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Il vulcano Marsili torna ad essere attivo nel Tirreno!Rischio tsunami.IL VIDEO

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[banner]Scoperto il secolo scorso da Luigi Ferdinando Marsili, un ricercatore, si torna a parlare del vulcano sottomarino Marsili, il più grande vulcano sommerso d’Europa e del Mediterraneo che si estende fino sui fondali del Mar Tirreno. Appartiene all’arco insulare Eoliano e si trova a circa 140 km a nord della Sicilia ed a circa 150 km ad ovest della Calabria ed è il più esteso vulcano d’Europa. È stato indicato come potenzialmente pericoloso, perché potrebbe innescare un maremoto che interesserebbe le coste tirreniche meridionali.

Con i suoi 70 km di lunghezza e 30 km di larghezza (pari a 2100 chilometri quadrati di superficie) si eleva per circa 3000 metri dal fondo marino, raggiungendo con la sommità la quota di circa 450 metri al di sotto della superficie del mar Tirreno. E’ dal 2005 al centro di ricerche e studi atti a tenerlo d’occhio. Nel 2010 il sismologo Enzo Boschi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia aveva dichiarato: La nostra ultima ricerca mostra che il vulcano non è strutturalmente solido, le sue pareti sono fragili, la camera magmatica è di dimensioni considerevoli. Tutto ciò ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe entrare in eruzione in qualsiasi momento. Il cedimento delle pareti muoverebbe milioni di metri cubi di materiale, che sarebbe capace di generare un’onda di grande potenza. Gli indizi raccolti ora sono precisi, ma non si possono fare previsioniIl rischio è reale e di difficile valutazione.Quello che serve è un sistema continuo di monitoraggio, per garantire attendibilità”.vulcano marsili 2

In questi giorni è stata pubblicata una ricerca fatta da un team internazionale che comprende l’Istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Iamc-Cnr) e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma (Ingv). “L’ipotesi più accreditata dagli studiosi era quella che considerava cessata, all’incirca 100.000 anni fa, l’attività eruttiva del vulcano“, dice Mattia Vallefuoco, dell’Iamc-Cnr, e spiega che “nel corso della missione,finalizzata ad acquisire nuovi dati sui prodotti emessi dal Marsili e sulla loro età, e’ stata prelevata ad una profondità di 839 metri una colonna di sedimento che ha evidenziato due livelli di ceneri vulcaniche dello spessore di 15 e 60 centimetri, la cui composizione chimica risulta coerente con quella delle lave del vulcano“. Per risalire all’eta’ degli strati di questa ‘carota’ di ceneri i ricercatori si sono serviti del carbonio 14. “Le due analisi eseguite sui gusci di organismi fossili contenuti nei sedimenti hanno fornito rispettivamente eta’ di 3000 e 5000 anni“, afferma Guido Ventura, ricercatore Ingv, secondo cui si tratta di “datazioni che testimoniano una natura almeno parzialmente esplosiva del Marsili in tempi storici”.

Fonte: leggilo.net

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