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Travaglio smonta le balle leghiste sullo stato di emergenza e sulla dittatura sanitaria

Il giornalista Marco Travaglio, direttore de Il fatto Quotidiano intervistato su “Nove” commenta l’affermazione di Salvini relativa al prolungamento dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 definito dal leader della Lega “una scelta politica non una scelta sanitaria“. Secondo Salvini il prolungamento dello stato di emergenza farebbe comodo al governo per tenere salde le poltrone, e la scelta non sarebbe stata fatta a causa di una emergenza sanitaria, come se tutti i contagiati di questi ultimi giorni non esistessero affatto.

marco travaglio stato di emergenza

Queste le parole di Travaglio a riguardo:
Noi lo stato di emergenza lo abbiamo introdotto il 31 gennaio scorso quando ancora non c’erano morti e c’erano solo due  contagiati in tutta Italia. non capisco come non si possa non prorogare lo stato di emergenza in condizioni come quella attuale.

Lo stato di emergenza non aumenta di un grammo il potere del presidente del Consiglio o del governo, e non è di certo una invenzione di questo governo. Lo stato di emergenza è previsto da una legge del 1992, la quale prevede in caso di calamità naturali ( e questa è la più grande dal dopoguerra) vengano attivate misure e provvedimenti per far fronte al tipo di emergenza in atto.

Nel nostro caso senza lo stato di emergenza non si sarebbe potuti istituire il Comitato Tecnico scientifico che attualmente affianca il governo, non si sarebbe potuto adottare lo smart working, l’acquisto da parte dello stato di camici, mascherine, test, tamponi, reagenti, il blocco dei voli da e per l’Italia, non si sarebbero potute attuare nell’immediato tutte le misure previste per far fronte all’emergenza sanitaria. 

Tutto questo non c’entra nulla con i superpoteri del presidente del Consiglio. Inoltre è stato il Parlamento stesso ad incaricare il governo a fare tutto ciò tramite un decreto legge approvato il 6 marzo scorso che recita: il Parlamento autorizza il governo ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica.

Quindi le varie zone rosse istituite inizialmente e il successivo lockdown non dipendono dallo stato di emergenza, ma da quel decreto di marzo in cui il Parlamento ha affidato al governo ogni misura necessaria per fronteggiare l’emergenza sanitaria“.

 

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