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Nemmeno da morto si sfugge allo Stato: Iva sulle tombe dal 10 al 22%

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[banner]Il Fisco italiano ci perseguita anche dopo morti e ha introdotto anche la super tassa sulla Stabilità eterna, lo sfruttamento fiscale del culto dei morti e del lutto. Le tombe sono considerate più delle seconde case, forse perché da queste si può uscire da quelle no. Sulla luce perpetua, quella che illumina nella notte eterna le tombe dei defunti, il Fisco applica ua aliquota IVA doppia delle seconde case.

Pierluigi Franz con una lettera alla Presidenza del Consiglio,denuncia una odiosa svista normativa: “L’IVA sulla ‘luce perpetua’ di tombe e cappelle va ridotta dal 22% al 10%, come già previsto da tempo per l’energia elettrica “ad uso domestico” anche di ville al mare, in campagna e in montagna”.
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Questa la richiesta del Presidente del Gruppo Romano Giornalisti Pensionati presso l’Associazione Stampa Romana Pierluigi RoeslerFranz nella lettera alla Presidenza del Consiglio.

Difatti, per una banale “svista” nella normativa fiscale la “luce perpetua” pagata da centinaia di migliaia di contribuenti che mantengono vivo nei cimiteri il sentimento di pietà e il culto dei parenti defunti nel luogo della loro ultima dimora è oggi ingiustamente colpita dallo Stato con una tassa in misura più che doppia rispetto a quella che si paga normalmente sulla 1^ e sulla 2^ casa e contrasta così con gli articoli 3 e 53 della Costituzione per irrazionalità, disparità di trattamento e violazione del principio della capacità contributiva.

 

Fonte blogdieles.altervista.org

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