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La prima grande mossa di Trump alla Casa Bianca che risolleverà le sorti di molte imprese americane

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La prima grande mossa di Trump alla Casa Bianca che risolleverà le sorti di molte imprese americane: stop al TPP (Trans Pacific Partnership).

Una mossa già annunciata in campagna elettorale da parte di Donald Trump quella di ritirare gli USA dal TPP, un trattato commerciale portato avanti e fortemente voluto dall’ex presidente Obama, a cui hanno aderito dodici stati: Australia, Brunei, Cile, Canada, Vietnam, Perù, Messico, Malesia, Giappone, Nuova Zelanda e Singapore, oltre agli Usa stessi.

Il Trans-Pacific Partnership riguarda il libero commercio (fra paesi che affacciano sull’Oceano Pacifico) di moltissimi prodotti, e prevede la cancellazione di una serie di tasse che alcuni paesi applicano alle merci provenienti da altri .

Con questo trattato quindi buona parte delle merci importate dagli USA provenienti dai paesi del Pacifico sarebbero entrate “esentasse”, mettendo in pericolo i produttori americani che avrebbero dovuto competere con una concorrenza sleale dall’ estero, e sarebbero stati costretti ad abbassare notevolmente i prezzi per vendere.

Proprio quello che già succede in Italia per via delle politiche imposte dall’ Unione, che fanno entrare i pomodori marocchini, limoni cileni, olio tunisino senza dazi e a basso prezzo facendo fallire i nostri agricoltori e produttori.

In genere, i trattati di libero scambio come il TPP vengono fatti per portare ogni paese  a specializzarsi nella produzione di ciò che sa fare meglio, smettendo di produrre il resto per comprarlo da altri paesi. Chi produce ciò che sa fare meglio aumenta la produzione e in questo modo riduce i costi e di conseguenza i prezzi. In pratica ognuno compra le cose dove sono fatte meglio e costano di meno.

Ma spesso, aderendo a tali trattati si danneggiano alcune industrie tradizionali del proprio paese, rendendo meno protetti i lavoratori, esponendoli alla concorrenza.

Trump ha detto NO a tutto questo, definendo il Ttp «un disastro potenziale per gli Stati Uniti», e il ritiro «una gran cosa per tutti i lavoratori americani». Queste le sue parole:

<<Dobbiamo proteggere i nostri confini dal saccheggio degli altri Paesi che fanno i nostri prodotti, rubando alle nostre aziende e distruggendo posti di lavoro>>.

Se solo in Italia potessimo prendere esempio……
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