Menu Chiudi

Omosessuali o eterosessuali non si nasce ma ci si diventa.Lo afferma la scienza.VIDEO

omosessuali non si nasce

L’omosessualità e l’eterosessualità sono fattori che agiscono solo a livello psicologico.Non esiste alcun gene che identifica una persona come gay o etero.

Gay si nasce o si diventa? La fatidica domanda, riguardo l’esistenza di un presunto gene gay innato, ogni tanto ritorna, sebbene il quesito abbia, da tempo, ricevuto ampie e inequivocabili risposte. Recentemente la questione è stata portata nuovamente alla ribalta da una organizzazione di ex gay, americana, chiamata PFOX, la quale ha promosso a Richmond, capitale dello Stato della Virginia, una ampia campagna pubblicitaria per far conoscere i reali dati scientifici riguardo l’omosessualità. In particolare, tali dati riportano diversi casi di gemelli omozigoti, quindi perfettamente identici, che tuttavia differiscono per tendenze sessuali.Esistono almeno otto importanti studi scientifici condotti su gemelli identici in Australia, Stati Uniti, e in Scandinavia, durante gli ultimi due decenni che mostrano come gli omosessuali non sono nati omosessuali. Sono le numerose prese di posizione, anche autorevoli, contro le cosiddette “teorie riparative” hanno indotto l’opinione pubblica a ritenere che non possa esservi alcuna terapia per l’omosessualità, ovvero che le attrazioni sessuali per le persone dello stesso sesso siano “naturali” o congenite. In realtà, gli studi sopra riportati che hanno indagato sui  i fattori genetici, ormonali o neuroanatomici non hanno dimostrato «alcun termine di correlazione fisica con l’omosessualità. [banner]Chi sostiene che non esista una vera differenza tra uomini e donne crede che il corpo è sì sessuato, ma questo non è determinante. Ciò che conta è come la persona si sente. E la differenza maschile/femminile sarebbe una differenza esclusivamente culturale, cioè gli uomini e le donne sono tali perché da bambini siamo stati educati così. Fin dal concepimento siamo maschi o femmine e dal sesso genetico si forma il sesso gonadico, ormonale e morfologici e nel tempo anche il sesso psichico coerentemente con il sesso fisico, se nulla interviene a modificare questo sviluppo naturale. La sessualità, l’essere uomini o donne, è una dimensione costitutiva della persona, è un suo modo di essere, di manifestarsi, di comunicare con gli altri, di sentire, di esprimere e di vivere l’amore umano. Come dunque potersi spiegare l’origine di attrazioni sessuali rivolte alle persone dello stesso sesso? Una volta decadute le ipotesi congenite o, comunque, biologiste, non rimane che ritornare ai fattori psicologici. Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook
Di Salvatore Incardona Sono tanti i fattori che possono portare un uomo all’omosessualità. Perciò è importante non focalizzarsi soltanto ad una causa e non dare troppo peso ad un solo motivo. È una combinazione di fattori vari che caratterizzano la lotta d’ogni omosessuale.
