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Negli USA invasi dal covid elogi all’Italia per la gestione dell’epidemia

Coronavirus: tanti gli elogi per la gestione italiana della crisi dall’economista Paul Krugman al New York Times.

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Un vero e proprio elogio a sorpresa, quello del prestigioso quotidiano americano, che assurge l’Italia a modello per tutto il mondo.
“L’Italia è passata dall’essere l’epicentro dell’incubo a un modello per il contenimento del coronavirus che dà lezione agli Stati Uniti, dove il virus, mai sotto controllo, infuria ora in tutto il Paese”, e al resto del mondo”.

L’elogio del New York Times all’Italia sulla gestione dell’epidemia di coronavirus

Così scrive il New York Times in un lungo articolo scritto dal corrispondente da Roma in cui torna ad analizzare la gestione della pandemia da parte del nostro Paese, spiegando come sia riuscito a lasciarsi alle spalle la fase più critica dell’emergenza e lo status di posto da “evitare a tutti i costi”.
Ripercorrendo l’inizio della pandemia, il noto quotidiano americano scrive:

Dopo un inizio incerto, l’Italia ha consolidato, o almeno mantenuto, i vantaggi di un duro blocco a livello nazionale attraverso un mix di vigilanza e esperienza medica dolorosamente acquisita. Il suo governo è stato guidato da comitati scientifici e tecnici. Medici locali, ospedali e funzionari sanitari raccolgono quotidianamente più di 20 indicatori sul virus e li inviano alle autorità regionali, che poi li inoltrano al Sistema sanitario nazionale”.

Secondo lo scrittore è proprio il sistema sopra citato che ha funzionato fornendo una radiografia settimanale della salute della popolazione su cui prendere le decisioni politiche e portare così il Paese fuori da una situazione vicina al collasso.

Giusta l’estensione dello stato di emergenza

L’estensione dello stato di emergenza al 15 ottobre, prosegue il quotidiano americano, consentirà al governo di “mantenere le restrizioni in vigore e di rispondere rapidamente – anche con lockdown – a eventuali nuovi focolai. Il governo ha già imposto restrizioni di viaggio a più di una dozzina di Paesi verso l’Italia, visto che ora è l’importazione del virus da altri Paesi la più grande paura del governo“.

Il primo ministro Giuseppe Conte ha sostenuto che la nazione non poteva abbassare la guardia perché il virus è ancora in circolazione e tali poteri consentono al governo di mantenere le restrizioni in atto e di rispondere rapidamente, anche con blocchi, a tutti i nuovi cluster“.
Il NYT ammette però, che a livello economico il paese ha pagato a caro prezzo il lockdown:

Si prevede che quest’anno l’Italia perderà circa il 10% del suo prodotto interno lordo“, ricorda il New York Times. Ma a un certo punto, mentre il virus minacciava di diffondersi in modo incontrollato, “i funzionari italiani hanno deciso di anteporre la vita all’economia“.

I complimenti del premio nobel per l’economia Paul Krugman all’Italia

Come riporta il corriere, anche il premio nobel per l’economia statunitense Paul Krugman si schiera al fianco dell’Italia per la sua gestione dell’emergenza coronavirus.
Scrive Krugman: «Gli italiani hanno fatto quello che andava fatto, e rapidamente. Hanno stabilito un lockdown durissimo e l’hanno rispettato. Gli interventi pubblici hanno sostenuto lavoratori e imprese. La rete di sicurezza ha avuto buchi ma il governo ha provato a farla funzionare. In un supremo caso di non-trumpismo, il primo ministro si è perfino scusato per i ritardi».

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