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Ecco come è stato bloccato un pignoramento con un ricorso costituzionale,e senza alcun avvocato

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Fermare questa dittatura si può,e questo caso lo dimostra.Fermato il pignoramento di una casa a Sassari disposto dalle banche con un ricorso per “violazione dei diritti umani” fatto da “Popolo Unico (www.popolounico.it) e Gruppo tecnico-popolare Libra.

Le associazioni sopra citate hanno, a quanto pare, bloccato il pignoramento e la vendita con un ricorso costituzionale. E per giunta senza dover ricorrere ad un Avvocato! Il ricorso è stato presentato direttamente dalla persona pignorata, in qualità di essere umano e Legale Rappresentate di sé stesso.A causa di crediti contratti con banche e finanziarie l’appartamento in cui vive è già all’asta. Se perdesse la casa rimarrebbe in strada con 300 euro al mese, dovendo corrispondere gli alimenti ai figli e pagare le rate di un altro finanziamento. Come riferito sulla pagina di “Norimberga Italiana: la LiberAzione Nazionale TecnicoPopolare“: <<Il Giudice ha opposto varie obiezioni: non voleva ricevere il ricorso, ma le argomentazioni del “pignorato”, aiutato da una risoluta e valorosa sorella, e l’inoppugnabilità dell’atto sotto il profilo procedurale e di merito, l’hanno fatto desistere ed accettare il ricorso costituzionale, una bella patata bollente, in cui si chiede alla Consulta SE VALGA PIU’ LA VITA E LA DIGNITA’ DELLA PERSONA UMANA O LA LIBERTA’ D’IMPRESA E PROFITTO. Domanda non da poco di questi tempi, la cui risoluzione potrebbe fermare molti dei crimini di banche e grandi corporation. Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook
E’ una sperimentazione, come detto, partita da pochissimo, ma gli strumenti promettono molto bene, perché appaiono sin da ora davvero potenti, dal momento che si basano su norme che hanno un valore superiore a tutte le altre: quelle costituzionali e sui diritti umani. Il giudice potrebbe non ammettere il ricorso, ma dovrà motivare la decisione e, comunque, abbiamo molte altre “cartucce da sparare”, questo è solo l’inizio. Ma anche il fatto che il giudice abbia RINVIATO L’ASTA AL 25 NOVEMBRE 2016, quando l’immobile stava andando ad asta ogni mese, ci fa ben sperare ed è un piccolo risultato che restituirà almeno 6 mesi di serenità abitativa e dignità minima, in attesa che il giudice si pronunci.>> Da uno stralcio del ricorso: [banner]”In particolare si chiede come mai in simili procedure, e nel procedimento de quo in particolare, tali norme cogenti dell’ordinamento della Repubblica relative alla difesa della dignità della persona umana e dei suoi beni vitali ed aventi un chiaro ruolo preminente rispetto alle norme che dovrebbero regolare l’iniziativa economica privata, non siano state dal Giudice, sia del merito che dell’esecuzione, considerate prevalenti e come mai, a fronte di un debito di esigua entità, pari a euro _______________ hanno ritenuto di procedere al pignoramento ed alla vendita coatta dell’immobile, che abito come prima ed unica casa nella mia effettiva disponibilità, costringendomi, in caso di vendita o distrazione dello stesso, a vivere al di sotto delle soglie di povertà ufficialmente stabilite dagli organismi pubblici preposti (si vedo sopra Istat ed Eurostat). Si chiede, altresì, cosa stia mai avvenendo nella gerarchia delle fonti del diritto, se la libertà, sicurezza e dignità sociale di ogni essere umano è di fatto subordinata all’interesse privato a gestire liberamente attività d’impresa e credito, e non per sopravvivere, ma per fare chiaramente puro profitto e troppo spesso addirittura speculazione, usura, etc.” Leggete bene la Parte Prima della Costituzione italiana http://www.governo.it/Governo/Costituzione/principi.html Se ritenere violato uno dei diritti contenuti in quei 54 articoli (come nel caso sopra citato), e ne avete le prove, scrivete a Gruppo Libra: gruppotecnicolibra@gmail.com, esponendo il vostro caso. ]]>

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