    • abuso sessuale o anche il provare di pratiche sessuali con altri uomini
    • incesto o disturbo sessuale
    • esperienze pornografiche
    • un influsso spirituale negativo
    • l’influsso dei mass-media
    • la personalità e il temperamento
    • un immagine negativo del proprio corpo
    • insulti o l’esclusione dai coetanei
    • paura del altro sesso e l’incapacità di stabilire rapporti
    • rapporti familiari difficili e disturbati
Il punto finale è probabilmente la causa più diffusa soprattutto per quanto riguarda il rapporto fra padri e figli. Esaminiamolo in dettaglio: Il primo rapporto stretto di un bambino si stabilisce con la madre. “Nella fase iniziale della vita un bambino riceve un sentimento di sicurezza profonda dalla persona che gli sta più vicino, cioè la mamma. Tramite vari canali, come per esempio la voce, il bambino percepisce l’ambiente emotivo. Anche il tatto è una sorgente d’informazione cruciale.” Un bambino stabilisce attraverso il contatto intenso e l’interazione con la mamma una “fiducia di base (profonda)”, che lo aiuterà a superare le fasi seguenti dello sviluppo. A 18 mesi, un bambino comincia a notare la differenza fra femminile e maschile. Capisce che è diverso da sua madre e che il suo corpo assomiglia a quello del padre. Così aumenta l’importanza del ruolo del padre e il bambino cerca di stabilire un contatto, di avvicinarsi a lui. Dr. Joseph Nicolosi chiama questa fase “fase della separazione e dell’individuazione”. Questo processo di solito risulta in un’identità sessuale sana – presupposto che il padre e il figlio abbiano un rapporto sano. “Se il padre è dolce e sensibile, il figlio sarà in grado di svolgere facilmente un tale cambiamento. Impara a non identificarsi più con la madre e a stabilire un rapporto con il padre, per soddisfare le necessità sessuali e per sviluppare un’identità sessuale sana. Se il padre però si comporta in modo freddo, distante, disinteressato, critico o sfavorevole – almeno nella percezione del bambino – il figlio sperimenterà dolori e rifiuto, un fenomeno che viene chiamato “ ferita narcisista”. Le cosiddette “ferite narcisiste”, spesso portano un bambino a tirarsi in dietro nei contatti con gli uomini, che secondo lui risultano sempre vani. In questo modo si nasconde dal dolore che è stato causato dal rifiuto del padre. Un’esperienza del genere può far emergere anche altri problemi quando il bambino raggiunge la fase seguente dello sviluppo maschile, l’identificazione con altri coetanei dello stesso sesso. Se manca la fiducia nella propria maschilità, i rapporti con altri ragazzi sembrano strani, sgradevoli e forzati. Probabilmente cercherà di evitare interazioni, usando una delle tattiche seguenti: O si tirerà in dietro, cercando sicurezza e rifugio nella solitudine o rafforzerà l’amicizia con le ragazze. Quando comincia la pubertà, può succedere, che lottando con esperienze di rifiuto e d’isolamento, tali ragazzi soddisfino i loro bisogni emozionali tramite la sessualità. Invece di rivolgere l’attenzione verso le ragazze, come fanno ragazzi eterosessuali, lo fanno verso qualcos’altro. “A questo punto il ragazzo pre – omosessuale si è già staccato dal padre e dagli amici e si è allontanato dalla sua sessualità. La propria maschilità gli sembra un grande mistero. Tale ragazzo si sente attirato dalle ragazze, soltanto perché lo confortano e gli danno sicurezza. Il mondo dei ragazzi e degli uomini invece gli risulta abbastanza strano. Gli sembra di dover superare una grande gola prima di raggiungerlo. Mentre ragazzi eterosessuali sono affascinati dall’altro sesso che ottiene qualcosa di speciale, i ragazzi pre-omosessuali si sentono attirati dal loro stesso sesso.” Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook
“Questa fase Nicolosi la chiama “la fase erotica transazionale”. Inoltre spiega che “un comportamento omosessuale in realtà non è altro che una prova per ottenere fiducia del proprio corpo tramite i corpi di altri ragazzi.” Anche se l’omosessualità nella nostra società viene sempre di più accettata e vista come uno stile di vita desiderabile, la maggior parte dei ragazzi non vuole essere omosessuale. Sperano che i loro sentimenti facciano soltanto parte di una fase breve. Tanti nascondono i loro desideri e ai cristiani viene consigliato di “pregare un po’”. Alcuni provano a stabilire amicizie con l’altro sesso per liberarsi del loro desiderio. Ma in realtà niente aiuta, perché non è possibile i sentimenti e l’attrazione forte che sperimentano