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Salvini e Di Maio non si attaccano più, ecco cosa c’è dietro. I retroscena

Da mesi Salvini e Di maio non si attaccano più, non c’è ombra di polemica diretta e spigolosa tra i due. Ecco alcuni retroscena molto interessanti sulla questione.

Salvini e di maio non si attaccano più

Quasi un anno fa il leader della Lega Matteo Salvini dal Papeete fece cadere il governo gialloverde creando una emergenza politica in pieno ferragosto mentre gli italiani erano in vacanza. Da quel momento con l’attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio scoppiarono continui litigi e insulti a distanza accusandosi a vicenda per la caduta dell’esecutivo.

Secondo le ultime indiscrezioni Il Giornale fa notare come ultimamente le cose siano cambiate, ovvero i due da qualche mese non si attaccano più, da mesi non c’è ombra di polemica diretta e spigolosa tra Salvini e Di Maio. A rafforzare questa ipotesi sarebbe anche una delle ultime uscite di Di Maio dove ha richiesto il blocco delle partenze e i rimpatri veloci degli immigrati, in piena sintonia con la linea salviniana.

Ma questo non sembra essere l’unico segnale di riavvicinamento tra i due. Libero Quotidiano rivela di una apertura da parte dell’ex ministro dell’Interno aduna possibile intesa con il M5S per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica che avverrà nel gennaio 2022.
Sempre secondo il Giornale i due avrebbero un nemico comune: Giuseppe Conte. Salvini vuole a tutti i costi andare al voto e sostituirlo nella presidenza del Consiglio, Di Maio teme per la sua leadership tra i grillini, che vedono sempre di più nel premier il loro vero leader.

Ma soprattutto a preoccupare Di Maio è la possibilità che il premier possa diventare il candidato dei 5 Stelle e quindi influire pure sulle liste elettorali.
Anche Salvini però all’interno del centrodestra ha la sua “gatta da pelare” a livello elettorale: Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia sale sempre di più nei sondaggi, e stando ai numeri, a farne le spese sarebbe proprio il leader del carroccio.

Si sta assistendo ad un lento ma inesorabile travaso di preferenze dalla lega a FDI, facendo però mantenere all’intero centrodestra la leadership del paese. Salvini e di Maio quindi oltre ad avere un nemico comune, hanno anche una situazione simile all’interno delle proprie file che potrebbe col tempo portare la perdita della leadership per entrambi.

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