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Fegato grasso e gonfio:ecco come depurarlo in modo naturale

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In molti soffrono di fegato gonfio e grasso a causa di una scorretta alimentazione.Depurarlo in modo naturale è facile.

Il fegato è un organo importantissimo per la depurazione del nostro organismo,infatti depura circa un litro e mezzo di sangue al minuto!

Eh si proprio così, esso neutralizza così gli effetti nocivi di tutto ciò che ingeriamo e che finisce nel nostro sangue. Dalla sua salute dipende quindi in gran parte la salute di tutto il nostro corpo.

Per questa ragione i calcoli biliari, ostruendo i dotti epatici nei quali fluisce la bile, possono compromettere notevolmente il corretto funzionamento del fegato, rivelandosi causa indiretta di numerose malattie. È stato stimato che oltre il 95% degli adulti nei paesi occidentali è affetto da calcoli biliari, formati per alterata composizione della bile e molto più dannosi dei calcoli alla colecisti.

calcoli biliari possono restare anche otto anni all’interno dei dotti prima di raggiungere dimensioni tali da essere osservati, e nel frattempo continuano a “inquinare” il nostro organismo ostacolando il corretto flusso della bile e contribuendo così alla formazione di ulteriori calcoli.

Come si può disintossicare il fegato?

Innanzitutto ,per i motivi che sono stati sopra citati,è opportuno preparare l’organismo all’espulsione dei calcoli consumando per 6 giorni un litro di succo di mela al giorno: l’acido malico ha infatti la capacità di ammorbidire i calcoli facilitandone l’espulsione.

In questi giorni l’alimentazione dovrà essere il più possibile leggera, a base di cereali, frutta e verdure, con esclusione di proteine animali  e grassi. Già in questi giorni di preparazione è possibile osservare che le feci assumono un colore tendente al verde (io l’ho verificato al quarto e quinto giorno).

Il lavaggio vero e proprio si attua in due giorni, preferibilmente durante un week end, in modo da potersi dedicare ad attività rilassanti come la meditazione, ascoltare musica o dormire.

PRIMO GIORNO Il primo giorno si consuma una colazione priva di grassi, a base di frutta oppure di cereali tiepidi (ad esempio avena) ai quali non devono essere aggiunti né grassi né zuccheri. Nell’arco della mattinata deve essere consumato l’intero litro di succo di mela.  Il pranzo sarà altrettanto leggero, a base di riso e verdure bollite, conditi esclusivamente con sale integrale, senza aggiunta di oli né altri condimenti. Dalle 13.30 in poi non saranno più consumati né cibi né bevande ad eccezione dell’acqua.

Alle 18 si prepara una miscela composta da tre bicchieri d’acqua e quattro cucchiai di Sali di Epsom (conosciuti anche come sale inglese o sale amaro, facilmente reperibili nelle farmacie oppure on line) e se ne beve una prima dose, pari a tre quarti di bicchiere. Il sapore è amaro ma gradevole, simile al succo di pompelmo.È comunque possibile aggiungere un po’ di succo di limone per migliorarne il sapore o bere da una cannuccia per “saltare” le papille gustative.

Alle ore 20 se ne beve una seconda dose. Se entro le 21 ancora non si è avvertito lo stimolo ad evacuare, è bene svuotare l’intestino con un clistere. In questa prima evacuazione possono già essere presenti dei piccoli calcoli, di colore verde pisello oppure chiari, tra il giallo e il marrone.

Alle ore 22 si prepara un’altra miscela così composta: tre quarti di bicchiere di spremuta di agrumi preparata al momento e mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva, ho messo il tutto in un thermos e ho agitato ben bene per omogeneizzarli. Ci si posiziona poi accanto al letto, si ingerisce la miscela tutto d’un fiato  e ci si corica a letto immediatamente, con due cuscini sotto la testa per evitare rigurgiti. Anche per questo è importante aver liberato prima l’intestino.

Durante la notte si potrebbe avvertire un senso di nausea  dovuto all’espulsione di una grande quantità di tossine,che se ne andrà nell’arco della mattinata successiva.

SECONDO GIORNO Alle 6 del mattino si assume la terza dose di Sali e alle 8 la quarta e ultima dose. Si può comunque tornare a dormire se se ne avverte l’esigenza, alzandosi al bisogno per evacuare.

Alle ore 10 si assume una spremuta preparata al momento e dopo mezz’ora si può consumare un frutto.   Alle 12 si può pranzare consumando un pasto preferibilmente leggero come il giorno precedente. Tra la sera e il giorno successivo si può tornare gradualmente all’alimentazione abituale.
Premettendo che praticamente tutti abbiamo calcoli biliari, può accadere che qualcuno non li espella. In questo caso è logico supporre che i calcoli siano di dimensioni tali da necessitare una maggiore preparazione per essere ammorbiditi ed eliminati. Il processo andrà quindi ripetuto a distanza di 3 settimane, anche più volte se necessario.

In ogni caso è consigliabile ripetere il lavaggio ogni 3 settimane finché non verranno più espulsi calcoli per 2 lavaggi consecutivi.

Questo perché ad ogni lavaggio vengono espulsi solo i calcoli più vicini ai dotti mentre quelli in posizione più arretrata avanzeranno in direzione dei dotti nelle 3 settimane successive. Se per 2 cicli consecutivi all’ultima espulsione non vengono prodotti ulteriori calcoli, il fegato può considerarsi libero, e il lavaggio può essere ripetuto ogni 6 mesi.

Fonte: http://www.curarsialnaturale.it

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