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Open Arms, Salvini: “Conte era d’accordo con me, ho le prove, va processato anche lui”

L’aula di Palazzo Madama ha dato il via libera all’autorizzazione a procedere chiesta dal tribunale dei ministri di Palermo contro Matteo Salvini, finito nel mirino dei magistrati per il caso della nave Open Arms. Il leader del carroccio è quindi costretto ad andare a processo, ma non vuole andare solo, vuole tirarsi dietro Conte, Trenta e Toninelli.

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“In quel tribunale ci vado a testa alta e con la schiena dritta”, così ha concluso il proprio discorso Salvini prima del voto, già sicuro che il Senato lo avrebbe mandato a processo. “Duecento avvocati si sono già offerti di difendermi gratis, che faccio, organizzo un pullman?” ironizza.

Sono orgoglioso di aver difeso l’Italia: lo rifarei e lo rifarò, anche perché solo in questo periodo gli sbarchi sono sei volte quelli dello stesso periodo di un anno fa, con la Lega al governo. Vado avanti, a testa alta e con la coscienza pulita, perché ho fatto il mio dovere con determinazione e buonsenso. Non ho paura, non mi farò intimidire e non mi faranno tacere: ricordo che per tutti i parlamentari, presto o tardi, arriverà il giudizio degli elettori” afferma.

Possono anche processare un uomo, ma non potranno mai arrestare le nostre idee e la nostra voglia di Libertà. Io non mollo” scrive successivamente sulla sua pagina Facebook .
Prima del processo però c’è una carta che il segretario della Lega vuole giocarsi: far processare anche Conte. Stando a quanto riferisce il leader della Lega ci sarebbe la corresponsabilità del governo Conte Uno nella vicenda Open Arms.

Sul blocco della nave Open Arms “c’era il totale accordo con il Presidente del Consiglio” ha affermato Salvini in collegamento con Aria Pulita su 7 Gold, precisando che che “il divieto ingresso nelle acque italiane di questa nave spagnola era a firma mia, del ministro dei Trasporti Toninelli e del ministro della difesa Trenta“.

Salvini, oltre Conte si tira dietro anche  gli allora responsabili del Mit e della Difesa, Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta, e promette di riuscire nell’intento di portarli tutti in tribunale, come annunciato dal suo recente post su facebook:
Il 3 ottobre sarò in tribunale a Catania. Rischio 15 anni di carcere per aver difeso i confini del mio Paese: è chiaramente un processo politico, ma siccome le scelte le prendevamo tutti insieme sicuramente qualche esponente del governo verrà a farmi compagnia“.

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