i ragazzi. Restano confusi e tanti sono arrivano alla conclusione di “dover” essere per forza omosessuali. Parolacce come “frocio e finocchio” assumono un significato molto negativo e così l’autostima dei ragazzi diminuisce sempre di più. Cercano di accettare la loro omosessualità che gli sembra l’unico modo per soddisfare i loro desideri. L’ultimo passo verso un’identità omosessuale di solito si svolge negli anni dopo la scuola quando tante nuove porte e possibilità si aprono. Al momento in cui un giovane scopre il mondo, lasciando l’influsso e le limitazioni dei genitori e della chiesa, l’ambiente omosessuale lo sta aspettando. Tramite bar, palestre, spiagge e siti d’Internet fatti soltanto per omosessuali, il giovane trova tante possibilità di stabilire rapporti con altri uomini – di cercare o lasciarsi trovare da altri omosessuali. Non è sorprendente il fatto che sempre più giovani hanno problemi con il loro sesso – sopratutto se si aggiungono altre difficoltà che anticipano i fattori appena citati, come per esempio i messaggi sbagliati dell’omosessualità che vengono trasmessi tramite i mass media e confermati dalla società. Lo psicologo Dott. Uriel Meshoulam riassume la questione in questo modo: “Troppo spesso vedo che la miseria di un ragazzo che per confusione e problemi sessuali comincia una terapia, è nata dalla pressione esercitata dalla nostra società. Affermazioni con intenzioni buone, come per esempio “Sii fedele ai tuoi sentimenti”, portano alla supposizione di un orientamento omosessuale “reale” sia già stabilito fin dalla nascita.” Come nasce l’omosessualità nelle donne? Fino a poco tempo fa la maggior parte delle ricerche nell’ambito dell’omosessualità si concentrava sugli uomini. Ci sono cause simili, sia per gli uomini che per le donne, che portano all’omosessualità. Però deve  anche essere presa in considerazione la differenza più significante. Nel libro di Anne Paulk “Restoring Sexual Identity” (“Restaurare l’identità sessuale”), vengono identificati e spiegati tanti fattori che possono portare una donna ad abbracciare un’identità lesbica: “Sono tanti gli influssi che cooperano allo sviluppo di un’attrazione omosessuale: traumi vissuti durante l’infanzia, come per esempio un abuso sessuale, un rifiuto del ruolo sessuale, un comportamento atipico durante l’infanzia, un rapporto disturbato fra madre e figlia o fra padre e figlia, ma anche la personalità e il temperamento.” Per poter rispondere alla domanda iniziale voglio brevemente riassumere le ricerche condotte da Anna Paulks, un’esperta in questo campo. Si tratta di una ricerca condotta per quasi due anni fra donne in situazioni diverse, da cui si sono avute esperienze lesbiche. Paulk ha riassunto i risultati in un libro. Andiamo a vedere i fattori che secondo Paulk possono buttare una donna in una lotta contro l’omosessualità. Traumi durante l’infanzia Non si può negare l’influenza che i traumi infantili hanno nella vita di una donna. Per chi ha mai osservato un abuso doloroso – sia verbale, fisico o sessuale – sono ovvie le conseguenze che tale esperienza ha nello sviluppo di una ragazza. Sorprende che il 9% delle donne nella sua ricerca ha sperimentato una situazione di abuso durante la sua vita. L’abuso più frequente si presenta  prima dei diciotto anni, alcuni esempi sono: l’abuso emozionale (quasi 70%), quello sessuale (più del 60%) e quello verbale (più della metà delle donne)” Paulk, dopo aver spiegato dettagliatamente queste esperienze terribili, indica le conseguenze oscure di tali situazioni, che spesso portano all’omosessualità. Viene citato anche il  Dr. Stanton Jones, che afferma il rischio triplo di mostrare un orientamento omosessuale dopo aver vissuto una situazione di abuso. Ogni modo d’abuso causa danni orribili nello sviluppo di un bambino. Qualsiasi tipo di sfruttamento della femminilità può spingere una ragazza adolescente ad allontanarsi dal proprio sesso. Paulk conferma: “Un abuso vissuto o anche osservato può spingere una ragazza a levare la propria femminilità.” Paulk spiega che un abuso danneggia anche le ragazze che non sono le vittime dirette. Se sono solo osservatrici possono essere influenzate negativamente. “Più del 60% è confrontato con abuso di qualsiasi tipo nell’interno della famiglia!” Il rifiuto del ruolo sessuale Secondo Paulk un rifiuto del ruolo sessuale si realizza “nell’accettare degli interessi maschili dalle ragazze in modo cosciente”. Gorge Rekers, un esperto nell’ambito dei problemi sessuali fra ragazzi ed