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Sapelli: 5G, Conte in segreto regala Telecom alla Cina

Porte aperte alla Cina (ma di nascosto) nel settore più importante di tutti: le reti. Lo ha rivelato il 21 agosto uno scoop della “Verità”: il governo ha secretato un Dpcm del 7 agosto scorso con il quale si autorizza Telecom ad utilizzare la tecnologia Huawei, scrive Federico Ferraù sul “Sussidiario“. «Il 5G è un tema strategico di rilevanza mondiale ed è al centro della nuova guerra fredda che divide Usa e Cina.

È dai tempi del memorandum of understanding del marzo 2019 che il governo italiano ha messo in atto un lento scivolamento politico verso Pechino». Il Dpcm del 7 agosto «è la conferma che il progetto (cinese) di trasformare l’Italia nella testa di ponte della Cina in Occidente va avanti seguendo logiche sottratte al controllo del Parlamento, alla disciplina del “golden power” e, per quanto possibile, anche all’opinione pubblica».

In Italia, dice Giulio Sapelli, storico ed economista – intervistato da Ferraù – non ci sono più i partiti: per questo le forze esterne ostili hanno la meglio e gli Usa non possono contrastarle. Porte aperte a Huawei, dunque, ma la decisione è a porte chiuse. «Questo governo, come anche quello precedente, soffre della pericolosa inclinazione a dipendere da forze esterne», dice Sapelli: «Non solo la Francia, la Germania e gli Usa, nostro alleato storico, ma anche la Cina, la cui influenza è sottoposta a forti misure restrittive dalla stessa Unione Europea».

conte regala telecom alla cina

Pechino chi deve ringraziare? «Il massimo alfiere della penetrazione cinese è il potere situazionale di fatto impersonato da Grillo e dal Movimento 5 Stelle, più ciò che resta di pezzi di apparato statale», afferma il professore. «A condizionare Papa Bergogliopesantemente la posizione italiana – accusa Sapelli – è il patto tra Santa Sede e Pechino sulla nomina dei vescovi. Non è solamente una questione di fede. Il Vaticano si trova in Italia ed è determinante per le sorti del paese».

Domanda: Pd e 5 Stelle hanno idea di quello che stanno facendo? «I partiti non esistono più», insiste Sapelli. «È per questo che si può fare un Dpcm che apre al “soft power” cinese senza che nessuno venga a saperlo. Il partito che si è storicamente identificato con lo Stato dopo la Dc, ossia il Pd, si sta disgregando». Certo, è ben inserito nelle stanze del potere: «Nel tempo ha occupato tutto l’occupabile, dall’informazione ai ministeri.

È un potere che i 5 Stelle stanno appena sfiorando, mentre alla Lega non è stato permesso di avvicinarsi. Ma anche il M5S è in via di disgregazione: è rottura tra Grillo e Casaleggio ed entrambi sono messi in discussione». Se i partiti non esistono più, al governo chi c’è? «Compagnie di ventura, neo-caciqui, gente che ha fatto della politica la propria impresa personale».

Quelli che avremmo definito apparati di governo, per Sapelli, ormai sono «segmenti di uno Stato patrimonializzato», che agiscono in modo indipendente: «L’apparato statale è stato suddiviso in segmenti di potere, e ogni compagnia di ventura ne controlla un pezzo». Dunque la Cina ha la strada spianata? Non del tutto, risponde Sapelli: «Il problema di questo governo – spiega – è che uno dei capi di quella compagnia di ventura fondamentale che è il ministero della difesa, Lorenzo Guerini, è un severo atlantista».

Idem il ministro per gli affari europei, Vincenzo Amendola, altro eponente Pd. Dunque chi comanda nell’ex partito di Renzi? I due Dioscuri, dice Sapelli, sono Massimo D’Alema e il già veltroniano Goffredo Bettini. «D’Alema è l’uomo più intelligente della politica italiana di oggi. Bettini è un ex segretario della Fgci romana ora consigliere dell’Istituto Luce. D’Alema governa con l’intelligenza strategica, Bettini con quella tattica».

