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Giorgio Palù: “Andrea Crisanti non è un virologo, è un mio allievo esperto di zanzare”

In tutti questi mesi di emergenza Andrea Crisanti è uno dei tanti personaggi qualificati come virologi che vanno spesso nelle varie trasmissioni televisive per commentare l’evoluzione del nuovo virus.

Recentemente Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, mostratosi preoccupato per la crescita dei contagi ha parlato espressamente di un quasi certo lockdown natalizio. Dichiarazioni che hanno allertato milioni di lavoratori e imprenditori che vedono nelle prossime festività natalizie una speranza per far ripartire le proprie attività, dopo il lockdown di Pasqua. questo è ciò che aveva detto:

“Credo che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo”.

Andrea Crisanti è un entomologo

Il colpo di scena arriva da Giorgio Palù, suo ex professore,  professore di Neuroscienze all’Università di Philadelphia e presidente della Società europea di Virologia. Nel corso di un intervento su Tv7, nel corso della trasmissione trasmissione “Primus inter pares”  Palù ha precisato che Crisanti non è un virologo ma un entomologo, ovvero un esperto di zanzare.

Giorgio Palù Andrea Crisanti non è un virologo

Crisanti è un mio allievo, nel senso che accademicamente l’ho chiamato io da Londra. Non è un virologo, non ha mai pubblicato un lavoro di virologia. Negli ultimi dieci anni non ne ha mai pubblicato neanche uno di microbiologia. Ma è un esperto di zanzare, come entomologo” ha dichiarato pubblicamente Palù.

Un campo di tutto rispetto, ma che secondo Palù non darebbe la facoltà ad Andrea Crisanti a parlare di coronavirus su tutte le reti televisive.
Ciò che non sembra convincere Palù è il fatto che Crisanti si trovi a fare previsioni su ciò che a suo avviso andrebbe fatto per contenere l’epidemia come un lockdown a Natale. “A che titolo?” si è chiesto. Non a caso ha usato parole sprezzanti per definire la proposta fatta dal suo collega etichettandola come qualcosa vicina a “Dpcm di pseudo-virologi”.

 

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