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“Mi dicevano che lottavamo il terrorismo,ma eravamo noi i veri terroristi”:Un veterano di guerra in Iraq

INTERVENTO SHOCK di un veterano di guerra in Iraq:”Noi eravamo i veri terroristi”.Dedicato a chi pensa di risolvere il problema ISIS con le bombe.

“Ci dicevano che lottavamo il terrorismo. Il vero terrorista ero io. Il vero terrorismo era questa occupazione”. Un meraviglioso discorso di un veterano di guerra americano in Iraq, Mike Prysner, che dovete far sentire a tutti quelli che pensano di risolvere il fondamentalismo islamico con nuove bombe. Parliamo di tutti quei giornalisti, o presunti tali, che parlano di nuove bombe; di tutti quegli alimentatori d’odio che cavalcano – come prima degli interventi in Iraq e Afghanistan ,l’isalmofobia per ottenere il consenso dell’opinione pubblica sull’intervento e distoglierla dai problemi interni. La vera guerra in corso, è quella sociale.

Mike Prysner, ex soldato americano che ha combattuto in Iraq, rivela come funzionano le cose in guerra e nei marines, facendo emergere questioni scomode che i media Usa cercano di censurare. Inoltre il reduce ha compreso che la guerra in Iraq, come quella in Afghanistan, sono solo guerre di interessi elitari. DA VEDERE!Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook

[banner]Secondo l’annuale ricerca del Global Terrorism Index le vittime del terrorismo sono quintuplicate dagli attacchi dell’11 settembre 2001 ad oggi, nonostante la “guerra al terrore” lanciata dagli Usa e i 4.400 miliardi di dollari spesi nelle guerre in Iraq, Afghanistan e in operazioni antiterrorismo in giro per il mondo. Nel 2014, le forze delle operazioni speciali (SOF) statunitensi erano presenti in 133 paesi e le forze d’élite americane in 150. Praticamente una presenza nella quasi totalità del globo con i risultati che sono ormai evidenti. Dopo più di un decennio di guerre segrete, sorveglianza di massa, un numero imprecisato di incursioni notturne, detenzioni ed omicidi, per non parlare di miliardi su miliardi di dollari spesi, sono nati 36 nuovi gruppi terroristici, tra cui diverse succursali, propaggini e alleati di al-Qaida.
Dato che i militari – quelli che la situazione sul campo la conoscono e sanno bene dell’inutilità dell’operazione – hanno già espresso la loro opinione, si potrebbe creare una “legione” pronta a partire con tutti quei giornalisti e alimentatori d’odio che si sono pronuciati fino ad oggi senza conoscere nulla della situazione in Libia per l’intervento. Superano sicuramente i cinque mila che aveva indicato il ministro Pinotti…
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