Quanto a Dario Franceschini, «sovrintende alla spartizione dei posti di potere». E Zingaretti a chi risponde? «Non lo sappiamo. Pare a Bettini. Non è una garanzia». E D’AlemaD’Alema invece a chi risponde? «È uomo troppo intelligente per non capire che l’Italia ha bisogno di rimanere nel patto atlantico», sostiene Sapelli. «Del resto, lui e Mattarella devono la loro ascesa al bombardamento della Serbia», risalente al 1999, e Sapelli esclude che D’Alema possa cambiare cavallo.

Ricapitolando, nel partito pro-Cina chi c’è? «Grillo e quella massa di ex ministri ed ex professori universitari in pensione che sono stati reclutati dai cinesi attraverso incarichi di vario tipo». Per il professore, «la Francia ha un metodo più nobile: l’onorificenza, la Légion d’Honneur. La Cina è più materialista: li ha comprati tutti». Di fronte all’avanzata della Cina in Italia – riassume Ferraù – è come se aspettassimo che accada qualcosa, ma quel qualcosa non accade.

Perché? «Non accade nulla perché, come diceva Gramsci, siamo nel pieno di una crisi organica», afferma Sapelli. «È quando i partiti perdono ogni contatto con le loro basi sociali o territoriali. Quando questo avviene – aggiunge il professore – capitano normalmente due cose: o cadono nelle mani di un dittatore come Luigi Bonaparte, oppure cedono alla pressione straniera». E la crisi organica, nel caso italiano, che cosa comporta?

«Che gli Stati Uniti non sanno più su chi premere. Dopo il ’45 – dice Sapelli – gli Usa hanno affidato il controllo politico dell’Italia soprattutto agli inglesi». Basta leggere il diario politico di Richard Gardner, ambasciatore americano a Roma dal 1977 al 1981: «Non capiva nulla di quello che succedeva in Italia. Pensiamo a cosa possono capire oggi gli americani, senza più partiti e senza intellettuali che si facciano interpreti della situazione».

Secondo Sapelli, senza un solido appoggio politico, nemmeno l’America può intervenire. «Hanno degli uomini validi, come Guerini e Amendola, che si comportano bene. Ma senza partiti è difficile cambiare le cose. Mi stupisce Gualtieri, perché è Sapellicresciuto alla scuola di Vacca e di D’Alema». Ma poi è stato adottato dall’Ue.

«In ogni caso, questa cosa che hanno fatto è da disperati», aggiunge Sapelli, pensando all’accordo pro-Huawei. E spiega: «I cicli di innovazione delle telecomunicazioni sono di 5-6 anni. Tra non molto parleremo di rete 6G. E su questa gli Usa sono più avanti della Cina». Intanto, fa notare Ferraù, la Cina guadagna terreno verso occidente. «È arrivata a Trieste e sa che l’Italia è il cavallo di Troia per entrare in Europa». Ad aiutare la Cina è un’altra anomalia italiana: «Solo noi in Europa riteniamo che l’economia cinese vada bene». La Germania?

«Si sta svegliando da un lungo sonno e inizia a prendere delle contromisure. A frenare è solo la Merkel, perché ha costruito tutta la sua carriera politica parlando con Russia e Cina». E se 5 Stelle e Pd sono stati “comprati” dai cinesi, gli Usa possono sperare nel centrodestra? «Interlocutori preferenziali degli Usa sono Berlusconi, i dalemiani e alcuni ex democristiani del Pd», riassume Sapelli. Gli esponenti di Fratelli d’Italia? Niente da fare: «Sono ex fascisti». Quanto alla Lega di Salvini, «ha perso il treno grazie al Conte-1».

Tratto da Libre Idee

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