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Il Financial Times avverte i tedeschi: dopo il covid19 l’Italia potrebbe uscire dall’UE

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E’ evidente ormai che il Coronavirus sta indebolendo i legami all’interno dell’Unione Europea, specie tra Italia ed UE, tra italiani e istituzioni europee, data la mancanza di solidarietà di queste ultime. In Italia il sentimento di ostilità e sfiducia nei confronti dell’Europa cresce in modo esponenziale. A dirlo non siamo solo noi e le evidenze di numerosi sondaggi condotti ma il noto sito Financial Times, che in un articolo scritto da Wolfang Munchau dal titololo “L’Italia è più in pericolo di quanto pensi l’Europa”, sottolinea come il sentimento antieuropeista italiano potrebbe portare all’uscita dall’unione, ipotesi che Munchau non esclude affatto.

Come riportato da Munchau:

<<Cosa dovrebbe fare l’Italia per risollevarsi economicamente dall’emergenza coronavirus? Vedo tre linee d’azione. La mia aspettativa per l’incontro virtuale dei leader dell’Unione Europea di questa settimana è un compromesso su un fondo di ristrutturazione. Quando gli applausi svaniranno e la gente guarderà i dettagli, si renderà conto che non avrà alcuna rilevanza macroeconomica. Questo lascerà la BCE, ancora una volta, come unica istituzione dell’UE che conta. Il suo programma pandemico farà il necessario quest’anno. 

E dopo? L’unico strumento rimasto a disposizione della BCE è “le transazioni monetarie definitive” dell’ex presidente Mario Draghi, il programma mai lanciato, che sarà per sempre associato alla sua promessa del 2012 di “fare tutto il necessario” per salvare l’eurozona. Ciò consentirebbe alla BCE di effettuare acquisti illimitati di debito italiano, ma solo se l’Italia si rivolgerà al Meccanismo europeo di stabilità (MES) per una linea di credito a condizioni agevolate. Si tratta di una linea di credito a condizioni agevolate. Non è la linea di credito in sé che conta, ma il suo legame con un programma della BCE. 

Eppure non sembra esserci una maggioranza nel parlamento italiano per il sostegno del MES. Né è chiaro che la BCE acconsentirebbe a far scattare l’OMT. L’argomento è che non si vuole affrontare l’incombente insolvenza. 

Un’altra strada da seguire è quella dell’insolvenza dell’Italia, o di una ristrutturazione del debito. Questo potrebbe essere compatibile con l’appartenenza all’eurozona, ma avrebbe bisogno del coinvolgimento della BCE, perché altrimenti il debito italiano perderebbe il suo status. Le banche nazionali sono un’altra priorità. Poiché detengono gran parte del debito sovrano italiano, l’insolvenza potrebbe portare al fallimento delle banche. Tuttavia, come sottolinea l’economista irlandese Karl Whelan, l’Italia potrebbe “tagliare i capelli” alle sue obbligazioni e ottenere risparmi sufficienti per nazionalizzarle e salvarle. Gli investitori sarebbero spazzati via, ma i depositi sarebbero risparmiati.

Infine, c’è sempre lo spettro di un’uscita dall’eurozona. Non è un evento probabile. Ma d’altronde non lo era nemmeno Brexit. Come è successo nel Regno Unito, gli italiani cominciano a dare la colpa all’Ue per tutto ciò che va male. Ho sentito la storia di qualcuno che incolpa gli olandesi per il ritardo nel pagamento dei sussidi di disoccupazione. Si tratta di un’accusa assurda, ovviamente. Ma il Movimento Cinque Stelle, il partner più anziano della coalizione al potere, potrebbe vedere un’opportunità per rilanciare il suo debole sostegno politico e giocare ad aumentare il sentimento anti-UE. È difficile frenare la drammatica svolta dell’Italia verso l’euroscetticismo, questo non se ne andrà quando finirà l’isolamento>>.

Poi il giornalista accusa la Germania e i paesi del nord perchè non stanno facendo nulla per smorzare il sentimento antieuropeista anche perchè non percepiscono il pericolo:

<<La Germania rimane scettica nei confronti dell’idea dei bond dell’eurozona. Quando i nord europei discutono di eurobond o di strumenti simili, inquadrano il dibattito in termini di solidarietà e di carità o, nel caso olandese, come un dono. Non lo vedono come un’assicurazione contro i rischi. In Germania e, suppongo, anche nei Paesi Bassi, non c’è alcun apprezzamento per un potenziale catastrofico svantaggio per i loro settori finanziari e per le loro economie in cui l’Italia è inadempiente. Eppure, il default diventa sempre più probabile se la politica esclude le alternative. Se o quando ciò accadrà, l’eurozona non sarà pronta>>.

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