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Un mondo troppo occupato da non parlare delle bombe a grappolo MADE IN USA sui civili in Yemen?

bombe a grappolo

Il mondo della tv è troppo occupato a parlare di cavolate sciocchezze politiche che dimentica di dare importanza alle cose che accadono REALMENTE attorno a noi!
FORSE ALCUNE VOLTE FA COMODO NON TRATTARE CERTI ARGOMENTI, FORSE FA COMODO FINGERE DI NON SAPERE E QUINDI…
FA COMODO NON INFORMARE LA POPOLAZIONE!


Fatto sta che, come possiamo leggere anche sul giornale FAMIGLIA CRISTIANA
“Le notizie dalla guerra nello Yemen arrivano a fatica fino ai giornali. E quando ci arrivano, scompaiono quasi subito
.
Forse sono troppo scomode da essere trattate con il dovuto rispetto e la dovuta attenzione e quindi… Basta fare 2 chiacchiere in 1 minuto e il servizio giornalistico è fatto!
Ma se scompare in un lampo fugace anche la notizia dell’assassinio di quattro suore di Madre Teresa (e dei loro 12 collaboratori) che lavoravano in un ospizio per anziani, allora siamo messi davvero male.
E  da qui possiamo capire quanto sia manipolata l’informazione che ci ritroviamo in questo paese… Altro che democrazia!

LE “CLUSTER BOMB” o BOMBE A GRAPPOLO IMPIEGATE NEL PAESE DOVE SONO STATE ASSASSINATE LE QUATTRO SUORE DI MADRE TERESA FANNO PARTE DI UNO STOCK VENDUTO DAGLI STATI UNITI ALL’ ARABIA SAUDITA E AGLI EMIRATI ARABI UNITI. NONOSTANTE LA LEGGE AMERICANA (CHE PERMETTE LA VENDITA ED ESPORTAZIONE DEGLI ORDIGNI) VIETI ESPRESSAMENTE AI COMPRATORI NON SOLO DI USARLE CONTRO LA POPOLAZIONE MA ANCHE NELLE ZONE DOV’È NOTA LA PRESENZA DI CIVILI. UNA CONTRADDIZIONE DALLA QUALE GLI STATI UNITI NON VOGLIONO E NON POSSONO USCIRE.
Le suore sono state uccise ad Aden, il grande porto tra Mar Rosso da cui le forze fedeli al presidente Abdel Rabbo Mansour Hadi sono riuscite a cacciare i ribelli sciiti Houthi. Proprio Hadi il quale è appoggiato da una coalizione militare di dieci Paesi guidata dall’Arabia Saudita (Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein, Qatar, Egitto, Giordania, Marocco, Senegal e Sudan), a loro volta sostenuti con armi e intelligence da Usa, Gran Bretagna, Francia e Canada, oltre a un congruo numero dei contractors americani già visti in Iraq.
VI E’ CHIARO ABBASTANZA IL CONCETTO??

-Continua famiglia Cristiana-
“Nessuno sembra aver notato il rapporto di Human Rights Watch che accusa le forze aeree della coalizione a guida saudita di aver usato Bombe a grappolo contro gli affollati quartieri alla periferia della capitale Sanaa. Anzi, per dirla con Steve Goose, esperto di armamenti della Ong, “l‘uso ripetuto da parte della coalizione di cluster bomb nel mezzo di una città affollata suggerisce l’intenzione di colpire i civili, il che è un crimine di guerra”. Le cluster bomb, o “bombe a grappolo”, sono bombe che contengono altre bombe. Quando esplodono compiono una prima distruzione. Nello stesso tempo disseminano altri ordigni più piccoli che si disperdono e compiono ulteriori disastri.

Per dare un’idea: in Afghanistan stanno ancora cercando di eliminare del tutto quelli seminati dagli apparecchi sovietici; nell’ultimo conflitto nel Sud del Libano circa il 50% degli ordigni interni alle cluster bomb rimase inesploso all’impatto. Non a caso nel 2008 è stata varata una Convenzione sulle bombe a grappolo che vieta l’uso, la vendita e l’accumulo di questo tipo di bombe e che è stata firmata da 108 Paesi. L’Italia, già produttrice di bombe a grappolo, ha aderito alla Convenzione e l’ha ratificata nel 2011.

Resta però il fatto che gli Houthi non hanno aviazione, quindi non sganciano bombe a grappolo. Le cluster bomb impiegate nelle Yemen fanno parte di uno stock venduto dagli Usa all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti. E gli Usa hanno comunque una legge che permette la vendita ed esportazione degli ordigni ma vieta ai compratori di cluster bomb non solo di usarle contro la popolazione civile ma anche nelle zone dov’è nota la presenza di civili. Ma poiché gli Usa forniscono alla coalizione a guida saudita assistenza militare e intelligence, trovano un po’ complesso ammettere che i loro assistiti facciano un po’ di crimini di guerra. E che loro, i venditori americani di cluster bomb, stiano quindi violando le leggi del loro stesso Paese. Non ci aspettiamo, quindi, che gli Usa seguano l’esempio della Svezia, che ha troncato la collaborazione militare con i sauditi.

Men che meno che seguano l’esempio del Parlamento europeo che ha votato a larga maggioranza una risoluzione per chiedere a Federica Mogherini di “lanciare un’iniziativa volta a imporre un embargo sulle armi dell’Ue contro l’Arabia Saudita”. È successo il 25 febbraio e anche di questo si è parlato poco. Forse perché anche noi abbiamo i nostri lati oscuri. Come le sei spedizioni di bombe (o sistemi d’arma) prodotte da un’azienda tedesca con due stabilimenti in Italia e partiti dalla Sardegna verso l’Arabia Saudita. Forse, sfruttando qualche tecnicismo, quelle forniture non violano la lettera dell’articolo 1 della legge 185/90 che vieta l’esportazione di armamenti verso Paesi in stato di conflitto armato e che violano i diritti umani. Ma lo spirito lo violano eccome.”

RIFERIMENTI
-http://www.famigliacristiana.it/articolo/yemen-bombe-a-grappolo-sui-civili-.aspx
http://www.informarexresistere.fr/2016/03/08/perche-il-mondo-non-si-indigna-delle-bombe-a-grappolo-made-in-usa-sui-civili-in-yemen/

 

Fonte: http://lastella.altervista.org/perche-il-mondo-non-si-indigna-delle-bombe-a-grappolo-made-in-usa-sui-civili-in-yemen/

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