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La teoria secondo cui il sistema tedesco deve comprarsi la manifattura italiana prima del crollo dell’euro comincia ad avverarsi: Italcementi acquistata da Heidelberg

Germania aziende italiane italcementi

Indeboliscono le nostre aziende con l’austerità e poi le acquistano a prezzi bassi prima del crollo dell’Euro.Quale miglior metodo per eliminare la concorrenza?Ora anche Italcementi è svenduta,cosa rimane?Ecco come Renzi ci svende e la Merkel ci acquista.

Le ricette austere di matrice tedesca stanno indebolendo le aziende dell’Europa periferica ed italiana in particolare che quindi vengono acquisite dall’estero, con massima attenzione per quei paesi che competono direttamente con la Germania (ad es. l’Italia, soprattutto l’Italia). Appunto, la Germania è interessata ad acquisire nel Belpaese i competitors delle proprie grandi aziende, non per investire con/in esse ma semplicemente per eliminare un avversario (pls check). Questo verrà provato a breve con lo svuotamento delle attività italiane delle aziende acquisite, prima di tutto in termini di manodopera e di investimenti (nell’arco di circa un triennio). La Germania deve acquistare quel che resta delle imprese italiane – maggior competitor manifatturiero della Germania – PRIMA che l’euro si rompa onde ovviare alla innegabile competizione della italiana a seguito della svalutazione competitiva che seguirà. Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook
Ecco, questa è in pillole la teoria che Mitt Dolcino (scenarieconomici.it) ha propugnato nei suoi interventi degli scorsi tre anni, la quale non è assolutamente priva di fondamento e trova riscontro nei fatti che si stanno susseguendo. [banner]Quello di Italcementi è un vero simbolo, un passo decisivo nel piano egemonico tedesco, certamente – si teme – solo il primo di una serie: la Germania, avendo compreso che l’euro è destinato a crollare, deve comprare ORA le aziende che le fanno concorrenza, soprattutto nella manifattura e soprattutto nel suo settore di elezione, quello primario (cemento, acciaio, energia, autotrazione, chimica etc. ma non nell’oil in quanto ne fu esclusa dopo la sconfitta nell’ultima guerra). O al limite farle chiudere/sperare che chiudano, come la Riva Acciai competitore della iper-problematicaThyssenKrupp (il crollo di Riva a fine del 2011 ha prima di tutto salvato il gigante tedesco dell’acciaio; coincidenza delle coincidenze è che il crollo del nostro gruppo siderurgico sia coinciso con l’alba del governo di Mario Monti e del golpe contro un primo ministro italiano democraticamente eletto. Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook
Ben inteso, sarà facile verificare che Heidelberg ha acquisto Italcementi per farla chiudere o comunque per ridimensionarla, eliminando un competitor. Per altro solo l’aspetto fiscale – tasse molto più basse in Germania che in Italia – giustificherebbe la chiusura della maggioranza delle filiali italiane rispetto a quelle meno tassate/vessate in Germania.Verificate gente, verificate se quanto stiamo asserendo si trasformerà in realtà: in particolare occhio all’occupazione di Italcementi nei prossimi tre/quattro anni ed ai tagli che seguiranno.

Ed in tutto questo, tristissimo epilogo, i nostri politici fanno grande fatica a riconoscere la grave realtà che ci aspetta, questo è l’aspetto più irritante. E soprattutto a vedere l’ormai evidente protervia tedesca, un piano ben congegnato.

Attenti politici, se la disoccupazione dovesse esplodere per colpa diretta dei tedeschi stile abbattimento/forte ridimensionamento di Italcementi da parte di Heidelberg penso che questa volta rischierete davvero di pagarla di fronte ai cittadini, soprattutto vis a vis con le maestranze esodate in forza ad esempio degli effetti del job act
Fantomas per Mitt Dolcino
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