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Mentre gli altri paesi puntano sulle energie rinnovabili, il governo italiano emana leggi per ostacolarle.Ecco quali

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Mentre in altri paesi si scommette sulle rinnovabili, gli ultimi tre governi italiani stanno facendo dei passi indietro, puntando invece sul…petrolio! Forse per fare gli interessi di potenti lobby petrolifere? E’ in questo modo che si vogliono ridurre le emissioni di CO2, la principale causa del riscaldamento globale?

Partiamo però con una dato decisamente positivo. Impianti per le energie rinnovabili sono ormai presenti in tutti i comuni italiani. Siamo i primi al mondo per il contributo del solare rispetto ai consumi energetici. Ma alcune recenti riforme governative stanno frenando questa crescita. Inchiesta sul paese delle contraddizioni… Legambiente ha rilasciato la decima edizione del suo rapporto «Comuni Rinnovabili 2015». Le notizie sono buone. Innanzitutto, le energie rinnovabili sono ormai presenti in tutti gli 8.047 comuni italiani, contro i 356 del 2005. In tutto il territorio inazionale sono presenti bel 800 mila impianti, tra eolico, idroelettrico, geotermico, fotovoltaico, ecc. In particolare, siamo il primo Paese al mondo per il contributo del solare rispetto ai consumi elettrici (l’11% ad Aprile 2015). Ora, in Italia, bel il 38,2% dei consumi elettrici viene da energie pulite (contro il 15,4% del 2005). [banner]Questi dati ci aiutano a sfatare il mito che queste fonti hanno solo un ruolo marginale per la produzione della nostra energia. Aumentando il contributo energetico delle rinnovabili, è quindi diminuito quello delle fonti fossili, con una conseguente minore importazione dall’estero. Tutto questo ha portato ad un calo del costo dell’energia elettrica: da 76 a 48 euro per megawattora tra il 2008 e il 2014. Ma se l’energia costa di meno, perché le nostre bollette non diminuiscono? Anzi, se si vuole essere precisi, il costo della bolletta della luce, negli ultimi 10 anni,è cresciuto dell’53%. Come mai? Oltre a quella sopra riportata, sorge un’altra domanda:Come mai il govenno, nonostante questi dati positivi, fa di tutto per emanare decreti che ostacolano la produzione di energia elettrica tramite fonti rinnovabili? Ci riferiamo al decreto Spalma incentivi. Si tratta, almeno in alcuni suoi punti, di una vera e propria stangata economica che Palazzo Chigi ha regalato ai produttori di energia rinnovabile, e che consiste, essenzialmente in un sensibile taglio agli incentivi in tale settore. Questa riforma, accanto all’assenza di procedure chiare per l’approvazioni dei progetti che attualmente sta bloccando 15 possibili impianti eolici (siamo sempre in Italia, non dimentichiamocelo), ha portato ad una diminuzione sui ritmi di crescita della produzione delle rinnovabili. Oltre allo Spalma incentivi, c’è anche il renziano Sblocca Italia, che, in pratica, sbloccherebbe nel Bel Paese l’uso delle trivelle, che verrebbero impiegate per estrarre petrolio soprattutto nel mare italiano e in Basilicata. «Abbiamo preso provvedimenti molto seri -ha dichiarato il presidente del Consiglio-. Se c’è il petrolio in Basilicata sarebbe assurdo, in questo momento, rinunciarvi». Ragionamento apparentemente sacrosanto, ma che non tiene conto né del danno ambientale che questo comporterebbe, né dall’aumento drastico del rischio di terremoti nella zona e neanche del fatto che, un giorno, il petrolio finirá. Occorrerebbero, invece, politiche energetiche a lungo raggio (come lo sono quelle delle energie rinnovabili, in quanto il sole e il vento non cesseranno di esistere nel breve termine). Un’ultima stangata sarà, se verrà approvato, un decreto sugli incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche, attualmente in corso di discussione al Governo. Non lasciatevi fuorviare dal titolo. Secondo Legambiente, il nuovo decreto riduce drasticamente gli incentivi alle rinnovabili con tagli fino al 40% agli incentivi per piccoli impianti eolici e del 24% per il mini idroelettrico. Al contrario, non si registra nessun taglio per i rifiuti da bruciare negli inceneritori, che potranno beneficiare di tariffe più alte rispetto a quelle previste per l’eolico. Quindi dopo lo spalma-incentivi che ha penalizzato il solare e lo Sblocca Italia che ha rilanciato le trivellazioni di petrolio e gas, un ennesimo provvedimento nel settore energetico che risponde solo alle richieste di alcune lobby e va contro gli interessi dei cittadini e dell’ambiente. Al contrario dell’ Italia, in molti paesi nel resto del mondo invece si punta sulle energie rinnovabili. Ormai infatti, che le fonti energetiche del futuro saranno non più i combustibili fossili, ma le fonti rinnovabili, lo hanno capito anche gli arabi che, con tutto il loro petrolio, hanno deciso di puntare per il futuro sull’eolico e sul fotovoltaico. Ma il mondo si divide tra chi capisce e chi fa finta di non capire con lo scopo di continuare ad ingrassare…. Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook
Ma quanto può durare tutto ciò? Gli investitori dell’energia fossile avranno sempre più difficoltà a difendere i propri interessi: per la prima volta in Europa, un’intera regione produce il 100% della sua elettricità grazie all’energia rinnovabile! La Bassa-Austra (che -come indica il nome- si trova in Austria) conta 1,65 milioni di abitanti distribuiti in 19 mila Km2. Le autorità di questa regione, negli ultimi anni, hanno preso la decisione di puntare sulle rinnovabili, ed il risultato è sorprendente. In tredici anni, 2,8 milioni di euro sono stati consacrati a questo obiettivo e ben 300 mila persone hanno partecipato al programma di cambiamento energetico. Il risultato è che le sole origine dell’elettricità della Bassa Austria è il seguente: idroelettrica (63%), eolica (26%), energia delle biomasse (9%), solare (2%), per un totale -appunto- del 100%. Crédit photo : FeratelL’Austria aveva già rinunciato al nucleare 37 anni fa, ed ecco che la scommessa è stata vinta, almeno per una sua regione. Ma anche tutta la nazione è sulla buona strada. Infatti, l’insieme dei suoi bisogni energetici (compresi riscaldamento, trasporti e industrie) è già coperto per il 30% dall’energie rinnovabili. E da qui a quindici anni sarà la metà! L’Austria è ancora lontana dall’essere un paese come la Costa Rica (il cui fabbisogno energetico è coperto per il 99,2% dalle rinnovabili), ma è comunque la prova che, se si vuole, si può! Fonti : https://oltrematrix.wordpress.com/2015/09/29/energie-rinnovabili-notizie-dallitalia/ https://oltrematrix.wordpress.com/2015/12/08/la-bassa-austria-produce-unelettricita-100-rinnovabile/]]>

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