adolescenti, spiega: “Un comportamento maschile fra ragazze è molto diffuso e molto probabilmente si tratta soltanto di una fase. Diversa è la situazione fra ragazzi che dimostrano un atteggiamento femminile. Ragazze che preferiscono attività maschili durante l’infanzia, normalmente si sentono molto sicure nella loro identità femminile e riprendono durante il loro sviluppo tanti interessi femminili. Nei casi di ragazze che mostrano un disturbo sessuale, la loro “maschilità” rimane fino all’adolescenza. Sono coloro che sono più predisposte a diventare omosessuali.” Qual’è allora il risultato? Non bisogna essere preoccupati se la figlia dimostra qualche segno di un comportamento maschile, perché non è detto che risulterà automaticamente in un rifiuto totale dell’identità sessuale. Paulk sottolinea, però, che bisogna preoccuparsi invece nel caso in cui il comportamento va oltre ad un “immagine maschile” e la ragazza non si identifica più per niente con la madre e il ruolo femminile. Comportamento atipico durante i giochi dell’infanzia Nell’articolo “Childhood Sex-Typed Behavior and Sexual Orientation” (“Comportamento e orientamento sessuale durante l’infanzia”) J. Michael Bailey e Kenneth J. Zucker spiegano che secondo delle ricerche condotte tra uomini e donne, le persone omosessuali ricordano molti modi anormali di comportarsi, da un punto di vista sessuale, durante la loro infanzia, le persone eterosessuali invece no. Un rapporto disturbato fra madre e figlia Un rapporto disturbato può causare già molto presto delle ferite gravi. Paulk spiega così la situazione: “Durante la fase iniziale, cioè dalla nascita fino all’età di 2 anni e mezzo, la bambina si attacca alla persona che si prende cura di lei e impara che sua madre è responsabile e fedele. In questo modo si stabilisce un forte legame fra la bambina e la madre. È ovvio che la trascuratezza da parte della madre può gravemente influenzare questo legame. Invece di imparare che si trova in un ambiente sicuro con una persona fedele, la bambina è messa al confronto con una madre infedele. Ecco la decisione di non identificarsi con la madre e di non avere più fiducia in lei! Madri che non sono sane al livello emotivo sono molto portate a mettere i propri bisogni davanti a quelli della figlia o semplicemente non sono accessibili al livello sentimentale. Una trascuratezza emozionale porta delle conseguenze terribili per una bambina! Paulk chiude il riassunto dei rapporti fra madre e figlia con una citazione del libro “Studie über Frauen, die angeben, dass sie sich vom eigenen Geschlecht angezogen fühlen” (“Saggi delle donne che si sentono attirate dal proprio sesso”) di Dr. Elaine Siegels: “Le figlie si ricordano bene di essere state trascurate al livello emotivo e di aver sempre cercato di piacere alle loro madri. Naturalmente  incolpavano tutte se stesse.” Rapporti disturbati fra padri e figlie Nello sviluppo normale prima viene stabilito il rapporto fra bambina e madre e solo la seconda “avventura” la porta nelle braccia amorose del padre. Il padre dovrebbe trasmettere la sua ammirazione per la femminilità della figlia, esprimendo una stima continua. Purtroppo tanti padri non sono fedeli o sono inaccessibili al livello emotivo e così non sono in grado di incoraggiare la figlia a vivere la sua femminilità. Se il padre tratta male la madre, se lui si sente in qualche modo minacciato dalla femminilità della figlia o se tratta male la propria figlia è molto probabile che la ragazza non potrà godere la sua femminilità. Se il padre rifiuta la figlia trasmette alla figlia un’immagine abbastanza negativa per quanto riguarda lo stato di “essere una donna”. E ciò può portare ad un’identità sessuale disturbata che, di conseguenza, conduce ad un orientamento omosessuale. Personalità e temperamento Ogni bambino riceve in regalo da Dio una personalità unica. I genitori,spesso, si aspettano dalle loro figlie dolcezza, tenerezza e ubbidienza, se questo non si verifica tanti genitori non sanno come reagire. Le figlie poi si sentono ferite e abbandonate e – se la personalità della figlia può essere ferita molto facilmente –  tale esperienza potrebbe aumentare il rischio di cadere nell’omosessualità. Fonti: http://www.cristianicattolici.net/omosessuali-si-nasce-o-si-diventa.html http://www.iltimone.org/32554,News.html http://www.noaimatrimonigayinitalia.it/2015/10/07/la-scienza-sbugiarda-le-lobby-omosessuali-non-si-nasce-ex-gay-superano-attuali-gay/]]>

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *