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La Madonna di Giampilieri è tornata a piangere. Lacrime di sangue per il coronavirus?

madonna di giampilieri torna a piangere

Torna a piangere lacrime di sangue la Madonna di Giampilieri. Il primo episodio relativo alle lacrimazioni di Giampilieri risale all’ottobre del 1989 quando si parlò delle lacrime di un’immagine del volto di Gesù. Poi arrivarono quelle della statua della Madonna diventata simbolo degli straordinari fenomeni. Da diversi anni, però, non si sarebbero manifestate lacrime di sangue.

La Chiesa non ha mai riconosciuto ufficialmente il “miracolo”, ma non ha mai impedito alle persone di recarsi in pellegrinaggio nella cappella allestita nelle adiacenze dell’abitazione della signora Pina Micali. Pellegrinaggio che oggi non è ovviamente possibile per via delle rigorose restrizioni a seguito della diffusione del contagio da coronavirus. Ed è stata proprio la signora Pina a segnalare la recente lacrimazione della madonna dopo decenni.

Pochi giorni fa, come riporta la Gazzetta del Sud, Pina Micali, nella sua umile abitazione di Giampilieri Marina, a Messina, avrebbe visto che la statua mostrata negli anni scorsi nelle tv di tutto il Paese aveva il volto rigato dalle misteriose lacrimazioni.
La Madonna piange lacrime di sangue per tutto quello che sta succedendo nel mondo e ci invita a pregare tanto”, ha affermato la donna, attribuendo lo straordinario fenomeno al grande dolore causato dall’emergenza coronavirus in tutto il mondo.

Il vescovo ausiliare di Messina, monsignor Cesare di Pietro commenta così, l’ultima presunta lacrimazione della statua della Madonna nella casa della signora Pina Micali:

La Madonna piange, sì, ma non con le statue. Piange perché fa proprio il dolore delle persone in carne ed ossa. Ed è questo quello che fa anche la chiesa: non sono le lacrime di una statua, ma la vicinanza a chi è stato colpito da questa pandemia, a tutti noi, soprattutto agli ultimi e ai più deboli, ai nostri anziani, a tutte le vittime di questo virus. Non sono le statue a piangere e a fare miracoli, sono le persone che soffrono e la nostra capacità di condividere e alleviare queste sofferenze“.

Anche stavolta, come accade ormai da oltre un trentennio, l’opinione pubblica si divide tra chi vede in quelle lacrime di sangue un segno soprannaturale e chi invece ritiene si tratti solo di una trovata.

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