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Non paga l’Iva perchè lo stato gli deve 4milioni.Il giudice lo assolve:”E’ evasione di sopravvivenza”

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Ha dei debiti con lo stato  il quale è a sua volta in debito con lui. E’ stato assolto un imprenditore di Pescara per “Evasione di sopravvivenza”.Ecco i dettagli

Viviamo in uno Stato blando nel considerare le scadenze quando si tratta di pagare ed inesorabile con i contribuenti quando è il momento di incassare. Ma questa volta ha trovato sulla sua strada un giudice coraggioso e giusto del Tribunale di Pescara che ha messo i bastoni tra le ruote alla “prepotenza del fisco”.

[banner]L’imprenditore su cui è stato chiamato ad esprimersi è in crisi per colpa dei crediti che vanta dalle pubbliche amministrazioni , e nonostante ciò lo stato, pur essendo in torto, pretende dall’imprenditore il pagamento dell’ iva, previo il sequestro preventivo dei conti e dei beni dell’azienda.
Il principio che il giudice in questione ha fatto valere è semplice: se lo Stato è debitore di una azienda per 3 milioni e 900mila euro, non può obbligarla a pagare l’Iva e le tasse, metterla in ginocchio e farla chiudere.

Infatti, l’imprenditore pescarese Corrado C., manager di una azienda di costruzioni, per versare le tasse avrebbe dovuto chiudere la propria attività, ma il giudice lo ha graziato classificando la sua evasione come “evasione di sopravvivenza”, perché il denaro che deve al fisco è l’unico con il quale può tenere in vita la sua azienda e pagare i suoi dipendenti.

In dettaglio ,già dal 2005 Corrado C. si era visto costretto a rattizzare con Equitalia le imposte arretrate, si è trovato così, nel 2011, a non versare 170mila euro di Iva. Nel frattempo, però, mentre si riduceva quasi sul lastrico, l’imprenditore  accumulava quasi 4 milioni di euro di crediti con la pubblica amministrazione, denaro dovuto ma pagato con un ritardo tale da mettere in ginocchio l’azienda.

Nonostante fosse dalla parte della ragione l’imprenditore  aveva provato in tutti i modi a saldare la cartella esattoriale, ma non ci era riuscito. E così, alla fine, quando ha visto che i suoi crediti con la Pubbliche amministrazioni  diventavano eccessivi, aveva deciso di evadere.

Così, per il giudice, quella stessa pubblica amministrazione che gli chiedeva ora indietro i versamenti i del Fisco, è stata ritenuta responsabile della situazione della ditta di Corrado C., e lo ha quindi assolto per “evasione di sopravvivenza”.

E pensare che sarebbe stato sufficiente applicare i principi contabili più semplici: se un’azienda deve incassare dalle Pubbliche amministrazioni una cifra pari o superiore alle tasse che dovrebbe versare, il suo debito deve essere considerato saldato.
Ma si sa, siamo in Italia…-

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