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L’allarme della polizia: “Non usate le reazioni di Facebook”

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Da non molto sono presenti le emoticons per esprimere le nostre reazioni su Facebook, ma il social le ha inserite per un motivo ben preciso. Ecco quale

Dopo anni di lamentele e di richieste, Facebook ha cercato di accontentare i suoi utenti. Dopo la questione sul fatto che il ‘’Mi piace’’ fosse troppo poco, è stata data la possibilità a tutti quelli che sono iscritti al social di poter esprimere di più. Da qualche tempo, infatti, il social network più famoso del mondo, oltre classico like, ha introdotto anche altre reazioni: oltre a dire ‘’mi piace’’, gli utenti possono manifestare amore, stupore, tristezza, rabbia, choc.

Con questa mossa però, il social più importante al mondo non ha accontentato solo gli utenti che ne hanno fatto richiesta, ma ha anche colmato la sua “sete di privacy”. Due piccioni con una fava quindi.
Facebook non perde mai l’opportunità di raccogliere informazioni sui propri utenti, infatti grazie alle nostre reazioni sui post, i gestori del social hanno la possibilità di crearsi un quadro più preciso di noi e delle nostre vite, possono capire ciò che ci urta, ciò che ci emoziona ecc senza andare a leggere i commenti. Il tutto per proporci contenuti pubblicitari in base alle nostre esigenze.

Tutto ciò mette a rischio la nostra privacy, ed è proprio per questo che la polizia belga sta mettendo in guardia la sua gente.
Infatti come riferisce ilgiornale.it:

<<La polizia belga sostiene – non che sia una novità – che serva a facebook soltanto per “profilare” meglio la sua utenza. Per proteggere la propria privacy, scrivono in un comunicato ripreso dalla stampa straniera, sarebbe meglio limitarsi al solito “like”.>>
Si mette a rischio la privacy. Come si legge sul Mirror, in Belgio, la Polizia sta mettendo in guardia la gente: ‘’Se ci tenete alla vostra privacy, evitate di utilizzare i pulsanti reazione su Facebook’’.

La Polizia ha anche emesso un comunicato stampa che ha poi pubblicato sul proprio sito dove si legge: ‘’Facebook non perde mai l’opportunità di raccogliere informazioni sui propri utenti’’. In pratica, secondo la Polizia belga, i gestori del social network hanno la possibilità di crearsi un quadro più preciso di noi e delle nostre vite. Questo osservando le nostre reazioni (oltre che le nostre foto e tutto ciò che sul social pubblichiamo).

‘’Facebook è anche un campione per il marketing: limitando il numero di reazioni a 6, Facebook sta contando su di voi affinché esprimiate i vostri pensieri più facilmente così che l’algoritmo sia più efficiente. Con i vostri click, sarà possibile determinare il tipo di contenuti da far comparire sulle vostre bacheche’’.
La Polizia belga aggiunge anche che in questo modo Facebook può piazzare annunci pubblicitari mirati in base alla conoscenza di ognuno. Non solo può proporre annunci mirati a noi, ma anche vendere più spazi pubblicitari. Tutto per merito delle nostre reazioni.

Riferimento: caffeinamagazine.it

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