pensano che una volta presi i primi soldi sia tutto a posto per sempre, ma la verità è che il controllo continuo è diventato la normalità. Se tieni le tue carte in ordine, i nuovi algoritmi informatici non ti faranno paura perché troveranno solo cose giuste e regolari.
Come comportarsi se il pagamento viene sospeso
Se un mattino vai a prelevare o a pagare e scopri che la carta è vuota, non farti prendere dal panico ma muoviti subito. La prima cosa da fare è entrare nel tuo fascicolo previdenziale sul sito dell’INPS usando il tuo SPID o la carta d’identità elettronica. Lì troverai quasi sempre una nota scritta che spiega il motivo esatto dello stop. Spesso si tratta solo di una mancata comunicazione che si può risolvere in pochi minuti o di un documento che si è perso tra gli uffici. Se vedi che il problema riguarda i Servizi Sociali, corri subito al tuo Comune per parlare con l’assistente sociale e sbloccare la tua pratica.
Ricorda che se non ti presenti agli appuntamenti, il sistema ti segna come uno che non vuole collaborare e riavere i soldi diventa una missione quasi impossibile. Se invece l’errore riguarda i soldi che entrano in casa, devi correggere subito il tuo ISEE e chiedere che la tua domanda venga guardata di nuovo. Non lasciare passare troppo tempo perché dopo qualche mese la domanda muore del tutto e dovrai rifare tutta la fatica da capo, perdendo magari anche gli arretrati che ti spettavano.
Parla con il tuo CAF di fiducia, loro sanno come leggere i messaggi difficili dell’INPS e possono aiutarti a mandare i documenti giusti senza sbagliare. La cosa importante è non fare finta di niente sperando che tutto si aggiusti da solo. Con questa nuova stretta, l’unico modo per proteggere i tuoi diritti è dimostrare che sei una persona onesta che ha davvero bisogno di questo aiuto economico per la sua famiglia.







