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Palermo:Il mistero della mummia bambina di 100anni

Nei sotterranei del Convento dei Cappuccini,a Palermo, sorgono le famose Catacombe dei Cappuccini dove c’è una mummia di una bambina davvero misteriosa
mummia bambina palermo

A Palermo la mummia di una bambina, sorvegliata da videocamere.
Nei sotterranei del Convento dei Cappuccini, a Palermo, sorgono le famose Catacombe dei Cappuccini. Un enorme cimitero in cui sono esposte delle mummie davvero impressionanti.

Tra queste la più famosa è forse quella di una bambina di soli 2 anni, morta circa 100 anni fa. Questa mummia, il cui corpo è quasi del tutto intatto, svela un grande mistero.

Sorvegliata da alcune videocamere, giorno e notte, è stato recentemente notato che quotidianamente la bambina apre e chiude gli occhi. Il fatto ha terrorizzato i visitatori ed incuriosito gli studiosi che ritengono si tratti di un atteggiamento legato all’umidità.
La bambina, il cui nome è Rosalia Lombardo, morta per un’infezione ai bronchi o probabile polmonite, fu mummificata su richiesta del padre, distrutto dal dolore, nel 1920. L’imbalsamazione fu curata dal professorAlfredo Salafia, lo stesso che imbalsamò Francesco Crispi.

mummia bambina palermo 2

Quali segreti custodisce Rosalia Lombardo, la “Bella Addormentata” delle Catacombe di Palermo, ritenuta a ragione la più bella mummia del mondo? Quali alchimie hanno permesso la perfetta conservazione di una bambina di due anni, a quasi un secolo dalla sua morte? Chi ne è stato l’artefice? Questi interrogativi, rimasti irrisolti per lungo tempo, trovano finalmente risposta grazie alle ricerche del paleopatologo Dario Piombino-Mascali. Una ricostruzione appassionante della vicenda che lega la piccola Rosalia Lombardo ad Alfredo Salafia, imbalsamatore palermitano e inventore del composto innovativo per l’imbalsamazione di cadaveri umani.

alfredo salafia

Alfredo Salafia Fulcro dell’attenzione dello scienziato era la mummia di Rosalia Lombardo, deceduta nel 1920 all’età di due anni e imbalsamata dal tassidermista siciliano Alfredo Salafia, che nel 1899 ottenne il permesso di sperimentare il suo innovativo composto sui cadaveri umani nella Scuola Anatomica del professor Randaccio, che fu in seguito presentato con successo all’Eclectic Medical College di New York (video correlato 4’45”). La bambina si presentava come un piccolo angelo addormentato, un raggio di luce nel buio dell’oltretomba, con riccioli dorati che le ricadevano sulla fronte e sembianze talmente autentiche da farla sembrare viva, ma sprofondata in un sonno profondo.

Ma come era stato possibile fermare l’istante della morte? Le ricerche affannose diedero finalmente i loro frutti, quando Mascali raggiunse Anna, la pronipote di Salafia: dopo otto anni di indagini, ecco apparire il manoscritto con la preziosa formula chimica che aveva consentito a Salafia di imbalsamare cadaveri illustri, come quello dello statista Francesco Crispi:

«Si tratta di un’iniezione di una miscela di formalina, glicerina, sali di zinco, alcool e acido salicilico, cui si poteva aggiungere un trattamento del volto con paraffina disciolta in etere, per mantenere un aspetto del volto vivo e rotondeggiante», spiega Dario Piombino-Mascali. Nel corso delle ricerche si è anche pensato a come garantire la preservazione della salma di Rosalia Lombardo.

«Ora che conosciamo il metodo di imbalsamazione a cui il corpo è stato sottoposto, possiamo avviare uno studio conservativo per salvaguardare la piccola mummia da un ulteriore degrado», spiega Albert Zink, direttore dell’Istituto all’EURAC. La scoperta, cui il National Geographic in un reportage dedicato assegna un importante valore storico-medico, è uno dei primi esempi di uso della formaldeide per l’imbalsamazione umana. Al contributo rivoluzionario di Salafia Dario Piombino Mascali ha dedicato il libro Il maestro del sonno eterno.

Fonti : www.fuoriditesta.it
www.scienzainrete.it

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